Festa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Lunedì 21 Settembre 2026
“In quel tempo. Andando via, il Signore Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: Misericordia io voglio e non sacrifici. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».
Allora gli si avvicinarono i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno. Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».” (Mt 9,9-17)
Matteo si alza perché è chiamato da Gesù. Era seduto al banco delle imposte, seduto nel suo essere ricco ma in modo non onesto tenendo per se una parte delle tasse come facevano i pubblicani collaboratori dell’inversore romano. Era fermo. Gesù passa, gli dona attenzione, perdono, e una nuova vita di ripartenza, di movimento verso la vera ricchezza, quella dello spirito.
Matteo non ha incertezze, segue subito Gesù, nel suo cuore ha capito che la chiamata del Signore è di vita, cambiamento e salvezza.
La sua vita da seduto diventa in piedi in una rinnovata comunione con il Signore nella sua sequela. Il Signore non è venuto per punire, per condannare i peccatori ma per salvarli, per dare una gioia nel cuore nella certezza di un Dio che esprime: «Misericordia io voglio e non sacrifici.».
Gesù dona molto a chi si converte, gioia, speranza, vita. Dona anche essere un suo discepolo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 9,9-17, Lunedì 21 Settembre 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)