II feria dopo l’Epifania – MERCOLEDÌ

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI MERCOLEDÌ 8 GENNAIO 2020
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade.
Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».” (Mt 25,1-13)

Continua il tempo natalizio ed è ancora possibile un incontro con il Signore in questo tempo propizio. Come ogni incontro perché possa andare bene, è necessaria una preparazione senza la quale sarebbe difficile accorgersi del passaggio del Signore.
Come le cinque vergini stolte che volevano incontrare il Signore ma non si erano preparate e non lo incontrarono. Al contrario le sagge dopo la loro prudente preparazione lo incontrarono.
Incontrare Gesù è sempre possibile, e mettendoci le preghiere, la fede e il cuore diventa attuabile.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 25,1-13 di mercoledì 8 gennaio 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

I feria dopo l’Epifania – MARTEDÌ

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI MARTEDÌ 7 GENNAIO 2020
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore. Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro! Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?». Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi».” (Lc 12,34-44)

Dopo la festa dell’Epifania siamo ancora nel tempo natalizio fino alla Domenica successiva, il Battesimo del Signore.
La venuta di Gesù come uomo fra gli uomini invita a decidere dove indirizzare il cuore. «Dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.» Se il cuore tiene veramente al Signore Gesù non si dovrebbe temere alcuna cosa, come quei servi che rimangono fedeli al loro padrone e tornando li trova vigilanti e pronti. La differenza rispetto a un padrone è che se il Signore ci trovasse così lui stesso diventerebbe nostro servitore.
C’è una ricompensa per chi ha il cuore con il Signore, ed è fatta non di cose, di averi ma di stima, dignità, fiducia, gioia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 12,34-44 di martedì 7 gennaio 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Epifania del Signore

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI LUNEDÌ 6 GENNAIO 2020
“In quel tempo. Nato il Signore Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele». Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.” (Mt 2,1-12)

La manifestazione del Signore Gesù, la presenza divina che si fa visibile agli uomini, è l’Epifania del Signore.
Oggi in particolare si ricorda la manifestazione del Signore poco dopo la sua nascita a Betlemme dove circondato dall’affetto di Maria e di Giuseppe, è visitato dai Magi.
C’è grande gioia nel vedere il manifestarsi di Dio come un piccolo bambino in fasce che ha bisogno della vicinanza dei genitori come un qualsiasi neonato. Ma è Dio, venuto come uomo fra gli uomini. I Magi sanno dell’importanza di questo bambino e offrono alcuni doni: l’oro, riconoscimento della regalità di Gesù; incenso, riconoscimento della divinità del Signore; mirra, prezioso profumo usato per la sepoltura, indica quello che Gesù offrirà per la salvezza delle sue creature: la sua vita.
Gesù si manifesta e vuole essere visto ancora oggi dagli occhi della fede dei credenti perché il mondo può ancora salvarsi con molti cuori che si accorgano di lui.
Signore manifesta la tua presenza nei nostri cuori perché possiamo vivere la grazia della fede con intensità e testimoniare la tua presenza nei nostri cuori.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 2,1-12 di lunedì 6 gennaio 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Domenica dopo l’Ottava del Natale del Signore

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI DOMENICA 5 GENNAIO 2020
“In quel tempo. Il Signore Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode. Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca.” (Lc 4,14-22)

Questa è la Domenica fra l’Ottava, 1° gennaio 2020, e l’Epifania che cade di lunedì.
Nel Vangelo il Signore Gesù inizia la sua missione con l’insegnamento, molti riconoscevano qualche cosa di speciale in questo, di diverso e più confacente a Dio. Si capiva che c’era la potenza dello Spirito nel Signore Gesù.
Uno di questi insegnamenti Gesù lo tenne dove era cresciuto, fa un discorso importante citando il profeta Isaia e attribuendosi il riferimento di quei versetti a lui stesso. È giunta la salvezza per l’uomo, la giustizia, il perdono. Un lieto annuncio è dato ai poveri perché siano sollevati da quella ingiustizia, dalla indifferenza dei ricchi. Ai prigionieri è data la possibilità di essere liberi da ogni catena di peccato. I ciechi potranno ricominciare a vedere cose nuove che prima gli erano negate. Agli oppressi è data la possibilità della liberazione dai soprusi.
Si è dunque compiuta la scrittura, è giunta la salvezza per l’uomo, per chi si ravvede ora è data la possibilità di un perdono pieno da un Dio che si è fatto nostro fratello.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 4,14-22 di Domenica 5 gennaio 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Sabato 4 gennaio del tempo di Natale

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI SABATO 4 GENNAIO 2020
“Il Signore Gesù, quando cominciò il suo ministero, aveva circa trent’anni ed era figlio, come si riteneva, di Giuseppe, figlio di Eli, figlio di Mattat, figlio di Levi, figlio di Melchi, figlio di Innai, figlio di Giuseppe, figlio di Mattatia, figlio di Amos, figlio di Naum, figlio di Esli, figlio di Naggai, figlio di Maat, figlio di Mattatia, figlio di Semein, figlio di Iosec, figlio di Ioda, figlio di Ioanàn, figlio di Resa, figlio di Zorobabele, figlio di Salatièl, figlio di Neri, figlio di Melchi, figlio di Addi, figlio di Cosam, figlio di Elmadàm, figlio di Er, figlio di Gesù, figlio di Elièzer, figlio di Iorim, figlio di Mattat, figlio di Levi, figlio di Simeone, figlio di Giuda, figlio di Giuseppe, figlio di Ionam, figlio di Eliachìm, figlio di Melea, figlio di Menna, figlio di Mattatà, figlio di Natam, figlio di Davide, figlio di Iesse, figlio di Obed, figlio di Booz, figlio di Sala, figlio di Naassòn, figlio di Aminadàb, figlio di Admin, figlio di Arni, figlio di Esrom, figlio di Fares, figlio di Giuda, figlio di Giacobbe, figlio di Isacco, figlio di Abramo, figlio di Tare, figlio di Nacor, figlio di Seruc, figlio di Ragàu, figlio di Falek, figlio di Eber, figlio di Sala, figlio di Cainam, figlio di Arfacsàd, figlio di Sem, figlio di Noè, figlio di Lamec, figlio di Matusalemme, figlio di Enoc, figlio di Iaret, figlio di Maleleèl, figlio di Cainam, figlio di Enos, figlio di Set, figlio di Adamo, figlio di Dio.” (Lc 3,23-38)

L’evangelista Luca, ci lascia la genealogia di Giuseppe, il padre putativo di Gesù. L’intento è quello di affermare che Giuseppe è un discendente di Davide dalla cui discendenza sarebbe nato il Messia. Poi nella genealogia si raggiunge Abramo da cui ha origine Israele e precisamente dal suo nipote Giacobbe. Infine si arriva ad Adamo, all’origine della umanità.
Giuseppe fa parte della storia della salvezza a pieno titolo, discendente di Davide e quindi di Abramo, garantisce la discendenza davidica di Gesù, il Messia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 3,23-38 di sabato 4 gennaio 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Venerdì 3 gennaio del tempo di Natale

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI VENERDÌ 3 GENNAIO 2020
“In quel tempo. C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.” (Lc 2,36-38)

Una donna eccezionalmente anziana d’età per l’epoca, Anna, aveva una profonda comunione con Dio a causa delle sue preghiere e digiuni.
Anche lei vedendo il bambino Gesù capisce che è arrivata la salvezza da un Dio che non abbandona ma rimane vicino al suo popolo nonostante le ripetute infedeltà.
È arrivata la redenzione per Israele e poi per tutti i popoli, per coloro che guardano a Gesù e credendo siano anch’essi salvati.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 2,36-38 di venerdì 3 gennaio 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Giovedì 2 gennaio del tempo di Natale

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI GIOVEDÌ 2 GENNAIO 2020
“In quel tempo. Simeone accolse il bambino Gesù tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele».” (Lc 2,28b-32)

Simeone, anziano presso il Tempio a Gerusalemme vede Gesù e lo accoglie fra le sue braccia. È il compimento di quella promessa fatta da Dio che si realizza in modo stupefacente con quella fiducia nelle sue creature a tal punto da farsi cullare dal vecchio Simeone.
La luce si rivela alle genti, il disegno di Dio inizia a realizzarsi nella sua misericordia per tutta la creazione. È la gioia del Natale che invade Simeone e dovrebbe essere presente in ogni fedele cristiano.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 2,28b-32 di giovedì 2 gennaio 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Circoncisione del Signore – Solennità

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI MERCOLEDÌ 1° GENNAIO 2020
“In quel tempo. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.” (Lc 2,18-21)

Lo stupore al sentire della nascita del Signore si era diffuso grazie alla testimonianza dei pastori. Gioia e speranza erano sentimenti che si diffondevano fra quelle persone che udivano come era nato il Signore Gesù, in tutta semplicità, lontano da qualsiasi ricchezza terrena.
Sembra che l’umiltà e la semplicità siano corona a questa nascita, l’umiltà di Maria custode nel suo cuore di tutto quello che accadeva, l’umiltà di Giuseppe suo sposo. La semplicità dei pastori protagonisti dell’annuncio gioioso prima sentito dagli angeli e poi diffuso con entusiasmo a quanti incontravano.
Seguendo la tradizione ebraica otto giorni dopo fu circonciso e gli fu messo nome Gesù, può significare Colui che Salva, Dio che Salva,. Gesù è il,Salvatore, Colui che vuole la salvezza di ogni uomo, di ogni donna.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 2,18-21 di mercoledì 1° gennaio 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

VII Giorno dell’ottava di Natale

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI MARTEDÌ 31 DICEMBRE
“In quel tempo. Il padre e la madre del Signore Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».” (Lc 2,33-35)

Quaranta giorni dopo la nascita i genitori di Gesù incontrano presso il Tempio Simeone il quale vede nel Signore l’atteso di Israele e colui che salverà molti e farà emergere la verità nascosta in molti cuori.
La gioia della nascita di Gesù è ancora nei genitori ma c’è la consapevolezza di un’offerta, di un sacrificio affinché possa compiersi il disegno di Dio. Per Maria una spada trafiggerà l’anima sua a causa del dolore che dovrà subire nella passione e morte di Gesù ma poi con quella risurrezione che ha donato salvezza e speranza al mondo intero.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 2,33-35 di martedì 31 dicembre 2019, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

VI Giorno dell’ottava di Natale

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI LUNEDÌ 30 DICEMBRE
“In quel tempo. Una donna dalla folla alzò la voce e disse al Signore Gesù: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!». Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!»” (Lc 11,27b-28)

Nel sesto giorno dell’Ottava di Natale vi è lo stupore per Maria perché ha portato nel suo seno Gesù. Espresso da una donna, è una beatitudine, un’ammirazione verso la Beata Sempre Vergine Maria, forse molto umana ma sincera. Ma questa beatitudine può essere solo di Maria.
Gesù propone un’altra beatitudine che può essere raggiunta da ogni persona: sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano, la fanno diventare importante nella loro vita

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 11,27b-28 di lunedì 30 dicembre 2019, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)