Martedì della IV settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
san Giorgio, martire
Martedì 23 Aprile 2024

“In quel tempo. Molti dei discepoli del Signore Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre». Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».” (Gv 6,60-69)

Le parole hanno importanza, hanno un grande potere di cambiare umore alle persone, di farle agire, parole efficaci convincenti. Se queste vengono pronunciate da una persona che ha buona intenzione, vuole dire sempre il vero, e ci tiene particolarmente ad ogni ascoltatore, allora sono parole edificanti.
In più se sono le Parole del Signore esse divengono spirito e vita.
«le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita.»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,60-69 – Martedì 23 Aprile 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Lunedì della IV settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Lunedì 22 Aprile 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse alla folla: «Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».” (Gv 6,44-51)

« Chi crede ha la vita eterna.»
Gesù, il pane della vita, dona ad ogni credente se stesso per essere indirizzato verso l’eternità. Nella quotidianità dovremmo far memoria di essere persone perdonate e accompagnate dal Signore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,44-51 – Lunedì 22 Aprile 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

IV Domenica di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Domenica 21 Aprile 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai Giudei: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».” (Gv 10,27-30)

Un’importante cosa è la conoscenza delle persone in qualsiasi ambito di vita. In famiglia si impara a conoscersi fra i coniugi, e se vi è stata la grazia dei figli c’è una continua scoperta di persone che crescono, si amano e si conoscono. Così accade in tantissimi ambiti, nello studio con i compagni e le compagne di classe, nel lavoro, nelle amicizie. Nasce un’opinione e nel caso una fiducia nelle persone conosciute.
«Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.»
Chi ascolta la Parola di Gesù lo segue, capendo che è conosciuto dal Signore e in modo molto approfondito. C’è dunque un rapporto personale e di conoscenza fra Gesù e la persona che ci crede. Ci si sente conosciuti, ci si sente amati.
In questo cammino c’è una garanzia data dalla abbondante misericordia del Signore Gesù perché conosce le sue pecore, conosce oggi i fedeli cristiani e sa che abbiamo bisogno molto della sua infinita pazienza e comprensione.
« Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano.»
Un’abbondante speranza di vita eterna è data ad ogni credente cristiano.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 10,27-30 – Domenica 21 Aprile 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Sabato della III settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Sabato 20 Aprile 2024

“In quel tempo. La folla disse al Signore Gesù: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».” (Gv 6,30-35)

La folla che aveva mangiato di quei pani e pesci moltiplicati da Gesù, rimane perplessa e non riesce a entrare in una dimensione di fiducia nei confronti del Signore. Chiede un segno, ma ne ha già ricevuti ben più consistenti della manna del deserto che i loro padri ricevettero. C’è «il pane del cielo, quello vero» quel pane che dà la vita al mondo. È Gesù stesso il pane della vita, colui che è datore di vita per mezzo del quale tutto è stato creato. Ecco perché chi crede in Gesù ha la vita eterna.
«Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,30-35 – Sabato 20 Aprile 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Venerdì della III settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Venerdì 19 Aprile 2024

“In quel tempo. La folla, rimasta dall’altra parte del mare, vide che c’era soltanto una barca e che il Signore Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma i suoi discepoli erano partiti da soli. Altre barche erano giunte da Tiberìade, vicino al luogo dove avevano mangiato il pane, dopo che il Signore aveva reso grazie. Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».” (Gv 6,22-29)

Gesù aveva moltiplicato dei pani d’orzo e alcuni pesci sfamando una grande folla. Dopo questo i suoi discepoli partono per l’altra riva del lago verso Cafarnao ma senza Gesù il quale viene trovato dalla folla a Cafarnao.
La folla lo cercava perché aveva avuto con semplicità e gratuità del cibo in abbondanza e voleva che questo si perpetuasse nel tempo. Questa diventa un’occasione per indirizzare tutti non alla ricerca dei beni materiali ma a quelli durevoli della vita eterna.
La cosa centrale è credere in Gesù anche a causa dei segni (miracoli) e della moltiplicazione dei pani e dei pesci da lui compiuti, e così facendo ci si indirizza verso la vita eterna.
«Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,22-29– Venerdì 19 Aprile 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Giovedì della III settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
san Galdino, vescovo
Rito Ambrosiano
Giovedì 18 Aprile 2024

“In quel tempo. Venuta la sera, i suoi discepoli scesero al mare, salirono in barca e si avviarono verso l’altra riva del mare in direzione di Cafàrnao. Era ormai buio e Gesù non li aveva ancora raggiunti; il mare era agitato, perché soffiava un forte vento. Dopo aver remato per circa tre o quattro miglia, videro Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Sono io, non abbiate paura!». Allora vollero prenderlo sulla barca, e subito la barca toccò la riva alla quale erano diretti.” (Gv 6,16-21)

«Sono io, non abbiate paura!»
Dapprima i discepoli sulla barca ebbero paura di Gesù, turbava l’averlo visto camminare sulle acque e per aggiunta agitate dal forte vento. Nulla di strano, è Colui che ha il dominio sulla sua creazione e può farne quello che vuole anche camminare sull’acqua.
Una volta messa da parte la paura nella certezza che la persona vista camminare sul mare era veramente Gesù, i discepoli «Allora vollero prenderlo sulla barca.»
La certezza dei discepoli dovrebbe esserci anche in ognuno, quella certezza che c’è il Signore Gesù ed è possibile accoglierlo nella propria esistenza. Come la barca che approda alla destinazione velocemente perché i discepoli hanno accolto Gesù, così chi accoglie Gesù inizia a chiarirsi quale sia la destinazione della propria esistenza e dirigerla nella giusta direzione.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 3,1-7 – Giovedì 18 Aprile 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della III settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Mercoledì 17 Aprile 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.” (Gv 6,1-15)

«Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».
Un denaro era la paga giornaliera di un lavoratore ai tempi di Gesù. Duecento denari non bastavano per comprare pane a sufficienza per la grande folla venuta ad ascoltarlo.
Gesù compie il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci e la folla viene saziata, l’avanzo dei pani viene raccolto in dodici canestri. L’avanzo contenuto considerando la folla numerosa fa parte del segno che Gesù ha voluto dare, rappresenta il fatto che tutti sono stati saziati perché c’è stato questo piccolo avanzo. Inoltre i dodici canestri rappresentano le dodici tribù di Israele che Gesù vuole continuamente saziare con la sua Parola e con la speranza che qualcuno la accolga per cambiare la vita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,1-15 – Mercoledì 17 Aprile 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Martedì della III settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Martedì 16 Aprile 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C’è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera. Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce.
Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato. Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita.
Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l’amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio?
Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».” (Gv 5,31-47)

«Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna».
Le scritture, la Bibbia, è cosa importante. Bisogna però saperla leggere senza pretesa di essere colti e di aver capito la via dell’eternità. Non è solo una azione intellettuale di comprensione e studio approfondito, c’è anche l’azione dello Spirito Santo che agisce e rende le Scritture sempre attuali. È l’ispirazione, l’azione dello Spirito Santo, e assieme l’ascolto della Parola che fa cogliere la profondità del Vangelo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 5,31-47 – Martedì 16 Aprile 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Lunedì della III settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Lunedì 15 Aprile 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù riprese a parlare e disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati. Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.
In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno. Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna. Da me, io non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato».” (Gv 5,19-30)

«In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.».
C’è la possibilità di un passaggio dalla morte alla vita che si realizza nell’ascolto della Parola di Gesù, nel credere veramente nella sua persona, la seconda del Dio trinitario, e in Dio Padre.
Questo passaggio, dalla morte alla vita, è una rivoluzione nel modo di porsi nei confronti della realtà che circonda, in uno sguardo che si apre, esce dalle briglie del sé e inizia a vedere con gli occhi della verità, quella che ci ha donato e continua a regalarci sempre Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 5,19-30 – Lunedì 15 Aprile 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Domenica della II settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Domenica 14 Aprile 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me».” (Gv 14,1-11a)

«Non sia turbato il vostro cuore».
Tommaso e Filippo dicono il loro dubbio riguardo a Gesù che è espressione di tutti gli Apostoli. Nessuno di loro aveva la certezza della identità di Gesù, credevano nel Figlio di Dio ma la fede non era completa. Tommaso e Filippo esprimono questo disagio anche per il motivo dell’attesa del Cristo come Colui che avrebbe liberato Israele e Gesù non esprimeva questa intenzione con la cacciata via dell’invasore romano.
Tommaso e Filippo chiedono prove, uno chiede quale è la via e l’altro di mostrare loro Dio Padre.
La via è la persona di Gesù. Qui si chiede un salto di mentalità, passare dal pensare la via come un percorso nello spazio, come ad esempio percorrere una strada, oppure e anche come un percorso temporale, ad esempio il tempo per la conversione del cuore, ma pensare la via come un rapporto personale con Gesù mediato dalla sua Chiesa. È qui che si trova finalmente la verità e la pienezza di vita.
«Io sono la via, la verità e la vita.».
Il mostrare il Padre da parte di Gesù è inutile, poiché Gesù è lui stesso Dio e chi vede lui ha visto il Padre. Gesù dice questo poiché la comunione perfetta con il Padre lo fa identificare come un’unica persona, Padre e Figlio, le prime due persone del Dio trinitario.
Gesù aumenta la nostra fede!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 14,1-11a – Domenica 14 Aprile 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)