II Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI DOMENICA 8 SETTEMBRE
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».” (Mt 21,28-32)

Il primo figlio si pente di aver detto di no a suo padre e agisce in riparazione facendo quello che gli ha chiesto. La strada del pentimento riconduce la persona alla comunione con il Signore, il pentimento è quella fase che permette di rimettersi in una condizione di bellezza fatta poi di azioni che esprimono la volontà di essere dalla parte del Signore, altrimenti sarebbe vuoto.
Il secondo figlio pronto nella risposta obbediente, non esegue quello che ha chiesto suo padre. Una obbedienza falsa, fatta di parole e non è sufficiente per il Signore, è necessario rispondere con la propria vita e con fedeltà. Le belle parole non fanno nulla se non sono seguite dalla concretezza della vita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 21,28-32 di Domenica 8 settembre 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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