San Giuseppe, sposo della B.V. Maria

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Solennità
Martedì 19 Marzo 2024

In quel tempo. Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino». Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno». (Mt 2,19-23)

Giuseppe era in Egitto per proteggere la famiglia e il bambino Gesù. Una volta morto Erode che aveva fatto uccidere i bambini da due anni in giù in tutta la regione di Betlemme, Giuseppe ritorna recandosi a Nàzaret.
Giuseppe è a servizio della santa famiglia, la protegge ubbidendo al Signore dando un esempio di fedeltà e affidamento. La festa di oggi ricorda la figura di Giuseppe, silenziosa, a servizio con dedizione, ubbidienza al Signore. È l’ultimo dei patriarchi che riceve istruzioni da Dio attraverso l’Angelo. Oltre a essere patrono dei Papà, lo è anche dei Carpentieri, Lavoratori, Moribondi, Economi, Procuratori Legali, Poveri, Esuli, e Afflitti.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 8,27-33 – martedì 19 Marzo 2024 Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Lunedì della V settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Lunedì 18 Marzo 2024

In quel tempo. Il Signore Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia e altri uno dei profeti». Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.
E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini». (Mc 8,27-33)

Pietro fa una dichiarazione chiara a Gesù: «Tu sei il Cristo»
Ma al primo annuncio della passione e morte di Gesù, Pietro si comporta come Satana,«Va’ dietro a me, Satana!» gli dice Gesù perché Pietro vorrebbe un cammino senza condanna, morte che non potevano appartenere al Messia. Ma questo pensiero molto comune e condiviso fra gli uomini, era lontano da quello di Dio. Pietro e i discepoli capiranno la passione morte e risurrezione di Gesù alla Pentecoste.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 8,27-33 – Lunedì 18 Marzo 2024 Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

V Domenica di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Domenica di Lazzaro
Domenica 17 Marzo 2024

Vangelo:

Riflessione:

In quel tempo. Un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato».
All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui».
Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, si è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro.
Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto.
Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione». Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.” (Gv 11,1-53)

“L’amore risorge e dona vita”
L’opera di Gesù, forte nella risurrezione di Lazzaro, è un segno. Lazzaro dovrà comunque morire alla vita terrena ma con quell’amore che fa risorgere e dona vita. La speranza della vittoria sulla morte è data, dove c’è il dolore, la tristezza, la paura della morte c’è la vita anche se si è mortali a questo mondo.
«Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà»
Per Marta e Maria, sorelle di Lazzaro, se il Signore fosse stato presente Lazzaro certamente non sarebbe morto. Marta tuttavia esprime a parole la certezza che Gesù può tutto. Ma le parole di Marta vengono poco dopo a sgretolarsi nello scoraggiamento quando Gesù ordina di togliere la pietra che copriva l’ingresso del sepolcro dove era sepolto Lazzaro. Marta dunque afferma: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni»
Prima sembrava che avesse una fiducia incondizionata rispetto al Signore Gesù, ma nei fatti si conferma un dubbio, uno scoraggiamento sulla possibilità che Gesù possa veramente tutto.
Lo scoraggiamento è dietro l’angolo, una cosa che abbatte, allontana le certezze e le speranze e si inizia ad avviarsi in un cammino che è di desolazione.
Ma la pazienza di Gesù è ampia, lui è la risurrezione e la vita; chi crede in lui vivrà, e questo ritorno alla vita di Lazzaro è per far vedere la sua supremazia sulla sua creazione donando, ridonando speranza verso la vita eterna.
Lazzaro ritorna in vita, viene ridonata la libertà. Lui però come tutti dovrà poi morire a questo mondo poiché questa risurrezione è una indicazione, un segno, è un ritorno in vita su questa terra, speranza della vita eterna per ognuno al termine del passaggio terreno.
Dovremmo allontanarci dalla sfiducia e dal dubbio e essere persone in cammino dietro a Gesù che si prendono cura degli scoraggiamenti altrui, sostegno delle altrui persone. Gesù è la risposta alla morte:
«Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno.»C’è qualche cosa che non morrà mai, c’è una immortalità insita in ogni uomo, c’è l’immortalità dell’anima di ognuno e con Gesù rimane aperta alla vita, alla pienezza di vita. Per sempre.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 9,1-38b – Domenica 17 Marzo 2024 Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Sabato della IV settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Sabato 16 Marzo 2024

“In quel tempo. Furono portati al Signore Gesù dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li rimproverarono. Gesù però disse: «Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli». E, dopo avere imposto loro le mani, andò via di là.” (Mt 19,13-15)

Alcune persone, forse i genitori, portarono i bambini da Gesù ma sono ostacolati dai discepoli. Ma la semplicità dei piccoli è cara a Gesù e li fa condurre a sé. Bisognerebbe essere come bambini per accedere al regno dei cieli.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 7,21-29 – Sabato16 Marzo 2024 Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Venerdì della IV settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Giorno aliturgico
Venerdì 15 Marzo 2024

VENERDÌ DI QUARESIMA IN RITO AMBROSIANO
Nel Rito Ambrosiano la Quaresima dura 40 giorni dalla 1° Domenica di Quaresima (18 febbraio 2024) a Giovedì Santo (28 marzo 2024). I Venerdì di Quaresima sono senza l’Eucarestia (aliturgici o anaeucarisitci, non vengono celebrate Messe e non si distribuisce la Comunione) per vivere in modo profondo la Passione e morte del Signore. Vengono di norma celebrate comunitariamente una o più VIA CRUCIS e si prega davanti alla Croce del Signore.

PREGHIERA A GESÙ CROCIFISSO
Eccomi, o mio amato e buon Gesù che alla tua Santissima presenza prostrato, ti prego con il fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza, di carità, di dolore dei miei peccati, e di proponimento di non offenderti, mentre io con tutto l’amore e la compassione vado considerando le tue cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di Te, o Gesù mio, il santo profeta Davide: «Hanno trapassato le mie mani e i miei piedi, hanno contato tutte le mie ossa».

Messaggio di Papa Francesco per la Quaresima
Questo comporta una lotta: ce lo raccontano chiaramente il libro dell’Esodo e le tentazioni di Gesù nel deserto. Alla voce di Dio, che dice: «Tu sei il Figlio mio, l’amato» (Mc 1,11) e «Non avrai altri dèi di fronte a me» (Es 20,3), si oppongono infatti le menzogne del nemico. Più temibili del Faraone sono gli idoli: potremmo considerarli come la sua voce in noi. Potere tutto, essere riconosciuti da tutti, avere la meglio su tutti: ogni essere umano avverte la seduzione di questa menzogna dentro di sé. È una vecchia strada. Possiamo attaccarci così al denaro, a certi progetti, idee, obiettivi, alla nostra posizione, a una tradizione, persino ad alcune persone. Invece di muoverci, ci paralizzeranno. Invece di farci incontrare, ci contrapporranno. Esiste però una nuova umanità, il popolo dei piccoli e degli umili che non hanno ceduto al fascino della menzogna. Mentre gli idoli rendono muti, ciechi, sordi, immobili quelli che li servono (cfr Sal 114,4), i poveri di spirito sono subito aperti e pronti: una silenziosa forza di bene che cura e sostiene il mondo.
È tempo di agire, e in Quaresima agire è anche fermarsi. Fermarsi in preghiera, per accogliere la Parola di Dio, e fermarsi come il Samaritano, in presenza del fratello ferito. L’amore di Dio e del prossimo è un unico amore. Non avere altri dèi è fermarsi alla presenza di Dio, presso la carne del prossimo. Per questo preghiera, elemosina e digiuno non sono tre esercizi indipendenti, ma un unico movimento di apertura, di svuotamento: fuori gli idoli che ci appesantiscono, via gli attaccamenti che ci imprigionano. Allora il cuore atrofizzato e isolato si risveglierà. Rallentare e sostare, dunque. La dimensione contemplativa della vita, che la Quaresima ci farà così ritrovare, mobiliterà nuove energie. Alla presenza di Dio diventiamo sorelle e fratelli, sentiamo gli altri con intensità nuova: invece di minacce e di nemici troviamo compagne e compagni di viaggio. È questo il sogno di Dio, la terra promessa verso cui tendiamo, quando usciamo dalla schiavitù.(sesto e settimo paragrafo del messaggio)

A cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Venerdì 15 Marzo 2024 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Giovedì della IV settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Giovedì 14 Marzo 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».
Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi.” (Mt 7,21-29)

Ascoltare e mettere in pratica le parole del Signore sono via per crescere nella fede e essere persona che inizia ad avere nel cuore la gioia. Tante cose possono capitare nella vita e anche parecchie tribolazioni, inconvenienti, drammi ma grazie alla forza data da Signore si rimane in piedi.
Aiutaci Signore a essere persone che ascoltano la Parola come cosa importante della vita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
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(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 7,21-29 – Giovedì 14 Marzo 2024 Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della IV settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Mercoledì 13 Marzo 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!
Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li riconoscerete».” (Mt 7,13-20)

La via che porta alla vita è non facile. La vita si intende una esistenza piena, una coscienza che coglie bene gli eventi che si vivono, l’essere indirizzati verso il bene con una speranza nel cuore. Una vita bella.
La via che porta alla perdizione, alla rovina è invece molto ampia e facile. Qui la vita si china su se stessa e si basa solo in alcuni frammenti di gioia simulata e vi è una assenza del bene cercando solo per se qualche cosa di buono.
Aiutaci Signore a cercare la via buona anche se costa sacrificio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
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Villaggio del Sole in Limbiate MB
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(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 7,13-20 – Mercoledì 13 Marzo 2024 Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Martedì della IV settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Martedì 12 Marzo 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.
Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono!
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti».” (Mt 7,6-12)

Le cose sante sono quelle preziose da custodire con prudenza e da non esporre a caso. Se una persona ha un oggetto prezioso lo custodisce e lo fa vedere solo ad alcune persone di fiducia. Così le cose sante fra cui la fede non vanno esposte a caso, a chiunque, si rischierebbe la derisione e lo scherno.
Chiedere, cercare e bussare, sono tre importanti azioni. Quanto spesso non si chiede, non si cerca quello che vorremmo e non si bussa e quella porta rimane chiusa. Con un po’ di fede e di speranza anche quello che non si oserebbe fare diventa possibile.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 7,6-12 – Martedì 12 Marzo 2024 Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Lunedì della IV settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Lunedì 11 Marzo 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio c’è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».” (Mt 71,-5)

Il giudizio umano può essere impietoso privo di misericordia non accorgendosi che cosa ci sia veramente nel cuore della persona giudicata. È sempre meglio astenersi dai giudizi non necessari (che sono la maggioranza) per poter cogliere nel tempo la verità delle cose.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 7,1-5 – Lunedì 11 Marzo 2024 Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

IV Domenica di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Domenica del Cieco
Domenica 10 Marzo 2024

Vangelo:

Riflessione:

“In quel tempo. Passando, il Signore Gesù vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo». Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe» – che significa Inviato. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov’è costui?». Rispose: «Non lo so».
Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!».
Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l’età: chiedetelo a lui!».
Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.
Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!».” (Gv 9,1-38b)

“L’amore illumina l’umanità”
La luce che porta il Signore Gesù vuole illuminare l’umanità dalla sua incredulità. Una luce per rischiarare le anime. Il Cieco nato è in una situazione di oscurità, non vede e questo fin dalla nascita, non ha mai visto alcuna cosa, non sa che cosa è la vista di una forma, di un oggetto, di una persona li ha solo sentiti con il tatto, e colto odori, suoni.
La malattia doveva essere giustificata e lo era: chi era malato aveva compiuto un peccato proporzionale alla malattia. Ma il Cieco nato non poteva aver compiuto un peccato prima di nascere e allora si riteneva che il peccato fosse da imputare ai genitori o a parenti.
La domanda dei discepoli è retorica, si aspettavano da Gesù una risposta riguardo il peccato commesso dai genitori che si è riversato nella cecità del loro figlio.
«Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?»
Gesù spiazza. Non è colpa di alcuna persona.
«Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio.»
Il Cieco viene guarito, in disparte, Gesù non ama farsi vedere. Questo un grande segno, un miracolo, ma non lo scopo dell’uomo quello di cercare i miracoli ma lo scopo è quello di credere nel Signore Gesù per la vita eterna. I segni, i miracoli dicono che c’è il Signore Gesù con la sua misericordia e vuole che l’uomo sia poi nella beatitudine celeste per sua scelta.
Gesù dunque porta la luce, che per il ex Cieco sarà piena dopo un cammino fatto di incredulità, dubbi, opposizioni e persino una scomunica.
Il Cieco improvvisamente riesce a vedere. Il miracolo è anche nella sapienza di riconoscere le cose viste oltre al dono di vederle con gli occhi. Un conto è vedere, un conto è cogliere e sapere cosa è quello che si vede.
L’ex Cieco inizia a usare il dono della vista e suscita reazioni e stupore ai vicini, a coloro che lo avevano visto mendicante, ai farisei e ai giudei.
Prevale l’incredulità e la durezza di cuore di alcuni che non riescono ad accettare che un cieco nato possa ora vedere e soprattutto il fatto accaduto nel giorno del riposo del sabato.
In questo l’ex cieco, al di fuori delle opinioni e dei giochi di potere politico religioso, agisce con onestà, e capisce la cecità dei farisei e poi dei giudei nel non voler riconoscere il dono ricevuto. Sono loro tutti nel peccato nella ipocrisia, impediti di riconoscere che c’è in mezzo a loro stessi il Cristo atteso, Gesù. Sono loro i ciechi.
Quest’uomo scacciato dalla Sinagoga, oggi diremmo scomunicato, ora vede e arriva alla fede e vede Gesù che gli fa ardere il cuore.
«Credo, Signore!»
“L’amore illumina l’umanità”

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 9,1-38b – Domenica 10 Marzo 2024 Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)