Domenica delle Palme

Trentaseiesimo giorno di Quaresima ambrosiana
SETTIMANA AUTENTICA (SANTA)

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OMELIA DELL’ARCIVESCOVO MARIO

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI DOMENICA 5 APRILE 2020
“In quel tempo. Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?». Intanto i capi dei sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che chiunque sapesse dove si trovava lo denunciasse, perché potessero arrestarlo.
Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».
Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Lazzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.” (Gv 11,55-12,11)

Gesù dopo aver risuscitato Lazzaro, da quattro giorni morto, si rifugiò con i suoi discepoli per qualche tempo in una città chiamata Èfraim. La Pasqua si avvicinava e i farisei preoccupati per il clamore provocato da Gesù emanarono l’ordine che chiunque lo vedesse lo denunciasse.
Mancava ormai poco alla Pasqua ebraica e i preparativi erano in atto. Sei gironi prima Gesù è a Betania e cena con i suoi cari amici e con i discepoli. È una cena d’addio, e Maria, la sorella di Marta, fa quel gesto dell’unzione dei piedi di Gesù con un profumo prezioso che inonda la casa. Come un buon profumo di pane che preannuncia una buona cottura per poi saziare, così questo profumo assai prezioso preannuncia la morte del Signore per poi essere motivo di salvezza per molte persone.
Il giorno dopo Gesù entra su una bestia di soma nella sua Gerusalemme dove sarà accolto con gioia. Una persona mite e umile che è il Re dei re, entra nella città dove offrirà la sua vita. Vi sono gli ulivi e le palme sventolati con esultanza da parte di molte persone, una festa di pace.
Non troveremo gli ulivi nelle Chiese, li troveremo quando ci si potrà riunire nuovamente assieme per celebrare le Messe in un clima di festa e di pace e di ripartenza per tutti ma tutti molto cambiati. Adesso gli ulivi non ci saranno.
La Settimana Santa inizia in piena epidemia e emergenza sanitaria gravissima. Una settimana di passione del Signore e di sacrificio nelle case ma senza spegnere la speranza.
Maria, tu che hai sofferto sotto la Croce,
aiutaci a guardare la Croce di Gesù da cui scaturisce salvezza, la speranza,
aiutaci e essere solidali gli uni gli altri nelle preghiere,
aiutaci a rimanere a casa come atto d’amore e di carità verso il prossimo,
aiutaci a vivere la Settimana Santa in profonda comunione con il Signore Gesù.
Maria, Salute degli Infermi,
aiuta tutti i medici, infermieri, e tutte le persone che fanno funzionare i nostri Ospedali,
aiuta i malati in un cammino di guarigione,
conforta chi ha perso parenti e amici.
Maria, prega per noi peccatori.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 11,55-12,11 di Domenica 5 aprile 2020, – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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