Mercoledì della settimana della VIII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
santa Marcellina
Mercoledì 17 Luglio 2024

In quel tempo. I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».
In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».” (Lc 10,17-24)

«Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi.»
Nulla potrà mai danneggiare lo spirito, l’anima di chi è con il Signore Gesù. E’ la grazia profonda della fede, quella sita nell’intimo dell’anima fatta non di parole o di auto convinzioni ma di essere veramente parte con Gesù.
Dove non c’è malizia, inganno, maldicenza, dove c’è la voglia del bene e perseguire perché si realizzi, allora i demòni cadono. Nulla potrà danneggiare l’anima, lo spirito. I piccoli grandi egoismi personali cadono, l’approfittarsi del prossimo cade, le violenze altrui cadono. Si inizia a costruire un mondo nuovo basato sull’economia della gioia, della solidarietà. La fede, la speranza e la carità sono le basi per essere persone veramente libere.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 10,17-24 – Mercoledì 17 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della VIII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
B.V. del monte Carmelo
Martedì 16 Luglio 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù parlava ai settantadue discepoli e disse: «Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidone fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, nel giudizio, Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato».” (Lc 10,13-16)

La festa della Beata vergine Maria del Monte Carmelo ha origine dal monte Carmelo dove il profeta Elia nel IX secolo avanti Cristo si fece riferire dal suo servo: “Ecco, una nuvola, piccola come una mano d’uomo, sale dal mare” (1Re, 18,44)
Il lungo periodo di siccità cessò portando fecondità alla terra. Così la Vergine Maria ha dato vita e fecondità al mondo, lei genitrice di Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 10,8-12 – Martedì 16 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della VIII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
san Bonaventura, vescovo e dottore della Chiesa
Rito Ambrosiano
Lunedì 15 Luglio 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai settantadue discepoli: «Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».” (Lc 10,8-12)

Anche per chi non accoglie il Signore è vicino il Regno di Dio. Una vicinanza che potrebbe poi compiersi in un giudizio severo quanto è duro il cuore dell’uomo nella sua incredulità. Da qui una preghiera per chi non crede, per chi è disilluso e solo la parola fede è per lui cosa senza significato.
Signore illumina i cuori induriti nella loro incredulità, perché possano accogliere la novità di una vita che si apre verso l’eternità.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 10,8-12 – Lunedì 15 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

VIII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 14 Luglio 2024

“In quel tempo. Si avvicinarono al Signore Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato? ». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».” (Mc 10,35-45)

Il più grande diviene il servitore, lo schiavo di tutti. Questa logica si contrappone a quella comunemente condivisa, dove il più grande è la persona che ha molti servitori e comanda a molte persone che gli obbediscono. Ma la grandezza evangelica sta nell’attenzione al prossimo, il più grande diviene colui che non vuole conquistare delle posizioni sociali di preminenza ma è colui che si domanda “Che cosa posso fare per te?”. Il più grande è colui che vuole bene al prossimo e vuole il suo bene. Non esprime un diritto magari anche dovuto ma esprime la vicinanza uscendo da se stesso preoccupandosi della salute spirituale dell’altro, dell’altra. Il più grande ama gratuitamente.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 10,35-45 – Domenica 14 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della VII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
santi Nàbore e Felice, martiri
Rito Ambrosiano
Venerdì 12 Luglio 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa».” (Lc 10,1-7)

La missione dei 72 discepoli. La missione dev’essere nella semplicità e per questo bisogna essere testimoni semplici privi di ogni pesantezza di cose cui altrimenti bisognerebbe dare attenzione, di persone evitando il disperdersi in parole inutili con chi si incontra in strada. La pace è primaria, è il primo messaggio che il testimone di Gesù è inviato a donare. Infine quando si è accolti in una casa non pretendere nulla di più di quanto vi è offerto altrimenti si rischierebbe di essere degli approfittatori.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 10,1-17 – Venerdì 12 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

San Benedetto abate, patrono d’Europa

Tempo dopo Pentecoste
Festa
Rito Ambrosiano
Giovedì 11 Luglio 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».” (Gv 15,1-8)

«Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.»
A causa della Parola del Signore si è più “puri”. Non innocenti, non candidi. Si conserva il proprio bagaglio di sofferenze, sbagli, peccati perdonati se si crede veramente nel Signore. Ma nel bagaglio personale ci sono anche le gioie. La Parola di Gesù dà la possibilità d’essere indirizzati verso la purezza assai vaga, disprezzata e lontana oggi giorno. Termine desueto, poco utilizzato e messo quasi all’indice perché sembra privare la libertà. Ma è il contrario. Una persona verso la purezza è già bella.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 15,1-8 . Giovedì 11 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della VII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Mercoledì 10 Luglio 2024

“In quel tempo. Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, il Signore Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.” (Lc 9,51-56)

«Gesù prese la ferma decisione», letteralmente “indurì il suo volto”, come se dovesse affrontare con decisione quel viaggio dove avrebbe trovato i suoi avversari da affrontare con determinazione e fermezza. Il cammino verso la sua città amata è doloroso verso l’incomprensione e l’incapacità di molti di accogliere Gesù come il salvatore, il Cristo di Dio. L’incomprensione è subito data dai Samaritani che non vollero accoglierlo poiché era diretto verso la città degli ebrei, Gerusalemme. Ma tutti sono sempre da rispettare, anche coloro che non vogliono accogliere Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 9,51-56 – Mercoledì 10 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della VII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
santi Agostino Zhao Rong, presbitero e compagni, martiri
Rito Ambrosiano
Martedì 9 Luglio 2024

“In quel tempo. Nacque una discussione tra i discepoli, chi di loro fosse più grande. Allora il Signore Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande». Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con noi». Ma Gesù gli rispose: «Non lo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi».” (Lc 9,46-50)

I discepoli al seguito di Gesù sono a volte in pensieri molto terreni riguardo al primeggiare gli uni sugli altri e in particolare capire chi fra loro era il più grande.
Gesù conoscendo tutto questo dice chi è veramente grande: chi accoglie un bambino, cioè una persona che all’epoca non era considerata, i bambini infatti non avevano alcun peso e non era considerati.
Si è grandi quando ci si mette gratuitamente a servizio nella carità senza cercare alcun torna conto personale.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 9,37-45 – Martedì 9 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della VII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Lunedì 8 Luglio 2024

“In quel tempo. Quando furono discesi dal monte, una grande folla venne incontro al Signore Gesù. A un tratto, dalla folla un uomo si mise a gridare: «Maestro, ti prego, volgi lo sguardo a mio figlio, perché è l’unico che ho! Ecco, uno spirito lo afferra e improvvisamente si mette a gridare, lo scuote, provocandogli bava alla bocca, se ne allontana a stento e lo lascia sfinito. Ho pregato i tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa, fino a quando sarò con voi e vi sopporterò? Conduci qui tuo figlio». Mentre questi si avvicinava, il demonio lo gettò a terra scuotendolo con convulsioni. Gesù minacciò lo spirito impuro, guarì il fanciullo e lo consegnò a suo padre. E tutti restavano stupiti di fronte alla grandezza di Dio.
Mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini». Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento.” (Lc 9,37-45)

Volgi lo sguardo. È la richiesta di un uomo perché Gesù possa dare attenzione al dolore causato dalla malattia di suo figlio. Gesù lo guarisce. La guarigione provoca stupore fra i presenti «di fronte alla grandezza di Dio.»
Gesù immediatamente annuncia la sua regalità la sua donazione agli uomini, per non essere esaltato come un re. L’annuncio non è compreso dagli apostoli.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 9,37-45 – Lunedì 8 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

VII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 7 Luglio 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo! ».
Così parlò Gesù. Poi, alzàti gli occhi al cielo, disse: «Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo».” (Gv 16,33-17,3)

«Abbiate coraggio, io ho vinto il mondo!». Gesù ha aperto la strada della salvezza che va oltre il mondo, quel mondo nel quale ognuno vive la propria esperienza. Le delusioni, il sentirsi abbandonato da tutti, le malattie, i drammi ma anche i momenti di gioia e di serenità non sono gli eventi definitivi dell’esistenza ma solo un passaggio. Qui è data la possibilità di una esperienza che però non è solo terrena, perché nulla può separarci dall’amore di Dio. Per questa ragione il figlio Gesù affronta quell’ora perché ognuno possa avere la possibilità di una vita che continui verso l’eternità. Vivere con la fede in Gesù, dona quel coraggio e quella pace che solo il Signore può elargire già qui e ora. Dona la gioia anche se si è tribolati, accusati, malati, abbandonati ma non dal Signore. «Abbiate coraggio, io ho vinto il mondo!».

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 16,33-17,3 – Domenica 7 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)