Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».” (Lc 21,34-36)
Iniziata la Settimana Autentica, in essa siamo invitati a stare attenti a noi stessi. Un invito di alzare l’attenzione per evitare di allontanarci dal Signore durante questi giorni.
Gli affanni della vita, le preoccupazioni potrebbero essere un valido impedimento nella comunione con il Signore Gesù. Una rinnovata fede tramite una vigilanza e una preghiera più intensa è la via giusta per far accedere lo Spirito del Signore nella nostra vita, permettendo la sua azione benefica in noi.
Pregando, vegliando, donaci Signore la tua grazia di persone capaci di stupirsi difronte al tuo rinnovato amore.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Luca 21,34-46 di Lunedì 29 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Il VANGELO DEL GIORNO “In quel tempo. La grande folla che era venuta per la festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, prese dei rami di palme e uscì incontro a lui gridando: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele!». Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto: «Non temere, figlia di Sion! Ecco, il tuo re viene, seduto su un puledro d’asina». I suoi discepoli sul momento non compresero queste cose; ma, quando Gesù fu glorificato, si ricordarono che di lui erano state scritte queste cose e che a lui essi le avevano fatte.” (Gv 12,12-16)
La Domenica delle Palme inizia la Settimana Autentica (santa), la più importante del cristianesimo.
In questa settimana il Signore Gesù si offre senza esitazione, con estrema sofferenza per salvarci. Tutti quei gesti, quelle Parole del Signore furono fatte per la salvezza dell’intera umanità, quella umanità che c’era prima della sua venuta, che era durante la sua venuta e tutta quella che varrà dopo la sua venuta. Non semplice memoria ma il rendersi conto di quella salvezza che Gesù dona tutt’oggi ad ognuno, riguarda noi tutti.
La Domenica delle Palme raccoglie fra l’altro quell’ingresso di Gesù nella sua città amata, Gerusalemme che non lo aveva voluto riconoscere come il Cristo. È momento festoso, di gioia, «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele!»
Il re di Israele entra per redimere, salvare, perdonare, dire che c’è un Dio che ha deciso la via della misericordia e non quella dell’ira. E tutta la folla lo accoglie spontaneamente e con tanta gioia ma la stessa folla poco dopo lo abbandonerà.
Osanna! Un grido di esultanza, la grande voglia di dire bene e di gioire con Colui che entra nella sua città. Benedetto! Questa gioia con quei ramoscelli d’ulivo benedetto può essere d’anticipo anche se molto velato alla gioia pasquale che aspetta ognuno in quella celebrazione dove Gesù è vivo e risorto.
Gesù inizia la Settimana della sua Passione, Morte e Risurrezione, la inizia così, nell’accettare di essere osannato come un Re umile su puledro d’asina che non va in cerca di orpelli preziosi ma va in cerca dell’amore e della salvezza di ogni suo suddito. Un Re che è a servizio, un Re che vuole misericordia, un Re che si fa crocifiggere per salvare. Egli è stato trafitto per le nostre colpe (Is 53,5a)
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 12,12-16 di Domenica 28 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, “e troverete ristoro per la vostra vita”. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».” (Mt 11,25-30)
Il sabato che precede la Settimana Autentica (Santa) che inizia con la Domenica delle Palme, è detto sabato in Traditione Symboli nel quale si consegna il Simbolo apostolico (il Credo) a coloro che riceveranno il Battesimo nella Veglia pasquale, di solito celebrata nella notte di Pasqua fra il Sabato Santo e la Domenica di Pasqua. Però quest’anno la celebrazione sarà nelle ore serali per lo più con inizio alle ore 20.00 per via del coprifuoco, per cui ogni celebrazione avrà termine prima delle ore 22.00.
Il Credo è una espressione di riconoscimento, gratitudine al Signore Dio, dove si esprime l’adesione del credente nella verità che gli viene trasmessa.
Questa adesione è innanzitutto per la Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo,
poi per la Chiesa fondata dagli Apostoli.
Prosegue nel credere nella comunione dei Santi, cioè coloro che ci hanno preceduto e ora sono nel Paradiso in una modalità di esistenza beata,
segue nel credere nella remissione dei peccati che è l’atto di misericordia di Dio che permette ad ognuno di ritornare in comunione con lui.
Si prosegue nel credere nella risurrezione della carne, del proprio corpo che avverrà alla fine dei tempi,
e si conclude nel grande respiro della certezza di una vita che non avrà mai fine.
Aiutaci Signore a credere, tu che hai rivelato queste cose ai piccoli, ai semplici, aiutaci a rafforzare la fede nella Settimana Autentica. Donaci la gioia nella tua Pasqua di Risurrezione!
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Matteo 11,25-30 di Sabato 27 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Venerdì 26 marzo GIORNO ALITURGICO
5° VENERDÌ DI QUARESIMA IN RITO AMBROSIANO Nel Rito Ambrosiano la Quaresima dura 40 giorni dalla 1° Domenica di Quaresima (21 febbraio 2021) a Giovedì Santo (1° aprile 2021). I Venerdì di Quaresima sono senza l’Eucarestia (aliturgici o anaeucarisitci, non vengono celebrate Messe e non si distribuisce la Comunione) per vivere in modo profondo la Passione e morte del Signore. Vengono di norma celebrate comunitariamente una o più VIA CRUCIS e si prega davanti alla Croce del Signore.
PREGHIERA A GESÙ CROCIFISSO
Eccomi, o mio amato e buon Gesù che alla tua Santissima presenza prostrato, ti prego con il fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza, di carità, di dolore dei miei peccati, e di proponimento di non offenderti, mentre io con tutto l’amore e la compassione vado considerando le tue cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di Te, o Gesù mio, il santo profeta Davide: «Hanno trapassato le mie mani e i miei piedi, hanno contato tutte le mie ossa».
“Temete il Signore così da essere sempre felici ed essere conservati in vita” (Deuteronomio 6,24b)
Questo versetto tratto dalla prima lettura di Domenica scorsa ha suggerito di mettere il Signore Gesù al primo posto, come la persona più importante da ascoltare e di certa fiducia.
La fiducia che si può riporre nel Signore Gesù nasce dalla sua Croce, dalla benedizione che viene irraggiata dalla stessa Croce. La sua morte, la sua offerta senza alcun sconto è anche per me. È un grande gesto a favore di ognuno, dell’umanità, perché sia possibile la conversione nella certezza di un Dio che ci vuole accogliere grazie a quell’unico sacrificio del suo Figlio su quella Croce benedetta.
O Croce benedetta,
salvaci dalle miserie,
salvaci dalle ingiustizie,
salvaci dall’epidemia,
donaci la speranza,
donaci un rinnovato amore nella carità,
donaci la gioia del perdono.
Ti adoriamo Signore Gesù, dalle tue sante piaghe hai redento il mondo!
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Venerdì 26 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Il VANGELO DEL GIORNO “In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.” (Lc1,26b-38)
L’Arcangelo Gabriele è mandato da Dio per dare importanti annunci che cambiano la storia dell’umanità. L’annuncio è importante, sta per essere concepito il Figlio di Dio come atto di estremo amore e misericordia per l’intera umanità.
La beata Sempre Vergine Maria è chiamata a scegliere se aderire a questo grave compito, diventare la Madre di Dio, di Gesù, in un continuo servizio in umiltà. Lei ne è degna, è la favorita di Dio, Colei che è ricolma dei favori di Dio: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
La risposta di Maria non si fa attendere e il suo sì è articolato: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola» Una totale disposizione al Signore nella docilità dell’ascolto della sua Parola. È un Sì pieno di speranza e di futuro.
Beata Sempre Vergine Maria, prega per noi.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,26b-28 di Giovedì 25 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù prese con sé i Dodici e disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e si compirà tutto ciò che fu scritto dai profeti riguardo al Figlio dell’uomo: verrà infatti consegnato ai pagani, verrà deriso e insultato, lo copriranno di sputi e, dopo averlo flagellato, lo uccideranno e il terzo giorno risorgerà». Ma quelli non compresero nulla di tutto questo; quel parlare restava oscuro per loro e non capivano ciò che egli aveva detto.” (Lc18,31-34)
È a Gerusalemme, dove si compirà la scrittura riguardo alla offerta del Signore Gesù per la possibilità di ogni uomo, donna di essere redento. Un annuncio incomprensibile per i Dodici, a tal punto che non compresero nulla di quento annunciato dal Signore Gesù. L’annuncio di una umiliazione, di una sofferenza fisica e della morte non rientra proprio nei pensieri dei Dodici, Gesù è vita, è il Cristo, Colui che salva. Come può essere questo? Poi si aggiunge l’incomprensibile annuncio della risurrezione il terzo giorno dopo la morte. E questa ultima cosa rimane ancora più incompresa. Gesù è vita, è il Cristo, Colui che salva e lo realizza in un modo inaspettato, con la sua Passione, Morte e Risurrezione. Solo dopo la Risurrezione i Dodici inizieranno a capire e gli sarà concesso quella pienezza della memoria e della comprensione alla Pentecoste. Specialmente quest’anno di epidemia, Signore aiutaci, nella vicinanza della Settimana Autentica (Santa), a viverla con particolare intensità con quella fede che si rinnova e si ritrova la speranza e la gioia di voler fare del bene. Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Luca 18,31-34 di Mercoledì 24 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Il VANGELO DEL GIORNO “In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre». Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio». Gesù riprese: «Non sono forse io che ho scelto voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo!». Parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota: costui infatti stava per tradirlo, ed era uno dei Dodici. ” (Gv 6,63b-71)
Gesù viene lasciato dai suoi discepoli, troppo dura la verità contenuta nella sua predicazione. Rimangono con lui solo i Dodici ma con quella amarezza che fra di essi c’è “un diavolo!”, colui che stava per tradirlo.
Aiutaci Signore a essere fedeli, evitare quelle vie che portano verso un inconsapevole tradimento. Aiutaci a percorrere vie d’amore, di fedeltà.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,63b-71 di Martedì 22 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Il VANGELO DEL GIORNO “In quel tempo. Il Signore Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia e altri uno dei profeti». Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno. E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».” (Mc 8,27-33)
Questa settimana è di introduzione alla Settimana Autentica (Santa). Come tema c’è l’annuncio della Passione del Signore fatta dallo stesso Gesù. Il Signore sapeva che era chiamato ad una offerta totale di se in un clima di grave ingiustizia nei suoi confronti. Il peccato dell’uomo sembra prevalere, l’azione violenta sembra avere la meglio, l’idea di eliminare Gesù sembra la migliore per cancellare quella scomoda presenza che potrebbe destabilizzare l’equilibrio politico della zona provocando una reazione romana.
Gesù il Figlio di Dio, può essere sacrificato proprio da coloro che si ritengono detentori e custodi della fede. “il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere”.
Troppo dura questa affermazione perché potesse essere accolta dagli Apostoli, e per primo Pietro rifiuta questa prospettiva rimproverando Gesù. Ma è un pensiero terreno, umano, senza alcun collegamento con il Signore: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».
Il servizio di Gesù sta per completarsi in modo perfetto per la salvezza di ogni creatura, perché vi sia questa nuova possibilità.
Grazie Signore della tua offerta, del tuo amore e fa che non cadiamo in pensieri esclusivamente umani accorgendoci della tua presenza per noi.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Marco 8,27-33 di Lunedì 22 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Domenica 21 marzo Domenica “di Lazzaro”
Lettura e commento del Vangelo
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato».
All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui».
Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, si è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro.
Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto.
Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione». Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.” (Gv 11,1-53)
“Temete il Signore così da essere sempre felici ed essere conservati in vita” (Deuteronomio 6,24b)
Gesù lascia morire Lazzaro per poi farlo rivivere per indicare con forza la gloria di Dio nel dominio di tutta la natura e di ogni creatura umana. Si tratta della risurrezione terrena, cioè della ricomposizione di una persona già defunta in questo caso da quattro giorni, cui è già iniziata la decomposizione delle spoglie mortali, e del ritorno della vita in quel corpo così ricomposto. Lazzaro è tornato in vita.
Si tratta di una risurrezione terrena, Lazzaro dovrà poi morire nuovamente e lasciare definitivamente questa terra. È il grande segno, il grande miracolo di Gesù che induce alla fede molte persone che sono presenti, oltre alle sorelle Marta e Maria.
La vera Risurrezione avverrà dopo, sarà quella di Gesù, l’ingresso alla vita eterna e per lui alla destra di Dio Padre.
La speranza viene da Gesù che vuole donare una rinascita, una altra possibilità ad ogni persona di vivere finalmente in una nuova comunione con il Signore Dio qui su questa terra. Come una nuova vita rinnovata grazie alla azione misericordiosa del Signore.
Questa è la sua volontà nell’accorgerci della sua signoria, cioè della sua grandezza e potenza con quello stile d’amore, di servizio verso ogni creatura. Per questo lo dovremmo temere che non significa paura ma prendere coscienza delle sua grandezza e del suo amore per noi. “Temete il Signore così da essere sempre felici ed essere conservati in vita”
La rinascita spirituale nel cammino della vita consiste nel ricercare quella comunione con il Signore Dio e questa la si può riottenere con quel grande miracolo che è il sacramento della Riconciliazione che dona, dove c’è il sincero pentimento, una nuova vita, una risurrezione della propria anima che si toglie dalle tenebre delle schiavitù dei peccati e torna alla luce.
Gesù, aiutaci nel cammino verso la felicità e l’essere conservati in vita nelle propria anima! “Temete il Signore così da essere sempre felici ed essere conservati in vita”
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 11,1-53 di Domenica 21 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Furono portati al Signore Gesù dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li rimproverarono. Gesù però disse: «Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli». E, dopo avere imposto loro le mani, andò via di là.” (Mt 19,13-15)
I bambini quando sono nell’età dell’innocenza, piccoli che da poco sanno dire qualche parola, sono di esempio per la loro sincerità, gioia di vivere e tanta voglia di imparare senza mettere in discussione alcunché di quello che viene insegnato.
Come questi bambini, dovremmo essere nei confronti della Parola del Signore, senza polemiche e con la voglia di capire, di imparare cose nuove. Così Gesù diventerebbe un amico che aiuta e accompagna dal più piccolo al più anziano.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Matteo 19,13-15 di Sabato 20 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)