Mercoledì della IV settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Mercoledì 9 Dicembre
san Siro, vescovo

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nàzaret di Galilea». Gesù entrò nel tempio e scacciò tutti quelli che nel tempio vendevano e compravano; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e disse loro: «Sta scritto: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera. Voi invece ne fate un covo di ladri”». Gli si avvicinarono nel tempio ciechi e storpi, ed egli li guarì. Ma i capi dei sacerdoti e gli scribi, vedendo le meraviglie che aveva fatto e i fanciulli che acclamavano nel tempio: «Osanna al figlio di Davide!», si sdegnarono, e gli dissero: «Non senti quello che dicono costoro?». Gesù rispose loro: «Sì! Non avete mai letto: “Dalla bocca di bambini e di lattanti hai tratto per te una lode”?». Li lasciò, uscì fuori dalla città, verso Betània, e là trascorse la notte. ” (Mt 21,10-17)

Gesù entra nella sua città amata, Gerusalemme e suscita subito attenzione da parte di molte persone. Era considerato un profeta, una persona che parlava a nome di Dio. Ma si comportò molto di più di un profeta a tal punto da cacciare via tutti i venditori di quel mercato che si era composto nel tempio. Da solo senza un aiuto fattivo dei discepoli e da chi lo seguiva, caccia via tutti. Gesù dimostra la sua autorevolezza ed è Dio che vuole venire, entrare nelle case senza alcun tipo di mercato ma con una gioia nel cuore: arriva il salvatore. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 21,10-17 di Mercoledì 9 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Immacolata concezione della B.V. Maria

Tempo d’Avvento
Martedì 8 Dicembre
Solennità

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».” (Lc 1,26b-28)

L’immacolata Concezione della Beata Vergine Maria si riferisce a colei che “è stata preservata intatta da ogni macchia del peccato originale”. È un privilegio singolare di Dio verso Maria che diventerà la madre di Dio. Maria sin dal primo momento della sua vita, cioè dal concepimento, ha questo privilegio perché possa essere tutta santa, immacolata, senza che vi sia in lei neanche una minima traccia del peccato originale, quello per cui l’uomo tende purtroppo con molta naturalità a peccare, a esprimere l’egoismo. Ecco dunque il modello dell’Immacolata, Colei alla quale fare riferimento e affidamento. Madre della Chiesa di Gesù, Madre di Dio, Madre nostra, Immacolata, aiuta noi tutti dispersi a vario titolo e grado in questo periodo epidemico. Aiutaci a esprimerci solidarietà, vicinanza, ravviva la fede, la speranza e la carità. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 1,26b-28 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Ordinazione di sant’Ambrogio

Tempo d’Avvento
Lunedì 7 Dicembre
Solennità

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ad alcuni farisei che erano con lui: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore».” (Gv 9,40a; 10,11-16)

Oggi si ricorda in modo solenne l’ordinazione episcopale di S. Ambrogio, il padre del Rito Ambrosiano, patrono della Arcidiocesi di Milano. S. Ambrogio vescovo esempio di abnegazione, un buon pastore. Nel Vangelo, Gesù parla ad alcuni farisei che sembrano intenzionati nell’ascolto. Il buon pastore è colui che conosce le pecore, il buon sacerdote è colui che conosce i fedeli affidatogli e i fedeli lo conoscono perché è disponibile, si fa raggiungere dai fedeli. C’è un rapporto vivo tra il buon pastore e i fedeli a lui affidati. L’invito rivolto ai farisei sembra quello di non basarsi solo sulle norme e sulle scritture ma di vivere tutto ciò in contatto con chi è attorno, questo trasforma fa uscire dalla rigidità delle regole (atteggiamento farisaico) e anche dalla assenza di esse per cui tutto è lecito (atteggiamento lassista). Abbiamo bisogno con urgenza di buon pastori, è una emergenza per ridonare quella fiducia, fede, spiritualità che sembrano vacillanti. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 9,40a; 10,11-16 di Lunedì 7 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

IV Domenica di Avvento

Tempo d’Avvento
Domenica 6 Dicembre
L’ingresso del Messia

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Quando furono vicini a Gerusalemme, verso Bètfage e Betània, presso il monte degli Ulivi, il Signore Gesù mandò due dei suoi discepoli e disse loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito, entrando in esso, troverete un puledro legato, sul quale nessuno è ancora salito. Slegatelo e portatelo qui. E se qualcuno vi dirà: “Perché fate questo?”, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma lo rimanderà qui subito”». Andarono e trovarono un puledro legato vicino a una porta, fuori sulla strada, e lo slegarono. Alcuni dei presenti dissero loro: «Perché slegate questo puledro?». Ed essi risposero loro come aveva detto Gesù. E li lasciarono fare. Portarono il puledro da Gesù, vi gettarono sopra i loro mantelli ed egli vi salì sopra. Molti stendevano i propri mantelli sulla strada, altri invece delle fronde, tagliate nei campi. Quelli che precedevano e quelli che seguivano, gridavano: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Benedetto il Regno che viene, del nostro padre Davide! Osanna nel più alto dei cieli!». Ed entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l’ora tarda, uscì con i Dodici verso Betània.” (Mc 1,1-11)

L’ingresso del Messia nella sua città amata Gerusalemme è nella versione del Vangelo di Marco, mentre quella di Matteo viene letta nella Messa delle Palme che precede la Pasqua cristiana. Oggi siamo alla quarta Domenica d’Avvento e, alla luce della memoria della nascita di Gesù, viene proclamato questo Vangelo dell’ingresso del Signore a Gerusalemme. Un Signore Gesù mite e umile di cuore che vuole entrare in modo festoso nella sua città, vuole farlo anche se molti cuori sono lontani da lui. Va poi nella casa del Padre suo, Padre nostro, il tempio, per guardare e vedere come purtroppo è stato trasformato in un grande mercato. Gesù vuole fare un ingresso festoso in questo Natale, si propone a tutte le persone, nessuna ne è esclusa. Ma molti si auto escludono perché non credono o considerano il Natale solo come una festa di famiglia o solo una grande occasione commerciale per alzare il pil. Cosa è per me il Natale? Quest’anno epidemico posso viverlo in modo diverso, più sincero? Può essere un Natale dove posso accogliere Gesù nel mio cuore? Gesù vuole fare quest’ingresso e sta a noi se permetterglielo o meno. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Marco 1,1-11 di Domenica 6 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Sabato della III settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Sabato 5 Dicembre
Feria

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Pietro si avvicinò al Signore Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello». ” (Mt 18,21-35)

Nella preghiera del Padre Nostro verso la fine si dicono le parole: “e rimetti a noi i nostri debiti, come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori”. Lo chiediamo nella preghiera del Padre Nostro di essere trattati similmente a come noi trattiamo i nostri debitori. Se avremo misericordia, riceveremo misericordia, se saremo spietati riceveremo la giusta e severa punizione. La speranza consiste di un Dio Padre che sia benevolo e misericordioso molto più di quanto lo siamo noi in modo che quelle bontà che riusciamo a compiere qui nella nostra vita siano bene considerate a sconto di colpe molto più gravi. Signore abbi pietà di noi peccatori “e rimetti a noi i nostri debiti, come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori”. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 18,21-35 di Sabato 5 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Venerdì della III settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Venerdì 4 Dicembre
san Giovanni Damasceno, sacerdote e dottore della Chiesa

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. I discepoli domandarono al Signore Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?». Ed egli rispose: «Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro». Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.” (Mt 17,10-13)

Nel profeta Malachia c’è la profezia di uno dei ritorni di Elia il profeta, prima della venuta del Messia: “Ecco, io invierò il profeta Elia prima che giunga il giorno grande e terribile del Signore: egli convertirà il cuore dei padri verso i figli e il cuore dei figli verso i padri, perché io, venendo, non colpisca la terra con lo sterminio.” (Malachia 3,23-24) Per Gesù Elia che lo doveva precedere secondo le scritture, è Giovanni il Battista che è quell’Elia che doveva venire prima del Messia. Ma riconoscere il profeta Elia nella persona di Giovanni il Battista era da persone esperte e oneste intellettualmente. Ora queste persone purtroppo erano prese da molte faccende terrene e interessi personali, incapaci di riconoscere qualsiasi ritorno di Elia e tanto meno la venuta del Messia. L’attesa della nascita del Signore Gesù può realizzarsi con una nascita nuova nel cuore di chi lo aspetta sinceramente. In questa attesa sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 17,10-13 di Venerdì 4 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Giovedì della III settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Giovedì 3 Dicembre
san Francesco Saverio, sacerdote

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. I farisei e i sadducei si avvicinarono per mettere alla prova il Signore Gesù e gli chiesero che mostrasse loro un segno dal cielo. Ma egli rispose loro: «Quando si fa sera, voi dite: “Bel tempo, perché il cielo rosseggia”; e al mattino: “Oggi burrasca, perché il cielo è rosso cupo”. Sapete dunque interpretare l’aspetto del cielo e non siete capaci di interpretare i segni dei tempi? Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona». Li lasciò e se ne andò. Nel passare all’altra riva, i discepoli avevano dimenticato di prendere del pane. Gesù disse loro: «Fate attenzione e guardatevi dal lievito dei farisei e dei sadducei». Ma essi parlavano tra loro e dicevano: «Non abbiamo preso del pane!». Gesù se ne accorse e disse: «Gente di poca fede, perché andate dicendo tra voi che non avete pane? Non capite ancora e non ricordate i cinque pani per i cinquemila, e quante ceste avete portato via? E neppure i sette pani per i quattromila, e quante sporte avete raccolto? Come mai non capite che non vi parlavo di pane? Guardatevi invece dal lievito dei farisei e dei sadducei». Allora essi compresero che egli non aveva detto di guardarsi dal lievito del pane, ma dall’insegnamento dei farisei e dei sadducei.” (Mt 16,1-12)

I discepoli si erano accorti di aver dimenticato il pane, non avevano da mangiare e pensavano che il parlare di Gesù si riferisse a questo poiché aveva parlato del lievito dei farisei e dei sadducei. Gesù si riferiva all’insegnamento dei farisei e dei sadducei che non portava nulla di buono. I discepoli, come capita spesso anche oggi, erano preoccupati innanzitutto alle cose terrene, e quindi avevano frainteso il parlare di Gesù trascurando l’importanza della sua presenza vicino a loro. Anche noi, oggi, dovremmo essere più equilibrati verso le cose di lassù e quelle di quaggiù. Certo se non ci occupiamo quasi mai o in modo superficiale della spiritualità rischiamo di perdere il sapore di Dio, soprattutto in questo periodo di epidemia. Rischiamo di tradurre tutto secondo uno schema terreno, anche le cose di lassù. Un aiuto a Gesù si può chiedere sempre, un soccorso alla spiritualità vacillante per non perdere il contatto con Dio. Aiutaci Signore. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 16,1-12 di Giovedì 3 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della III settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Mercoledì 2 Dicembre
Feria

Commento e lettura del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Riunita la folla, il Signore Gesù disse loro: «Ascoltate e comprendete bene! Non ciò che entra nella bocca rende impuro l’uomo; ciò che esce dalla bocca, questo rende impuro l’uomo!». Allora i discepoli si avvicinarono per dirgli: «Sai che i farisei, a sentire questa parola, si sono scandalizzati?». Ed egli rispose: «Ogni pianta, che non è stata piantata dal Padre mio celeste, verrà sradicata. Lasciateli stare! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!». Pietro allora gli disse: «Spiegaci questa parabola». Ed egli rispose: «Neanche voi siete ancora capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nella bocca, passa nel ventre e viene gettato in una fogna? Invece ciò che esce dalla bocca proviene dal cuore. Questo rende impuro l’uomo. Dal cuore, infatti, provengono propositi malvagi, omicidi, adultèri, impurità, furti, false testimonianze, calunnie. Queste sono le cose che rendono impuro l’uomo; ma il mangiare senza lavarsi le mani non rende impuro l’uomo».” (Mt 15,10-20)

Quello che si dice ad altre persone, è come se venisse fissato. Se la cosa che si ha in mente rimanesse solo un pensiero e non venisse detta, allora può ancora essere meditata, pensata, modificata, corretta. Quando essa viene detta ad altre persone allora rimarrà come è stata detta, difficilmente modificabile. Se quello che si dice è cosa vera, schietta, allora si comunica qualche cosa di costruttivo, benevole. Ma se si dicono cose non vere o poco riflettute, allora si rischia di creare una cecità diffusa, propria e altrui, si diventa ciechi e guide di persone che diventano a loro volta cieche. La purezza dell’uomo sta molto nel parlare sempre bene, mai un pettegolezzo, mai un parere lanciato là così senza riflessione. Questa perfezione è umanamente irraggiungibile ma imitabile. Lo spazio per migliorare è sempre presente con un cammino di conversione anche per vivere bene il Natale. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 15,10-20 di Mercoledì 2 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Martedì della III settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Martedì 1° Dicembre
Feria

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo alcuni farisei e alcuni scribi, venuti da Gerusalemme, si avvicinarono al Signore Gesù e gli dissero: «Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Infatti quando prendono cibo non si lavano le mani!». Ed egli rispose loro: «E voi, perché trasgredite il comandamento di Dio in nome della vostra tradizione? Dio ha detto: “Onora il padre e la madre” e inoltre: “Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte”. Voi invece dite: “Chiunque dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è un’offerta a Dio, non è più tenuto a onorare suo padre”. Così avete annullato la parola di Dio con la vostra tradizione. Ipocriti! Bene ha profetato di voi Isaia, dicendo: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano essi mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”». ” (Mt 15,1-9)

Una delle cose più brutte che si possono fare è usare il nome di Dio per i scopi personali. Alcuni scribi e farisei introducendo una norma per cui quello che era dovuto ai genitori diventava offerta a Dio, cioè era messa nel tesoro del Tempio, avevano trovato il metodo per tenere per se il dovuto. Ora all’epoca non vi era alcuna assistenza sociale per le persone anziane e questi genitori erano destinati a mendicare se non avevano una sussistenza dai figli. Facendo così, avevano trovato un trucco per non dare il dovuto ma gestirlo come pareva loro. Anche oggi si trovano molti trucchi anche nelle regole nella Chiesa per aggirare con furbizie e ragionamenti sottili delle norme di carità cristiana. Teniamo sempre presente che la carità oggi vuol dire anche rigoroso rispetto delle regole sanitarie per la salvaguardia altrui e propria. Trucchi o raggiri su questo non devono essere mai tollerati e ammessi. Viviamo nella carità, nel sostegno reciproco e chiediamo al Signore il suo amore. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 15,1-9 di Martedì 1° Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Sant’Andrea, apostolo

Tempo d’Avvento
Lunedì 30 novembre
Sant’Andrea, apostolo – Festa

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Mentre camminava lungo il mare di Galilea, il Signore Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.” (Mt 4,18-22)

Andrea assieme a suo fratello Simon Pietro, fu chiamato dal Signore perché lo seguisse e imparasse la novità del Vangelo per poi diventare lui stesso annunciatore della buona notizia. Lascia il lavoro di pescatore per vivere una cosa importante, poiché lo stesso Signore lo ha chiamato e pur non sapendo che era Gesù Cristo il Messia, aveva comunque capito che Gesù è persona importante e certamente bisognava seguirlo perché era stato chiamato, non era una sua idea. Solo in seguito assieme agli altri apostoli e discepoli, capirà chi è veramente Gesù e la grande importanza della sua missione nei primi passi della Chiesa. Lo sguardo verso Gesù che passa nella nostra vita dovrebbe essere attento per riconoscerlo in quell’episodio. o in quella persona, o in quel messaggio giunto da più parti o in altre situazioni ancora. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 4,18-22 di Lunedì 30 novembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)