Commemorazione di tutti i fedeli defunti

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Lunedì 2 Novembre 2026

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“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai Giudei: «Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.
In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno. Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna».” (Gv 5,21-29)

Nella Commemorazione di tutti i Fedeli defunti si innalza una preghiera per i nostri fratelli e sorelle che hanno terminato la loro vita su questa terra. Una preghiera importante perché si chiede da farli accedere al più presto alla Beatitudine celeste nel caso debbano liberarsi ancora di qualche cosa dopo la loro morte.
Nel corso della vita su questa terra, si costruisce la direzione della propria eternità. Le decisioni determinano il percorso di ognuno.
Se le decisioni sono prese con la considerazione del Signore Gesù, avendo a cuore l’importanza della fede, della speranza e della carità, allora si e verso una eternità beata.
Al contrario, se le decisioni vengono prese solamente per un solo guadagno personale ignorando ogni forma d’amore, allora si va verso una eternità oscura.
Chi fece il bene avrà una risurrezione di vita, chi fece il male una risurrezione di condanna. Il giudizio è del Signore, necessario a causa dell’adesione dell’uomo al male. Se l’uomo fosse rimasto fedele a Dio, non sarebbe necessario alcun giudizio, sarebbe stata un’esistenza in armonia e comunione senza falsità, senza omicidi, senza adulteri, senza false testimonianze, senza desideri sbagliati, quelli privi d’amore.
La misericordia di Dio, la conoscenza della miseria del cuore dell’uomo, dà una grande speranza di passare dalla morte alla vita perché coloro che si affidano con sincerità al Signore Gesù avranno certo la vita e non andranno incontro ad alcun giudizio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti, Riflessione I.A. FREE
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 5,21-29, Lunedì 2 Novembre 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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