Mercoledì della settimana della VII Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

santa Teresa di Gesù, dottore della Chiesa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Mercoledì 15 Ottobre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù, voltandosi verso le donne, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: “Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato”. Allora cominceranno a dire ai monti: “Cadete su di noi!”, e alle colline: “Copriteci!”. Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?».” (Lc 23,28-31)

Gesù è in cammino verso il Calvario, è nel pieno della sua passione, nella sofferenza per salvare l’umanità dispersa. Gesù è l’unico giusto, è quel legno verde che l’uomo a tutti costi vuole bruciare. Vi è anche il lamento delle donne che lo stavano seguendo, un pianto che sottolinea il momento drammatico. Questo dramma è in realtà quello dell’uomo che rifiuta Gesù e per questo c’è l’invito rivolto alle donne di piangere su loro stesse e sui loro figli.
Ma dopo la passione, morte vi sarà la risurrezione che cambierà la storia dell’uomo donando la possibilità di salvezza e speranza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 23,28-31 – Mercoledì’ 15 Ottobre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della VII Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

san Callisto, papa e martire
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Martedì 14 Ottobre 2025

“In quel tempo. Gli anziani del popolo, con i capi dei sacerdoti e gli scribi, dissero al Signore Gesù: «Se tu sei il Cristo, dillo a noi». Rispose loro: «Anche se ve lo dico, non mi crederete; se vi interrogo, non mi risponderete. Ma d’ora in poi il Figlio dell’uomo siederà alla destra della potenza di Dio». Allora tutti dissero: «Tu dunque sei il Figlio di Dio?». Ed egli rispose loro: «Voi stessi dite che io lo sono».” (Lc 22,67-70)

Gesù è nel Sinedrio, il supremo consiglio giudaico, viene interrogato con la domanda chiave: “Sei tu il Cristo?”. Quale è l’identità di Gesù secondo l’autorità giudaica? Non c’era una vera ricerca della verità, la volontà di capire. Il giudizio su Gesù era già dato: la sua condanna. Alcuni credevano nella figura di Gesù come il Messia ma temevano il giudizio degli altri componenti del consiglio supremo. Questo consiglio lo condannerà con l’accusa di essersi fatto come Dio, ma Gesù è Dio.
Capita a volte di essere accusatori convinti della colpevolezza di una altrui persona. Ma troppo spesso questo è solo un pensiero, una convenienza, una giustificazione verso se stessi. Non si cerca la verità fino in fondo perché conviene quella verità che si è trovata fino a quel punto. Il rischio è quello di condannare una persona innocente.
Cercare la verità nelle cose costa fatica ma cerca, costruisce e dona pace.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 22,67-70 – Martedì 14 Ottobre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della VII Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

santa Maria Margherita Alacocque
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Lunedì 13 Ottobre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quando vi ho mandato senza borsa, né sacca, né sandali, vi è forse mancato qualcosa?». Risposero: «Nulla». Ed egli soggiunse: «Ma ora, chi ha una borsa la prenda, e così chi ha una sacca; chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una. Perché io vi dico: deve compiersi in me questa parola della Scrittura: “E fu annoverato tra gli empi”. Infatti tutto quello che mi riguarda volge al suo compimento».” (Lc 22,35-37)

Gesù mandò i discepoli ad annunciare la buona novella nei villaggi vicini solo con un mantello e poco altro. Quando questo accadde i discepoli non sentirono la mancanza delle loro cose ma si accorsero dell’accoglienza di alcune persone e della gioia di annunciare la buona novella.
Ai discepoli non mancò nulla, e il Signore annuncia che le cose stanno per cambiare, sta per giungere la sua passione e la sua separazione da loro e questo causerà molte prove e sofferenze. Per questo bisogna essere cauti e portare con se la borsa della fede, una sacca di preghiere e una spada di fortezza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 22,35-37 – Lubedì 13 Ottobre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

VII Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 12 Ottobre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra. Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».” (Mt 13,44-52)

Nelle parabole il bracciante trova un tesoro particolarmente prezioso e vende tutto ciò che ha per poterlo possedere. Così anche il mercante di preziosi. La scoperta di un tesoro di inestimabile valore è il Regno dei cieli talmente prezioso che supera qualsiasi avere terreno da lasciare tutto quello che si possiede per esso. Vi è una grande gioia nel fare questo, si è trovato finalmente il fine, lo scopo della esistenza.
Le cose terrene passeranno, ci sarà un giorno in cui tutto ciò finirà e vi sarà il giudizio che separerà i buoni dai cattivi secondo la libera scelta di vita di ogni persona che ha fatto su questa terra.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 13,44-52 – Domenica 12 Ottobre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

san Giovanni XXIII, papa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Sabato 11 Ottobre 2025

“In quel tempo. Nacque tra gli apostoli una discussione: chi di loro fosse da considerare più grande. Il Signore Gesù disse: «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno potere su di esse sono chiamati benefattori. Voi però non fate così; ma chi tra voi è più grande diventi come il più giovane, e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve. Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove e io preparo per voi un regno, come il Padre mio l’ha preparato per me, perché mangiate e beviate alla mia mensa nel mio regno».” (Lc 22,24-30a)

«Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve.»
Gesù, il Figlio di Dio, Colui che ha il potere di fare qualunque cosa, è a servizio dei suoi discepoli. Così i discepoli di Gesù fanno la stessa cosa, sono a servizio delle persone perché possano ricevere la buona novella.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 22,24-30a – Sabato 11 Ottobre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

san Daniele Comboni, vescovo
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Venerdì 10 Ottobre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo». Durante il giorno insegnava nel tempio; la notte, usciva e pernottava all’aperto sul monte detto degli Ulivi. E tutto il popolo di buon mattino andava da lui nel tempio per ascoltarlo.” (Lc 21,34-38)

Gli affanni della vita possono soffocare l’anima, si diventa pesanti, sparisce la speranza e la fede incomincia a faticare.
“State attenti a voi stessi”
L’essere attenti verso di se vuol dire mettere quelle condizioni per amare, per alzare lo sguardo verso la speranza testimoniata da Gesù e da tante persone venute dopo di lui. Gli affanni della vita potrebbero diventare situazioni affrontabili con l’aiuto del Signore in uno stile di attenzione e vigilanza che dona quella forza spirituale in grado di affrontare molte situazioni anche particolarmente difficili. Si ha quella possibilità di non cadere nella disperazione abbandonandosi agli eventi ma, al contrario, di affrontare tutto ciò con l’aiuto di Dio. La speranza si riaccende!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 21,34-38 – Venerdì 10 Ottobre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

santi Dionigi, vescovo e compagni, martiri
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Giovedì 9 Ottobre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».
E disse loro una parabola: «Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».” (Lc 21,25-33)

Questo brano evangelico a differenza dei versetti precedenti riguarda la fine dei tempi, dove la natura verrà sconvolta e vi sarà il ritorno del Signore Nostro Gesù Cristo con gloria e potenza.
Molti avranno paura, e l’attesa di eventi catastrofici fanno morire l’uomo dentro di sé. La paura immobilizza e non fa ragionare e si è come morti. Ma se affiora la fede, lo sguardo verso il Signore nella certezza del suo amore allora la paura non può nulla perché vi è la certezza d’essere amati che va oltre ogni dramma e cataclisma. La speranza si riaccende.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 21,25-33 – Giovedì 9 Ottobre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

sant’Anselmo di Lucca, vescovo
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Mercoledì 8 Ottobre 2025

“In quel tempo. Mentre tutto il popolo ascoltava, il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Guardatevi dagli scribi, che vogliono passeggiare in lunghe vesti e si compiacciono di essere salutati nelle piazze, di avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti; divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».” (Lc 20,45-47)

Gli scribi profondi conoscitori delle Scritture, amavano essere riconosciuti per la loro conoscenza, ricevere saluti cercando di primeggiare in ogni situazione. Il loro dovere sarebbe stato di diffondere la conoscenza di Dio, non usarla come bagaglio a loro esclusivo uso.
Vesti lunghe, sontuose, far finta di essere persone per bene quando nel segreto si progetta e si fa il male. Tutto ciò diventa una vita di recitazione, sempre menzognera in una vita falsa dove non si esprime più la verità.
Ma c’è chi gioisce nel conoscere qualche cosa del Signore senza farne un uso personale ma testimoniandolo come una piccola ma preziosa missione.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 20,45-47 – Mercoledì 8 Ottobre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

B.V. Maria del Rosario
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Martedì 7 Ottobre 2025

“In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».” (Lc 1,26b-38a)

La beata Vergine Maria del Rosario ricorda la vittoria di Lepanto del 1571. L’espansione dell’Impero ottomano fu arrestata grazie alla preghiera del santo Rosario, la preghiera alla Vergine Maria che emana una speciale protezione a tutti coloro che la recitano con vera devozione.
Nella quotidianità di ognuno è possibile sperimentare la protezione di Maria grazie alla devozione del Santo Rosario.
Santa Maria del Rosario conduci i cuori verso il desiderio ardente della pace perché possa rinascere una nuova fratellanza fra le nazioni.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,26b-38a – Martedì 7 Ottobre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

san Bruno, sacerdote
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Lunedì 6 Ottobre 2025

“In quel tempo. Mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, il Signore Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».” (Lc 21,5-9)

La grandiosa costruzione del Tempio in Gerusalemme era da tutti ammirata. Maestosa e solida sembrava che fosse indistruttibile.
Ma non bisogna mettere il cuore sulle cose terrene perché non sono eterne, e in ogni caso ognuno dovrà distaccarsene quando avrà terminato il suo transito terreno.
Un cuore è gioioso e contento se considera le cose terrene solo un mezzo per poter vivere intensamente l’amore, la fede, la speranza e la carità.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 10,40-42 – Domenica 5 Ottobre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)