Venerdì della settimana della XI Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
sant’Alessandro, martire
Venerdì 26 Agosto

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Per questo io vi dico: non preoccupatevi per la vita, di quello che mangerete; né per il corpo, di quello che indosserete. La vita infatti vale più del cibo e il corpo più del vestito. Guardate i corvi: non séminano e non mietono, non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre. Quanto più degli uccelli valete voi! Chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? Se non potete fare neppure così poco, perché vi preoccupate per il resto?».” (Lc 12,22-26)

C’è un invito a rispolverare quello che sembra un vecchio concetto desueto: la provvidenza.
Confidare nel Signore come Colui che è presente nella nostra esistenza, è anche confidare nella sua azione nella storia per me, per noi. Non siamo delle pedine anonime senza nome cui dobbiamo andare incontro a un incerto destino, siamo al contrario creature con un nome conosciuto dal Signore Gesù, amate. Per questo dovremmo essere confidenti anche nella provvidenza del Signore che non vuole farci mancare il necessario se siamo veramente fedeli con lui.
Confidando nel Signore potremmo anche evitare le troppe preoccupazioni che altrimenti ci schiaccerebbero e non ci farebbero vivere la giornata che sarebbe dominata solo da continui pensieri preoccupati. Non occupiamo così la giornata e affidandoci al Signore, liberiamo spazi nella nostra mente, nel nostro cuore, per essere felici.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,22-26 Venerdì 26 Agosto 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della XI Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Giovedì 25 Agosto

VANGELO
“In quel tempo. Uno della folla disse al Signore Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?». E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio». ” (Lc 12,13-21)

La questione della eredità da dividere in modo equo fra i parenti è molto attuale e troppo spesso indice di divisioni fra fratelli, sorelle, dispute, avvocati. Ci si rode letteralmente il fegato e permangono rancori e divisioni. Molta infelicità-
Gesù non entra nelle questioni terrene ereditarie, queste questioni trattano di beni terreni, transitori che dovrebbero essere dei mezzi per vivere e non essere lo scopo dell’esistenza, cioè il possederli. La transitorietà dei beni terreni dovrebbe essere ben presente in ogni persona credente, il fatto di lasciare al fratello o alla sorella qualche cosa di più è un atto di carità, vicinanza e amore. Ricordiamoci sempre che la nostra vita non è mai pienamente nelle nostre mani e un atto d’amore sarà ricordato di generazione in generazione.
«“Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio»
Doniamo, essere generosi è essere presso Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,13-21 Giovedì 25 Agosto 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

San Bartolomeo, apostolo

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Festa
Mercoledì 24 Agosto

VANGELO
“In quel tempo. Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaele gli disse: «Da Nàzare può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi». Il Signore Gesù intanto, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaele gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaele: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo». ” (Gv 1,45-51)

Nel Vangelo Natanaele è l’Apostolo Bartolomeo cui oggi facciamo memoria. Natanaele era un bravo ebreo, onesto, voleva capire Gesù, sapere chi era. L’incontro con Gesù è già una rivelazione e Natanaele si lancia nell’affermazione: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!»
C”è un incontro con Gesù che trasforma l’esistenza della persona, rivoluziona la sua esistenza. Così è accaduto a Natanaele che da quel giorno in poi sarà attratto dalla figura di Gesù, ne diventerà apostolo.
Aiutaci Signore a essere trasformati nel bene dal tuo incontro, perché possiamo dedicare la nostra esistenza nella ricerca di te e del bene comune.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 1,45-51 mercoledì 24 Agosto 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della XI Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santa Rosa da Lima
Martedì 23 Agosto

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui. Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri!».” (Lc 12,4-7)

Il periodo storico che stiamo vivendo è anche dominato dalla paura. Paura della guerra, delle numerose tensioni internazionali, paura della pandemia con la quale dobbiamo imparare a convivere, paura del stravolgimento del clima adesso con lunghi periodi di siccità, paura del futuro.
La paura immobilizza.
«Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla.»
Se siamo incerti della stabilità terrena dovremmo avere il grande aiuto dalla fede. Se il nostro corpo è minacciato, non dovremmo aver paura! C’è qualche cosa di grande che si chiama Amore che aspetta per condurci verso l’eternità. Non abbiamo paura!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,4-7 Martedì 23 Agosto 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della XI Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
B.V. Maria Regina
Lunedì 22 Agosto

VANGELO
“In quel tempo. Si erano radunate migliaia di persone, al punto che si calpestavano a vicenda, e il Signore Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli: «Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze».” (Lc 12,1-3)

Si è convinti che un segreto rimanga tale se non viene detto.
La frequentazione delle persone va ben oltre all’ascolto delle parole e alle cose non dette. Spesso si capisce che vi è del nascosto, vi è qualche cosa se rivelata potrebbe essere assai dirompente e stravolgere i rapporti di amicizia.
Come prima osservazione l’uomo stesso è in grado di scrutare le persone che gli sono vicine e non poco frequentamene viene alla luce ciò che avrebbe dovuto essere nascosto.
Come seconda osservazione vi è chi vede tutto, nulla è nascosto ai suoi occhi e alla sue orecchie, e neanche i luoghi più nascosti e riservati servono ad assicurare la segretezza. È il Signore Dio.
«Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto.»
Vivere con un segreto nascondendo un tradimento, una cattiveria, una azione malvagia, porta a una vita di menzogna e di infelicità.
L’essere sinceri, onesti, è vivere nella verità di quello che si è.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,1-3 Lunedì 22 Agosto 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

XI Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 21 Agosto

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”. Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”. E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».” (Lc 16,19-31)

Il povero Lazzaro ha un nome, è considerato come persona importante data la sua condizione di sofferenza. Il ricco non ha un nome. Persona anonima che non ha valore perché non esprime amore.
Se non vi è amore nella vita, non è vita, e se per di più il cuore si chiude al grido degli oppressi e dei poveri si è già in una condizione di morte nell’anima anche se si è vivi su questa terra.
Il ricco avrebbe potuto dare un qualche cosa al povero Lazzaro, avrebbe potuto esprimere la carità ma non lo fece.
La condizione del ricco rimane quella della morte che si esprime nella caduta negli inferi dove trova il non amore, quello che aveva espresso in vita.
La condizione del povero Lazzaro è quella della rinascita, della vita eterna nella beatitudine dove trova l’Amore.
Vivere per quanto si può l’amore su questa terra è già una beatitudine perché l’amore dà forza e conforto nel cuore. Ci si dovrebbe sforzare ad uscire dai propri piccoli e grandi egoismi per trovare quelle piccole e grandi espressioni e occasioni d’amore nella carità.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 16,1931 Domenica 21 Agosto 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della X Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Bernardo, abate e dottore della Chiesa
Sabato 20 Agosto

VANGELO
“In quel tempo. Un tale chiese al Signore Gesù: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”. Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori. Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».” (Lc 13,23-30)

La giustizia, essere una persona che ci tiene alla giustizia, al giusto, è cosa fondante per essere con il Signore Gesù. Non si tratta di rispettare delle norme a mena dito senza riflettere su cosa si sta facendo. Si tratta di avere presenti le varie norme, e nel contempo che cosa sta accadendo e considerare se l’applicazione di qualche normativa può essere anche dannosa per qualche persona. Nel coso non si applica la norma.
La persona giusta è nel suo modo di essere. Lo vive nella carità, nella attenzione verso il prossimo. L’ingiustizia si trova nel povero abbandonato, nello straniero emarginato, nell’omissione di un aiuto che poteva essere regalato, oppure una semplice attenzione verso una persona mancata per incuria.
«Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”»
Diventiamo uomini e donne giusti, vivendo la carità!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 13,23-30 Sabato 20 Agosto 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della X Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Giovanni Eudes, sacerdote
Venerdì 19 Agosto

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito! Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimoniate e approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite. Per questo la sapienza di Dio ha detto: “Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno”, perché a questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall’inizio del mondo: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccaria, che fu ucciso tra l’altare e il santuario. Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione. Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito».
Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.” (Lc 11,46-54)

Gesù sottolinea che nessuno può avere una esclusiva conoscenza di Dio e che questa non giustifica indirizzare persone in direzioni sbagliate lontano dall’amore e dalla misericordia di Dio:
«Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito»
Il gravissimo danno che questi hanno compiuto è di distogliere dalla giusta direzione persone che volevano veramente conoscere il Signore Dio. Invece della conoscenza di Dio trovano una conoscenza fatta di formalismi, ipocrisie, cose lontane da Dio.
Anche oggi c’è questo pericolo quando si è convinti di conoscere il Signore e imporre il proprio pensiero ai fedeli. Questa direzione è sbagliata e priva di umiltà. Invece se si è umili allora ci si mette nelle braccia del Signore ed è Lui che ispira i giusti atteggiamenti per comunicare la bellezza di Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,46-54 Venerdì 19 Agosto 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della X Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Giovedì 18 Agosto

VANGELO
“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo. Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro. Ma guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo». ” (Lc 11,37-44)

Nessuno ha in mano il monopolio della conoscenza di Dio, neanche quei farisei così formali nell’applicare le abluzioni e pulizie perché tutto fosse puro nell’illusione che ciò fosse di purificazione anche della persona. Questo formalismo copre bene l’esterno, l’estetica di una persona, che sembra pulita, ordinata, rispettosa delle regole ma è una apparenza.
Questa formalità e rispetto delle regole di purificazione vanno bene se vi è una purezza interiore, se si è veramente caritatevoli dando “in elemosina quello che c’è dentro” che è la prima cosa e più importante. Prima viene la giustizia nei confronti del prossimo poi i formalismi si possono applicare con gioia perché riflettono quello che c’è dentro che è la carità, l’amore.
Ma il contrario è pura recitazione, ipocrisia e illusione di giustificarsi per atteggiamenti tutt’altro che caritatevoli.
Aiutaci Signore d’essere persone di carità e d’amore!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,37-44 Giovedì 18 Agosto 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della X Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Massimiliano Maria Kolbe, sacerdote e martire
Mercoledì 17 Agosto

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva alle folle: «Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Ninive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona.
Nessuno accende una lampada e poi la mette in un luogo nascosto o sotto il moggio, ma sul candelabro, perché chi entra veda la luce. La lampada del corpo è il tuo occhio. Quando il tuo occhio è semplice, anche tutto il tuo corpo è luminoso; ma se è cattivo, anche il tuo corpo è tenebroso. Bada dunque che la luce che è in te non sia tenebra. Se dunque il tuo corpo è tutto luminoso, senza avere alcuna parte nelle tenebre, sarà tutto nella luce, come quando la lampada ti illumina con il suo fulgore».” (Lc 11,31-36)

Una persona si dice luminosa quando essa emana benevolenza, vicinanza, bontà.
La luce della persona, la lampada del corpo, è l’occhio. L’occhio semplice si oppone all’occhio cattivo. Ma cosa si intende per occhio come una lampada? Non si tratta della capacità di vedere le cose con una vista buona, si tratta di vedere le cose così come sono, con semplicità, senza sotterfugi, senza troppi ragionamenti, senza continui dubbi, senza veli. Un occhio semplice. Così si è luminosi con quella semplicità che distingue dalla persona complicata che ha l’occhio cattivo pieno di troppi ragionamenti, sotterfugi, raggiri, veli.
Badiamo dunque di essere persone luminose, semplici, che riescono a cogliere la bellezza nella semplicità.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,31-36 Mercoledì 17 Agosto 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)