NOTA: L’audio della Messa viene rimosso dopo una settimana.
IL VANGELO DI MARTEDÌ 5 MARZO:
“In quel tempo. Vennero dal Signore Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo ugualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».” (Mc 12,18-27)
I sadducei pensavano che non vi fosse la risurrezione e che se ci fosse stata il tutto sarebbe stato un proseguo dell’esistenza come qui in terra. Questo fu il loro errore, pensare che dopo il termine del passaggio terreno non vi fosse la risurrezione perché non si sarebbero potute mettere le cose a posto in una esistenza simile a quella terrena.
Gesù scardina questo pensiero e afferma che alla risurrezione grazie alla potenza di Dio, le persone non prenderanno ne moglie ne marito e saranno come angeli nei cieli. La pienezza dell’amore sarà compiuta e non si sentirà più l’esigenza del prendere con sé moglie o marito. Quello che aspetta il credente è uno stato di vita nella pienezza della giustizia, pace e nella realizzazione di un profondo amore. Non vi sono immagini oppure parole per immaginare che cosa potrà essere ma una cosa si sa: la gioia.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Marco 12,18-27 di martedì 5 marzo 2019, – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)