Giovedì della II settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Feria

Giovedì 15 Aprile

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO Del GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Nicodèmo: «Dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».
Gli replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?». Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro d’Israele e non conosci queste cose? In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».” (Gv 3,7b-15)

Nicodèmo sembra uno dei pochi giudei interessati ad ascoltare Gesù ma la maggior parte lo rifiuterà a tal punto che l’unico modo per accorgersi del Signore Gesù mandato da Dio è la sua crocifissione.
«E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».
Questo trasformerà molti cuori che finalmente crederanno nel Signore Gesù Cristo, e credendo si apra la possibilità della vita eterna.
Signore Gesù, risorto per noi, aiuta la nostra fede, rafforza la nostra speranza, induci la carità in una solidarietà che ci sostenga a vicenda.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 3,7b-15 di Giovedì 15 Aprile 2021 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della II settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Feria

Mercoledì 14 Aprile

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO Del GIORNO
“In quel tempo. Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò dal Signore Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio».
Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto».” (Gv 3,1-7)

Di notte Nicodèmo va dal Signore Gesù. È la notte spirituale, di combattimento di decisione, Nicodèmo aveva timore dei suoi confratelli anch’essi capi dei Giudei come lui lo era, e la sua intuizione andava contro il pensiero comune. Nicodèmo infatti voleva approfondire chi era veramente Gesù senza porre precondizioni o pregiudizi.
Gesù volentieri parla con Nicodèmo e afferma che «dovete nascere dall’alto»..
Una vera nascita per un nuovo uomo, la nascita che proviene dallo Spirito di Dio, dall’alto, che rivoluziona da una esperienza fatta esclusivamente di regole, rigide interpretazioni della scritture alla novità di essere in comunione con una persona, Dio, Gesù, attraverso lo Spirito Santo.
La grande novità è difficile da capire ma Nicodemo volentieri ascolta.
Aiutaci Signore a vivere la grande novità del cristianesimo per essere veramente tuoi discepoli.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 3,1-7 di Mercoledì 14 Aprile 2021 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Martedì della II settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
san Martino I, papa e martire

Martedì 13 Aprile

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO Del GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo e gli disse: «Seguimi!». Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro. Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaele gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi». Gesù intanto, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaele gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaele: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo». ” (Gv 1,43-51)

Il Signore Gesù trova Filippo e lo fa suo discepolo.
Filippo trova Natanaele, subito testimonia l’incontro con Gesù, colui che è annunciato nelle scritture.
Natanaele incontra Gesù e rimane meravigliato della sua ampia visione della realtà poiché aveva visto poco innanzi che cosa stava facendo. Natanaele è convinto di essere di fronte al re d’Israele, il Figlio di Dio.
Gesù inizia la sua missione coinvolgendo persone e dimostrando che è lui il Figlio di Dio, il Cristo perché possano salvarsi tante persone.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 1,43-51 di Martedì 13 Aprile 2021 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Lunedì della II settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
san Zeno di Verona, vescovo

Lunedì 12 Aprile

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO Del GIORNO
“In quel tempo. Giovanni stava là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo sul Signore Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa Maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.” (Gv 1,35-42)

«Ecco l’agnello di Dio!».
Giovanni Battista indica a due suoi discepoli, Gesù, colui che bisogna seguire, è quell’agnello che dice la decisione di Dio di agire verso l’umanità perduta e peccatrice con misericordia e perdono.
I due discepoli seguono Gesù e questo momento è importante, Gesù elegge Simon Pietro come discepolo solido come una pietra perché dovrà condurre i primi passi della Chiesa di Gesù.
Giovanni il Battista compie il suo dovere di profeta dell’Altissimo, camminando dinanzi al Signore Gesù per preparargli le strade, un popolo ben disposto.
Gesù aiutaci a essere testimoni gioiosi della tua risurrezione.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 1,35-42 di Lunedì 12 Aprile 2021 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

II Domenica di Pasqua

Tempo di Pasqua
In Albis depositis
Domenica “della Divina Misericordia”
Domenica 11 Aprile

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO Del GIORNO
“In quel tempo. La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.” (Gv 20,19-31)

I discepoli erano chiusi a chiave a casa, probabilmente nel cenacolo dove Gesù aveva celebrato con loro la Pasqua ebraica. Avevano paura della reazione dei Giudei il giorno dopo la Pasqua ebraica, ora si chiama Domenica, potevano essere arrestati e condannati dal tribunale che aveva già processato Gesù.
Accade l’inaspettato: il Risorto Gesù viene a porte chiuse e si mette in mezzo ai discepoli. Le porte chiuse di una stanza per il Signore Gesù non sono di ostacolo ma la porta del cuore se è chiusa quella sì che è di ostacolo.
Questo accade a Tommaso che non era presente. Per prima cosa non crede alla testimonianza degli altri apostoli, con i quali è stato assieme per tre anni. Poi non crede a quei annunzi fatti dal Signore Gesù riguardo alla sua passione, morte e risurrezione. Tommaso ha chiuso il cuore, sembra proprio una testa dura dell’incredulità: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Passa una settimana durante la quale l’evangelista Giovanni non dice cosa ha fatto o cosa è accaduto a Tommaso. Sicuramente avrà riflettuto e combattuto nella propria coscienza tutto ciò che gli è stato riferito. Trascorsi quei giorni, Tommaso questa volta è presente con gli altri discepoli nella stessa casa.
Appare Gesù nello stesso modo e Tommaso deve ricredersi davanti all’evidenza. Ed ecco la sua professione di fede che riassume quella di tantissime persone incredule quando scoprono la fede in Gesù:
«Mio Signore e mio Dio!»
La scoperta della fede nella Risurrezione è gioia, è motivo di profonda conversione e cambiamento della vita: entra la speranza, una visione di un futuro che non potrà mai tramontare nonostante i molti drammi della vita.
«Mio Signore e mio Dio!»
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 20,19-31 di Domenica 11 Aprile 2021 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

VII Giorno dell’ottava di Pasqua

Tempo di Pasqua
Sabato in Albis depositis
Sabato 10 Aprile

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO Del GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.” (Gv 21,1-14)

Gesù si manifesta agli Apostoli dopo una notte di pesca dove non presero nulla. Una pesca infruttuosa e l’arrivo del Signore la fa diventare una pesca miracolosa e fruttuosa.
Gesù da risorto compie quei gesti simili dell’ultima Cena, distribuisce il pane e il pesce. C’è nutrimento per chi si avvicina al Signore, un cibo che alimenta il cuore, lo spirito perché possa ritornare la vitalità, l’amore, la speranza.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 21,1-14 di Sabato 10 Aprile 2021 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

VI Giorno dell’ottava di Pasqua

Tempo di Pasqua
Venerdì in Albis
Venerdì 9 Aprile

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO Del GIORNO
“In quel tempo. Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a ungere il corpo di Gesù. Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole. Dicevano tra loro: «Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?». Alzando lo sguardo, osservarono che la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto. Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: “Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”».” (Mc 16,1-7)

La pietra che chiude l’ingresso al sepolcro è pesante e le donne si chiedono come potranno farla rotolare via. L’intento è il gesto di pietà della profumazione della salma di Gesù, un gesto che esprime quanto queste donne gli volevano bene.
Arrivate al sepolcro trovano una situazione molto diversa. La pietra era già stata fatta rotolare, il corpo di Gesù non c’era e un giovane dice che Gesù Nazareno, il crocifisso, è risorto.
Le donne vengono investite subito da una missione di testimonianza per i discepoli e Pietro, devono portare l’annuncio della risurrezione di Gesù.
Essere testimoni della gioia pasquale è una missione gioiosa, un annuncio di vita, di speranza, di un futuro che si apre nonostante tutte le numerose problematiche e la pandemia.
Gesù aiutaci a essere testimoni di gioia e di speranza.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 16,1-7 di venerdì 9 Aprile 2021 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

V Giorno dell’ottava di Pasqua

Tempo di Pasqua
Giovedì in Albis
Giovedì 8 Aprile

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO Del GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù in persona stette in mezzo ai discepoli e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».” (Lc 24,36b-49)

I discepoli passano dalla desolazione, delusione, tristezza alla paura quando il Risorto appare in mezzo a loro in carne e ossa. La cosa ha una tale importanza che lascia tutti i presenti come impauriti ma poi gioiosi: questo significa che esiste la vita eterna e questa si vivrà con il corpo che sarà trasfigurato nelle sue condizioni migliori.
Ma per credere questo c’è bisogno di conferme alla incredulità umana, alla impossibilità razionale che tutto ciò possa essere vero, e non una illusione collettiva in seguito a una grave sconfitta, una profonda delusione.
Gesù che è risorto dai morti, mangia davanti a loro del pesce arrostito.
Dopo questa dimostrazione, è possibile spiegare perché i discepoli dopo la grande emozione possono finalmente ascoltare per capire. E Gesù gli apre la mente preannunciando anche la “potenza dall’alto” che rivestirà ogni discepolo, è lo Spirito Santo che verrà dato in dono.
La Pasqua è gioia. La gioia oggi è assopita e schiacciata dalla pandemia, dalla paura, e dai numerosi drammi che molte persone stanno vivendo. Gesù vuole darci speranza e gioia dicendo che oggi è vivo, e vuole essere con noi in ogni momento di difficoltà. Apriamo il nostro cuore a Gesù, alla gioia pasquale.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 24,36b-49 di Giovedì 8 Aprile 2021 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

IV Giorno dell’ottava di Pasqua

Tempo di Pasqua
Mercoledì in Albis
Mercoledì 7 Aprile

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO Del GIORNO
“In quello stesso giorno due discepoli del Signore Gesù erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane” (Lc 24,13-35)

I due discepoli incamminati verso Èmmaus, erano tristi nel cuore. Gesù era morto e non era accaduto nulla nei tre giorni successivi. Tornavano a casa tristi e sconfitti, quella speranza che avevano nel cuore si era spenta e non pensavano affatto che potesse essere differente.
Gesù si affianca a loro e li accompagna in questo momento di tristezza e desolazione. Non li lascia soli e li sostiene con la sua sapienza, spiegando che così sarebbe dovuto accadere.
I due discepoli si sentono consolati da questo signore che li accompagna a tal punto da invitarlo a casa.
Allo spezzare del pane si svela Gesù, lo riconoscono e il loro cuore gioisce. Ritorna la vitalità, la gioia, il volere testimoniare cosa è accaduto a tutti gli altri discepoli.
La gioia di essere testimoni del Signore Gesù è viva ancora oggi. È gioioso essere suoi discepoli.
Gesù, aiutaci in questo periodo di epidemia.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 24,13-35di Mercoledì 7 Aprile 2021 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

III Giorno dell’ottava di Pasqua

Tempo di Pasqua
Martedì in Albis
Martedì 6 Aprile

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO Del GIORNO
“In quel tempo. Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».
Mentre esse erano in cammino, ecco, alcune guardie giunsero in città e annunciarono ai capi dei sacerdoti tutto quanto era accaduto. Questi allora si riunirono con gli anziani e, dopo essersi consultati, diedero una buona somma di denaro ai soldati, dicendo: «Dite così: “I suoi discepoli sono venuti di notte e l’hanno rubato, mentre noi dormivamo”. E se mai la cosa venisse all’orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione». Quelli presero il denaro e fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questo racconto si è divulgato fra i Giudei fino ad oggi.” (Mt 28,8-15)

Dopo l’annuncio della risurrezione di Gesù, le donne lo incontrano. Gesù va loro incontro, e le donne gli abbracciano i piedi: Gesù è vivo ed è in carne e ossa, e questo accade dopo la sua morte sulla croce!
Alle donne viene dato il compito del primo annuncio della risurrezione e del fatto che lo hanno visto risorto da morte. Portano la testimonianza ai fratelli, ai discepoli di Gesù.
La gioia pasquale è immensa ed è motivo di profonda speranza: il dono che viene concesso all’uomo è ampio, e se lo desidera riconquista quella comunione con il Signore che era andata persa a causa dell’egoismo.
Alleluia! Il Signore Gesù è veramente risorto!
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 28,8-15 di Martedì 6 Aprile 2021 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)