Lunedì della I settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Lunedì 14 Novembre

“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono. Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì. Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.” (Mt 4,18-25)

Gesù nella camminata lungo il mare della Galilea si avvicina ai due fratelli Pietro e Andrea, va verso questi due fratelli, è lui che arriva e dà l’occasione di seguirlo.
L’Avvento appena iniziato ci offre una immagine del Signore che viene verso gli uomini per dare occasione di una novità di un Dio che vuole venire ed essere accanto all’uomo.
L’uomo così incontrato ha la libertà di scegliere, se seguire o meno il Signore, se cambiare o meno la sua esistenza.
Pietro e Andrea e poi Giacomo e Giovanni dopo l’incontro con Gesù, decidono di seguirlo abbandonando addirittura il loro lavoro. Colui che hanno incontrato è qualcuno d’importante, non per le sue ricchezze che non aveva, ma per la ricchezza interiore d’amore di cui è datore.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 4,18-25 Lunedì 14 Novembre 2022 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

I Domenica di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
La venuta del Signore
Domenica 13 Novembre

“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù, uscito dal tempio, se ne andava, gli si avvicinarono i suoi discepoli per fargli osservare le costruzioni del tempio. Egli disse loro: «Non vedete tutte queste cose? In verità io vi dico: non sarà lasciata qui pietra su pietra che non sarà distrutta». Al monte degli Ulivi poi, sedutosi, i discepoli gli si avvicinarono e, in disparte, gli dissero: «Di’ a noi quando accadranno queste cose e quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo». Gesù rispose loro: «Badate che nessuno vi inganni! Molti infatti verranno nel mio nome, dicendo: “Io sono il Cristo”, e trarranno molti in inganno. E sentirete di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi, perché deve avvenire, ma non è ancora la fine. Si solleverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno carestie e terremoti in vari luoghi: ma tutto questo è solo l’inizio dei dolori. Allora vi abbandoneranno alla tribolazione e vi uccideranno, e sarete odiati da tutti i popoli a causa del mio nome. Molti ne resteranno scandalizzati, e si tradiranno e odieranno a vicenda. Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti; per il dilagare dell’iniquità, si raffredderà l’amore di molti. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato. Questo vangelo del Regno sarà annunciato in tutto il mondo, perché ne sia data testimonianza a tutti i popoli; e allora verrà la fine. [Quando dunque vedrete presente nel luogo santo l’abominio della devastazione, di cui parlò il profeta Daniele – chi legge, comprenda –, allora quelli che sono in Giudea fuggano sui monti, chi si trova sulla terrazza non scenda a prendere le cose di casa sua, e chi si trova nel campo non torni indietro a prendere il suo mantello. In quei giorni guai alle donne incinte e a quelle che allattano! Pregate che la vostra fuga non accada d’inverno o di sabato. Poiché vi sarà allora una tribolazione grande, quale non vi è mai stata dall’inizio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà. E se quei giorni non fossero abbreviati, nessuno si salverebbe; ma, grazie agli eletti, quei giorni saranno abbreviati. Allora, se qualcuno vi dirà: “Ecco, il Cristo è qui”, oppure: “È là”, non credeteci; perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi segni e miracoli, così da ingannare, se possibile, anche gli eletti. Ecco, io ve l’ho predetto. Se dunque vi diranno: “Ecco, è nel deserto”, non andateci; “Ecco, è in casa”, non credeteci. Infatti, come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Dovunque sia il cadavere, lì si raduneranno gli avvoltoi.] Subito dopo la tribolazione di quei giorni, “il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno sconvolte”. Allora comparirà in cielo il segno del Figlio dell’uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi del cielo con grande potenza e gloria. Egli manderà i suoi angeli, con una grande tromba, ed essi raduneranno i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all’altro dei cieli».” (Mt 24,1-31)

Nella prima Domenica d’Avvento nel Rito ambrosiano troviamo uno sguardo verso la seconda venuta del Signore Gesù nella gloria. Vi sarà una evidenza nella quale nessuna persona potrà sbagliarsi riguardo la fine dei tempi poiché vi saranno evidenti segni di sconvolgimento degli ordini naturali.
Ma come siamo chiamati ad attendere la venuta del Signore in questo periodo d’Avvento?
Certamente non riguarda l’attesa della fine dei tempi (a Dio piacendo) ma di una attesa della venuta del Signore Gesù nei nostri cuori. In questo c’è una chiamata a permettere che possa accadere la presenza del Signore Gesù in ognuno di noi.
In questa attesa che nell’ideale vorrebbe essere nella pace e nella concordia, non mancano invece tribolazioni, sofferenze, incomprensioni , divisioni, guerre, ingiustizie, ma queste non devono schiacciarci e non devono distogliere dall’attesa della venuta del Signore Gesù.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 24,1-31 Domenica 13 Novembre 2022 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Sabato dell’ultima settimana dell’anno liturgico

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Giosafat, vescovo e martire
Sabato 12 Novembre

“In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a dire ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!». ” (Mc 13,5a.33-37)

Nell’ultimo giorno dell’anno liturgico è proposto il Vangelo di Marco con i versetti che gridano la necessità della vigilanza. La vigilanza ha un suo costo, con una viva attenzione riguardo le azioni che si compiano, riguardo la realtà che continua a mutare, riguardo la fede.
Se si custodisce bene quel bagaglio di fede che si è ricevuto e ampliato, non dovremmo avere alcun timore del futuro con una fiducia nel Signore che non viene così a mancare.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 13,5a.33-37 Sabato 12 Novembre 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

San Martino di Tours

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Festa
Venerdì 11 Novembre

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”».” (Mt 25,31-40)

L’inconsapevolezza d’essere osservati dal Signore nel fare del bene.
Un aspetto non di poco conto nel quale c’è l’umiltà del donarsi senza cercare alcun ritorno di gloria, economico o quant’altro.
San Martino di Tours, con la spada taglia in due il suo mantello militare, per difendere un mendicante dal freddo. Questo mendicante è Gesù. Questo è l’episodio famoso di condivisione di un bene per favorire il prossimo in difficoltà.
Quando vi è un gesto che ha un vero contenuto d’amore, non si chiede nulla in cambio, allora lì c’è il Signore con il suo amore che sostiene e dona pace e gioia nel cuore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 25,14-30 Giovedì 10 Novembre 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì dell’ultima settimana dell’anno liturgico

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Leone Magno
Giovedì 10 Novembre

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì. Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”. Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”».” (Mt 25,14-30)

Un uomo consegna i suoi beni a tre servi distribuendone secondo le capacità di ognuno.
Stupisce che i beni siano dati in custodia con piena fiducia di fatto delegando in modo completo queste tre persone. Quello che faranno di questi beni ne risponderanno al ritorno dell’uomo ma adesso sono chiamati a gestirli come se fossero di loro proprietà.
Per i primi due non vi sono impedimenti affinché possano far fruttare bene i talenti consegnati, per il terzo c’è la paura.
Questa immobilizza il servo che non riesce a fare nulla con il talento consegnato e lo seppellisce senza usarlo, senza impiegarlo. Così al ritorno dell’uomo avrà un severo giudizio per non aver impiegato il suo talento-
Quali talenti sappiamo in coscienza d’avere? Li stiamo impiegando, stiamo usando le nostre capacità a favore della comunità, delle persone che ci sono vicine?
Signore aiutaci a essere persone che si giocano per essere felici.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 25,14-30 Giovedì 10 Novembre 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Dedicazione della Basilica Lateranense

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Mercoledì 9 Novembre

“In quel tempo. La donna Samaritana dice al Signore Gesù: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità».” (Gv 4,19-24)

San Giovanni in Laterano, Cattedrale di Roma, fatta costruira da Costantino agli inizi del 400, è la madre di tutte le chiese di Roma e del mondo.(dell’urbe e dell’orbe). I cristiani sentivano la necessità di riunirsi in un luogo rappresentato da questa Cattedrale. Oggi è la festa di tutte le chiese del mondo.
La vera chiesa sono i fedeli, siamo noi, per cui non vi è l’obbligo di una chiesa consacrata per celebrare la Messa, basta la fede di qualche cristiano che si riunisce per celebrare la Parola di Dio, l’Eucarestia, lo stare assieme con la fede nel Signore Gesù.
«Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre.»
Di fatto liberando il fedele dall’obbligo di un preciso luogo dove celebrare il culto.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 4,19-24 Mercoledì 9 Novembre 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì dell’ultima settimana dell’anno liturgico

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Martedì 8 Novembre

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chi è dunque il servo fidato e prudente, che il padrone ha messo a capo dei suoi domestici per dare loro il cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così! Davvero io vi dico: lo metterà a capo di tutti i suoi beni. Ma se quel servo malvagio dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda”, e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a mangiare e a bere con gli ubriaconi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli ipocriti: là sarà pianto e stridore di denti».” (Mt 24,45-51)

Un padrone, oggi diremo un datore di lavoro, che trova il suo servo (collaboratore domestico) fedele al compito assegnatogli senza aver approfittato di nulla, non gli darà ancora più responsabilità?
Parimenti, coloro che seguono fedelmente il Signore Gesù ascoltando al sua Parola e mettendola in pratica, avranno certo una grande benevolenza da parte del Signore
Così il contrario, quando il servo è infedele e approfitta dell’assenza del padrone. Non sarà forse mandato via al ritorno del padrone?
Parimenti, coloro che seguono Gesù ma poi fanno tutt’altro ignorando la sua Parola, avranno dispiacere perché saranno lontani dal Signore
Signore aiutace a essere fedeli

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 24,45-51 Martedì 8 Novembre 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì dell’ultima settimana dell’anno liturgico

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Lunedì 7 Novembre

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».” (Mt 24,42-44)

«Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà.»
Vigilanza, l’invito a non perdere la consapevolezza di essere persone in cammino verso un qualche cosa di grande. Questo cammino è nella fede del Signore Gesù che vuole il bene per ognuno di noi, ognuno è chiamato a metterci del suo con il suo aiuto affinché non perda la gioia del peregrinare verso l’eternità.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 24,42-44 Lunedì 7 Novembre 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Solennità del Signore
Domenica 6 Novembre

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».” (Mt 25,31-46)

Un giudizio e una vita donata per noi. Non rimarremo senza un giudizio al termine del passaggio terreno e non rimarremo senza il dono della misericordia del Signore Gesù.
Si raduneranno tutti al termine dell’esistenza dell’universo per essere assieme nella scelta di vita che si fece.
Gli uni per una scelta d’amore nel tentativo di viverlo per quanto era possibile ad ognuno esprimendo anche dimensioni di carità e vicinanza in un aiuto reciproco. Questo esprime una comunione fra fratelli e sorelle e con il Signore Gesù in una nuova vita trasfigurata nella gioia.
Gli altri si raduneranno per una scelta tutta diretta su se stessi che non dava spazio all’amore e questo non era vissuto ma rifiutato. Una vita di non-amore. Qui vi è la solitudine nella scelta di essere separati dalle altre persone e dal Signore, non si è voluto essere in comunione con il Signore Gesù. Questa scelta rispettata dal Signore porta a un allontanamento da ogni forma d’amore.
La Comunità Pastorale diventa viva se riesce a esprimere la Carità di Cristo verso i deboli, bisognosi e indifesi. Gesù viene riconosciuto nel povero che diventa occasione di una rinnovata comunione con il Signore in quella espressione d’amore verso i più deboli.
Signore fa che la carità non manchi mai nelle comunità e nella nuova Comunità Pastorale.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 25,31-46 Domenica 6 Novembre 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della II Domenica dopo la Dedicazione

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Sabato 5 Novembre

“In quel tempo il Signore Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».” (Mt 11,25-27)

La preferenza di Dio per i piccoli si contrappone con la sapienza umana dei dotti e dei sapienti. Questi ultimi si credono superiori ai piccoli per la loro istruzione, il linguaggio fluente, il modo di presentarsi e la convinzione di essere un sicuro punto di riferimento per molte persone.
I piccoli si credono inferiori e non meritevoli di alcunché, spesso emarginati e senza o quasi istruzione. Ma la loro semplicità è garanzia di un cuore disposto all’ascolto e alla sequela del Signore. Sono i piccoli i preferiti da Dio, hanno la stesa dignità di qualsiasi altra persona compresi i dotti e i sapienti ma con una marcia in più, la disponibilità all’ascolto e alla fede.
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 11,25-27 Sabato 5 Novembre 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)