Mercoledì della settimana della VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santa Margherita Maria Alacoque
Mercoledì 13 Ottobre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti». ” (Lc 21,20-24)

Gesù profetizza l’assedio di Gerusalemme (67 d.C.) e la sua caduta (70 d.C.). Giorni terribili dove si può essere sostenuti solo dalla grazia del Signore. L’assedio toglie libertà di azione e priva di beni quelli fondamentali per sostenere la propria esistenza.
C’è anche un altro tipo di assedio, quello del peccato che non si riesce a domare perché è nella abitudine radicato da molto tempo. L’anima è assediata e fa fatica a esprimere la sua bellezza, è come assopita, assediata. Con la forza di volontà unita alla preghiera e a un buon aiuto fraterno, si può sconfiggere l’assedio dell’anima.
Signore aiutaci a prendere percorsi verso una rinnovata libertà di ogni anima per rinnovarci in una fede sempre più viva.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 21,21-24 di Mercoledì 13 Ottobre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santa Edvige, religiosa
Martedì 12 Ottobre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».” (Lc 21,10-19)

Se una persona rimane salda nella fede anche quando vi sono periodi di prova, di ingiustizia, persino di violenza, allora è veramente un testimone del Signore. Se in questo stato di cose si riesce a rimanere nella fede, rimane accesa anche una luce nel cuore nonostante tutto quello che accade. La speranza non viene mai meno e ancor di più c’è il riferimento e affidamento al Signore Gesù.
Dovremmo ricordarci che vi è la persona importante, il Signore, che ci accompagna anche nei periodi più bui, nelle situazioni estreme dove umanamente non si vede alcuna soluzione ne alcuna via di scampo.
Con la fede rimane accesa la vita e lo sguardo a chi fa del male diventa di pietà e misericordia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 21,10-19 di Martedì 12 Ottobre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Giovanni XXIII, papa
Lunedì 11 Ottobre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, il Signore Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».” (21,5-9)

La settimana che precede la solennità della Dedicazione del Duomo di Milano, si apre con una parte apocalittica del Vangelo di Luca, si tratta di rivelazioni riguardanti la caduta di Gerusalemme, della distruzione del suo tempio che avverrà nel 70 dopo Cristo, ed anche riguardanti la fine dei tempi.
Il tempio era una costruzione grandiosa e più grande del primo che fu distrutto nel 586 a.C. All’epoca di Gesù doveva ancora essere completato e lo sarà solamente nel 66 d.C. Poco dopo, nel 70 d.C sarà distrutto dai romani. Gesù prevede questa distruzione causata più che altro dalla chiusura di cuori che cercano rivendicazione, rivalsa, primazia, vendetta. Tutto ciò crea divisione e tensioni poco governabili portando a probabili guerre con esiti molto incerti. Gerusalemme sarà assediata e del suo tempio «non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Dipende sempre da scelte sbagliate la distruzione, la perdita di persone e cose. Se non si cammina con un cuore che vuole veramente la pace e quindi in un percorso di giustizia e perdono, difficilmente potrà esserci armonia, solidarietà.
Signore, aiutaci a essere datori di pace.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 21,5-9 di Lunedì 11 Ottobre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 10 Ottobre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».” (Mt 20,1-16)

Alcuni lavoratori sono presi a giornata, altri a mezza giornata e infine gli ultimi solo per poco tempo. Ai primi, quelli che lavoreranno per tutta la giornata, fu garantita la paga di un denaro. Ai secondi quello che è giusto, e poi altri ancora, fino agli ultimi semplicemente chiamati per lavorare nella vigna del datore di lavoro.
A tutti viene riconosciuto un denaro, sia a chi ha lavorato tutta la giornata, sia a chi ha lavorato solo per poco tempo, gli ultimi. Come giudicare questo comportamento di quest’uomo che ha assunto questi lavoratori a giornata?
Sembra che vi sia una ingiustizia, poiché chi ha sgobbato per tutta la giornata ha guadagnato quanto coloro che hanno lavorato solo un’ora, gli ultimi chiamati. Vi sarebbe una palese ingiustizia se non si considera il pattuito dai lavoratori che hanno lavorato per tutta la giornata pari a un denaro.
Il padrone della vigna ha assolto correttamente quello che è stato stabilito e ha voluto dare con molta generosità lo stesso a chi ha lavorato meno fino a chi ha lavorato solo un’ora. La paga giusta di una intera giornata è stata data a tutti. Non si tratta di ingiustizia ma di un comportamento corretto del datore di lavoro per i primi che hanno sgobbato tutto il giorno e di una generosità sempre più grande per tutti gli altri.
Il Signore vuole fare così anche con chi arriva per ultimo alla fede godendo della sua generosità, della sua misericordia in un profondo abbraccio di gioia del Signore. La retribuzione sarà grande anche per gli ultimi arrivati, e i primi, coloro che da sempre sono nella fede con fatica ma anche con gioia, non dovrebbero avere ne invidia, ne rivendicazioni, perché altre persone si sono salvate in quell’amore che il Signore vorrebbe fosse condiviso fra tutti.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 20,1-16 di Domenica 10 Ottobre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della V Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Dionigi, vescovo e Compagni, martiri
Sabato 9 Ottobre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Venne il giorno degli Azzimi, nel quale si doveva immolare la Pasqua. Il Signore Gesù mandò Pietro e Giovanni dicendo: «Andate a preparare per noi, perché possiamo mangiare la Pasqua». Gli chiesero: «Dove vuoi che prepariamo?». Ed egli rispose loro: «Appena entrati in città, vi verrà incontro un uomo che porta una brocca d’acqua; seguitelo nella casa in cui entrerà. Direte al padrone di casa: “Il Maestro ti dice: Dov’è la stanza in cui posso mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una sala, grande e arredata; lì preparate». Essi andarono e trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.
Quando venne l’ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui, e disse loro: «Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, perché io vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio»” (Lc 22,7-16)

C’è quel desiderio del Signore Gesù di celebrare la Pasqua con i suoi apostoli prima della sua passione. Vuole essere in comunione con loro in modo solidale, vicino.
Questo è quello che vorrebbe Gesù da ogni fedele, l’essere vicino, solidale nella certezza che guardi la persone, il cuore e non il peccato. Questa vicinanza di Gesù è oggi possibile grazie alla sua Pasqua, nell’Eucarestia, in una profonda comunione per indirizzare la vita verso una nuova pienezza un po’ lontana da tutti quei valori terreni e un po’ vicina all’amore e alla cura reciproca.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 22,7-16 di Sabato 9 Ottobre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della V Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
sant’Anselmo di Lucca, vescovo
Venerdì 8 Ottobre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Mentre tutto il popolo ascoltava, il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Guardatevi dagli scribi, che vogliono passeggiare in lunghe vesti e si compiacciono di essere salutati nelle piazze, di avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti; divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».” (Lc 20,45-47)

Lunghe vesti, saluti reverenziali nei luoghi pubblici, primi posti a sedere, sono alcuni aspetti di chi ha investito la propria vita nell’essere giudicato grande e potente dalle altre persone. Nel segreto spesso c’è l’iniquità e il profitto a scapito altrui. Questo porta alla infelicità con una probabile chiusura verso l’eternità.
Quale è invece l’investimento buono nella vita? La semplicità, la schiettezza, perseguire l’equità, essere a servizio delle altrui persone. Questo porta verso la gioia in beni che sono eterni.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 20,45-47 di Venerdì 8 Ottobre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della V Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
B.V. Maria del Rosario
Giovedì 7 Ottobre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai Giudei: «Come mai si dice che il Cristo è figlio di Davide, se Davide stesso nel libro dei Salmi dice: “Disse il Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra finché io ponga i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi”? Davide dunque lo chiama Signore; perciò, come può essere suo figlio?” (Lc 20,41-44)

Il re Davide nel salmo 101 chiama Signore un suo discendente, ma non può essere suo figlio se lo chiama con il titolo di Dio. Dunque?
. È Arrivato il figlio di Dio della discendenza davidica per via del padre Giuseppe che ha accolto Maria come sua sposa. Giuseppe fa parte della discendenza di Davide.
A volte anche i sapienti non riescono a cogliere la cosa importante pur avendone la conoscenza. Gesù è veramente il Figlio del Dio vivente, è il Dio con noi.
La grande grazia è chi veramente crede nel Signore Gesù Cristo, vivo, con la sua azione di misericordia fra noi e per noi.
Gesù, Figlio del Dio vivente,
abbi pietà di me paccatore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 20,41-44 di Giovedì 7 Ottobre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della V Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Bruno, sacerdote
Mercoledì 6 Ottobre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Si avvicinarono al Signore Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».
Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». E non osavano più rivolgergli alcuna domanda.” (Lc 20,27-40)

Per i sadducei, una importante corrente politico religiosa ebraica, non c’era la risurrezione dei morti e l’anima non sarebbe immortale. Probabilmente avevano una fede nella quale il defunto poteva entrare in un mondo ultraterreno.
Per sostenere la tesi che non c’è risurrezione espongono a Gesù una storia nella quale una donna avrebbe avuto poi nella risurrezione ben sette mariti. Di chi sarebbe stata moglie questa donna?
La visione dei sadducei è molto terrena, non permettendo l’azione o l’esistenza degli angeli da cui può essere intuito un grosso cambiamento dopo la morte come l’essere simili agli angeli.
Inoltre trascurarono un importante passo biblico in cui si parla di Dio di persone che hanno già terminato il loro passaggio terreno, e quindi vive:
«Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui»
Dio rimane tale per ogni persona, durante il passaggio terreno e dopo il suo termine.
Signore aiutaci ad avere sempre speranza viva nel Dio dei viventi.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 20,27-40 di Mercoledì 6 Ottobre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della V Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santa Faustina Kowalska
Martedì 5 Ottobre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Gli scribi e i capi dei sacerdoti si misero a spiare il Signore Gesù e mandarono informatori, che si fingessero persone giuste, per coglierlo in fallo nel parlare e poi consegnarlo all’autorità e al potere del governatore. Costoro lo interrogarono: «Maestro, sappiamo che parli e insegni con rettitudine e non guardi in faccia a nessuno, ma insegni qual è la via di Dio secondo verità. È lecito, o no, che noi paghiamo la tassa a Cesare?». Rendendosi conto della loro malizia, disse: «Mostratemi un denaro: di chi porta l’immagine e l’iscrizione?». Risposero: «Di Cesare». Ed egli disse: «Rendete dunque quello che è di Cesare a Cesare e quello che è di Dio a Dio». Così non riuscirono a coglierlo in fallo nelle sue parole di fronte al popolo e, meravigliati della sua risposta, tacquero.” (Lc 20,20-26)

Gli scribi e i capi dei sacerdoti erano persone importanti, diremmo alto locate, gli scribi potrebbero essere oggi i dotti conoscitori di regole e dottrine culturali ed etiche come ad esempio i teologi, e i capi dei sacerdoti si potrebbero paragonare agli attuali vescovi.
Costoro architettano una domanda insidiosa per Gesù ed è fatta pervenire da terze persone, che potrebbero apparire come dei giusti, non certo scribi o capi dei sacerdoti. È un sottile tentativo di prendere in fallo Gesù attraverso persone che non rappresentano i vertici religiosi e politici nella convinzione che Gesù potesse parlare più liberamente. Ma Gesù parlava sempre liberamente.
«Rendete dunque quello che è di Cesare a Cesare e quello che è di Dio a Dio»
Questa è la risposta alla domanda sul pagare le tasse a Cesare, a Roma. Rendere si tratta di un dovere del cittadino che deve pagare qualche cosa per qualche servizio ricevuto dalla società, cioè a Cesare, la società dell’epoca di Gesù. Ma cosa si può rendere a Dio, datore di vita? Forse vivendo nella equità, nell’amore si rende a Dio una buona consolazione.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 20,20-26 di Martedì 5 Ottobre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Festa di san Francesco d’Assisi

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Festa
Lunedì 4 Ottobre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo il Signore Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».” (Mt 11,25-30)

San Francesco d’Assisi patrono d’Italia.
la festa di oggi è sentita da molti fedeli che guardano san Francesco come l’icona di una buona religiosità. Perché questo? San Francesco scelse di essere povero, semplice con quella determinazione di dedicarsi totalmente al Signore. Questo attrae, non vi sono dubbi riguardo a una persona che sceglie di lasciare tutto per il Signore e vive costantemente così nel passare degli anni.
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.»
A san Francesco, piccolo servo del Signore, fu rivelata la missione da compiere, rinnovare la Chiesa di Gesù. Da allora si rivestì con l’abito francescano, e nell’affidamento al Signore nel suo peregrinare compì la missione.
Che cosa c’è più di importante se non il Signore? San Francesco decise di viverlo in modo totale nella sua quotidianità. Ognuno può vivere la gioia di essere con il Signore Gesù accorgendosi quale è la cosa importante della vita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 11,25-30 di Lunedì 4 Ottobre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)