Dedicazione della Basilica romana lateranense

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Sabato 9 Novembre 2024

“In quel tempo. La donna Samaritana dice al Signore Gesù: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità».” (Gv 4,19-24)

Non c’è un luogo dove bisogna andare per adorare il Signore Dio. Vi sono dei luoghi che favoriscono l’adorazione come le Chiese, i Santuari. Questi luoghi non sono tappe obbligatorie per perché «i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità»
Si tratta di essere sotto l’impulso dello Spirito e nella verità di Gesù, cosa possibile se si permette allo Spirito Santo di agire.
Alla vigilia della Domenica in cui si ricorda Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo nel Rito ambrosiano, chiediamo al Signore la grazia di permettere al suo Spirito di agire in noi.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 4,19-24 – Sabato 9 Novembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della II settimana dopo la Dedicazione

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Venerdì 8 Novembre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».” (Gv 14,2-7)

«Io sono la via, la verità e la vita.»
La via: è come percorrere una direzione indicata da Gesù ma senza alcuna costrizione e sempre con la possibilità di abbandonarla.
La verità: il percorso fatto con Gesù è vero, non vi sono cose ingannatrici, né false, è una via di verità dove vi sono anche quelle scomode, difficili da percorrere, ma seguendo la via di Gesù si capisce che bisogna attraversarle.
La vita: percorrendo questa via nella verità di Gesù ci si accorge di vivere nella pienezza la vita. Una vita donata e da donare per essere persone felici.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 14,2-7 – Venerdì 8 Novembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della II settimana dopo la Dedicazione

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Giovedì 7 Novembre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui.” (Gv 8,28-30)

L’innalzamento di Gesù sulla Croce esprime la pienezza del suo amore per l’umanità. Da quel momento, Gesù diventa presente per ogni uomo e donna che vuole credere in lui. Si tratta della vicinanza di Dio per l’umanità senza alcuna costrizione per alcuno.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 8,28-30 – Giovedì 7 Novembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della II settimana dopo la Dedicazione

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Mercoledì 6 Novembre 2024

“In quel tempo. Di nuovo il Signore Gesù parlò agli scribi e ai farisei e disse: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». Gli dissero allora i farisei: «Tu dai testimonianza di te stesso; la tua testimonianza non è vera». Gesù rispose loro: «Anche se io do testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove sono venuto e dove vado. Voi invece non sapete da dove vengo o dove vado. Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno. E anche se io giudico, il mio giudizio è vero, perché non sono solo, ma io e il Padre che mi ha mandato. E nella vostra Legge sta scritto che la testimonianza di due persone è vera. Sono io che do testimonianza di me stesso, e anche il Padre, che mi ha mandato, dà testimonianza di me». Gli dissero allora: «Dov’è tuo padre?». Rispose Gesù: «Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio».” (Gv 8,12-19)

Gesù è la luce del mondo, non una qualunque luce ma la luce. Se Gesù è presente nella vita è luce della vita.
Con questa nuova luce si dipanano molte cose, vengono alla luce e comprese situazioni e persone conosciute magari molti anni addietro, alcuni episodi del passato vengono rivisti con nuove scoperte.
Gesù è la luce del mondo e il mondo ne ha estremamente bisogno poiché sembra cieco.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 8,12-19 – Mercoledì 6 Novembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della II settimana dopo la Dedicazione

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
martedì 5 Novembre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».” (Gv 12,44-50)

Il comandamento di Dio è vita eterna. È citato nelle parole di Gesù nel Vangelo di Giovanni: «E io so che il suo comandamento è vita eterna.»
Il comandamento di Dio è certamente da rispettare, da tentare di vivere. Se vissuto come norma e costrizione non produce una vita piena orientata alla gioia. Se si inizia a conoscere che cosa vuol dire rispettare quel comandamento, a conoscere l’amore in esso contenuto, allora lo stesso comandamento viene assunto come facente parte della persona come cosa propria e fondante, come se fosse veramente mio poiché sono stato creato da Dio.
Si tratta di vivere l’amore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 12,44-50 – Martedì 5 Novembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

San Carlo Borromeo

Tempo dopo Pentecoste
Solennità
Rito Ambrosiano
Lunedì 4 Novembre 2024

“In quel tempo. Diceva il Signore Gesù ai farisei: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore».” (Gv 10,11-15)

San Carlo Borromeo fu vescovo nella Diocesi di Milano, all’epoca vastissima, si estendeva nelle attuali regioni della Lombardia, Liguria, Veneto e alcune zone della Svizzera. Visitò ogni angolo, si dedicò alla formazione del clero e alle condizioni dei fedeli. Fondò seminari, ospedali e ospizi. Utilizzò le ricchezze di famiglia in favore dei poveri.
San Carlo diede un esempio di dedizione verso il gregge al lui affidato come il «Il buon pastore dà la propria vita per le pecore.»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 10,11-15 – Lunedì 4 Novembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

II Domenica dopo la Dedicazione

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
La partecipazione delle genti alla salvezza
Domenica 3 Novembre 2024

“In quel tempo. Un sabato il Signore Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei. Uno dei commensali gli disse: «Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!». Gli rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: “Venite, è pronto”. Ma tutti, uno dopo l’altro, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: “Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Mi sono appena sposato e perciò non posso venire”. Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al suo padrone. Allora il padrone di casa, adirato, disse al servo: “Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi”. Il servo disse: “Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto”. Il padrone allora disse al servo: “Esci per le strade e lungo le siepi e costringili a entrare, perché la mia casa si riempia. Perché io vi dico: nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena”»” (Lc 14,1a.15c-24)

Un uomo invita molte persone scelte per una grande cena. Queste avrebbero dovuto accettare e andare al banchetto condividendo assieme la gioia. Tutti rifiutano. Alcune scuse sono per affari che dovevano concludere, altre per rimanere a casa con i propri cari.
La cosa importante per queste persone sono il commercio, la propria famiglia senza nulla modificare o tentare. Non hanno bisogno di alcuna altra cosa secondo loro ma così facendo rimangono fermi e chiusi alla novità.
La conseguenza di questa scelta è che questi vengono sostituti da persone in apparenza meno degne ma con uno spirito più alto, semplice e più aperto alla novità. Vanno alla cena e sono felici di condividerla con quell’uomo.
C’è un invito di Gesù che vuole la partecipazione alla gioia, non vuole una vita fatta di sofferenze in quanto tale, vuole una vita piena, fatta d’amore e questo lo si può fare se non si rimane chiusi nella stanza, si prende il coraggio di accettare l’invito verso una novità che si incontra solo se si esce dal proprio guscio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 14,1a.15c-24 – Domenica 3 Novembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Commemorazione di tutti i Fedeli defunti

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Solennità
Sabato 2 Novembre 2024

Viene qui riportato il Vangelo del 1° schema della Commemorazione di tutti i Fedeli defunti.
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai Giudei: «Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.
In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno. Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna».” (Gv 5,21-29)

Oggi commemoriamo tutti i Fedeli defunti. Commemorare vuol dire specialmente in questa giornata fare memoria in forma solenne nella Messa di tutti i nostri cari defunti, e anche per quelli che non si ricordano più, soprattutto per loro ai quali non viene più rivolta neanche una preghiera.
L’uomo nel suo passaggio terrestre è incline a errare, a compiere errori anche se alcuni non cercati ma capitati e purtroppo mettendo a volte qualche cosa di suo. Ma vi sono anche cose belle compiute quando si riesce a esprimere amore.
La misericordia di Dio, la conoscenza della miseria del cuore dell’uomo, dà una grande speranza di passare dalla morte alla vita perché coloro che si affidano con sincerità al Signore Gesù avranno certo la vita e non andranno incontro ad alcun giudizio. La fede è importantissimo veicolo verso un percorso che si apre all’eternità.
La commemorazione di tutti i fedeli defunti è in quest’ottica, la speranza che essi siano già nella beatitudine fra la schiera dei santi grazie alla misericordia di Dio e la preghiera che si innalza per loro e che questo possa capitare al più presto se non sono ancora nella beatitudine in cielo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 5,21-29 – Sabato 2 Novembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Tutti i Santi

Tempo dopo Pentecoste
Solennità
Rito ambrosiano
Venerdì 1° Novembre 2024

“Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
“Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. ” (Mt 5,1-12a)

Tutti i Santi. Un santo è considerato qualche d’uno al di fuori del comune in una vita onesta, lontano dalle oscurità, talmente perfetto nel suo vivere che è irraggiungibile. Il pensiero è: “io non sarò mai un santo, non sarò mai una santa”.
Ma siamo tutti in cammino per essere un giorno santi con i santi. Un santo è persona che ama, che vuole donare amore, quello gratuito, quello che non ricerca cose per sé ma gioisce del bene che vede nelle altrui persone. Un santo ama ed è contento di ricevere amore. Un santo sbaglia, proprio perché ama fa errori e si sporca le mani anche se non era sua intenzione. Un santo non è perfetto, non è l’ideale dell’uomo o della donna perfetti, è persona che vive nelle pienezza amando , gioendo, sbagliando, affidandosi al Signore nei drammi che vive.
La solennità di tutti i Santi è festeggiare coloro che sono già nella beatitudine celeste, hanno vissuto confidando nella misericordia di Dio, lasciandosi plasmare dal suo amore misericordioso che penetra le fibre di ogni cuore riconducendoli a una nuova dimensione d’amore.
Tutti i Santi, oggi vogliamo ampliare la nostra speranza facendo memoria di una moltitudine di persone che hanno già concluso il loro passaggio terreno e sono nel Paradiso. Persone che in modo molto diverso hanno incontrato Gesù, in quel fare gratuito per gli altri, in quel pregare e confidare nel Signore, in quei tentativi spesso falliti di riconciliazione. Amando, amando e ancora amando.
Persone normali che hanno vissuto nella semplicità la loro cristianità e non sono ricordate con un nome sul calendario o in una memoria di qualche Messa.
Queste persone possono intercedere per noi, possono essere quel grande veicolo di speranza e rafforzo di fede.
Tutti i Santi, tutti Voi Santi, pregate perché anche il nostro cammino possa essere cristiano, condito d’amore verso una eternità piena di felicità.
Maria Madonna della Pace intercedi per noi, guidaci verso la pace, che possiamo essere seminatori di pace per essere anche noi un giorno fra tutti i Santi.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 5,1-12a – Venerdì 1° Novembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della I Domenica dopo la Dedicazione

Tempo dopo Pentecoste
Rito ambrosiano
Giovedì 31 Ottobre 2024

“In quel tempo. Pietro disse al Signore Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna».” (Mt 19,27-29)

Nella vigilia della solennità di Tutti i Santi nel Vangelo c’è la domanda di Pietro:
«Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?»
Cose si ha seguendo veramente il Signore? Non possedimenti, ricchezze, potere e dominio sulle altrui persone. Si ha la gioia nel cuore che vale infinitamente di più, si ha la possibilità di una coscienza serena, si ha la speranza della vita eterna. Certo, non mancano difficoltà e incomprensioni ma si è in un cammino che è verso la santità.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 19,27-29 – Giovedì 31 Ottobre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)