Venerdì della settimana della I Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
beato Giovanni Mazzucconi, sacerdote e martire
Venerdì 10 Settembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”. Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”. E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».” (Lc 16,19-31)

Un uomo ricco usa la sua ricchezza per suo esclusivo benessere. Non vuole condividere nulla, e nell’occasione di poter essere un poco caritatevole si dimostra indifferente.
Ha avuto l’occasione di essere generoso e di dare un briciolo della sua ricchezza al povero Lazzaro in modo che il suo cuore potesse aprirsi e provare finalmente la gioia del donare e del donarsi. Nulla di tutto ciò. Il suo cuore è rimasto chiuso.
Qui si corre il rischio di un indirizzo scelto dallo stesso uomo ricco, di perdersi per sempre lontano dalla fonte d’amore, Dio.
Un buon uso delle ricchezze sta nell’aver premura dei bisognosi, e dovrebbe essere un insegnamento da mettere nel cuore tentando di sconfiggere l’indifferenza.
Il giudizio cui si va incontro è individuale e pienamente rispettoso delle scelte consapevoli che ognuno fa nella propria esistenza terrena. Esso è definitivo.
Il tempo per convertirsi, di gioire nell’amare, è questo passaggio terreno e segni straordinari come l’apparizione di un defunto o effetti speciali miracolosi non giovano a nulla, spesso sono controproducenti. Il bello è essere persone che provano se pur nella grande difficoltà di essere amate e d’amare.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 16,19-31 di Venerdì 10 Settembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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