Lunedì della settimana dell’ultima Domenica dopo l’Epifania.

NOTA: L’audio della Messa viene rimosso dopo una settimana.

IL VANGELO DI LUNEDÌ 4 MARZO:
“In quel tempo. I capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani mandarono dal Signore Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso. Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?». Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio». E rimasero ammirati di lui.” (Mc 12,13-17)

In una riunione di responsabili religiosi viene stabilita una strategia per forzare una risposta a Gesù perché potesse essere difforme dalla legge ebraica oppure da quella romana. La domanda è astuta e se Gesù avesse confermato il tributo da dare a Cesare avrebbe escluso l’offerta a Dio e quindi non poteva essere neanche un profeta, e se avesse confermato il contrario sarebbe stato considerato un rivoltoso contro il potere romano. In entrambi i casi Gesù sarebbe stato messo in seria difficoltà.
Lo scopo di queste persone era strategico per eliminare Gesù. Potevano invece comportarsi in modo differente facendo molte domande per capire in profondità chi era veramente il Signore Gesù. La domanda giusta nel cuore avrebbe dovuto essere “chi è Gesù?” e non “come posso eliminarlo?”.
Dal cuore escono molte cose ed è possibile capire le persone dalle domande che vengono fatte. Se sono sincere sono per capire e entrare in sintonia con la persona cui si sta parlando, oppure se sono non sincere sono per mettere alla prova per cogliere in fallo per poterla diminuire e umiliare. Questa seconda cosa è di una certa gravità perché ogni persona è preziosa davanti agli occhi di Dio e questo certo rappresenta un grave peccato di disonestà e di cattiveria. Ma quando si cerca il buono, quando le domande sono per valorizzare e per capire allora c’è la bellezza della carità, c’è la gioia dell’amore di Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Marco 12,13-17 di lunedì 4 marzo 2019, – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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