Martedì della I settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Martedì, 8 Marzo

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli». ” (Mt 5,13-16)

Il sale della terra, è il sapore dato alla terra dove l’uomo vive. Questo sapore è dato dalle persone per rendere gustoso il cammino della vita. I discepoli dovrebbero essere sempre sale della terra, vivendo essi stessi il gusto della vita donato da Gesù.
La luce del mondo sono sempre coloro che seguono Gesù, che testimoniano che è possibile vivere in modo differente da quello proposto dalla consuetudine sociale. Questo dev’essere visibile come una lampada posta in alto così come un comportamento sempre schietto e veritiero.
Essere sale della terra, luce del mondo per testimoniare la bellezza dell’essere cristiano.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 5,13-16 Martedì 8 Marzo 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Lunedì della I settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Lunedì, 7 Marzo

VANGELO
“In quel tempo. Vedendo le folle, il Signore Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».” (Mt 5,1-12a)

Le beatitudini proclamate da Gesù sono l’amore di Dio per l’uomo specialmente per il povero particolarmente prediletto da Dio.
Il povero in spirito è colui che confida in Dio solo, che tiene spazio nel cuore per il Signore. Si tratta di una disposizione interiore dove ogni speranza è solo in Dio.
L’essere nel pianto è a causa della sofferenza per i muri messi dal mondo nei confronti di Dio nel realizzare un regno di pace.
L’essere mite è essere aperti alla erediterà dei beni messianici, in eredità la terra con uno pienezza di pace.
Coloro che hanno fame di giustizia divina saranno saziati, non un giustizia umana molto fragile ma quella di Dio.
Coloro che sono puri di cuore hanno l’intenzione di realizzare il progetto di Dio in una purezza di intenzioni dove si mette a disposizione la propria intelligenza e volontà.
I perseguitati a causa di Gesù saranno particolarmente prediletti da Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 5,1-12a, Lunedì 7 Marzo 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Domenica di inizio Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Domenica, 6 Marzo

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto:
“Non di solo pane vivrà l’uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”
».
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti:
“Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo
ed essi ti porteranno sulle loro mani
perché il tuo piede non inciampi in una pietra”
».
Gesù gli rispose: «Sta scritto anche:
“Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vattene, Satana! Sta scritto infatti:
“Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.” (Mt 4,1-11)

«“Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”»
L’uomo non è felice con i soli beni materiali, anche se ha molti beni questi non danno felicità. Si tratta della prima tentazione quella di avere ogni cosa, ogni pane, ma si scopre poi che non c’è felicità in questo e che non è il fine. Si tratta di allontanarsi da questa tentazione che è chiusura a Dio e al prossimo.
Spesso capita di confondere il mezzo con lo scopo, con il senso della vita. I beni materiali sono il mezzo per camminare assieme verso lo scopo, il senso di una vita che si trova vivendo l’amore in un cammino assieme dietro Gesù ed anche con un uso altruistico dei beni. In questo, c’è la scoperta della Parola di Dio che sfama l’uomo, si svela una nuova dimensione che va oltre al pane materiale, c’è un pane della vita che è la Parola di Dio.
«“Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Una tentazione se vissuta chiude a Dio e al prossimo: è usare in modo egoistico Dio, per fini personali. Si usano cose buone citando anche passi della scrittura per sé, per ottenere quello che si desidera inviando altre persone su vie di menzogna.
Volere bene a Dio vuol dire non usarlo ma amarlo nella umiltà che apre agli altri.
«“Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Ogni desiderio di potere sulle altre persone, ogni desiderio di cospicui beni materiali, sono via di chiusura, di un io che diventa maligno per ottenere ciò che vuole, che crea percorsi di divisione e guerra.
Lo Spirito di Dio, lo Spirito Santo ci dà la forza e la via per allontanare le tentazioni in una vera lotta che a volte è faticosa. La via è quella di non sottovalutare la tentazione. Si è anche molti abili a giustificare azioni e parole che creano allontanamento, divisione che esaltano l’ego che è presente in ognuno. La via è quella di prendere coscienza attraverso il vivo ascolto della Parola di Dio e l’ascolto bello e faticoso delle altre persone che sono attorno a noi.
Un Popolo in cammino dietro Gesù, è una comunità che decide di convertirsi in un camminare assieme, in una lotta contro le tentazioni di isolamento e tutto ciò sempre dietro a Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 4,1-11, Domenica 6 Marzo 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana dell’ultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Sabato, 5 Marzo

VANGELO
“Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccaria, della classe di Abia, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta. Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.
Avvenne che, mentre Zaccaria svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso. Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso. Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto». ” (Lc 1,5-17)

L’ultima celebrazione prima dell’inizio della Quaresima in Rito ambrosiano, riporta nel Vangelo l’annuncio a Zaccaria durante l’offerta dell’incenso. Le letture che precedono riguardano una l’incenso (Es 30,34-48), l’altra il profumo del cristiano: «Noi siamo infatti dinanzi a Dio il profumo di Cristo » (2Cor 2,14-16a)
Questa offerta di un profumo al Signore Dio rappresenta l’impegno dell’uomo a dedicarsi a comportamenti che siano essi stessi graditi al Signore, comportamenti come un buon profumo. Un gesto rituale come l’incensazione fuoriesce dalla semplice esecuzione estetica, dove per alcuni può avere valore ma se non si va oltre a questo aspetto si tratta solo di una buona esecuzione teatrale privata di ogni senso religioso e/o umano. L’incensazione può indicare l’impegno umano d’essere una offerta gradita a Dio che assume senso umano e religioso, in una vita dove ci si impegna a costruire percorsi di pace mettendo da parte gli egoismi. Sarebbe bella una vita gradita a Dio come un buon profumo.
Durante questo rito Zaccaria riceve l’annuncio della nascita di Giovanni Battista che sarà come un buon profumo davanti a Dio:
«egli sarà grande davanti al Signore
All’ingresso della Quaresima un profumo gradito a Dio potrebbe essere la decisione d’essere costruttore di pace ponendo fine alle discordie presenti con una o più persone. Questo è possibile con l’aiuto del Signore Gesù, chiedendo quella forza spirituale che supera ogni debolezza umana. Si inizia così a costruire percorsi di pace che possono diventare contagiosi.
Gesù aiuta tutti noi a essere costruttori di pace, di dialogo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 5,1-17, Sabato 5 Marzo 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana dell’ultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Venerdì, 4 Marzo

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il Figlio dell’uomo è vicino, è alle porte.
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».” (Mc 13,28-31)

L’uomo è capace di capire dall’osservazione della natura l’arrivo dell’estate, vedendo i germogli negli alberi, osservando una natura che inizia a risvegliarsi dopo l’inverno.
L’uomo ha molte capacità e una di queste è quella di prevedere che cosa capiterà nel prossimo futuro guardando il presente attorno a sé. Ma l’uomo ha anche un grande dono, ha la possibilità di cogliere lo svolgersi degli avvenimenti, come questi sono vissuti dalle persone e da questo capire cosa capiterà. Si tratta di cogliere il segno dei tempi. Con questo dono di lungimiranza si potrebbero costruire efficaci percorsi di pace ma l’impedimento è sempre quello: cadere nella tentazione dell’approfittarsi del momento per fini personali, di corporazioni, nazionali, causando attriti, discordie, divisioni e così facendo favorendo percorsi di guerra.
Oggi abbiamo una guerra in corso, una situazione difficile dove si dovrebbe, si deve, deporre ogni egoismo particolare e ricominciare a imbastire difficili percorsi di pace.
Gesù dona allo spirito dell’uomo la forza di costruttore di pace.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco, 13,28-32 Marzo 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana dell’ultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Giovedì, 3 Marzo

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi consegneranno ai sinedri, sarete percossi nelle sinagoghe e comparirete davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro. Ma prima è necessario che il Vangelo sia proclamato a tutte le nazioni. E quando vi condurranno via per consegnarvi, non preoccupatevi prima di quello che direte, ma dite ciò che in quell’ora vi sarà dato: perché non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo. Il fratello farà morire il fratello, il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato».” (Mc 13,9b-13)

Persecuzioni, dolori, sacrilegi, cioè azioni gravemente colpevoli sia da un punto di vista sociale che da quello religioso, possono capitare a chi con verità annuncia la Parola del Signore. Questo aspetto non ha un collocamento puntuale nella storia della salvezza, era presente all’epoca di Gesù, è presente oggi. Dire il proprio credo nel Signore Gesù, l’essere cristiani, in alcuni paesi non è possibile, in altri molto difficile e in Italia in molte situazioni è assai difficoltoso nonostante l’attenzione dei media nazionali.
Lo Spirito Santo è quella forza nella fede del cristiano che favorisce parole e azioni anche in situazioni problematiche ad esempio quando si è in minoranza, spesso soli, con un gruppo di persone poco credenti o avverse al cristianesimo. Non si è soli, lo Spirito Santo mette le giuste parole sulla bocca del credente che può diventare un inconsapevole annunciatore del Vangelo in mezzo a tanta dispersione, sfiducia.

Gesù dona fede, speranza, fiducia, pace, dialogo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco, 12,38-44, Mercoledì 2 Marzo 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana dell’ultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Mercoledì, 2 Marzo

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».
Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo. Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».” (Mc 12,38-44)

Gli scribi insegnavano la Legge e si consideravano maestri ma loro stessi per primi violavano il significato della Legge, praticavano la superbia e si approfittavano delle persone più deboli per arricchirsi.
Una persona debole ai margini della società entra in una sala nel cortile del tempio dedicata al tesoro dove si potevano fare donazioni. Questa persona vedova da tutto ciò che ha.
«In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri.»
C’è questa contrapposizione di chi si approfitta della persone deboli e dimostra di avere un cuore piccolo legato all’egoismo, e una persona debole che agisce con un cuore grande nella sua generosità e dice il suo grande altruismo. Quest’ultima è più grande di tutti quei maestri messi assieme.
Si è più ricchi nella estrema povertà che nella disonesta ricchezza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco, 12,38-44, Mercoledì 2 Marzo 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana dell’ultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Martedì, 1° Marzo

VANGELO
“In quel tempo. Vennero dal Signore Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo ugualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».” (Mc 12,18-27)

I sadducei negavano l’immortalità dell’anima e come conseguenza negavano anche la risurrezione dai morti e l’esistenza dello Sheol, il regno dei morti o meglio per noi dell’aldilà.
Probabilmente, ma non è certo, consideravano comunque una esistenza dopo il passaggio terreno.

I sadducei non vi saranno più dopo la distruzione di Gerusalemme nel 70 d.C., vi saranno i farisei e da qui in poi la fede ebraica si baserà unicamente sulla risurrezione dai morti.
I sadducei dunque chiedono a Gesù riguardo la risurrezione e su questo hanno due errori: il primo è quello di immaginare la vita dei risorti uguale a quella terrena dove si prende marito e moglie. Il secondo errore riguarda una grossa svista delle scritture in cui si riferisce a Dio che parla a Mosè e dice di essere Dio dei patriarchi già da tempo morti ma esistenti nella sfera di Dio:
“Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”
Un Dio che parla di persone viventi, quindi risorte.
Signore aumenta la nostra fede, guarisci le pieghe del dubbio, dona pace, dona a ognuna di essere datore di pace.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco, 12,18-27, Martedì 1° Marzo 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana dell’ultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Lunedì, 28 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. I capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani mandarono dal Signore Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso. Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?». Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio». E rimasero ammirati di lui.” (Mc 12,13-17)

Le tasse sono da pagare? La risposta è sì. Bisogna rendere a Cesare, lo stato, quello che è di Cesare. In una società organizzata con le sue istituzioni funzionanti con i propri difetti e malfunzionamenti, vi sono servizi per le persone e questi debbano essere sostenuti dal contributo di tutti. Ad esempio, la sanità, la scuola, l’ordine pubblico sono alcuni degli aspetti che debbono essere sostenuti da tutti e questo lo si fa pagando le tasse.
Si sostiene così i fondamenti di una società che altrimenti non potrebbe sussistere nell’assistenza, nell’istruzione che edificano la persona nella sua dignità.
Restituire a Dio quel che è di Dio. Cosa impossibile ma ad esempio un percorso di pace è senz’altro gradito a Dio e questo è restituire un pochino quello che Dio ha donato ad ognuno di noi.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco, 12,13-17, Lunedì 28 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Domenica del Perdono

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Ultima Domenica dopo l’Epifania
Domenica, 27 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù entrò nella città di Gerico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!». Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».” (Lc 19,1-10)

L’iniziativa è di Zaccheo, capo dei pubblicani. Si industria per riuscire a vedere Gesù, sale addirittura su un sicomoro, un albero alto, perché piccolo di statura e sarebbe stato impedito di vedere Gesù. Una semplice curiosità di Zaccheo per l’uomo Gesù? Oppure un desiderio non ancora chiaro di volere cambiare una vita di ruberie ed egoismi?
L’iniziativa è di Gesù. Vede Zaccheo sulla pianta e lo invita ad accoglierlo a casa sua. Gesù si propone a Zaccheo che in cuor suo capisce, rinasce un amore assopito, e pieno di gioia lo accoglie.

Due iniziative, una del peccatore e quella di Gesù.
L’iniziativa del peccatore di redimersi, di cambiare, è accolta da Gesù che vuole venire nella casa del peccatore.

Gesù prende l’iniziativa quando c’è il desiderio del buono nel cuore, o quando c’è l’avvertenza che si sta sbagliando qualche cosa o tutto quanto, si prende coscienza che la strada percorsa non è quella giusta.
Nella Domenica “del perdono” si ricorda questa dinamica, un Signore che immediatamente accorre al peccatore pentito, non si fa attendere, è subito presente per guarire, per rischiarare la coscienza umana che era piombata nell’oscurità.
Gesù, in questo periodo fosco di rumori di guerra rischiara le coscienze cadute nell’oscurità, riconduci questa umanità perduta verso cammini di conversione di pace.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 19,1-10, Domenica 27, Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)