Lunedì della settimana della II Domenica dopo il martirio di san Giovanni il precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Lunedì 11 Settembre 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «È inevitabile che vengano scandali, ma guai a colui a causa del quale vengono. È meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi!».” (Lc 17,1-3a)

I piccoli nel Vangelo sono coloro che hanno aderito da poco tempo alla sequela di Gesù. Se la guida li devia su percorsi alternativi lontani da Gesù, essi corrono il pericolo di perdersi e la guida ha una gravissima responsabilità, un grave peccato.
Quando con le proprie convinzioni oppure con la prepotenza si impone qualche cosa di errato a una persona che non è in grado di comprendere se giusto o sbagliato, allora si commette un gravissimo peccato. Si approfitta della debolezza altrui per affermare cose sbagliate e indirizzare le persone verso di esse.
Necessita essere molto vigilanti, senza dare alcun scandalo a chi si affaccia o chi se è da poco affacciato alla fede.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 17,1-3a Lunedì 11 Settembre 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

II Domenica dopo il martirio di san Giovanni il precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 10 Settembre 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù riprese a parlare e disse: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati. Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.
In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita».” (Gv 5,19-24)

«il Figlio da se stesso non può fare nulla».
Gesù parla di se, annuncia la necessità di una alterità (il Padre) e di una comunione con essa perché vi sia il fondamento dell’agire. Il Figlio vede cosa fa il Padre e da questo attinge la modalità dell’azione da prendere. Nella comunione con il Padre, il Figlio agisce «allo stesso modo». La comunione, il non essere soli e bastanti a se stessi, è la condizione importante per essere persone cristiane in una offerta di se che diventa gratuita.
In questa comunione l’azione parte dall’amore del Padre verso il Figlio, dove tutto è manifestato e nulla nascosto. Nella comunione fra Padre e Figlio, l’amore è il propulsore dell’azione, è la spinta dell’agire cristiano. Quante volte può capitare di essere apatici, non volere agire e accorgersi che manca qualche cosa, quella origine che spinge a offrirsi e ad agire, si è assopiti: l’amore si è spento per variegate ragioni. Ma può ritornare in una espressione di comunione, ad esempio con una azione di carità, con una vicinanza di una persona, allora può riaffiorare la spinta d’amore che fa ritornare la vitalità, l’agire dell’offrirsi con gioia. È un ritorno della gioia nel cuore.
Credere nel Signore Gesù Cristo, credere in Dio Padre, è la fonte dell’amore e della misericordia di Dio che mette in una condizione di speranza e pace nella certezza che si va incontro alla vita eterna senza quel giudizio che altrimenti sarebbe per molti nefasto. È da questo amore che rinasce la vita, l’agire, la bellezza del cristianesimo. L’amore incondizionato di Dio Padre.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 5,19-24 Domenica 10 Settembre 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della I Domenica dopo il martirio di san Giovanni il precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Pietro Claver, sacerdote
Sabato 9 Settembre 2023

“In quel tempo. Pietro disse al Signore Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele».” (Mt 19,27-28)

Seguito il Signore Gesù lasciando tutto, il lavoro, le famiglie, le amicizie, Pietro a nome degli Apostoli domanda “che cosa dunque ne avremo?”.
Stavano peregrinando con il Signore Gesù, seguendolo nelle sue predicazioni, guardando con stupore i molti segni (miracoli) che compiva fatti sopratutto di guarigioni. Ma questo non bastava, quasi fosse diventato una routine quotidiana dove ci si chiede per il proprio futuro. Ma hanno già molto, sono con il Signore Gesù, il Dio che si è fatto uomo, sono stati scelti perché nella loro gioia poi possano testimoniare alle genti il Signore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 19,27-28 Sabato 9 Settembre 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Natività della B.V. Maria

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Festa
Venerdì 8 Settembre 2023

“Così fu generato il Signore Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa Dio con noi.” (Mt 1,18-23)

Quando un piccolo viene al mondo c’è gioia. C’è speranza, novità di vita, stupore per quella piccola creatura. Così la natività della beata Vergine Maria porta con se la speranza di un Dio che vuole essere vicino alla sua creatura e poi farsi creatura generato da lei. Ecco, la natività di Maria ha un qualche cosa di speciale, viene al mondo colei che sarà la Madre di Dio, la Madre della Chiesa, colei che diffonderà a piene mani la misericordia di Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
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Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 1,18-23 Venerdì 8 Settembre 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della I Domenica dopo il martirio di san Giovanni il precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Beata Eugenia Picco
Giovedì 7 Settembre 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «La Legge e i Profeti fino a Giovanni: da allora in poi viene annunciato il regno di Dio e ognuno si sforza di entrarvi. È più facile che passino il cielo e la terra, anziché cada un solo trattino della Legge. Chiunque ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio; chi sposa una donna ripudiata dal marito, commette adulterio».” (Lc 16,16-18)

«La Legge e i Profeti fino a Giovanni».
Giovanni il Battista è l’ultimo dei profeti. Non ve ne sarà più alcuno nella storia della salvezza, e da duemila anni a oggi non ne è sorto uno. La profezia fa parte di ogni cristiano, ognuno è un profeta nel discernere dai segni dei tempi una possibile realizzazione di eventi futuri. Si tratta di uno sguardo attento alla realtà che è in evoluzione e da questo si possono dedurre eventi futuri. Non dunque una visione del futuro così come accadrà ma la possibile evoluzione di una realtà nel tempo avvenire. Questa è profezia tipica di ogni cristiano che si adopera perché via sia un migliore futuro arginando le possibili conseguenze di tanti comportamenti troppo spesso sbagliati.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 16,16-18 Giovedì 7 Settembre 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della I Domenica dopo il martirio di san Giovanni il precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Mercoledì 6 Settembre 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.
Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».
I farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si facevano beffe di lui. Egli disse loro: «Voi siete quelli che si ritengono giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che fra gli uomini viene esaltato, davanti a Dio è cosa abominevole».” (Lc 16,9-15)

Esiste una ricchezza diversa da quella del possedere cose, fondi, diversa nell’oggetto della ricchezza: l’amore, l’essere in relazione con la bontà.
Se non si riesce ad essere onesti nelle cose di questo mondo, tanto meno sarà possibile nelle cose infinitamente più importanti. Così come potrà essere possibile vivere in una nuova realtà che non sarà più basata sulle cose ma sull’amore?
Necessita una conversione del cuore per staccarsi dalle cose di questo mondo pur vivendole, usandole come mezzo per mirare alla vera ricchezza, quella della beatitudine celeste.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 16,9-15 Mercoledì 6 Settembre 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della I Domenica dopo il martirio di san Giovanni il precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Martedì 5 Settembre 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai discepoli: «Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”. L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”. Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”. Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce».” (Lc 16,1-8)

Un amministratore agì con astuzia arricchendosi con la gestione degli averi del suo padrone che gli erano stati affidati. Disattese la fiducia del padrone, fu disonesto per avere molti benefici personali. Ma la perdita non era solo una questione di puro guadagno, vi era anche un disonorare il padrone stesso preso in giro dal suo amministratore e il disagio di coloro che commerciavo in modo onesto con il padrone. Dunque, la situazione era grave e il padrone chiede conto dell’amministrazione. Ma non c’è la fuga dell’amministratore con quello che era riuscito a mettere da parte ma compine un investimento per il suo futuro scontando debiti. Così facendo si mette in buona luce nei confronti di chi commerciava con il suo padrone aprendo qualche strada per il suo avvenire. La scaltrezza è d’esempio e in questo caso è calata in una situazione di peccato. Si pensi alla stessa scaltrezza in una situazione di bene, e quanto bene si potrebbe fare con quelle scaltrezze invece usate per il male.
«I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce».

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 16,1-8 Martedì 5 Settembre 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della I Domenica dopo il martirio di san Giovanni il precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Lunedì 4 Settembre 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».” (Lc 15,8-10)

Può capitare gioia nel vedere una persona che cambia la sua vita per sua decisione senza essere costretta da altre persone. Si tratta di un cambiamento nel bene lasciando alle spalle la dispersione, la cecità, l’adesione superficiale al male. È una vera conversione con la presenza misteriosa, invisibile e rispettosa del Signore Gesù attraverso lo Spirito Santo. La trasformazione nel bene è solo gioia verso la concordia, la giustizia, il perdono, la pace. Non può che esserci gioia profonda nel cuore. È tornata alla vita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 15,8-12 Lunedì 4 Settembre 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

I Domenica dopo il martirio di san Giovanni il precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 3 Settembre 2023

“In quel tempo. Il tetrarca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elia», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti». Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo. Al loro ritorno, gli apostoli raccontarono a Gesù tutto quello che avevano fatto. Allora li prese con sé e si ritirò in disparte, verso una città chiamata Betsàida. Ma le folle vennero a saperlo e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlare loro del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.” (Lc 9,7-11)

Dopo la decapitazione di Giovanni il Battista, il Signore Gesù annunciava la buona notizia del Vangelo e operava molti miracoli di guarigione. Fra l’altro inviò anche “i Dodici e diede loro forza e potere su tutti i demòni e di guarire le malattie” (Lc 9,1).
Erode rimane perplesso e vuole capire e vorrebbe conoscere chi è costui di cui si diceva fra le altre cose che fosse Giovanni il Battista risorto. Erode rimane con la perplessità e sa bene che la sua decisione di decapitare san Giovanni Battista era quanto meno eccessiva ma non se ne pente. Sembra spinto da una curiosità per capire chi è veramente questa persona ma non riesce ad andare oltre, disponibile a convertirsi, troppo legato alla gloria terrena. Preferisce il potere, essere qualcuno fra i potenti, attraverso la menzogna, l’iniquità.
Intanto i Dodici tornano dalla loro missione e stando con Gesù osservano il suo instancabile annuncio del regno di Dio e le sue guarigioni dei malati. La storia della salvezza va avanti nonostante persone che si mettano per traverso.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 9,7-11 Domenica 3 Settembre 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della Domenica che precede il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Sabato 2 Settembre 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà».” (Gv 12,24-26)

Un chicco di grano nel terreno si sfalda, lo concima e cresce una nuova pianta perché produca altri chicchi di grano.
Così per l’uomo. Se rimane chiuso in se stesso per conservare ogni cosa per se rimane solo, vive una esistenza illusoria, non felice. Se invece muore a se stesso, si apre scopre la vita, l’amore la felicità. Scopre Gesù che è il datore di vita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 12,24-26 Sabato 2 Settembre 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)