Annunciazione del Signore

Tempo di Quaresima
Giovedì 25 marzo
Solennità

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.” (Lc1,26b-38)

L’Arcangelo Gabriele è mandato da Dio per dare importanti annunci che cambiano la storia dell’umanità. L’annuncio è importante, sta per essere concepito il Figlio di Dio come atto di estremo amore e misericordia per l’intera umanità.
La beata Sempre Vergine Maria è chiamata a scegliere se aderire a questo grave compito, diventare la Madre di Dio, di Gesù, in un continuo servizio in umiltà. Lei ne è degna, è la favorita di Dio, Colei che è ricolma dei favori di Dio: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
La risposta di Maria non si fa attendere e il suo sì è articolato: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola» Una totale disposizione al Signore nella docilità dell’ascolto della sua Parola. È un Sì pieno di speranza e di futuro.
Beata Sempre Vergine Maria, prega per noi.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,26b-28 di Giovedì 25 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della V settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Mercoledì 24 marzo

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù prese con sé i Dodici e disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e si compirà tutto ciò che fu scritto dai profeti riguardo al Figlio dell’uomo: verrà infatti consegnato ai pagani, verrà deriso e insultato, lo copriranno di sputi e, dopo averlo flagellato, lo uccideranno e il terzo giorno risorgerà». Ma quelli non compresero nulla di tutto questo; quel parlare restava oscuro per loro e non capivano ciò che egli aveva detto.” (Lc18,31-34)

È a Gerusalemme, dove si compirà la scrittura riguardo alla offerta del Signore Gesù per la possibilità di ogni uomo, donna di essere redento. Un annuncio incomprensibile per i Dodici, a tal punto che non compresero nulla di quento annunciato dal Signore Gesù.
L’annuncio di una umiliazione, di una sofferenza fisica e della morte non rientra proprio nei pensieri dei Dodici, Gesù è vita, è il Cristo, Colui che salva. Come può essere questo? Poi si aggiunge l’incomprensibile annuncio della risurrezione il terzo giorno dopo la morte. E questa ultima cosa rimane ancora più incompresa.
Gesù è vita, è il Cristo, Colui che salva e lo realizza in un modo inaspettato, con la sua Passione, Morte e Risurrezione. Solo dopo la Risurrezione i Dodici inizieranno a capire e gli sarà concesso quella pienezza della memoria e della comprensione alla Pentecoste.
Specialmente quest’anno di epidemia, Signore aiutaci, nella vicinanza della Settimana Autentica (Santa), a viverla con particolare intensità con quella fede che si rinnova e si ritrova la speranza e la gioia di voler fare del bene.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 18,31-34 di Mercoledì 24 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Martedì della V settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Martedì 23 marzo

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».
Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio». Gesù riprese: «Non sono forse io che ho scelto voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo!». Parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota: costui infatti stava per tradirlo, ed era uno dei Dodici. ” (Gv 6,63b-71)

Gesù viene lasciato dai suoi discepoli, troppo dura la verità contenuta nella sua predicazione. Rimangono con lui solo i Dodici ma con quella amarezza che fra di essi c’è “un diavolo!”, colui che stava per tradirlo.
Aiutaci Signore a essere fedeli, evitare quelle vie che portano verso un inconsapevole tradimento. Aiutaci a percorrere vie d’amore, di fedeltà.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,63b-71 di Martedì 22 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Lunedì della V settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Lunedì 22 marzo

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia e altri uno dei profeti». Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.
E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».” (Mc 8,27-33)

Questa settimana è di introduzione alla Settimana Autentica (Santa). Come tema c’è l’annuncio della Passione del Signore fatta dallo stesso Gesù. Il Signore sapeva che era chiamato ad una offerta totale di se in un clima di grave ingiustizia nei suoi confronti. Il peccato dell’uomo sembra prevalere, l’azione violenta sembra avere la meglio, l’idea di eliminare Gesù sembra la migliore per cancellare quella scomoda presenza che potrebbe destabilizzare l’equilibrio politico della zona provocando una reazione romana.
Gesù il Figlio di Dio, può essere sacrificato proprio da coloro che si ritengono detentori e custodi della fede.
“il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere”.
Troppo dura questa affermazione perché potesse essere accolta dagli Apostoli, e per primo Pietro rifiuta questa prospettiva rimproverando Gesù. Ma è un pensiero terreno, umano, senza alcun collegamento con il Signore: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».
Il servizio di Gesù sta per completarsi in modo perfetto per la salvezza di ogni creatura, perché vi sia questa nuova possibilità.
Grazie Signore della tua offerta, del tuo amore e fa che non cadiamo in pensieri esclusivamente umani accorgendoci della tua presenza per noi.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 8,27-33 di Lunedì 22 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

V Domenica di Quaresima

Tempo di Quaresima
Domenica 21 marzo
Domenica “di Lazzaro”

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato».
All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui».
Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, si è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro.
Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto.
Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione». Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.” (Gv 11,1-53)

“Temete il Signore così da essere sempre felici ed essere conservati in vita” (Deuteronomio 6,24b)
Gesù lascia morire Lazzaro per poi farlo rivivere per indicare con forza la gloria di Dio nel dominio di tutta la natura e di ogni creatura umana. Si tratta della risurrezione terrena, cioè della ricomposizione di una persona già defunta in questo caso da quattro giorni, cui è già iniziata la decomposizione delle spoglie mortali, e del ritorno della vita in quel corpo così ricomposto. Lazzaro è tornato in vita.
Si tratta di una risurrezione terrena, Lazzaro dovrà poi morire nuovamente e lasciare definitivamente questa terra. È il grande segno, il grande miracolo di Gesù che induce alla fede molte persone che sono presenti, oltre alle sorelle Marta e Maria.
La vera Risurrezione avverrà dopo, sarà quella di Gesù, l’ingresso alla vita eterna e per lui alla destra di Dio Padre.
La speranza viene da Gesù che vuole donare una rinascita, una altra possibilità ad ogni persona di vivere finalmente in una nuova comunione con il Signore Dio qui su questa terra. Come una nuova vita rinnovata grazie alla azione misericordiosa del Signore.
Questa è la sua volontà nell’accorgerci della sua signoria, cioè della sua grandezza e potenza con quello stile d’amore, di servizio verso ogni creatura. Per questo lo dovremmo temere che non significa paura ma prendere coscienza delle sua grandezza e del suo amore per noi.
“Temete il Signore così da essere sempre felici ed essere conservati in vita”
La rinascita spirituale nel cammino della vita consiste nel ricercare quella comunione con il Signore Dio e questa la si può riottenere con quel grande miracolo che è il sacramento della Riconciliazione che dona, dove c’è il sincero pentimento, una nuova vita, una risurrezione della propria anima che si toglie dalle tenebre delle schiavitù dei peccati e torna alla luce.
Gesù, aiutaci nel cammino verso la felicità e l’essere conservati in vita nelle propria anima!
“Temete il Signore così da essere sempre felici ed essere conservati in vita”
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 11,1-53 di Domenica 21 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Sabato della IV settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Sabato 20 marzo

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Furono portati al Signore Gesù dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li rimproverarono. Gesù però disse: «Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli». E, dopo avere imposto loro le mani, andò via di là.” (Mt 19,13-15)

I bambini quando sono nell’età dell’innocenza, piccoli che da poco sanno dire qualche parola, sono di esempio per la loro sincerità, gioia di vivere e tanta voglia di imparare senza mettere in discussione alcunché di quello che viene insegnato.
Come questi bambini, dovremmo essere nei confronti della Parola del Signore, senza polemiche e con la voglia di capire, di imparare cose nuove. Così Gesù diventerebbe un amico che aiuta e accompagna dal più piccolo al più anziano.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 19,13-15 di Sabato 20 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

San Giuseppe, sposo della B.V. Maria

Tempo di Quaresima
Venerdì 19 marzo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. I genitori del Signore Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio». ” (Lc 2,41-49)

Nella solennità di San Giuseppe si apre una festa nel cuore della Quaresima. Si festeggia lo sposo della Beata sempre Vergine Maria, quel suo servizio fedele e silenzioso. S. Giuseppe aveva il compito di condurre e proteggere la santa Famiglia con un continuo e umile servizio nei confronti di Gesù e della Beata Sempre Vergine Maria.
S. Giuseppe ebbe responsabilità, impegno e attenzione. Forse sono cose che oggi mancano a molti padri e papà. Si dovrebbe riscoprire la gioia della paternità in quel ruolo importante di responsabilità e di servizio verso la famiglia. S. Giuseppe ne è esempio.
S. Giuseppe, proteggi tutti i papà, aiutali a riprendere in mano il difficile ruolo di essere responsabili e educatori in comunione con le mamme.
S. Giuseppe, aiuta tutte le famiglie, i papà, le mamme, i figli e le figlie.
S. Giuseppe, aiutaci in questa epidemia!
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Lc 2,41-49 di Venerdì 19 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Giovedì della IV Domenica di Quaresima

Tempo di Quaresima
Giovedì 18 marzo

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande». Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi. ” (Mt 7,21-29)

Un uomo saggio e un uomo stolto.
Un uomo saggio ha la riflessione e l’esperienza, si vede nel comportamento, nel giudicare e nell’agire, si è oculati nel discernimento, nella moderazione, vi è equilibrio intellettuale e spirituale, e una conoscenza acquisita soprattutto con il tempo e la meditazione. Un uomo così ascolta le Parole del Signore Gesù e le mette veramente in pratica. Così facendo costruisce in se qualche cosa di solido, robusto verso una bella comunione con il Signore.
Un uomo stolto ha probabilmente una scarsa intelligenza, gli manca il senno e la perspicacia, non riflette e non medita sulle cose che avvengono. Un uomo così è facile che non metta in pratica le Parole di Gesù. Così facendo rimane in balia delle correnti che possono portarlo dove loro vogliono e rischia di perdersi.
Fermarsi ogni giorno per capire quello che si è vissuto, è cosa saggia per correggersi e costruire in se saggezza.
Aiutaci Signore a diventare persone sagge che sappiano anche affrontare bene questo periodo di pandemia.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 7,21-29 di Giovedì 18 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della IV Domenica di Quaresima

Tempo di Quaresima
Mercoledì 17 marzo

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!
Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li riconoscerete» ” (Mt 7,13-20)

La via che conduce alla vita è per l’uomo stretta e angusta. Questo probabilmente è la causa della normale tendenza a essere egoisti, a volere per se le cose e le persone senza una vera condivisione.
La via che porta alla vita è non egoistica e vuole la condivisione, vuole che si viva l’amore reciproco, la tolleranza, la pazienza. E queste cose risultano sempre difficili e ancora di più se si è incapaci di condividere qualsiasi cosa, e ad esempio, una sola opinione differente di un’altra persona, può essere di grave ostacolo. La via della vita è fatta di fede, speranza e carità.
Poi le molte apparenze ingannatrici che vi sono nella società, i falsi profeti, tendono a sviare attraverso opinioni e opere che sembrano al momento giuste ma sono di divisione, isolamento, allontanamento da altre persone. Sono alberi che portano frutti di disamore e spesso lo si capisce solo dopo del tempo. Qui bisogna avere il coraggio di dirsi di aver percorso una strada sbagliata e con l’aiuto di Gesù correggersi!
Aiutaci Signore Gesù!
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Matteo 7,13-20 di mercoledì 17 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Martedì della IV Domenica di Quaresima

Tempo di Quaresima
Martedì 16 marzo

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.
Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono!
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti».” (Mt 7,6-12)

Parlare di cose preziose, sante con persone poco conosciute, si rischia che poi vengano utilizzate male perché non capite o disprezzate. Le cose preziose è meglio dirle solo a persone fidate e conosciute con le quali è possibile confidarsi ma sempre con prudenza.
Chiedete, cercate, bussate.
A volte è difficile chiedere, bisogna uscire dall’individualismo che è una delle piaghe della società e aprirsi con umiltà alle altre persone.
A volte è difficile cercare, bisogna lasciare dietro di sé la pigrizia o la delusione per ripartire e mettersi in moto.
A volte è difficile bussare, bisogna vincere il timore di non essere accolti e ascoltati.
“Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto.”
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Matteo 7,6-12 di Martedì 16 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)