Tempo dopo la Pentecoste
Domenica 11 ottobre
VII Domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti». Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono. Così si compie per loro la profezia di Isaia che dice: “Udrete, sì, ma non comprenderete, guarderete, sì, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi, perché non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e non si convertano e io li guarisca!”. Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono! Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».” (Mt 13,3b-23)
Il cuore di un popolo diventato insensibile è una sciagura. È il cuore indurito che Gesù ha trovato molto diffuso in Israele e quindi incapace di vedere, ascoltare e comprendere, comprendere bene con il cuore. È cose diversa capire bene una lezione di filosofia o matematica o la trama di un buon film e quella di comprendere con il cuore la Parola del Signore. Nella prima c’è l’intelletto, l’intelligenza dono di Dio nelle seconda si aggiunge uno stile di vita umile. Comprendere con il cuore significa far proprio quello che viene udito perché viene capito come cosa importante da non dimenticare, meditare, conservare e ricordare. Perché accada questo ci vuole una disposizione di cuore, di vista, d’ascolto, bisogna mettere da parte ogni superbia, ogni amor proprio. Solo così si è capaci di cogliere quello che accade nella vita e di cogliere le cose veramente importanti come la cosa più importante che guida tutto che è la Parola del Signore. «Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno»
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 13,3b-23 di Domenica 11 ottobre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)