Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Festa del Signore
Domenica 29 Gennaio 2023

“In quel tempo. Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio «una coppia di tortore o due giovani colombi», come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui.” (Lc 2,22-33)

La santa Famiglia rispetta la religione ebraica che prescrive la purificazione rituale della puerpera e per la presentazione al Tempio del bambino Gesù dopo quaranta giorni dalla nascita.
In questo c’è un incontro della santa Famiglia con il vecchio Simeone, un incontro di gioia e di consolazione, fra le sue braccia c’è la salvezza dell’umanità.
Gesù sceglie una famiglia dove nascere e vivere l’esperienza di bambino, adolescente, giovane.
La Famiglia è luogo di gioia, luogo dove la vita nasce, luogo di amore ma anche di ferite, di sofferenze, di mortificazioni. Nella famiglia c’è l’occasione di essere collaboratori di gioia, “provo gioia perché mi dedico alla tua gioia”, in quella costanza di seminare gioia nelle persone amate. Almeno vorremmo che fosse così ma può essere così! Amare ed essere amati, “nessuno può nascere senza un amore che lo genera e vivere senza fare la sua vita un dono”, questa è la grande possibilità dell’amore famigliare dove si riceve amore e si impara a regalarlo facendo della propria vita un dono d’amore. Solo parole? Parole possibili se inserite nella quotidianità dove si inseriscono le innumerevoli prove d’amore.
Ferite, sofferenze, mortificazioni, frustrazioni possono trovare una via di guarigione con una elevata forma d’amore: “perdona, guarda, riconosci, aspetta”. Ecco che la Famiglia diventa luogo di perdono dove la speranza non può morire.
Maria, nostra Madre, vi soccorra quando non ci sarà più vino,
sia compagna nel tempo del silenzio e della prova,
vi aiuti a camminare insieme al suo Figlio Risorto.
(Papa Francesco)

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 2,22-33, Domenica 29 Gennaio 2023 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della III Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
san Tommaso d’Aquino, sacerdote e dottore della Chiesa
Sabato 28 Gennaio 2023

“In quel tempo. Mentre saliva a Gerusalemme, il Signore Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà».” (Mt 20,17-19)

Gesù parla ai suoi discepoli apertamente. Gesù deve passare per la passione, ci sarà la derisione, l’umiliazione che mortifica la propria anima, la flagellazione, la crocifissione che ha in se l’esposizione umiliante della persona e l’agonia dolorosissima, e infine la morte.
Ma «il terzo giorno risorgerà». La risurrezione del Signore è il cardine della fede cristiana e segue la sua passione. C’è la rinascita eterna della vita senza pari, e supera qualsiasi sofferenza che la ha preceduta. È la vittoria della vita, la vittoria del bene, la sconfitta dell’egoismo, la sconfitta del male. È la possibilità per ognuno di accedervi. Gesù aumenta la nostra fede.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 20,17-19, Sabato 28 Gennaio 2023 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della III Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
sant’Angela Merici
Venerdì 27 Gennaio 2023

“In quel tempo. Essendo il Signore Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui.
Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.” (Mc 5,21-24a.35-43)

Uno dei capi della sinagoga riconosce Gesù come colui che guarisce a tal punto da supplicarlo stando ai suoi piedi per la sua figlia dodicenne. Crede fermamente nel potere di Gesù di salvare e dare la vita. Nel frattempo la piccola muore. Se pur deriso dalle persone presenti presso la casa dove la bimba era morta, Gesù le ridona la vita e inizia a camminare.
Gesù dona vita, libera dai lacci della morte per poter ritornare a camminare sulla via della vita e esprimere liberamente la propria vocazione.
La preghiera di intercessione del capo della sinagoga è stata ascoltata. Così anche noi possiamo pregare il Signore perché doni nuovi passi a chi non riesce più a camminare sulla via della vita. A chi per drammi, pesi, scelte sbagliate non riesce più a camminare, Signore dona nuovi passi.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 5,21-24a.35-43, Venerdì 27 Gennaio 2023 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della III Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
santi Timoteo e Tito, vescovi
Giovedì 26 Gennaio 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù e i discepoli giunsero all’altra riva del mare, nel paese dei Gerasèni. Sceso dalla barca, subito dai sepolcri gli venne incontro un uomo posseduto da uno spirito impuro. Costui aveva la sua dimora fra le tombe e nessuno riusciva a tenerlo legato, neanche con catene, perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva spezzato le catene e spaccato i ceppi, e nessuno riusciva più a domarlo. Continuamente, notte e giorno, fra le tombe e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre. Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi e, urlando a gran voce, disse: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!». Gli diceva infatti: «Esci, spirito impuro, da quest’uomo!». E gli domandò: «Qual è il tuo nome?». «Il mio nome è Legione – gli rispose – perché siamo in molti». E lo scongiurava con insistenza perché non li cacciasse fuori dal paese. C’era là, sul monte, una numerosa mandria di porci al pascolo. E lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi». Glielo permise. E gli spiriti impuri, dopo essere usciti, entrarono nei porci e la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare; erano circa duemila e affogarono nel mare.
I loro mandriani allora fuggirono, portarono la notizia nella città e nelle campagne e la gente venne a vedere che cosa fosse accaduto. Giunsero da Gesù, videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto, spiegarono loro che cosa era accaduto all’indemoniato e il fatto dei porci. Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio. Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo supplicava di poter restare con lui. Non glielo permise, ma gli disse: «Va’ nella tua casa, dai tuoi, annuncia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te». Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli quello che Gesù aveva fatto per lui e tutti erano meravigliati.” (Mc 5,1-20)

Un uomo abitato da molti spiriti impuri corre verso Gesù poiché gli spiriti lo avevano riconosciuto. Gesù li manda via da quell’uomo che diventa sano di mente. Agli spiriti impuri è concesso di trasferirsi in una mandria di porci che precipita subito in mare.
In questo c’è un riconoscimento di questi spiriti della presenza di Gesù come Figlio del Dio altissimo. Inoltre c’è il dominio del bene sul male, Gesù ha potere su questi spiriti e vengono cacciati via liberando l’uomo. Infine questi spiriti non possono dimorare in animali come i porci, i quali subito precipitano nel mare; gli animali non hanno un’anima.
Gesù può liberare l’uomo dalla schiavitù, può ridonare la gioia, la libertà, la dignità.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 5,1-20, Giovedì 26 Gennaio 2023 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Conversione di san Paolo, apostolo

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Mercoledì 25 Gennaio 2023

“In quel tempo. Pietro disse al Signore Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna».” (Mt 19,27-29)

Gesù in persona appare a Paolo sulla via per Damasco. Dapprima lo sconcerto di Paolo e poi di tutte le persone, di coloro che si sono appena affacciati alla nuova fede cristiana, degli ebrei del sinedrio che vedevano in Paolo un ottimo combattente contro queste nuove sette religiose. La credibilità di un simile evento è messa alla prova ma il Signore coinvolge alcune persone perché confermassero la conversione di Paolo.
La misericordia di Dio pone come uno degli strumenti eletti san Paolo, con la sua conversione e poi con il suo apostolato. Chiamato direttamente da Gesù, diventerà un uomo importante per la diffusione della buona notizia, del Vangelo del Signore.
La conversione al cristianesimo rivoluziona la vita di una persona e sconvolge quelle che gli sono accanto. Quello che è accaduto a san Paolo accadrà anche a molte altre persone se pur con modalità differente ma con il medesimo risultato di un profondo cambiamento della vita. Così molte persone potranno vedere nella testimonianza e nell’annuncio del Vangelo nuovi tratti di speranza nelle loro vite. Ecco dunque il lasciare case, fratelli, sorelle, padre, madre per il nome di Gesù, ciò diventa arricchente per molte persone e anche per i propri cari.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 19,27-29, Mercoledì 25 Gennaio 2023 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della III Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
san Francesco di Sales, vescovo e dottore della Chiesa
Martedì 24 Gennaio 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.” (Mc 4,26-34)

Il Regno di Dio come un uomo che getta il seme che germoglia e cresce e diventa grano.
Il Regno di Dio come un granello di senape che cresce e diventa un albero.
Il Regno di Dio è qualche cosa che cresce, evolve, genera il bene perché esso sia condiviso. Non si tratta di un luogo statico dove c’è un bel parcheggio delle anime, sembra piuttosto qualche cosa di creativo, attivo nella generazione del bene, nella generazione della gioia e dell’amore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 4,26-34, Martedì 24 Gennaio 2023 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della III Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
san Babila, vescovo e i Tre fanciulli, martiri
Lunedì 23 Gennaio 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva a quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».” (Mc 4,10b.24-25)

Un giudizio che sarà dato in base al giudizio che si dà.
Se si è severi nel giudizio con le altrui persone, allora si riceverà un giudizio severo.
Se si è misericordiosi nel giudizio con le altrui persone, allora si riceverà un giudizio misericordioso.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 4,10b.24-25, Lunedì 23 Gennaio 2023 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

III Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Domenica della Parola di Dio
Domenica 22 Gennaio 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù prese i suoi discepoli con sé e si ritirò in disparte, verso una città chiamata Betsàida. Ma le folle vennero a saperlo e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlare loro del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.
Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta». Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti. Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla. Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.” (Lc 9,10b-17)

Le folle affamate della Parola di Dio, cercano Gesù ormai conosciuto per la sua autorevolezza, molto differente dagli scribi e dai farisei. Gesù pur essendo in disparte con i suoi discepoli accoglie le folle, dona la sua Parola e dona la guarigione.
Le folle sono dimentiche nel procurarsi il cibo in una giornata intensa alla ricerca di Gesù, della sua Parola e della guarigione. Quando ci si accorge di qualche cosa di importante ci si dimentica anche delle cose necessarie come il cibo cosa capitata folle perché avevano trovato il Signore.
I discepoli fanno osservare a Gesù della mancanza di cibo e gli dicono cosa dovrebbe fare. Ma è proprio il caso di dire che cosa deve fare Gesù a fronte di una nuova situazione come quella della mancanza di cibo?
Capita spesso che diciamo nella preghiera personale che cosa deve fare Gesù, che cosa deve fare Dio. Ma è giusto? Forse bisognerebbe limitarsi alla sola osservazione del bisogno che si è osservato, poi sarà il Signore a intervenire come egli vuole e se lo vuole.
Così i discepoli imparano da Gesù che bisogna affidarsi a lui e uscire dalla progettazione umana per cui bisogna mandare via tutti affinché si procurino il cibo da loro, è invece occasione della moltiplicazione dei pani e dei pesci.
Gesù nella sua misericordia, ha accolto le folle nutrendole con la sua Parola, ha istruito i discepoli, e infine nutre con il cibo le folle ivi presenti.
L’abbondanza delle Parola di Dio e l’abbondanza del cibo, ne avanzano dodici ceste, sono il segno dell’amore del Signore per ogni persona, nessuna ne è esclusa.
Accostiamoci con fiducia alla Parola di Dio che nutre la nostra anima per cambiare e diventare persone che amano la carità.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 9,10b-17, Domenica 22 Gennaio 2023 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
sant’Agnese, martire
Sabato 21 Gennaio 2023

“In quel tempo. Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, il Signore Gesù diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì.
Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento».” (Mt 10,1-11)

Gesù conferisce ai suoi dodici discepoli il potere di mandare via il male e il potere di guarigione su ogni malattia e infermità. Nomina i dodici che diventano gli inviati, gli apostoli. Infine li istruisce per la missione che dovrà inizialmente essere dedicata alle ”pecore perdute della casa d’Israele”.
Solo dopo la Pentecoste sarà chiaro che la missione sarà per tutte le genti, pagani, samaritani e tutte le nazioni, non sarà più riservata al popolo eletto di Israele.
La gratuità accompagna i segni che i dodici faranno nella loro missione, non dovranno chiedere nulla per le guarigioni, per le predicazioni. Non dovranno accumulare beni ma lasciarli lì dove andranno poiché «chi lavora ha diritto al suo nutrimento»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 10,1-11, Sabato 21 Gennaio 2023 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
san Sebastiano, martire
Venerdì 20 Gennaio 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva a quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!».” (Mc 4,10b.21-23)

Un’illusione è quella del segreto per sempre. Ci sono certamente dei segreti che si portano con sé nella tomba, non svelati ad altre persone e il mondo non le saprà mai. Anche se si riesce in questa opera di estremo riserbo, «Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce.»
Agli occhi del Signore non solo sono ben visibili i segreti ma conosce bene il cuore di ogni persona.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 4,10b.21-23 , Venerdì 20 Gennaio 2023 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)