San Tommaso, apostolo

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Lunedì 3 Luglio 2023

“Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».” (Gv 20,24-29)

Tommaso non crede ai suoi confratelli con i quali è stato assieme per tre anni.
Tommaso dubita, è scettico, non ha fiducia in quello che gli viene riferito. Eppure sono i suoi compagni di viaggio che gli riferiscono l’apparizione del Signore Gesù Risorto. Tommaso non crede.
Pone una sfiducia nei confronti degli altri Apostoli, e le ipotesi possono essere diverse fra cui avrebbe potuto pensare ad una allucinazione collettiva dei suoi confratelli causata dal profondo dispiacere di aver perso il Maestro.
Ma Tommaso, dopo otto giorni è presente assieme con tutti gli altri Apostoli nella stessa casa dove Gesù era apparso da Risorto. Si apre a una possibilità verso i suoi amici Apostoli e soprattutto al Signore Gesù che appare.
Quanta incredulità c’è fra i credenti ancora oggi! Ma come Tommaso è possibile cambiare e credere.
Signore aumenta la nostra fede!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 20,24-29, Lunedì 3 Luglio 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

V Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 2 Luglio 2023

“In quel tempo. Mentre camminavano per la strada, un tale disse al Signore Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio». Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».” (Lc 9,57-62)

Gesù insegnava e praticava molti segni per annunciare il Regno di Dio. Alcune persone rimanevano colpite dal suo insegnamento e dalla sua persona che infondeva fiducia, speranza. Alcune decidevano per conto proprio di abbandonare tutto e di seguire Gesù, altre erano chiamate direttamente dal Signore Gesù.
Alcune delle prime persone che volevano di loro volontà seguire il Signore Gesù, non avevano però riflettuto sufficientemente prima di prendere la decisione magari spinte dall’entusiasmo del momento. Gesù insegna subito la condizione del discepolo che a volte può essere severa:
«Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo», e «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».
Altre sono invece direttamente chiamate dal Signore Gesù non sono pronte alla chiamata e prima vorrebbero fare altre cose umanamente giuste ma non lo sono nell’esigenza del Vangelo per chi è chiamato ad annunciarlo:
«Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».
La grandezza d’amore dell’annuncio del Vangelo supera qualsiasi esigenza umana, è annuncio di salvezza ad altre persone che grazie a questo possono cambiare vita. Ecco come può essere capita la frase: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti”. Sono i parenti che non vogliono aderire al Vangelo ed è quasi impossibile convincere un proprio parente. L’invito è quello di dedicarsi a evangelizzare altre persone senza escludere, senza alzare muri ai propri parenti o amici.
Gesù aiutaci a essere piccoli annunciatori del Vangelo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 9,57-62, Domenica 2 Luglio 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della IV Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Sabato 1° Luglio 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità. Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male. Tutti furono presi da timore e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?». E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione circostante.” (Lc 4,31-37)

Un uomo posseduto dal Demonio viene liberato, è ridonata la libertà di agire e scegliere. Gesù è colui che libera perché ognuno possa esprimere il bene nella vita.
Dove c’è il possedere di uomini su altri, li non c’è libertà ma riduzione a forme di schiavitù dove l’uomo non ha la sua dignità. Tutt’oggi c’è ancora questo anche nelle nostre società “cosiddette evolute”. La libertà è un grande valore che si discosta dall’uniformarsi a pensieri e atteggiamenti dove altrimenti non è possibile avere quel lavoro oppure essere accettato da altre persone. La libertà è esprimere il proprio pensiero, la propria persona senza essere condannato o messo a disparte. Questa è la vera libertà è cristiana che fa diventare ricchi dentro.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 4,31-37, Sabato 1° Luglio 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della IV Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Venerdì 30 Giugno 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei palazzi dei re. Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto:
“Ecco, dinanzi a te mando il mio messaggero
davanti a te egli preparerà la tua via”.

Io vi dico: fra i nati da donna non vi è alcuno più grande di Giovanni, ma il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui.
Tutto il popolo che lo ascoltava, e anche i pubblicani, ricevendo il battesimo di Giovanni, hanno riconosciuto che Dio è giusto. Ma i farisei e i dottori della Legge, non facendosi battezzare da lui, hanno reso vano il disegno di Dio su di loro.
A chi dunque posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così: “Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”. È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: “Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!”. Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli».” (Lc 7,24b-35)

Alcune persone al seguito di san Giovanni Battista si facevano battezzare, fra queste persone non c’erano i farisei e i dottori della legge. Proprio loro avrebbero dovuto ascoltare e accettare quella novità che il Signore gli voleva elargire e decidere per la salvezza preannunziata da Giovanni il Battista e poi donata da Gesù. Ma non fu così.
Consideravano Giovanni il Battista come un indemoniato e Gesù come uno che mangia e beve di sproposito perché accanto ai peccatori. Ma proprio per questo Gesù era venuto, per salvare i peccatori e Giovanni Battista conduceva una vita essenziale con poche cose da mangiare e vestire perché gli bastava la comunione con Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 7,24b-35, Venerdì 30 Giugno 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Santi Pietro e Paolo, apostoli

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Solennità
Giovedì 29 Giugno 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».” (Gv 21,15b-19)

Gesù Risorto chiede per tre volte a Pietro se lo ama, se gli vuole bene. Gesù chiede una rassicurazione a Pietro che dovrà guidare i primi passi della Chiesa di Gesù, lo aveva rinnegato per tre volte. Pietro dovrà pascolare gli agnelli, le pecore di Gesù. La Chiesa inizia a comporsi con questa investitura di Pietro. Gesù nonostante quel triplice rinnegamento, sa molto bene che rimarrà saldo e fedele al suo compito perché ha capito una nuova dimensione d’amore che è giunta come dono.
Un errore anche se grave può essere perdonato e corretto a tal punto da diventare una persona nuova e essere in una nuova e più sincera relazione con il Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 21,15b-19, Giovedì 29 Giugno 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della IV Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Mercoledì 28 Giugno 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla. Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei. Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre. Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo». Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.” (Lc 7,11-17)

Un unico figlio di una madre vedova era morto, oltre il dolore per la madre vi era anche un futuro di indigenza, di forte povertà per questa donna. L’intervento di Gesù ridona speranza verso un futuro, il figlio rivive e viene restituito alla mamma.
Gesù dona la vita che non ha termine e continua per sempre. Quel figlio ormai morto riprende coscienza ed è proprio lui che non ha smesso di esistere ma aveva lasciato il proprio corpo che era rimasto esanime, morto. Il corpo era ormai morto ma l’anima di quel ragazzo era rimasta viva.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 7,11-17, Mercoledì 28 Giugno 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della IV Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
sant’Arialdo, diacono e martire
Martedì 27 Giugno 2023

“In quel tempo. Quando ebbe terminato di rivolgere tutte le sue parole al popolo che stava in ascolto, il Signore Gesù entrò in Cafàrnao. Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l’aveva molto caro. Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo. Costoro, giunti da Gesù, lo supplicavano con insistenza: «Egli merita che tu gli conceda quello che chiede – dicevano –, perché ama il nostro popolo ed è stato lui a costruirci la sinagoga». Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa, quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli: «Signore, non disturbarti! Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo io stesso non mi sono ritenuto degno di venire da te; ma di’ una parola e il mio servo sarà guarito. Anch’io infatti sono nella condizione di subalterno e ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa». All’udire questo, Gesù lo ammirò e, volgendosi alla folla che lo seguiva, disse: «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!». E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito.” (Lc 7,1-10)

Un centurione sente parlare di Gesù, crede nella sua parola, invia alcuni anziani dei Giudei per chiamarlo affinché salvi il suo servo.
Nel frattempo il centurione capisce che la sua richiesta è sproporzionata, non è degno che sia fatto un gesto così importante e manda questa volta alcuni amici a dirgli di non disturbarsi.
«Signore, non disturbarti! Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto»
Ma la fede del centurione è profonda, egli comprende Gesù come un subalterno rispetto a Dio e con l’autorità su molte persone, probabilmente il centurione si riferisce a degli angeli. Il servo del centurione viene guarito da Gesù.
«ma di’ una parola e il mio servo sarà guarito.»
Un poco di fede può muovere delle montagne, quei macigni che nella vita si ritengano inamovibili.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 7,1-10, Martedì 27 Giugno 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della IV Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Cirillo d’Alessandria, vescovo e dottore della Chiesa
Lunedì 26 Giugno 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro.
Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.
Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo . L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda. ” (Lc 6,39-45)

«Un discepolo non è più del maestro»
A volte ci si crede più grandi, superiori a tutte le persone. Si tratta della superbia dove ogni pensiero altrui è considerato sciocco o non completo.
«Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene»
Togliendo via il pensiero di essere persona perfetta, allora potrà aprirsi la vista per correggere il prossimo nella considerazione di essere un peccatore, bisognoso sempre di perdono.
«Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo»
La pazienza, l’attesa fa emergere la verità: il bene o il male.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 6,39-45, Lunedì 26 Giugno 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

IV Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 25 Giugno 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti. Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà.
Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva».” (Lc 17,26-30.33)

Nella storia della salvezza, la scelta dell’uomo è stata spesso verso il male, di avere ogni intimo intento nel cuore null’altro che male. Così nei giorni di Noè quando Dio si pentì della creazione dell’uomo perché «vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni intimo intento del loro cuore non era altro che male, sempre » (Genesi 6,5)
Così nei giorni di Lot dove il cuore dell’uomo esprimeva egoismo e ogni sorta di sopraffazione dell’altro.
Ma chi riuscirà ad aprire la propria esistenza al bene aprendo il cuore al Signore Gesù e nei confronti delle altre persone, perderà la propria vita ma ne ne avrà una nuova calata in una dimensione d’amore altrimenti non sperimentabile. È la conversione: gli intimi intenti di male sono sostituiti dagli intimi intenti di bene affinché ogni azione abbia come origine il bene.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 17,26-30.33, Domenica 25 Giugno 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Natività di san Giovanni Battista

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Solennità
Sabato 24 Giugno 2023

“In quel tempo. Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.
Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccaria. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante si aprirono la sua bocca e la sua lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose.
Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.
Zaccaria, suo padre, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo:
«Benedetto il Signore, Dio d’Israele,
perché ha visitato e redento il suo popolo».” (Lc 1,57-68)

Oltre alla nascita di Gesù Cristo e alla natività della beata Sempre Vergine Maria, la Chiesa ricorda la nascita di San Giovanni Battista. Gesù parla di Giovanni il Battista come il più grande dei profeti ed è colui che avrà un ruolo importante nella preparazione di un popolo ben disposto perché accolga Gesù.
L’incredulità iniziale del padre Zaccaria che lo aveva reso muto, ora si trasforma in gioia e ringraziamento al Signore e queste sono le sue prime parole dopo un silenzio lungo quanto una intera gestazione «Benedetto il Signore, Dio d’Israele…».
Il dubbio, l’incertezza si trasformano in fede e affidamento al Signore. È ridonata la speranza, la gioia nel cuore perduta con la diffidenza e il dubbio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,57-68, Sabato 24 Giugno 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)