Mercoledì della settimana della V Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste Rito Ambrosiano suor Faustina Kowalska Mercoledì 5 Ottobre

VANGELO “In quel tempo. Si avvicinarono al Signore Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui». Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». E non osavano più rivolgergli alcuna domanda.” (Lc 20,27-40)

I sadducei pensavano a una concezione dell’Aldilà molto terrena, una sorta di continuazione della vita di questa terra dove le persone avrebbero continuato la loro esistenza. Per questa ragione e non solo non credevano nella risurrezione. Invece, il trapasso verso la vita eterna nella risurrezione dai morti, implica un nuovo stato di vita, differente da quello che noi tutti sperimentiamo su questa terra. Il Signore ci vuole vivi nell’Aldilà, e possibilmente degni della risurrezione dai morti. Vi è uno stupore nella profondità della gioia che attende ognuno di noi al termine del passaggio terreno. Per questa ragione non dobbiamo mai rinchiuderci nell’egoismo ma sperimentare già qua l’amore, donandolo e ricevendolo. Facendo così avremo buone possibilità di una vita eterna nella gioa e nella pace.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB, Villaggio del Sole in Limbiate MB Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Luca 20,27-40 Mercoledì 5 Ottobre 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

San Francesco d’Assisi

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Patrono d’Italia – Festa
Martedì 4 Ottobre

VANGELO
“In quel tempo il Signore Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».” (Mt 11,25-30)

Come un sussulto interiore di gioia e gratitudine, così Gesù esulta per la benevolenza del Padre. Si tratta dello stupore gaudioso dello stile di Dio che predilige i piccoli. E’ la profonda gioia di essere in una comunione perfetta che coincide con il realizzarsi del disegno del Padre tramite l’opera stessa di Gesù che vede il suo dipanarsi, la sua realizzazione.
E quello stupore gioioso del “Giullare di Dio”, san Francesco d’Assisi che anch’esso vide il realizzarsi il disegno di Dio tramite la sua umile persona perché salvasse la Chiesa di Gesù. Una grande opera che sfocerà nella composizione di uno dei più grandi ordini religiosi della storia della salvezza dell’umanità: i Frati Francescani.
Da una piccola persona può partire un grande cambiamento della storia e senza usare la forza o la potenza economica ma usando l’amore nella povertà e nell’affidamento al Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 11,25-30 Martedì 4 Ottobre 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della V Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Beato Luigi Talamoni
Lunedì 3 Ottobre

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù prese a dire al popolo questa parabola: «Un uomo piantò una vigna, la diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano per molto tempo. Al momento opportuno, mandò un servo dai contadini perché gli dessero la sua parte del raccolto della vigna. Ma i contadini lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote. Mandò un altro servo, ma essi bastonarono anche questo, lo insultarono e lo mandarono via a mani vuote. Ne mandò ancora un terzo, ma anche questo lo ferirono e lo cacciarono via. Disse allora il padrone della vigna: “Che cosa devo fare? Manderò mio figlio, l’amato, forse avranno rispetto per lui!”. Ma i contadini, appena lo videro, fecero tra loro questo ragionamento: “Costui è l’erede. Uccidiamolo e così l’eredità sarà nostra!”. Lo cacciarono fuori della vigna e lo uccisero. Che cosa farà dunque a costoro il padrone della vigna? Verrà, farà morire quei contadini e darà la vigna ad altri». Udito questo, dissero: «Non sia mai!». Allora egli fissò lo sguardo su di loro e disse: «Che cosa significa dunque questa parola della Scrittura:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo?”.

Chiunque cadrà su quella pietra si sfracellerà e colui sul quale essa cadrà verrà stritolato».
In quel momento gli scribi e i capi dei sacerdoti cercarono di mettergli le mani addosso, ma ebbero paura del popolo. Avevano capito infatti che quella parabola l’aveva detta per loro.” (Lc 20,9-19)

Con una particolare cura e amorevole attenzione, l’uomo proprietario della vigna invia alcuni servi per riscuotere il giusto dai contadini che avevano il compito di gestirla e dare la dovuta parte di raccolto al proprietario.
Ma tutti i servi inviati furono maltrattati e mandati via a mani vuote. Inspiegabilmente il padrone della vigna nonostante la cattiveria dei contadini, invia l’unico figlio, l’amato, nella speranza che rinvenissero e dessero il dovuto al suo unico figlio.
Ma prevale la cattiveria e il fatto di approfittarsi della situazione e il figlio fu ucciso.
La maggior parte dei responsabili della sfera religiosa e sociale di duemila anni fa rifiutarono e uccisero Gesù venuto per salvare proprio costoro. Ma la misericordia del Signore Gesù farà in modo che anche costoro dopo la sua risurrezione abbiano la possibilità di ravvedersi e salvarsi.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 20,9-19 Lunedì 3 Ottobre 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

V Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 2 Ottobre

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.
E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.
Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».” (Lc 6,27-38)

Gesù propone un nuovo modo di amare. Uno verso i nemici, uno disinteressato e uno con un forte contenuto di perdono e generosità.
È un grosso salto di qualità nella vita del cristiano, si tratta di rompere quella spirale di violenza e rivendicazioni che potrebbe andare avanti all’infinito. C’è un modo di amare il nemico, si tratta di interrompere la cattiveria agendo inaspettatamente con bontà nei suoi confronti. La spirale del male viene interrotta e si apre la possibilità della pace.
Poi, fare del bene senza avere alcuna pretesa di un ricambio, senza neanche pensare a un ringraziamento. E’ l’amore gratuito molto gradito dal Signore.
Infine, l’amore misericordioso che perdona e non manca mai di generosità. E’ lo sguardo verso la debolezza dell’altro, della sua povertà interiore che induce a essere generosi nel perdono anche se non c’è possibilità di comprensione o di dialogo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 6,27-38 Domenica 2 Ottobre 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della IV Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santa Teresa di Gesù Bambino, dottore della Chiesa
Sabato 1° Ottobre

VANGELO
“In quel tempo. Entrato in Cafàrnao, venne incontro al Signore Gesù un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa». Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti». E Gesù disse al centurione: «Va’, avvenga per te come hai creduto». In quell’istante il suo servo fu guarito. Entrato nella casa di Pietro, Gesù vide la suocera di lui che era a letto con la febbre. Le toccò la mano e la febbre la lasciò; poi ella si alzò e lo serviva.” (Mt 8,5-15)

Gesù guarisce, rialza, ridono movimento e vita.
Un centurione, oggi diremo un capitano dell’Esercito, tiene molto a un suo servo ed è preoccupato per la sua salute e la sua sofferenza. Non si tratta di un suo sottoposto di grado ma di una persona che è direttamente a suo servizio. Il centurione è umanamente attento a questo servo con una certa compassione che non lo fa restare in pace a causa della forte sofferenza, ci tiene e non sopporta il male che lo ha colpito. Riconosce Gesù come persona che può agire e ha la possibilità di guarire il suo servo.
Gesù ne rimane ammirato, raramente ha incontrato persone con una fede così forte.
Quella attenzione che il centurione ha avuto nei confronti del suo servo, dovrebbe essere presente nel cristiano. La preghiera, la Messa, l’attenzione verso il prossimo sono caratteristiche importanti per vivere il cristianesimo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Mt 8,5-15 Sabato 1° Ottobre 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della IV Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Girolamo, sacerdote e dottore della Chiesa
Venerdì 30 Settembre

VANGELO
“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù istruiva il popolo nel tempio e annunciava il Vangelo, sopraggiunsero i capi dei sacerdoti e gli scribi con gli anziani e si rivolsero a lui dicendo: «Spiegaci con quale autorità fai queste cose o chi è che ti ha dato questa autorità». E Gesù rispose loro: «Anch’io vi farò una domanda. Ditemi: il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini?». Allora essi ragionavano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché non gli avete creduto?”. Se invece diciamo: “Dagli uomini”, tutto il popolo ci lapiderà, perché è convinto che Giovanni sia un profeta». Risposero quindi di non saperlo. E Gesù disse loro: «Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose».” (Lc 20,1-8)

Una delegazione molto importante della nomenclatura religiosa e sociale si presenta davanti a Gesù nel tempio. Gesù stava insegnando ed era ascoltato. Gli domandano chi gli aveva dato il permesso di fare ciò, chi era l’autorità che aveva concesso il permesso visto che nessuno di loro glielo aveva dato.
Gesù, conoscendo i loro cuori e i loro pensieri, fa emergere il loro opportunismo con una domanda la cui risposta potrebbe essere sconveniente per le persone che ascoltavano. La risposta di costoro è che non sapevano da dove venisse Giovanni il Battista per una questione di opportunità, per non inimicarsi coloro che ascoltavano e per non dare ragione a Gesù.
Essi guardano le opportunità e mettono da parte la verità, non dicono quello che pensano e ancor più grave non testimoniano la verità di Dio.
Signore, aiutaci a essere persone vere, schiette e testimoni del tuo amore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 20,1-8 Venerdì 30 Settembre 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Santi Michele, Gabriele e Raffaele, arcangeli

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Festa
Giovedì 29 Settembre

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaele gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaele: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».” (Gv 1,47-51)

L’Arcangelo Michele si oppone a Satana, Gabriele porta importanti annunci di Dio all’uomo, Raffaele soccorre, guida e guarisce l’uomo.
Michele (Chi è come Dio?) combatte contro Satana, difende e protegge.
Gabriele (Forza di Dio) annunzia a Zaccaria la nascita di Giovanni Battista e a Maria quella di Gesù.
Raffaele (Dio ha guarito), accompagna, custodisce, guida e guarisce l’uomo.
Vi è un soccorso divino attraverso creature angeliche che contribuiscono alla salvezza dell’uomo. Intervengono eccezionalmente e in momenti decisivi nella storia della salvezza. Sono segno dell’amore di Dio che ha per le sue creature, e attraverso gli arcangeli vi è l’intervento di Dio per realizzare la salvezza nella storia dell’uomo
«In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».
Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele aiutateci.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 1,47-51 Giovedì 29 Settembre 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della IV Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
beato Luigi Monza, sacerdote
Mercoledì 28 Settembre

VANGELO
“In quel tempo. Mentre stavano ad ascoltare queste cose, il Signore Gesù disse ancora una parabola, perché era vicino a Gerusalemme ed essi pensavano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all’altro. Disse dunque: «Un uomo di nobile famiglia partì per un paese lontano, per ricevere il titolo di re e poi ritornare. Chiamati dieci dei suoi servi, consegnò loro dieci monete d’oro, dicendo: “Fatele fruttare fino al mio ritorno”. Ma i suoi cittadini lo odiavano e mandarono dietro di lui una delegazione a dire: “Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi”. Dopo aver ricevuto il titolo di re, egli ritornò e fece chiamare quei servi a cui aveva consegnato il denaro, per sapere quanto ciascuno avesse guadagnato. Si presentò il primo e disse: “Signore, la tua moneta d’oro ne ha fruttate dieci”. Gli disse: “Bene, servo buono! Poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città”. Poi si presentò il secondo e disse: “Signore, la tua moneta d’oro ne ha fruttate cinque”. Anche a questo disse: “Tu pure sarai a capo di cinque città”. Venne poi anche un altro e disse: “Signore, ecco la tua moneta d’oro, che ho tenuto nascosta in un fazzoletto; avevo paura di te, che sei un uomo severo: prendi quello che non hai messo in deposito e mieti quello che non hai seminato”. Gli rispose: “Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato: perché allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno l’avrei riscosso con gli interessi”. Disse poi ai presenti: “Toglietegli la moneta d’oro e datela a colui che ne ha dieci”. Gli risposero: “Signore, ne ha già dieci!”. “Io vi dico: A chi ha, sarà dato; invece a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. E quei miei nemici, che non volevano che io diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me”».” (Lc 19,11-27)

Un servo si era fatto una idea riguardo il suo padrone, ne aveva paura perché severo e impietoso. Un po come alcuni concepiscono Dio.
Uno dei servi a cui il nobile aveva dato una moneta d’oro la restituisce senza alcun frutto perché aveva paura di lui, della sua severità, del prendere quello che non ha seminato. Questa è una idea di un Dio che non perdona, che condanna e punisce senza indugio. Gesù tenta di diffondere la misericordia, la volontà di salvezza per l’uomo anche quando continua a sbagliare. C’è un Dio che è anche paziente, aspetta la conversione del peccatore e non un Dio che lascia senza alcuna possibilità dopo lo sbaglio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 19,11-27 Mercoledì 28 Settembre 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della IV Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Vincenzo de’ Paoli, sacerdote
Martedì 27 Settembre

VANGELO
“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù si avvicinava a Gerico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!». Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato». Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.” (Lc 18,35-43)

Un grido di un cieco si innalza sempre più forte verso Gesù.
È un grido che si sovrappone al conformismo dei presenti che non avrebbero voluto perché di disturbo la Maestro, non stava bene che un povero cieco lo importunasse.
Gesù è venuto per salvare, risollevare e ridonare la vista. Così al cieco grazie al suo coraggio e alla sua fede gli è concesso di vedere.
Oggi avere il coraggio di esporre la propria fede è essere anticonformisti, persone che dicono quello che pensano di fronte a un vuoto di riflessione, di pensiero, di fiducia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 18,35-43 Martedì 27 Settembre 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della IV Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santi Cosma e Damiano, martiri
Lunedì 26 Settembre

VANGELO
“In quel tempo. Pietro disse: «Noi abbiamo lasciato i nostri beni e ti abbiamo seguito». Ed egli rispose: «In verità io vi dico, non c’è nessuno che abbia lasciato casa o moglie o fratelli o genitori o figli per il regno di Dio, che non riceva molto di più nel tempo presente e la vita eterna nel tempo che verrà».” (Lc 18,28-30)

La domanda di Pietro rivela una incertezza riguardo il destino del discepolo che ha abbandonato tutto per seguire il Signore. Chi segue il Signore va incontro a qualche cosa di grande rispetto a quello che possedeva in precedenza. Si sperimenta l’amore di Dio che non può essere confrontato con dei beni terreni o con gli affetti familiari, è molto di più.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 18,28-30 Lunedì 26 Settembre 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)