Sabato della settimana della XI Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Simpliciano, vescovo

Sabato 14 Agosto

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva alle folle: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».
Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi.” (Mt 7,21-29)

L’invocazione al Signore unita a una totale assenza nel mettere in pratica anche la più piccola azione di carità, non serve a nulla.
«Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli»
L’invocazione al Signore unita alla carità per quanto si può, nell’attenzione ai desideri del Signore, è l’inizio nel deporre delle fondamenta della fede affinché nel tempo si rafforzino per costruire una robusta casa.
Entrerà nel regno dei cieli «colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli»
Si tratta di essere attenti nell’umiltà delle propria persona affinché si possa sempre imparare la gioia della fede in una relazione con il Signore. È sempre la scoperta che c’è molto quando si dona qualche cosa.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 7,21-29 di Sabato 14 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della XI Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santi Ponziano, papa e Ippolito, sacerdote, martiri

Venerdì 13 Agosto

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Per questo io vi dico: non preoccupatevi per la vita, di quello che mangerete; né per il corpo, di quello che indosserete. La vita infatti vale più del cibo e il corpo più del vestito. Guardate i corvi: non séminano e non mietono, non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre. Quanto più degli uccelli valete voi! Chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? Se non potete fare neppure così poco, perché vi preoccupate per il resto?».” (Lc 12,22-26)

È giusto prendere attenzione su molte cose in modo misurato, equilibrato, avendo un buon controllo di sé. Questo può essere un buon obiettivo raggiungibile anche con l’aiuto del Vangelo di oggi che mette in evidenza un eccesso di preoccupazioni tutte mirate alla sussistenza della propria vita.
Infatti la preoccupazione può diventare un motivo di dispersione a tal punto da non riuscire più a gustare un poco qualche momento della giornata. Tutto diventa mirato solo a far sussistere la propria vita senza riuscire a viverla.
Un buon rimedio potrebbe essere quello di dedicare un poco del tempo alla meditazione, alla riflessione, alla lettura, a fermare la mente dalle troppe preoccupazioni e riuscire a capire che si è collocati da qualche parte di questo mondo e che questo non è un caso ma dono da vivere e non da preoccuparsi e far preoccupare.
Signore dona la capacità di allontanarsi un poco dalle troppe preoccupazioni, e di ritornare a stupirsi, meravigliarsi, ammirare, essere felici.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,22-26 di Venerdì 13 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della XI Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santa Giovanna Francesca Frémiode Chantal, religiosa

Giovedì 12 Agosto

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Uno della folla disse al Signore Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?». E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede». Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».” (Lc 12,13-21)

«E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio»
Per molti la concretezza dei beni terreni sono la cosa principale. Custodire e accumulare proprietà, ricchezze per se diventa lo scopo della vita. Si tratta di possedere per se stesso, di creare ricchezza per sé.
Per altri i beni terreni sono un mezzo per vivere per la sussistenza e poco di più. La cosa principale non sono i beni terreni ma la vita vissuta, l’amore donato, quello ricevuto, sono quelle cose che non si possono ne comprare ne vendere, si possono vivere con la sincerità dell’amore. Il tesoro accumulato in questo caso è presso Dio, in una dimensione che è quella della gioia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,13-21 di Giovedì 12 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della XI Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santa Chiara, vergine

Mercoledì 11 Agosto

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio. Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato. Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire, perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire».” (Lc 12,8b-12)

«Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio;»
Oggi riconoscere l’esistenza di Gesù davanti agli uomini non è scontato, anzi vi è una certa difficoltà. Spesso si è derisi, nei casi migliori giudicati come povera persona ingenua. Per lo più si pensa sulla impossibilità di credere di situazioni che non possono essere provate, viste, toccate. Tutto quello che fuoriesce dalla realtà oggettiva non può esistere, e così anche l’alterità, Dio.
L’essere toccati dall’amore di Dio cambia le cose anche alle persone più scettiche. Certo, bisogna essere aperti anche a esperienze che in partenza si giudicano impossibili, ma la vicinanza, l’amicizia, l’essere persona vicina può fare miracoli anche alle persone più resistenti all’amore di Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,8b-12 di Mercoledì 11 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

San Lorenzo, diacono e martire

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Festa

Martedì 10 Agosto

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».
La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.” (Gv 12,24-33)

San Lorenzo era uno dei diaconi, quello che era più vicino al Papa Sisto. Assiste il Papa nella celebrazione dei riti, distribuisce l’Eucaristia e amministra i beni della Chiesa. Nell’agosto del 258 durante la persecuzione dell’imperatore Valeriano, dopo il martirio del Papa, san Lorenzo sull’invito del prefetto raduna i tesori della Chiesa che dovranno essere confiscati. Si presenta con i tesori più preziosi, una buona compagnia di poveri, malati e emarginati, “Ecco, i tesori della Chiesa sono questi”.
San Lorenzo viene dunque martirizzato, bruciato sopra una graticola.
Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».
Questo versetto del Vangelo si riferisce a Gesù ma è anche per chi sarà nella fede con lui nei tempi successivi come san Lorenzo che credette, la sua fede fu salda a tal punto da sacrificare la propria vita per il Signore, sapeva bene che quello che stava per compiere sarebbe stato giudicato con una condanna a morte.
San Lorenzo, diacono e martire, per tua intercessione proteggi le nostra fede, rinsaldala!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 12,24-33 di Martedì 10 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Santa Teresa Benedetta della Croce

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Festa

Lunedì 9 Agosto

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».” (Mt 25,1-13)

Santa Teresa Benedetta della Croce, Edith Stein fu martirizzata nel campo di sterminio di Auschwitz. Ebrea di origine poi convertita al cristianesimo fu una Carmelitana scalza.
Elle tenne la luce della sua lampada bene accesa e alimentata perché potesse essere forte nella fede e certa della speranza di una vita che ha uno svolgimento infinito verso la beatitudine celeste fatta d’amore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 21,33-46 di Lunedì 9 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

XI Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano

Domenica 8 Agosto

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi”?

Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti. Chi cadrà sopra questa pietra si sfracellerà; e colui sul quale essa cadrà, verrà stritolato».
Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta.” (Mt 21,33-46)

Gesù si rivolge a coloro che avrebbero dovuto custodire e promuovere la fede senza interessi particolari e senza la presunzione di essere coloro che detenevano ogni diritto nelle sfera religiosa.
Fra costoro c’erano i capi dei sacerdoti e gli anziani che vedevano in Gesù un grave ostacolo alla loro funzione anche perché ciò che proponeva Gesù era il ritorno alla gratuità di cuore tralasciando ogni attaccamento alle cose e interessi terreni.
Troppo grande il cambiamento, quello che dovevano fare costoro era una decisa conversione del cuore verso la carità.
Nella parabola è descritta questa situazione che si protrae nel tempo fin dagli inizi delle storia della salvezza dove molti profeti furono inviati, maltrattati e uccisi perché non ascoltati. Eppure erano messaggeri veraci di Dio. All’ultimo l’unico Figlio di Dio viene inviato e anche costui verrà maltrattato e ucciso.
Gesù è l’erede, è il Figlio di Dio, il profeti che lo precedettero sono in sinergia con lui, fanno parte dell’idea di Dio per salvare l’uomo. Le autorità religiose dell’epoca sono in abuso del loro potere fino ad arrivare a processi sommari come quello che sarà per Gesù. Ma non ci si può sostituire all’amore di Dio con la pretesa e l’abuso di potere. L’amore del Signore preverrà e prevale sempre su ogni forma di male e lo fa con quello stile di apparente debolezza, la morte in Croce di Cristo, che è espressione massima della sua onnipotenza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 21,33-46 di Domenica 8 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della X Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Ss. Sisto, papa e Compagni martiri

Sabato 7 Agosto

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Nicodemo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».” (GV 3,16-21)

L’invio del Signore Gesù è l’opera di misericordia di Dio Padre perché chi crede nel Figlio non sia condannato ma abbia la possibilità della vita eterna. Gesù è venuto non per condannare ma per salvare il mondo. Al messaggio di salvezza ognuno ha la libertà di aderivi o meno ma chi fa opere cattive, malvagie, rimane nelle tenebre diminuendo in modo significativo la possibilità di una vita eterna nella beatitudine.
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 3,16-21 di Sabato 7 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Trasfigurazione del Signore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Festa

Venerdì 6 Agosto

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo! ». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.
Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.” (Mc 9,2-10)

Gesù nei momenti importanti vuole con se Pietro, Giacomo e Giovanni, perché siano testimoni dell’accaduto. Accade che il Signore Gesù venga trasfigurato, il suo aspetto cambia e diventa luminoso. Lo stupore e la paura dei tre apostoli è grande e Pietro vorrebbe fare qualche cosa per Gesù, Elia e Mosè.
Ma la voce di Dio erompe e si presenta come il Padre:
«Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo! »
Gesù è veramente Figlio di Dio, ed e fa parte della storia della Salvezza dell’uomo sin dalle origini.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Mc 9,2-10 di Venerdì 6 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della X Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
dedicazione della basilica romana di Santa Maria Maggiore

Giovedì 5 Agosto

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo. Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro. Ma guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo».” (Lc 11,37-44)

Per alcuni farisei era importante rispettare con estrema formalità le norme fra cui quelle della pulizia rituale. Ma questa pulizia non garantiva la pulizia interiore, ovvero la cancellazione di comportamenti iniqui, gravemente sbagliati.
Lo stile proposto da Gesù è in contrasto da quello dei farisei che amano i primi posti, i saluti vistosi nelle piazze, e stando attenti a cose superficiali come pagare la decima parte su tutte le erbe pensavano di essere giustificati ma lasciavano da parte la giustizia e l’amore di Dio.
«Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle.»
Sono da osservare prima le cose importanti, la giustizia e l’amore di Dio, poi si osservano anche quelle più minuziose come pagare la decime su tutte le erbe.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,37-44 di Giovedì 5 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)