Mercoledì della I settimana di quaresima

.

Quarto giorno di Quaresima ambrosiana

.

Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI MERCOLEDÌ 4 MARZO 2020
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».” (Mt 5,17-19)

Gesù è venuto per dare il compimento a tutto ciò che era stato annunciato dai Profeti e tutto ciò che è contenuto nella Legge, le numerose normative che un fedele ebreo doveva attenersi. Un compimento che è fatto d’amore che fuori esce dalla applicazione rigida delle norme della Legge e annunciato dai Profeti.
Gesù completa e non annulla alcunché di quanto scritto e annunciato. Indirizza verso un nuovo modo di agire che è fatto di cuore come se gli occhi puntati solo sulla scrittura della Legge incominciassero ad alzarsi e a guardare la realtà delle cose capendo che la legge va si applicata ma con la generosità, la carità, per la salvezza dell’uomo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 5,17-19 di mercoledì 4 marzo 2020, – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

Lascia un commento