Sabato dell’ultima settimana dell’anno liturgico

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santa Francesca Saverio Cabrini
Sabato 13 Novembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a dire ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».” (Mc 13,5a.33-37)

L’essere addormentati, assopiti da disillusione, poca speranza, una fede che vacilla e andare verso l’incredulità, non è infrequente. La conseguenza è che si perdono quei valori cui si era convinti, uniformandosi a quelli comuni, diffusi nella società con rischio di individualismo, chiusura sul se.
La vigilanza non c’è più e diventa tutto moralmente lecito pensando di non far male a nessuno e neanche a se stessi. Spesso si perde la gioia, la pace e si ricercano esperienze che possono dare qualche soddisfazione ma effimera.
La vigilanza nei momenti bui è cosa importante e il ritorno alla fede e alla gioia è sempre una grande (ri) scoperta.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 13,5a.33-37 di Sabato 13 Novembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì dell’ultima settimana dell’anno liturgico

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Giosafat, vescovo e martire
Venerdì 12 Novembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna». ” (Mt 25,31-46)

Il Vangelo di oggi è lo stesso di ieri proposto nella festa di San Martino ma con sei versetti in più.
Oltre a chi ha compiuto nella propria esistenza opere di carità che non verranno dimenticate, vi sono anche coloro che non hanno amato e non hanno avuto carità verso il prossimo.
« ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato»
Queste non azioni, non amore, sono le grandi occasioni mancate per poter diventare persone migliori disposte a uno sguardo attento verso il prossimo. Qui non si sperimenta quanto è gioioso donare e quanto si riceve quando lo si fa del tutto gratuitamente. Un’esperienza spirituale che viene a mancare, una esperienza che diventa purtroppo di non amore.
Aiutaci Signore a essere persone che aprono il cuore, che vogliano amare e essere amate.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 25,31-46 di Venerdì 12 Novembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

San Martino di Tours

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Festa
Giovedì 11 Novembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”».” (Mt 25,31-40)

San Martino è il difensore dei poveri, noto per il famoso episodio del mantello diviso, condiviso con un povero, e poi ringraziato in sogno dallo stesso Gesù.
Basta un gesto di attenzione sincero, vero verso una persona bisognosa e questo non sarà dimenticato. Il giudizio del Signore sembra basato sulla carità, sull’amore che ognuno ha provato a donare:
«ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi.»
Fanno parte delle sette opere di carità corporale:
1 – Dar da mangiare agli affamati
2 – Dar da bere agli assetati
3 – Vestire gli ignudi
4 – Alloggiare i pellegrini
5 – Visitare gli infermi
6 – Visitare i carcerati
7 – Seppellire i morti
Basterebbe fare periodicamente una di queste sette opere di carità, non solo per la promessa del Signore Gesù, ma perché donando si riceve, e si riceve molto di più.
Nel Rito ambrosiano, la Domenica successiva alla festa di s. Martino di Tours inizia l’Avvento, quest’anno Domenica 14 novembre.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 25,31-40 di Giovedì 11 Novembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì dell’ultima settimana dell’anno liturgico

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Leone Magno, papa e dottore della Chiesa
Mercoledì 10 Novembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».” (Mt 25,1-13)

La porta fu chiusa. Chi si era attardato non è potuto entrare. Non bisognerebbe attardarsi, rimandare la decisione già presa di giorno in giorno con il rischio di non viverla mai e rimanere fuori, esclusi. La decisione di essere cristiano e vivere i valori cristiani dovrebbe essere vissuta da subito senza rimandi con la scoperta della bellezza di essere persona nuova, migliore.
Si inizia riempiendo i propri vasi con l’olio della perseveranza, della preghiera, trovando quel piccolo ma prezioso spazio quotidiano da riservare. Così piano piano i vasi si incominciano a riempire per avere una riserva in quei momenti di difficoltà e attesa. Allora si troverà quella porta aperta, accolti con calore in quel momento che non si sa quando sarà.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 25,1-13 – Mercoledì 10 Novembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Dedicazione della Basilica romana lateranense

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Festa del Signore
Martedì 9 Novembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. La donna Samaritana dice al Signore Gesù: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». ” (Gv 4,19-24)

L’imperatore Costantino fece costruire la Basilica in san Giovanni in Laterano come la madre di tutte le Chiese, per questa ragione la memoria di questa Basilica è la festa di tutte le Chiese del mondo.
La chiesa è luogo di culto dove è favorita la preghiera con una maggiore possibilità di raccoglimento evitando molte distrazioni. Qui è possibile adorare la santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, “in spirito e verità”.
«Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità»
Il coinvolgimento del fedele dev’essere in spirito e verità, dove la persone si consegna al Signore in un ascolto profondo nel silenzio. Questa potrebbe essere già una forma di adorazione in spirito e verità perché il Signore è verità.
Dona Signore gesù a noi tutti la grazia di adorare te in spirito e verità.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 4,19-24 – Martedì 9 Novembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì dell’ultima settimana dell’anno liturgico

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Lunedì 8 Novembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».” (Mt 24,42-44)

All’inizio dell’ultima settimana dell’anno liturgico ambrosiano nel Vangelo troviamo un’affermazione del Signore Gesù, quello di essere pronti, vigilanti. Come un genitore che ama il proprio figlio lo avverte con fermezza quale dev’essere il suo comportamento, così Gesù nel suo amore avverte tutti noi. Non si sa quale sia il giorno nel quale il Signore verrà, e non solo per questo dovremmo essere sempre vigilanti.
Questo si cala nella bellezza di essere cristiano vivendo ogni giorno nella fede, nella semplicità, senza paura di quello che potrebbe capitare. Si tratta di vivere senza la preoccupazione della fine dei tempi, della venuta del nostro Signore Gesù Cristo nella gloria, che potrà capitare in qualsiasi momento. Nessuno è a conoscenza di quando questo avverrà. Se si vive con quella semplicità e fede nel Signore Gesù ciò non dovrebbe essere motivo di preoccupazione ma di affidamento certo al Signore nelle giornate che ci sono donate.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 24,42-44 – Lunedì 8 Novembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Solennità
Domenica 7 Novembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Anche i soldati deridevano il Signore Gesù, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».” (Lc 23,36-43)

Questa è l’ultima Domenica dell’anno liturgico in Rito ambrosiano che precede la prima Domenica d’Avvento.
In questa solennità si ricorda la Signoria di Gesù Cristo sull’Universo in quanto “per mezzo di lui tutto le cose sono state create”, ogni fedele cristiano lo recita la Domenica nel Credo. È riconoscere la bontà di Gesù nella determinatezza di un creato fatto per l’uomo perché possa vivere e evolversi nella sua piena libertà.
L’azione di Gesù di totale dedizione all’uomo è nel Vangelo dove si offre per la salvezza di ognuno. Un Re particolare che si fa onorare Crocefisso per salvare l’uomo. Un Re che ha sacrificato la propria vita per la salvezza non solo di coloro che credono in lui ma anche per coloro che non credono, e dando a tutti la possibilità della salvezza.
In occasione della solennità del Nostro Signore Re dell’Universo, papa Leone XIII compose un atto di consacrazione del mondo intero a Cristo. Fra l’altro diceva:
«Molti, purtroppo, non ti conobbero mai; molti, disprezzando i tuoi comandamenti, ti ripudiarono. O benignissimo Gesù, abbi misericordia e degli uni e degli altri e tutti quanti attira al tuo sacratissimo Cuore. O Signore, sii il re non solo dei fedeli che non si allontanarono mai da te, ma anche di quei figli prodighi che ti abbandonarono».

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 23,36-43 di Domenica 7 Novembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della II Domenica dopo la Dedicazione

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Sabato 6 Novembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo il Signore Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo». ” (Mt 11,25-27)

Gesù loda il Padre, Dio nostro Padre, per la scelta di rivelare ai piccoli le cose del cielo, la vicinanza di Dio, la redenzione, la vita eterna, la venuta del suo Figlio Gesù Cristo.
I piccoli sono persone non formate nelle alte scuole di Israele, semplici nel loro modo di vivere, disposte ad ascoltare con interesse senza porre polemiche. E piccoli capiscono che le Parole di Gesù sono vere.
I sapienti e i dotti, cui solo nominarli crea una sorte di distanza con tutte le altre persone, non sono disposti ad ascoltare perché credono di avere ottime conoscenze e di aver capito bene tutto. La mancanza di umiltà di queste persone porta a una chiusura nei confronti di Gesù e di Dio.
Signore aiuta i fedeli a essere umili nelle preghiere e nell’ascolto.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 11,25-27 di Sabato 6 Novembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della II Domenica dopo la Dedicazione

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Venerdì 5 Novembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».” (Gv 14,2-7)

Via Verità Vita.
La via maestra di qualsiasi persona è Gesù. Si tratta di una strada percorsa con la presenza del Signore perché scelta liberamente dal fedele e con la certezza con non lede la libertà, anzi la promuove in una forma inedita e gioiosa.
La verità è fondamento dell’esistenza di ognuno. Senza essa la vita sarebbe una simulazione, un teatro una ipocrisia. La Verità è cosa importante da mettere in cuore, ricordare e meditare. La Verità è Gesù.
La vita è anch’essa Gesù. Una esistenza diventa viva, spirituale, in relazione con le persone grazie al Signore.
Via, Verità, Vita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 14,2-7 di Venerdì 5 Novembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

San Carlo Borromeo

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Solennità
Giovedì 4 Novembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Diceva il Signore Gesù ai farisei: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore».” (Gv 10,11-15)

Il motto di san Carlo Borromeo nel suo episcopato milanese fu «Humilitas», lo si può trovare esposto all’ingresso dei Seminari della Diocesi di Milano. Per san Carlo l’umiltà è fondamento della missione pastorale un valore importante per ogni cristiano.
Da buon pastore non si risparmiò in nulla, esempio di attenzione e cura della Diocesi che all’epoca era vastissima con terre in Liguria, Lombardia, Veneto e Svizzera.
«Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore».
Una passione, espressione di vero amore, è conoscere le persone che sono state affidate a un pastore, a un sacerdote. La conoscenza porta una ricchezza inaspettata fatta di caratteri, tradizioni, testimonianze, vicinanza. Ci si vuole bene per il bene altrui, a volte è bello vedere agire il bene al posto del male.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 10,11-15 di Giovedì 4 Novembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)