Sabato della settimana della VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI SABATO 12 OTTOBRE
“In quel tempo. Nacque tra gli apostoli una discussione: chi di loro fosse da considerare più grande. Il Signore Gesù disse: «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno potere su di esse sono chiamati benefattori. Voi però non fate così; ma chi tra voi è più grande diventi come il più giovane, e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve. Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove e io preparo per voi un regno, come il Padre mio l’ha preparato per me, perché mangiate e beviate alla mia mensa nel mio regno ».” (Lc 22,24-30a)

A volte ci si rende conto di essere “più bravi”, “più grandi” nel realizzare un qualche cosa rispetto a molte altre persone.
Questo a volte a ragione e a volte a torto.
Nel primo caso è un prendere coscienza di una verità che andrebbe gestita a servizio delle altre persone perché possano goderne i benefici. Dunque senza un “mettersi in cattedra” ma mettersi a servizio con la gioia di condividere. Se invece si vuole custodire gelosamente la propria bravura ed erigersi come persone superiori, allora si è in un cammino di estrema povertà spirituale.
Nel secondo caso, quello per cui ci si sente più grandi ma a torto, è voler illudersi di essere qualcuno ma in ciò si è particolarmente ciechi perché non si vuole riconoscere la bravura e la superiorità delle altre persone. Il pericolo è quello di trascinare con se nell’errore altre persone.
La via maestra del cristiano è sempre l’umiltà.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 22,24-30a di sabato 12 ottobre 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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