Santa Caterina da Siena

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Festa
Lunedì 29 Aprile 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».” (Mt 25,1-13)

Santa Caterina da Siena patrona d’Italia. È la santa che ha convinto il papa Gregorio X ad Avignone a ritornare a Roma nel 1337. Una santa ascoltata per la sua saggezza da dotti e sapienti, lei che non aveva ricevuto istruzione.
Ascoltò fin da piccola quella chiamata dal Signore e per questo non volle maritarsi e andò con tutta se stessa in una piccola stanza di un convento, ascoltò quella chiamata: «Ecco lo sposo! Andategli incontro!»
La saggezza consiste in uno sguardo fermo sulla propria vocazione in modo che nulla la possa distogliere, come quelle vergini che hanno fatto scorta di olio per le loro lampade affinché rimanessero salde nell’attesa e nella speranza dell’incontro con lo sposo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 25,1-13 – Lunedì 29 Aprile 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

V Domenica di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Domenica 28 Aprile 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù, alzàti gli occhi al cielo, disse: «Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse.
Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato. Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi».” (Gv 17,1b-11)

Gesù pronuncia il suo ultimo discorso ai suoi discepoli prima della sua passione Morte e Risurrezione. In questo discorso arriva ad una intensa preghiera per i suoi discepoli puntando sulle cose buone e belle che essi hanno fatto. Hanno accolto tutto quello che Gesù ha fatto, hanno fede nel fatto che Gesù è stato inviato da Dio Padre. Adesso Gesù chiede che essi siano custoditi in una profonda unità, come una cosa sola sapendo bene che l’animo umano tende spesso a separarsi gli uni dagli altri.
«Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi»
In una comunità la bellezza è anche quella di essere un po’ custodi l’uno dell’altro ed nel contempo ognuno con una fede nel Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 17,1b-11 – Domenica 28 Aprile 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Sabato della IV settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Beate Caterina e Giuliana del Sacro Monte di Varese
Sabato 27 Aprile 2024

“In quel tempo. I farisei udirono che la gente andava dicendo sottovoce queste cose del Signore Gesù. Perciò i capi dei sacerdoti e i farisei mandarono delle guardie per arrestarlo. Gesù disse: «Ancora per poco tempo sono con voi; poi vado da colui che mi ha mandato. Voi mi cercherete e non mi troverete; e dove sono io, voi non potete venire». Dissero dunque tra loro i Giudei: «Dove sta per andare costui, che noi non potremo trovarlo? Andrà forse da quelli che sono dispersi fra i Greci e insegnerà ai Greci? Che discorso è quello che ha fatto: “Voi mi cercherete e non mi troverete”, e: “Dove sono io, voi non potete venire”?».” (Gv 7,32-36)

I farisei convinti della loro sapienza e supremazia, non considerano Gesù il Cristo ma neanche un profeta questo nonostante tutti i segni da lui compiuti. Sono lontani con il cuore a tal punto che dove andrà il Signore loro non lo potranno raggiungere. Il luogo inteso da Gesù è quello dopo la sua risurrezione, è la comunione con Dio Padre, è la beatitudine. È l’amore in senso puro dal quale i farisei sono molto lontani.
E questa mancanza d’amore oggi è molto diffusa fra le genti. Aiutaci Signore a ritrovare vie d’amore, solidarietà, speranza e carità.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 7,32-36 – Sabato 27 Aprile 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Venerdì della IV settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
san Pietro Chanel, sacerdote e martire
Venerdì 26 Aprile 2024

“In quel tempo. Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia». Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato».
Cercavano allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora. Molti della folla invece credettero in lui, e dicevano: «Il Cristo, quando verrà, compirà forse segni più grandi di quelli che ha fatto costui?».” (Gv 7,25-31)

Alcuni credevano che Gesù fosse veramente il Cristo se non altro per i segni (miracoli) che compiva. Altri non credevano in lui poiché sapevano da dove veniva ma in realtà non lo sapevano poiché Gesù proveniva da Dio Padre mentre costoro lo consideravano figlio di Giuseppe e Maria da Nazareth.
Il tutto si basa sulla fiducia, sull’affidamento nel credere che veramente Gesù è il Figlio di Dio, il Cristo, inviato per riscattare l’umanità intera perduta nella sua fragilità.
«Molti della folla invece credettero in lui, e dicevano: «Il Cristo, quando verrà, compirà forse segni più grandi di quelli che ha fatto costui?».»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 7,25-31 – Venerdì 26 Aprile 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

San Marco Evangelista

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Festa
Giovedì 25 Aprile 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».” (Lc 10,1-9)

S. Marco evangelista conobbe Pietro e Paolo e stette con loro per lunghi periodi. Non fu apostolo ma discepolo nella Chiesa di Gesù e scrisse il Vangelo. Operaio nella messe del Signore e contribuì alla edificazione della Chiesa.
«La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!»
Anche oggi c’è vero bisogno di persone umili che contribuiscono alla edificazione della Chiesa di Gesù per indirizzare l’umanità su percorsi di pace, riconciliazione, perdono. Non c’è armonia, non c’è edificazione, non c’è vera gioia senza la pace, non c’è pace senza giustizia, non c’è giustizia senza il perdono.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 10,1-9 – Giovedì 25 Aprile 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della IV settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
san Fedele da Sigmaringen, sacerdote e martire
Mercoledì 24 Aprile 2024

“In quel tempo. Alcuni fra la gente dicevano: «Costui è davvero il profeta!». Altri dicevano: «Costui è il Cristo!». Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non dice la Scrittura: Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo?». E tra la gente nacque un dissenso riguardo a lui. Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui. Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!». Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!». Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?». Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!».” (Gv 7,40b-52)

Sorgono discussioni riguardo l’identità di Gesù, il profeta, il Cristo. Ma il Cristo doveva provenire da Betlemme e Gesù era conosciuto da Nazareth in Galilea. Ma non molti sapevano della sua nascita proprio a Betlemme di Giudea, probabilmente a causa del periodo in terra straniera d’Egitto.
Il giudizio si fa difficile e i colti sono certi che Gesù non può essere il Cristo ma non vanno oltre, non vogliono ascoltarlo. Nicodemo che voleva capire riflette e dice:
«La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,40b-52 – Mercoledì 24 Aprile 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Martedì della IV settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
san Giorgio, martire
Martedì 23 Aprile 2024

“In quel tempo. Molti dei discepoli del Signore Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre». Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».” (Gv 6,60-69)

Le parole hanno importanza, hanno un grande potere di cambiare umore alle persone, di farle agire, parole efficaci convincenti. Se queste vengono pronunciate da una persona che ha buona intenzione, vuole dire sempre il vero, e ci tiene particolarmente ad ogni ascoltatore, allora sono parole edificanti.
In più se sono le Parole del Signore esse divengono spirito e vita.
«le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita.»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,60-69 – Martedì 23 Aprile 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Lunedì della IV settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Lunedì 22 Aprile 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse alla folla: «Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».” (Gv 6,44-51)

« Chi crede ha la vita eterna.»
Gesù, il pane della vita, dona ad ogni credente se stesso per essere indirizzato verso l’eternità. Nella quotidianità dovremmo far memoria di essere persone perdonate e accompagnate dal Signore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,44-51 – Lunedì 22 Aprile 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

IV Domenica di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Domenica 21 Aprile 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai Giudei: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».” (Gv 10,27-30)

Un’importante cosa è la conoscenza delle persone in qualsiasi ambito di vita. In famiglia si impara a conoscersi fra i coniugi, e se vi è stata la grazia dei figli c’è una continua scoperta di persone che crescono, si amano e si conoscono. Così accade in tantissimi ambiti, nello studio con i compagni e le compagne di classe, nel lavoro, nelle amicizie. Nasce un’opinione e nel caso una fiducia nelle persone conosciute.
«Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.»
Chi ascolta la Parola di Gesù lo segue, capendo che è conosciuto dal Signore e in modo molto approfondito. C’è dunque un rapporto personale e di conoscenza fra Gesù e la persona che ci crede. Ci si sente conosciuti, ci si sente amati.
In questo cammino c’è una garanzia data dalla abbondante misericordia del Signore Gesù perché conosce le sue pecore, conosce oggi i fedeli cristiani e sa che abbiamo bisogno molto della sua infinita pazienza e comprensione.
« Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano.»
Un’abbondante speranza di vita eterna è data ad ogni credente cristiano.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 10,27-30 – Domenica 21 Aprile 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Sabato della III settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Sabato 20 Aprile 2024

“In quel tempo. La folla disse al Signore Gesù: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».” (Gv 6,30-35)

La folla che aveva mangiato di quei pani e pesci moltiplicati da Gesù, rimane perplessa e non riesce a entrare in una dimensione di fiducia nei confronti del Signore. Chiede un segno, ma ne ha già ricevuti ben più consistenti della manna del deserto che i loro padri ricevettero. C’è «il pane del cielo, quello vero» quel pane che dà la vita al mondo. È Gesù stesso il pane della vita, colui che è datore di vita per mezzo del quale tutto è stato creato. Ecco perché chi crede in Gesù ha la vita eterna.
«Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,30-35 – Sabato 20 Aprile 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)