Martedì della settimana della II Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

san Pietro Claver, sacerdote
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Mertedì 9 Settembre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Se il tuo fratello commetterà una colpa, rimproveralo; ma se si pentirà, perdonagli. E se commetterà una colpa sette volte al giorno contro di te e sette volte ritornerà a te dicendo: “Sono pentito”, tu gli perdonerai». Gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe».” (Lc 17,3b-6)

Ci vuole coraggio spirituale per esporsi con la correzione fraterna, dire al fratello o alla sorella che ha sbagliato, ha fatto un errore e questo per il suo bene e il bene della comunità. Ci si espone, si rischia di essere incompresi. Ma la mancanza di parlare con un fratello o una sorella riguardo a uno sbaglio commesso è di per se uno sbaglio. Non si tratta di prendere a malo modo la persona che ha sbagliato ma assieme parlare di quella svista o errore commesso. Questo costa fatica con il rischio di fraintendimenti. Ma non dire nulla sarebbe cosa peggiore, si andrebbe verso la via del rancore, della divisione. Dire l’errore apre alla possibilità del pentimento, del perdono e di agire meglio nel futuro. Per il cristiano questo è importante perché è chiamato a costruire percorsi di pace nella verità delle cose e nella verità di Gesù Cristo. Questo apre alla speranza!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 317,3b-6 – martedì 9 Settembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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