Mercoledì della settimana della VII Domenica dopo Pentecoste

san Pietro Crisologo, vescovo e dottore della Chiesa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Mercoledì 30 Luglio 2025

“In quel tempo. Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, il Signore Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.” (Lc 9,51-56)

Gesù va deciso verso Gerusalemme. Decisione importante Gesù intraprende il grande viaggio verso la sua passione, morte e risurrezione. Sa che dovrà affrontare molti avversari fra cui quelli che lo volevano uccidere; ma anche per costoro Gesù porta il messaggio di salvezza.
Gesù non usa mai la violenza, la coercizione, rimprovera i suoi discepoli che volevano un fuoco dall’alto per consumare coloro che non lo volevano accogliere. La via della croce è molto più incisiva di quella della violenza, dell’imposizione. La Croce dona libertà e salvezza all’uomo.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 9,51-56 – Mercoledì 30 Luglio 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della VII Domenica dopo Pentecoste

santi Marta, Maria e Lazzaro
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Martedì 29 Luglio 2025

“In quel tempo. Nacque una discussione tra i discepoli, chi di loro fosse più grande. Allora il Signore Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande». Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con noi». Ma Gesù gli rispose: «Non lo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi». ” (Lc 9,46-50)

«Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande»
L’essere piccolo agli occhi di questo mondo è essere poco considerato, messo a margine. L’essere piccolo agli occhi di chi sa amare è osservare la semplicità, il buon cuore, l’essere umile, l’essere a servizio in modo gratuito per le altre persone e viene considerato e stimato.
L’attenzione verso i più piccoli, verso le persone che sono poco considerate, è cosa grande. Una persona che accoglie i piccoli è grande. Vi è certezza nel cuore di agire con amore anche se in modo imperfetto. Vi è la certezza d’essere considerati dallo sguardo d’amore del Signore.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 9,46-50 – martedì 29 Luglio 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della VII Domenica dopo Pentecoste

santi Nàzaro e Celso, martiri
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Lunedì 28 Luglio 2025

“In quel tempo. Quando furono discesi dal monte, una grande folla venne incontro al Signore Gesù. A un tratto, dalla folla un uomo si mise a gridare: «Maestro, ti prego, volgi lo sguardo a mio figlio, perché è l’unico che ho! Ecco, uno spirito lo afferra e improvvisamente si mette a gridare, lo scuote, provocandogli bava alla bocca, se ne allontana a stento e lo lascia sfinito. Ho pregato i tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa, fino a quando sarò con voi e vi sopporterò? Conduci qui tuo figlio». Mentre questi si avvicinava, il demonio lo gettò a terra scuotendolo con convulsioni. Gesù minacciò lo spirito impuro, guarì il fanciullo e lo consegnò a suo padre. E tutti restavano stupiti di fronte alla grandezza di Dio. Mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini». Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento.” (Lc 9,37-45)

«Maestro, ti prego, volgi lo sguardo a mio figlio».
Gesù volgi lo sguardo verso la miseria umana, esprimi la tua misericordia sulla umanità smarrita spesso incapace di guardare il futuro e priva di ogni speranza.
Volgi lo sguardo verso i malati perché possano essere assistiti dal tuo misericordioso soccorso e possano confidare in te nella speranza.
Volgi lo sguardo verso i cuori che si sono paralizzati in una esistenza sterile fatta solo di cose e di relazioni superficiali.
Dona la grazia delle fede, della speranza e della carità.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 9,37-45 – Lunedì 28 Luglio 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

VII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 27 Luglio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao. Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».
Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il santo di Dio».” (Gv 6,59-69)

«Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?»
Gesù aveva appena concluso la discussione con i giudei parlando della sua carne, del suo sangue, il mangiare il suo copro e bere il suo sangue. Questa parola risulta poco comprensibile e molti dei suoi discepoli lo lasciarono. Ma questo sarà compreso nella pienezza dopo la Risurrezione nella Pentecoste.
In un momento di profonda incomprensione, di sconforto si è determinati a lasciare, a cambiare strada verso nuove mete-. Eppure i discepoli di Gesù lo avevano visto predicare la salvezza e fare innumerevoli miracoli di guarigione. Ma è tipico dell’uomo scoraggiarsi nonostante tutto il bene precedentemente osservato e ricevuto.
L’essere cristiano è pienezza di vita ma non privo di difficoltà e la tentazione è quella di andarsene via, di non seguire più questa strada, di non seguire più Gesù.
«Volete andarvene anche voi?»
Questa è la domanda di Gesù ai dodici Apostoli che però continuano a porre fiducia in lui. La risposta è quella di Pietro:«Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il santo di Dio»
Solo Gesù ha parole di vita eterna; quelle vere, quelle che non ti prendono in giro, quelle che dicono la verità, proprio quelle che a volte non vorresti sentire ma contengono una intensità d’amore per te.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,59-69 – Domenica 27 Luglio 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della VI Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Sabato 26 Luglio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui». Gli disse Giuda, non l’Iscariota: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?». Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui».” (Gv 14,15-23)

Osservare i comandamenti del Signore è vivere un gesto d’amore. I comandamenti furono introdotti perché l’uomo troppo facilmente si perde, ha bisogno di essere indirizzato e con giustizia. L’uomo in se conosce che i comandamenti sono d’amore e chi riesce ad amare veramente li assolve tutti senza fatica anche non conoscendoli. Chi ama non uccide, non commette adulterio, non ruba, non dice falsa testimonianza, allontana da se desideri di possesso delle altrui persone e delle cose che appartengo ad altre persone. Avrà sempre attenzione verso i propri genitori e il Signore Dio è la guida principale cui tiene molto.
Chi ama è amato da Dio che per primo la ha amata.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 14,15-23 – Sabato 26 Luglio 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

San Giacomo, apostolo

Festa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Venerdì 25 Luglio 2025

“In quel tempo. Si avvicinò al Signore Gesù la madre dei figli di Zebedeo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dóminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».” (Mt 20,20-28)

San Giacomo fratello di Giovanni è il primo degli apostoli a essere martirizzato. Il suo corpo è stato prodigiosamente portato nel nord-ovest spagnolo e seppellito nel luogo poi notissimo come Santiago de Compostela (Giovanni è detto Santiago in spagnolo).
«Chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo»
Il servizio, la dedizione, l’impegno intenso verso il prossimo, è una caratteristica del discepolo cristiano. Si tratta di uno stile di vita proteso e attento ai bisogni veri e profondi del prossimo. Non solo Giacomo, non solo i discepoli di Gesù ma ogni cristiano dovrebbe essere un poco solidale con il suo vicino, con quelle persone che hanno bisogno di aiuto e di relazione.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 20,20-28 – Venerdì 25 Luglio 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della VI Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Giovedì 24 Luglio 2025

“Un giorno il Signore Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia; altri uno degli antichi profeti che è risorto». Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio». Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».” (Lc 9,18-22)

«Le folle, chi dicono che io sia?» e «Ma voi, chi dite che io sia?»
Gesù fa due domande ai suoi discepoli. Riguardano la sua identità, l’identità di colui che da tempo i discepoli stanno seguendo e tentando di capire e imparare da lui. Queste domande costringono i discepoli a fare una sintesi, ad esporsi a dire chi è per loro il Signore Gesù.
Anche oggi il fedele, il cristiano dovrebbe domandarsi chi è Gesù. È persona importante che è presente nella giornata, oppure è persona presente in qualche modo nel momento della Messa domenicale, oppure per altre persone un personaggio forse storico cui meglio lasciarlo stare, oppure una credenza utile alla popolazione anche se non vera, oppure una invenzione?
Gli apostoli prima e Pietro poi rispondono alle domande di Gesù. Pietro ispirato da Dio per ultimo risponde: «Il Cristo di Dio».
La risposta è importante perché quando una persona dice il proprio pensiero da quel momento lo si espone ad altri che individueranno in quella persona quello che è stato detto. È come aver messo un sigillo su quello che prima era solo un pensiero ma dicendolo è diventato movimento, relazione, condivisione, esposizione di se stessi che da quel moneto in poi si dovrà argomentare e difendere.
La risposta di Pietro è «Il Cristo di Dio» probabilmente ispirata e ha un contenuto di verità tale che nessuno controbatte. Pietro ha il coraggio di dire la verità e quello che ha nel suo cuore. Grande segno di speranza.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 9,18-22 – Giovedì 24 Luglio 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Santa Brigida

Festa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Mercoledì 23 Luglio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».” (Mt 5,13-16)

Il Signore Gesù paragona il sale della terra ai suoi discepoli. Il sale dà sapore e la vita che hanno intrapreso i discepoli ha questa caratteristica, è viva, saporita, esposta piena di scoperte.
Il Signore Gesù paragona i suoi discepoli alla luce del mondo. La luminosità, la luce si fa guardare, i discepoli per quello che facevano erano come luce per le persone che incontravano, luce di novità e salvezza.
.La luce del mondo è nei cristiani, nei discepoli, e questa è motivo di speranza per molte persone che hanno bisogno di credere perché è in se l’esigenza dell’alterità. Nulla di meglio l’incontro con persone che vivono la fede ogni giorno, testimoni inconsapevoli e luminosi, portano via il grigiore della vita e ridonano speranza.
«risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 5,13-16 – Mercoledì 23 Luglio 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Santa Maria Maddalena

Festa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Martedì 22 Luglio 2025

“In quel tempo. Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!» –. Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.” (Gv 20,1.11-18)

Secondo il Vangelo di Giovanni il Signore Risorto incontra Maria Maddalena, è la prima persona che incontra Gesù da risorto da morte. Il Signore ha una predilezione per le persone che lo amano. Maria Maddalena non era perfetta, prima dell’incontro con Gesù aveva una vita tutta terrena immersa nel male per nulla felice e senza alcuna possibilità di uscita e di redenzione. L’incontro di Gesù salva Maria Maddalena dal male e volge il suo cuore al Signore. La sua passione e il suo amore per Gesù la fanno diventare colei che per prima vedrà il Risorto.
Gesù non è venuto a chiamare i giusti ma i peccatori perché possano riprendere in mano la propria vita. Gesù è venuto per salvare e ridonare speranza.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 20,1.11-18 – Martedì 22 Luglio 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della VI Domenica dopo Pentecoste

san Lorenzo da Brindisi, sacerdote e dottore della Chiesa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Lunedì 21 Luglio 2025

“In quel tempo. Quando videro ciò che era accaduto, i mandriani fuggirono e portarono la notizia nella città e nelle campagne. La gente uscì per vedere l’accaduto e, quando arrivarono dal Signore Gesù, trovarono l’uomo dal quale erano usciti i demòni, vestito e sano di mente, che sedeva ai piedi di Gesù, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto riferirono come l’indemoniato era stato salvato. Allora tutta la popolazione del territorio dei Gerasèni gli chiese che si allontanasse da loro, perché avevano molta paura. Egli, salito su una barca, tornò indietro. L’uomo dal quale erano usciti i demòni gli chiese di restare con lui, ma egli lo congedò dicendo: «Torna a casa tua e racconta quello che Dio ha fatto per te». E quello se ne andò, proclamando per tutta la città quello che Gesù aveva fatto per lui.” (Lc 8,34-39)

Dopo il miracolo della liberazione di un uomo posseduto da moltissimi demoni, I mandriani scappano perché i loro numerosi capi di bestiame, circa 5000 suini, si sono gettati nel mare. La causa sono altrettanti demoni che erano entrati in ciascun animale. Questi spiriti del male erano usciti da quell’uomo indemoniato grazie all’azione di Gesù Cristo che con la sua grazia li scacciò via tutti.
Questo evento provoca molta paura nella popolazione. La paura non fa ragionare e si è indotti a cercare un rimedio immediato spesso errato. Chiedono a Gesù di allontanarsi.
Gesù rispetta questa scelta come rispetta sempre ogni sua creatura. Si allontana e dice all’uomo liberato dalla schiavitù del male di testimoniare quello che aveva ricevuto: la liberazione, la salvezza.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 4,34-39 – Lunedì 21 Luglio 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)