Giovedì della I settimana di quaresima

.

Quinto giorno di Quaresima ambrosiana

.

Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI GIOVEDÌ 5 MARZO 2020
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna. Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!».” (Mt 5,20-26)

Una giustizia fatta solo di alcune norme magari rigidamente applicate in modo scrupoloso non è cristiana. Una giustizia simile era applicata da quei scribi e farisei cui si riferisce il Signore Gesù, ed era una giustizia a volte anche di facciata poiché troppo spesso loro stessi la aggiravano con astuzie.
Gesù chiede un passo in avanti, di superare questo modo di pensare anche se fatto in modo onesto, cioè di non essere rigidi alla regole, alla norme, alla legge. Si tratta di rispettare le regole ma con uno sguardo che diventa di amore, di comprensione, in definitiva di carità.
Si inizia con un rispetto per tutte le persone, anche se ci passa per la testa che quella persona è proprio ……; dobbiamo subito ricordarci che anch’ella è voluta bene da Dio. Da qui nasce un rispetto che diventa nel tempo ben radicato nel cuore, e si cambia il giudizio di quella persona e si pensa in modo diverso più riflessivo magari che sarà così perché sta vivendo un periodo di prova, di sofferenza, di dramma che non conosciamo o non sappiamo bene.
Ecco dunque la prima riconciliazione quella che nasce nel profondo del cuore che poi si esprime con una novità di comportamento che diventa cristiano rispetto ad ogni altrui persona.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 5,20-26 di giovedì 5 marzo 2020, – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

Lascia un commento