Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Sabato 31 Ottobre 2026
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Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
“Nel giorno del Signore, io, Giovanni, vidi salire dall’oriente un altro angelo, con il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli, ai quali era stato concesso di devastare la terra e il mare: «Non devastate la terra né il mare né le piante, finché non avremo impresso il sigillo sulla fronte dei servi del nostro Dio». E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila segnati, provenienti da ogni tribù dei figli d’Israele. Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani. E gridavano a gran voce: «La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono, e all’Agnello». E tutti gli angeli stavano attorno al trono e agli anziani e ai quattro esseri viventi, e si inchinarono con la faccia a terra davanti al trono e adorarono Dio dicendo: «Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen». Uno degli anziani allora si rivolse a me e disse: «Questi, che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?». Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai». E lui: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello». ” (Ap 7,2-4.9-14 )
Nella vigilia della Solennità di Tutti i Santi, propongo la prima lettura dal Liro dell’Apocalisse di San Giovanni Apostolo, la prima lettura della Solennità.
Si tratta della visione che ebbe san Giovanni apostolo ed evangelista dell’aldilà. In questi versetti c’è una visione consolatrice, racconta di una nuova realtà che è in attesa dell’umanità, «una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua.»
Nessuno è escluso dalla Beatitudine celeste, non c’è una discriminazione basandosi sulla appartenenza di qualche nazione, tribù, popolo o lingua. C’è questa grande possibilità che è aperta a tutti. Se andare o meno verso la Beatitudine celeste è esclusiva decisione dell’uomo. Se ha questo desiderio ha in sé anche il desiderio di amare durante il passaggio terreno, cosa fondamentale per mettere da parte l’egoismo. Se non ha il desiderio di una eternità allora l’uomo rimane piegato su se stesso esprimendo la sua vita nell’egoismo, anche in quelle espressioni che possano sembrare amore ma tutte in vista di qualche esclusivo guadagno per se stesso.
Tutti possiamo essere santi, basto volerlo, vivere con semplicità e con amore la propria vita con uno sguardo verso il Signore Gesù.
Riflessione di don Felice Zaccanti, Riflessione I.A. FREE
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
Sabato 31 Ottobre 2026