Domenica che precede il Martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 23 Agosto 2026

“In quel tempo. I sommi sacerdoti, gli scribi e gli anziani mandarono dal Signore Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso. Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?». Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio». E rimasero ammirati di lui.” (Mc 12,13-17)

Alcuni farisei ed erodiani sono inviati da importanti esponenti politici e religiosi di Israele: sommi sacerdoti (oggi diremmo vescovi), scribi custodi della Legge (diremmo teologici e/o biblisti) e anziani. Questi avevano ormai deciso di uccidere Gesù.
Questi scribi e erodiani hanno il compito di mettere in difficoltà Gesù tentando di fargli esprimere un’opinione a favore o contro rispetto agli invasori Romani.
”È lecito o no pagare il tributo a Cesare?”
Se vi fosse stata una risposta positiva di Gesù poteva essere accusato di violare la sacralità del Tempio, essere un collaboratore dei Romani anche se molti ebrei pagavano il tributo a Roma.
Se vi fosse stata una risposta negativa avrebbe avuto difficoltà con il potere romano, sarebbe stato un rivoluzionario contro il potere di Roma e poteva essere arrestato.
La risposta di Gesù come di consueto spiazza tutti: le cose importanti non vanno mischiate con il denaro, la propria coscienza non va mischiata con i soldi. C’è una sfera importante dell’uomo che non ha a che fare con il denaro, in questa sfera il denaro non può nulla: si chiama amore.
Quello che è dello stato, strade, acquedotti, servizi, sostenetelo con i tributi, quello che è di Dio, la vita, l’amore, rendetelo a Dio.
«Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 12,13-17, Domenica 23 Agosto 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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