DOMENICA II DI PASQUA – DELLA DIVINA MISERICORDIA

Lettura del Vangelo e commento

IL VANGELO DI DOMENICA 28 APRILE:
“In quel tempo. La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.” (Gv 20,19-31)


I discepoli sono probabilmente nel luogo dell’Ultima Cena a porte chiuse. Hanno paura. Però non si sono dispersi, stanno uniti, mancava solo Tommaso. Ecco che il Risorto appare loro con il saluto della pace. E’ invogliare come prima cosa la pace nei cuori che sconfigge ogni timore. Una persona in pace con il Signore non può avere paura di alcuna cosa.
Gesù dona poi ai discepoli la grazia dello Spirito Santo e da la missione espressa nella misericordia che il Signore Gesù vuole elargire tramite il perdono dei peccati.
Questa è già espressione della Divina Misericordia che viene donata alle persone che sono disposte a riceverla. La Divina Misericordia non è una pioggia che salva tutti in modo indistinto, ma solo quelle persone che l’accolgono, che hanno un movimento di cuore verso il Signore ma la Divina Misericordia è anche in quelle situazioni di estrema pietà verso i moribondi dove è possibile recitare la Coroncina.
Tommaso non c’era e non crede. Ma dopo un suo vagare di una settimana va dove sono gli altri discepoli e vede e crede.
Non increduli ma credenti. Non dubbiosi ma fiduciosi nella grazia che Gesù vuole donare a ognuno.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 20,19-31 di Domenica 28 aprile 2019, – TEMPO DI PASQUA – Rito Ambrosiano)

Termina l’Ottava di Pasqua con la Domenica detta “della Divina Misericordia”. Da lunedì 29 aprile prosegue il Tempo di Pasqua nella sua ferialità che durerà fino alla Domenica di Pentecoste compresa, il 9 giugno.

SABATO IN ALBIS DEPOSITIS – VII giorno dell’ottava di Pasqua (ormai tolte le vesti battesimali)

Lettura del Vangelo e commento

IL VANGELO DI SABATO 27 APRILE:
“In quel tempo. Il Signore Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.” (Gv 21,1-14)


Dopo la risurrezione del Signore Gesù e dopo due apparizioni secondo il Vangelo di Giovanni, i discepoli vanno a pescare e sembrano spenti, tornano a quella attività che facevano prima di incontrare Gesù. Quella notte non presero nulla. Ma per la terza volta arriva il Signore Gesù e fa in modo che all’ultimo possano pescare centocinquantatré grossi pesci. Una grande pesca che fa intendere a Pietro che tutto doveva iniziare nella novità e con la gioia del Signore Risorto. La gioia della Pasqua non termina con il termine della festa ma prosegue con quel cambiamento di cuore verso il Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 21,1-14 di sabato 27 aprile 2019, – TEMPO DI PASQUA – Rito Ambrosiano)


L’Ottava di Pasqua sta per giungere al termine con il Sabato “IN ALBIS DEPOSITIS”, cioè con le vesti battesimali ormai deposte. Si riferisce a coloro che hanno ricevuto il Battesimo la notte di Pasqua la cui veste bianca battesimale veniva indossata per una settimana.

VENERDÌ IN ALBIS – VI giorno dell’ottava di Pasqua

Lettura del Vangelo e commento

IL VANGELO DI VENERDÌ 26 APRILE :
“In quel tempo. Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a ungere il corpo di Gesù. Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole. Dicevano tra loro: «Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?». Alzando lo sguardo, osservarono che la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto. Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: “Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”». (Mc 16,1-7)


La ricerca delle spoglie di Gesù fallisce. Le donne non le trovano ma nel sepolcro trovano un giovane che annuncia la risurrezione del Signore. Non solo, c’è anche la possibilità di vederlo di nuovo come da lui annunciato prima della Passione. Le donne annunceranno tutto ciò ai discepoli perché possa iniziare a comporsi la Chiesa di Gesù che inizierà a prendere corpo dopo la Pentecoste.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Marco 16,1-7 di venerdì 26 aprile 2019, – TEMPO DI PASQUA – Rito Ambrosiano)


L’Ottava di Pasqua comincia dalla Domenica di Pasqua compresa fino alla Domenica successiva compresa detta “della Divina Misericordia”. I giorni feriali vengono chiamati “IN ALBIS”, che significa “in abito” cioè con la veste battesimale indossata. Si riferisce a coloro che hanno ricevuto il Battesimo la notte di Pasqua la cui veste bianca battesimale veniva indossata per una settimana. Terminata la quale la si deponeva: “IN ALBIS DEPOSITIS”.

GIOVEDÌ IN ALBIS – V giorno dell’ottava di Pasqua

Lettura del Vangelo e commento

IL VANGELO GIOVEDÌ 25 APRILE :
“In quel tempo. Il Signore Gesù in persona stette in mezzo ai discepoli e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto». (Lc 24,36b-49)

Gesù dopo la sua passione e morte appare da Risorto. L’incredulità dei discepoli diventa paura ma subito si muta in gioia. Gesù continua la sua opera di misericordia e pazienza nei loro confronti ma da Risorto.
Dapprima dimostra se stesso in carne e ossa come persona risorta e che poteva magiare. Poi spiega che tutto quello accaduto fu preannunciato nelle cose scritte nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi. Da qui scaturisce la vera salvezza dell’uomo, la possibilità d’essere rinnovato nella nuova e eterna Alleanza che scaturisce dalla Passione, Morte e Risurrezione del nostro Signore Gesù Cristo e grazie alla “potenza dall’alto” che rivestirà coloro che diventeranno cristiani.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 24,36b-49 di giovedì 25 aprile 2019, – TEMPO DI PASQUA – Rito Ambrosiano)


L’Ottava di Pasqua comincia dalla Domenica di Pasqua compresa fino alla Domenica successiva compresa detta “della Divina Misericordia”. I giorni feriali vengono chiamati “IN ALBIS”, che significa “in abito” cioè con la veste battesimale indossata. Si riferisce a coloro che hanno ricevuto il Battesimo la notte di Pasqua la cui veste bianca battesimale veniva indossata per una settimana. Terminata la quale la si deponeva: “IN ALBIS DEPOSITIS”.

MERCOLEDÌ IN ALBIS – IV giorno dell’ottava di Pasqua

Lettura del Vangelo e commento

IL VANGELO MERCOLEDÌ 24 APRILE :
“In quello stesso giorno due discepoli del Signore Gesù erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.” (Lc 24,13-35)

Gesù si affianca a coloro che sono nell’incredulità e nel loro cammino li accompagna dando quell’occasione perché possano riconoscerlo. Gesù rimane vicino nella delusione, nello sconforto ponendo quelle condizioni dove è possibile che il cuore si riscaldi, che possa trovare quel filone d’amore forse da tempo perduto. Il cuore si riscalda, trova una novità di un amore diverso da quello forse vissuto un po’ sommariamente, un amore che diventa gratuito e pieno; riempie di gioia. E’ il Signore Risorto che vuole fare questi doni a chi ha celebrato la sua Pasqua e non abbandona le persone che si sono allontanate da lui.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 24,13-35 di mercoledì 24 aprile 2019, – TEMPO DI PASQUA – Rito Ambrosiano)


L’Ottava di Pasqua comincia dalla Domenica di Pasqua compresa fino alla Domenica successiva compresa detta “della Divina Misericordia”. I giorni feriali vengono chiamati “IN ALBIS”, che significa “in abito” cioè con la veste battesimale indossata. Si riferisce a coloro che hanno ricevuto il Battesimo la notte di Pasqua la cui veste bianca battesimale veniva indossata per una settimana. Terminata la quale la si deponeva: “IN ALBIS DEPOSITIS”.

MARTEDÌ IN ALBIS – III giorno dell’ottava di Pasqua

Lettura del Vangelo e commento

IL VANGELO MARTEDÌ 23 APRILE :
“In quel tempo. Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».
Mentre esse erano in cammino, ecco, alcune guardie giunsero in città e annunciarono ai capi dei sacerdoti tutto quanto era accaduto. Questi allora si riunirono con gli anziani e, dopo essersi consultati, diedero una buona somma di denaro ai soldati, dicendo: «Dite così: “I suoi discepoli sono venuti di notte e l’hanno rubato, mentre noi dormivamo”. E se mai la cosa venisse all’orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione». Quelli presero il denaro e fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questo racconto si è divulgato fra i Giudei fino ad oggi.” (Mt 28,8-15)

La gioia pasquale è già nella adorazione delle donne al Signore Risorto. Colui che è vivo si manifesta e vuole rimanere molto vicino a chi gli vuole bene. Subito c’è il primo compito, la prima azione che Gesù chiede da risorto: è l’annuncio da dare ai fratelli, cioè agli apostoli e ai discepoli, e il viaggio che essi dovranno affrontare per rivederlo e vivere la gioia pasquale.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 28,8-15 di martedì 23 aprile 2019, – TEMPO DI PASQUA – Rito Ambrosiano)


L’Ottava di Pasqua comincia dalla Domenica di Pasqua compresa fino alla Domenica successiva compresa detta “della Divina Misericordia”. I giorni feriali vengono chiamati “IN ALBIS”, che significa “in abito” cioè con la veste battesimale indossata. Si riferisce a coloro che hanno ricevuto il Battesimo la notte di Pasqua la cui veste bianca battesimale veniva indossata per una settimana. Terminata la quale la si deponeva: “IN ALBIS DEPOSITIS”.

LUNEDÌ IN ALBIS – II giorno dell’ottava di Pasqua

Lettura del Vangelo e commento

IL VANGELO LUNEDÌ 22 APRILE :
“In quel tempo. Il primo giorno della settimana, al mattino presto le donne si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: “Bisogna che il Figlio dell’uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno”». Ed esse si ricordarono delle sue parole e, tornate dal sepolcro, annunciarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo. Anche le altre, che erano con loro, raccontavano queste cose agli apostoli. Quelle parole parvero a loro come un vaneggiamento e non credevano ad esse. Pietro tuttavia si alzò, corse al sepolcro e, chinatosi, vide soltanto i teli. E tornò indietro, pieno di stupore per l’accaduto.” (Lc 24,1-12)

Alle donne per prime viene rivelata la notizia della risurrezione. E’ la gioia pasquale che inizia dove ci sono i cuori che vogliono bene al Signore Gesù. Una gioia contagiosa che rivela anche l’incredulità dei discepoli alla notizia che la considerano come un vaneggiamento conoscendo il bene che le donne volevano a Gesù.
Comunque essi le ascoltano, e uno di loro verifica che è come è stato riferito. La gioia pasquale inizia a concretizzarsi, la speranza della risurrezione si fa strada, c’è qualche cosa di misericordioso che vuole salvare l’uomo dalla sua cecità.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 24,1-12 di lunedì 22 aprile 2019, – TEMPO DI PASQUA – Rito Ambrosiano)

L’Ottava di Pasqua comincia dalla Domenica di Pasqua compresa fino alla Domenica successiva compresa detta “della Divina Misericordia”. I giorni feriali vengono chiamati “IN ALBIS”, che significa “in abito” cioè con la veste battesimale indossata. Si riferisce a coloro che hanno ricevuto il Battesimo la notte di Pasqua la cui veste bianca battesimale veniva indossata per una settimana. Terminata la quale la si deponeva: “IN ALBIS DEPOSITIS”.

PASQUA

Lettura del Vangelo e commento

IL VANGELO DELLA VEGLIA DI PASQUA DI SABATO NOTTE 20 APRILE:
“In quel tempo. Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare la tomba. Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte. L’angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”. Ecco, io ve l’ho detto»” (Mt 28,1-7)

IL SIGNORE E’ RISORTO! ALLELUIA, ALLELUIA!

Sembra tutto sia finito, tutto crollato e chi lo ha seguito rimane incredulo, non poteva essere così, non poteva andare così!
“Non è qui è risorto!”
Risorto? Come può essere. Troppo grossa questa cosa. Vive di nuovo? Vive ancora? E’ vivo?
Accade l’imprevisto. Sembrava tutto concluso ma Gesù più volte aveva annunciato: “e il terzo giorno risusciterà dai morti”
Il dolore inizia a mutare in stupore. C’è un nuovo annuncio, il più grande che si potesse ascoltare: “È risorto dai morti”.
E’ risorto per ogni uomo e ogni donna.
E’ risorto per chi si è chiuso nella propria stanza intellettuale che non vuole accettare nulla di altro che fatti e cose che si possono vedere, toccare, e scientificamente provare.
E’ risorto per chi nella propria razionalità ha aperto uno spiraglio dove c’è la possibilità di qualche cosa d’altro che ha il sapore dell’amore che non si può spiegare solo con una reazione chimica nel proprio cervello, C’è qualche cosa di più che si chiama Perdono di Dio.
E’ Risorto per i giusti, gli onesti, gli ingiusti i disonesti.
E’ Risorto per chi è nella malattia perché si accenda la speranza di vivere la beatitudine con Dio.
E’ Risorto per il povero perché poi sia ricco d’amore.
E’ Risorto.
Il Signore vuole donare la risurrezione a tutti coloro che guardano a lui con speranza.
E’ risorto. La grande speranza e cardine della nostra fede cristiana.
Non facciamoci rubare la GIOIA! Oggi è GIOIA. Viviamo la GIOIA!
ALLELUIA IL SIGNORE È RISORTO!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 28,1-7 di Sabato notte 20 aprile 2019, – TEMPO DI PASQUA – Rito Ambrosiano)

SABATO SANTO CELEBRAZIONE AL MATTINO

Passione del Signore

.

Lettura del Vangelo e commento

CONTINUAZIONE DEL VANGELO SECONDO MATTEO:
Passione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Matteo

“Il giorno seguente, quello dopo la Parasceve, si riunirono presso Pilato i capi dei sacerdoti e i farisei, dicendo: «Signore, ci siamo ricordati che quell’impostore, mentre era vivo, disse: «Dopo tre giorni risorgerò». Ordina dunque che la tomba venga vigilata fino al terzo giorno, perché non arrivino i suoi discepoli, lo rubino e poi dicano al popolo: «È risorto dai morti». Così quest’ultima impostura sarebbe peggiore della prima!». Pilato disse loro: «Avete le guardie: andate e assicurate la sorveglianza come meglio credete». Essi andarono e, per rendere sicura la tomba, sigillarono la pietra e vi lasciarono le guardie.” (Mt 27,62-66)


Una tomba ben custodita ma non per onorare le spoglie in essa contenute. I responsabili della morte del Signore vogliono mettere una pietra tombale su tutta la faccenda pensando di liquidare così il tutto. Hanno perso la vista, l’ascolto, il cuore. Ma il Signore Gesù è morto in Croce anche per loro.
Un silenzio assordante continua in questo Sabato Santo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 27,62-66 di Sabato Santo 20 aprile 2019, – SETTIMANA AUTENTICA – Rito Ambrosiano)

VENERDÌ SANTO CELEBRAZIONE VESPERTINA

«NELLA DEPOSIZIONE DEL SIGNORE»

.

Lettura del Vangelo e commento

CONTINUAZIONE DEL VANGELO SECONDO MATTEO:
Passione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Matteo

“Venuta la sera, giunse un uomo ricco, di Arimatea, chiamato Giuseppe; anche lui era diventato discepolo di Gesù. Questi si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato allora ordinò che gli fosse consegnato. Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito e lo depose nel suo sepolcro nuovo, che si era fatto scavare nella roccia; rotolata poi una grande pietra all’entrata del sepolcro, se ne andò. Lì, sedute di fronte alla tomba, c’erano Maria di Màgdala e l’altra Maria.” (Mt 27,57-61)

Un uomo ricco diventato discepolo di Gesù fa un gesto di rispetto, gli cede il suo sepolcro perché sia li deposto. E’ un’opera di misericordia verso le spoglie di Colui che è la Misericordia.
Cala il silenzio. Le tenebre sembrano impadronirsi del mondo. Non c’è più Colui che annunciava la speranza e ridonava la vita. Si è immolato. Cala il silenzio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 27,57-61 di Venerdì Santo 18 aprile 2019, – SETTIMANA AUTENTICA – Rito Ambrosiano)