Santi Filippo e Giacomo

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Festa
Venerdì 3 Maggio 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò».” (Gv 14,1-14)

Oggi è la festa degli apostoli Filippo e Giacomo detto il minore. Filippo è ricordato nel Vangelo e come gli altri apostoli aveva dubbi sulla identità di Gesù. «Signore, mostraci il Padre e ci basta»
Come gli altri apostoli tutto diventerà chiaro nella Pentecoste, non vi saranno più dubbi sulla identità di Gesù.
Giacomo figlio di Alfeo lo troviamo in preghiera con tutti gli altri apostoli: «Tutti questi erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù, e ai fratelli di lui.» (Atti degli Apostoli 1,14)
La preghiera è modo per essere in contatto con il Signore Dio per non perdersi e essere testimoni del suo amore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 14,1-14 – Venerdì 3 Maggio 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Giovedì della V settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
sant’Atanasio, vescovo e dottore della Chiesa
Giovedì 2 Maggio 2024

“In quel tempo. Sebbene il Signore Gesù avesse compiuto segni così grandi davanti a loro, non credevano in lui, perché si compisse la parola detta dal profeta Isaia:
«Signore, chi ha creduto alla nostra parola? E la forza del Signore, a chi è stata rivelata?»
. Per questo non potevano credere, poiché ancora Isaia disse:
«Ha reso ciechi i loro occhi e duro il loro cuore, perché non vedano con gli occhi e non comprendano con il cuore e non si convertano, e io li guarisca!».
.Questo disse Isaia perché vide la sua gloria e parlò di lui. Tuttavia, anche tra i capi, molti credettero in lui, ma, a causa dei farisei, non lo dichiaravano, per non essere espulsi dalla sinagoga. Amavano infatti la gloria degli uomini più che la gloria di Dio.” (Gv 12,37-43)

Molti non credevano nel Signore Gesù e questo fu profetizzato da Isaia il quale conobbe bene la dura cervice dei capi, scribi, farisei di Israele. Ma alcuni dei capi in realtà credettero in Gesù solo che avevano timore di dichiararlo perché sarebbero stati esclusi dalla comunità ebraica, espulsi dalla Sinagoga, oggi diremmo scomunicati.
Il coraggio di esprimere quello che si crede anche oggi è molto assopito. Ma con la fede si possono compiere dei piccoli passi di testimonianza cristiana molto attesi da tante persone.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 12,37-43 – Giovedì 2 Maggio 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della V settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
san Giuseppe lavoratore
Mercoledì 1° Maggio 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.” (Mt 13,54-58)

San Giuseppe oggi è ricordato nel suo lavoro, falegname. Ma è anche giornata nella quale si ricordano tutte le persone che sono attive nell’aspetto lavorativo ma anche ha chi ha contributo a vario titolo alla edificazione del paese. Essi sono i lavoratori attivi in tutte le attività fra le quali vi sono riconosciute recentemente anche quelle casalinghe, e poi coloro che hanno terminato e sono giustamente in pensione.
Il lavoro nobilita l’uomo, meglio dona dignità alla persona per il contributo reso alla società in cui si vive.
San Giuseppe lavoratore visse con laboriosità la sua attività, con umiltà e esperienza. Il lavoro è parte integrante dell’esistenza, fin dal principio delle creazione:
«Dio, nel settimo giorno, portò a compimento il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro che aveva fatto. Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli aveva fatto creando.» (Genesi 2,2-3)
Il primo lavoratore è Dio e il riposo dal lavoro è cosa sacra perché ci si riedifica e grazie alla forza spirituale ripresa nel giorno del riposo, si riprende l’attività lavorativa nella saggezza del ritmo settimanale.
Signore benedici tutti i lavoratori.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 13,54-58 – Mercoledì 1° Maggio 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Martedì della V settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
san Pio V, papa
Martedì 30 Aprile 2024

“In quel tempo. Di nuovo i Giudei raccolsero delle pietre per lapidarlo. Il Signore Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: “Io ho detto: voi siete dèi”? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata –, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui.” (Gv 10,31-42)

Alcuni Giudei volevano lapidare Gesù perché aveva detto “Sono Figlio di Dio”. Inconcepibile per loro che un uomo sia apparentato con Dio perché così facendo si fa Dio e nessun uomo può affermare questo. Questa convinzione impediva loro di percepire le numerose opere di Gesù che indicavano lui come il Cristo, il Figlio di Dio, Dio stesso.
Ma altre persone ebbero fiducia in lui e credevano grazie alla testimonianza di Giovanni il Battista che gli aveva preparato i cuori ad accoglierlo.
Aiutaci Signore a essere testimoni del tuo amore, aiutaci ad accoglierti.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 10,31-42 – Martedì 30 Aprile 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Santa Caterina da Siena

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Festa
Lunedì 29 Aprile 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».” (Mt 25,1-13)

Santa Caterina da Siena patrona d’Italia. È la santa che ha convinto il papa Gregorio X ad Avignone a ritornare a Roma nel 1337. Una santa ascoltata per la sua saggezza da dotti e sapienti, lei che non aveva ricevuto istruzione.
Ascoltò fin da piccola quella chiamata dal Signore e per questo non volle maritarsi e andò con tutta se stessa in una piccola stanza di un convento, ascoltò quella chiamata: «Ecco lo sposo! Andategli incontro!»
La saggezza consiste in uno sguardo fermo sulla propria vocazione in modo che nulla la possa distogliere, come quelle vergini che hanno fatto scorta di olio per le loro lampade affinché rimanessero salde nell’attesa e nella speranza dell’incontro con lo sposo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 25,1-13 – Lunedì 29 Aprile 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

V Domenica di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Domenica 28 Aprile 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù, alzàti gli occhi al cielo, disse: «Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse.
Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato. Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi».” (Gv 17,1b-11)

Gesù pronuncia il suo ultimo discorso ai suoi discepoli prima della sua passione Morte e Risurrezione. In questo discorso arriva ad una intensa preghiera per i suoi discepoli puntando sulle cose buone e belle che essi hanno fatto. Hanno accolto tutto quello che Gesù ha fatto, hanno fede nel fatto che Gesù è stato inviato da Dio Padre. Adesso Gesù chiede che essi siano custoditi in una profonda unità, come una cosa sola sapendo bene che l’animo umano tende spesso a separarsi gli uni dagli altri.
«Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi»
In una comunità la bellezza è anche quella di essere un po’ custodi l’uno dell’altro ed nel contempo ognuno con una fede nel Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 17,1b-11 – Domenica 28 Aprile 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Sabato della IV settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Beate Caterina e Giuliana del Sacro Monte di Varese
Sabato 27 Aprile 2024

“In quel tempo. I farisei udirono che la gente andava dicendo sottovoce queste cose del Signore Gesù. Perciò i capi dei sacerdoti e i farisei mandarono delle guardie per arrestarlo. Gesù disse: «Ancora per poco tempo sono con voi; poi vado da colui che mi ha mandato. Voi mi cercherete e non mi troverete; e dove sono io, voi non potete venire». Dissero dunque tra loro i Giudei: «Dove sta per andare costui, che noi non potremo trovarlo? Andrà forse da quelli che sono dispersi fra i Greci e insegnerà ai Greci? Che discorso è quello che ha fatto: “Voi mi cercherete e non mi troverete”, e: “Dove sono io, voi non potete venire”?».” (Gv 7,32-36)

I farisei convinti della loro sapienza e supremazia, non considerano Gesù il Cristo ma neanche un profeta questo nonostante tutti i segni da lui compiuti. Sono lontani con il cuore a tal punto che dove andrà il Signore loro non lo potranno raggiungere. Il luogo inteso da Gesù è quello dopo la sua risurrezione, è la comunione con Dio Padre, è la beatitudine. È l’amore in senso puro dal quale i farisei sono molto lontani.
E questa mancanza d’amore oggi è molto diffusa fra le genti. Aiutaci Signore a ritrovare vie d’amore, solidarietà, speranza e carità.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 7,32-36 – Sabato 27 Aprile 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Venerdì della IV settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
san Pietro Chanel, sacerdote e martire
Venerdì 26 Aprile 2024

“In quel tempo. Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia». Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato».
Cercavano allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora. Molti della folla invece credettero in lui, e dicevano: «Il Cristo, quando verrà, compirà forse segni più grandi di quelli che ha fatto costui?».” (Gv 7,25-31)

Alcuni credevano che Gesù fosse veramente il Cristo se non altro per i segni (miracoli) che compiva. Altri non credevano in lui poiché sapevano da dove veniva ma in realtà non lo sapevano poiché Gesù proveniva da Dio Padre mentre costoro lo consideravano figlio di Giuseppe e Maria da Nazareth.
Il tutto si basa sulla fiducia, sull’affidamento nel credere che veramente Gesù è il Figlio di Dio, il Cristo, inviato per riscattare l’umanità intera perduta nella sua fragilità.
«Molti della folla invece credettero in lui, e dicevano: «Il Cristo, quando verrà, compirà forse segni più grandi di quelli che ha fatto costui?».»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 7,25-31 – Venerdì 26 Aprile 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

San Marco Evangelista

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Festa
Giovedì 25 Aprile 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».” (Lc 10,1-9)

S. Marco evangelista conobbe Pietro e Paolo e stette con loro per lunghi periodi. Non fu apostolo ma discepolo nella Chiesa di Gesù e scrisse il Vangelo. Operaio nella messe del Signore e contribuì alla edificazione della Chiesa.
«La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!»
Anche oggi c’è vero bisogno di persone umili che contribuiscono alla edificazione della Chiesa di Gesù per indirizzare l’umanità su percorsi di pace, riconciliazione, perdono. Non c’è armonia, non c’è edificazione, non c’è vera gioia senza la pace, non c’è pace senza giustizia, non c’è giustizia senza il perdono.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 10,1-9 – Giovedì 25 Aprile 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della IV settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
san Fedele da Sigmaringen, sacerdote e martire
Mercoledì 24 Aprile 2024

“In quel tempo. Alcuni fra la gente dicevano: «Costui è davvero il profeta!». Altri dicevano: «Costui è il Cristo!». Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non dice la Scrittura: Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo?». E tra la gente nacque un dissenso riguardo a lui. Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui. Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!». Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!». Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?». Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!».” (Gv 7,40b-52)

Sorgono discussioni riguardo l’identità di Gesù, il profeta, il Cristo. Ma il Cristo doveva provenire da Betlemme e Gesù era conosciuto da Nazareth in Galilea. Ma non molti sapevano della sua nascita proprio a Betlemme di Giudea, probabilmente a causa del periodo in terra straniera d’Egitto.
Il giudizio si fa difficile e i colti sono certi che Gesù non può essere il Cristo ma non vanno oltre, non vogliono ascoltarlo. Nicodemo che voleva capire riflette e dice:
«La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,40b-52 – Mercoledì 24 Aprile 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)