Lunedì della settimana della IV Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Lunedì 1° Febbraio
Beato Andrea Carlo Ferrari, vescovo

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Molta folla seguiva il Signore Gesù e gli si stringeva intorno. Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male. E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».” (Mc 5,24b-34)

Una donna cerca di toccare Gesù confidando che è guarigione, è il bene. La grande fede di questa donna le fa osare di toccare Gesù. La sua malattia, infatti, non le permetteva di essere in mezzo alle persone perché considerata impura, e tanto meno toccare una persona. Me ella sapeva nel cuore suo che avrebbe finalmente ottenuto la guarigione. Appena toccato Gesù, viene guarita inconsapevolmente. Gesù si accorge che qualche cosa è accaduto e sembra indipendente dalla sua volontà. È la fede nello stesso Gesù che fa accadere la guarigione. Certo è una fede senza pari, molto forte, oggi presente in poche persone, e fa capire che la fede è importantissima. Chi ha fede vive una esistenza di piena speranza rispetto e chi ha una fede tiepida e spenta.
Gesù aumenta la nostra fede!
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Marco 5,24b-34 di Lunedì 1° Febbraio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe

Tempo dopo l’Epifania
Domenica 31 Gennaio
Festa del Signore

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. I genitori del Signore Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.” (Lc 2,41-52)

A dodici anni Gesù avrebbe dovuto stare sottoposto ai genitori perché un bambino ebreo raggiunge l’età della maturità a 13 anni e un giorno. Invece per le bambine la maturità è a 12 anni e un giorno. Questo solo da un punto di vista religioso.
Dunque Gesù non aveva raggiunto l’età della maturità ma si distaccò dai suoi genitori e rimase a Gerusalemme. I genitori lo perdono. La santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe non era esente da incomprensioni, da problemi, e in questo caso i genitori ne commettono una un po’ grossa: perdono Gesù. Non commettono peccato, non c’è alcuna intenzione di lasciare Gesù a Gerusalemme, c’è un disguido, forse una non comprensione fra Maria e Giuseppe che non è peccato.
La santità non è esente da drammi, errori, problemi famigliari ecc. Una famiglia è santa perché sta dentro nel ménage familiare con la difficoltà del grave compito dell’educazione da parte dei genitori, con la difficoltà dei figli nel recepire e essere parte attiva nella famiglia. Se si affrontano i problemi familiari, a volte risolvendoli a volte no, si è in un percorso di famiglia santa. La santità non è la perfezione per cui tutto scorre come l’olio, una famiglia santa tenta di mettere il giusto olio nelle situazioni con gli inevitabili errori e fragilità personali ma ci sta dentro nelle situazioni che si vengono a creare di volta in volta.
Gesù per tre giorni stette nel Tempio per fare la volontà di Dio Padre. Ma Maria e Giuseppe quando ritrovarono Gesù non capirono le sue parole. Gesù stette dunque sottomesso ai suoi genitori come doveva fare un qualsiasi bambino.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Luca 2,41-52 di Domenica 31 Gennaio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della III Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Sabato 30 Gennaio
Feria

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Mentre saliva a Gerusalemme, il Signore Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà».” (Mt 20,17-19)

Gesù parla ai suoi discepoli apertamente. Dovrà passare per la passione nella sua più totale completezza dove ci sarà la derisione, quella umiliazione che mortifica la propria anima, poi la flagellazione, quella violenza fisica senza pari, e poi la crocifissione che ha in se l’esposizione umiliante della persona e l’agonia dolorosissima e infine la morte.
C’è anche la conclusione del brano del Vangelo di oggi, che non dev’essere slegata con la passione, Gesù conclude riferendosi a lui stesso: «il terzo giorno risorgerà». La risurrezione del Signore è il cardine della fede cristiana e segue la sua passione. La conclusione tratta di una rinascita eterna della vita senza pari, e supera qualsiasi sofferenza che la ha preceduta. È la vittoria della vita, la vittoria del bene, la sconfitta dell’egoismo, la sconfitta del male. È la possibilità per ognuno di accedervi se lo desideriamo.
Gesù aumenta la nostra fede. Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Matteo 20,17-19 di Sabato 30 Gennaio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della III Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Venerdì 29 Gennaio
Feria

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Essendo il Signore Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.” (Mc 5, 21-24a.35-43)

In Israele vi erano giudei che credevano in Gesù, fra questi uno dei capi della sinagoga, Giairo. Gesù gli chiede solo di avere fede perché possa compiersi il ritorno di vita nella sua figlioletta di dodici anni che era appena spirata. Gesù compie il miracolo e la fanciulla vive.
Gesù viene incontro alla sofferenza di questo capo della sinagoga e con il suo gesto vuole ridonare una speranza di vita togliendo via l’amarezza della perdita di una figlia ancora bambina. Gesù dona questo segno di risurrezione come un anticipo della sua risurrezione che però, a differenza di questa bambina, sarà eterna.
Gesù conosce i cuori di ognuno, e se c’è fede c’è anche il Signore e come lui vuole. Mai pretendere dal Signore un intervento qualsiasi esso sia ma assieme a una forte fede dev’esserci anche una piena umiltà. E il Signore si fa vicino.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Marco 5, 21-24a.35-43 di Venerdì 29 Gennaio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della III Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Giovedì 28 Gennaio
San Tommaso d’Aquino

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù e i discepoli giunsero all’altra riva del mare, nel paese dei Gerasèni. Sceso dalla barca, subito dai sepolcri gli venne incontro un uomo posseduto da uno spirito impuro. Costui aveva la sua dimora fra le tombe e nessuno riusciva a tenerlo legato, neanche con catene, perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva spezzato le catene e spaccato i ceppi, e nessuno riusciva più a domarlo. Continuamente, notte e giorno, fra le tombe e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre. Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi e, urlando a gran voce, disse: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!». Gli diceva infatti: «Esci, spirito impuro, da quest’uomo!». E gli domandò: «Qual è il tuo nome?». «Il mio nome è Legione – gli rispose – perché siamo in molti ». E lo scongiurava con insistenza perché non li cacciasse fuori dal paese. C’era là, sul monte, una numerosa mandria di porci al pascolo. E lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi». Glielo permise. E gli spiriti impuri, dopo essere usciti, entrarono nei porci e la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare; erano circa duemila e affogarono nel mare. I loro mandriani allora fuggirono, portarono la notizia nella città e nelle campagne e la gente venne a vedere che cosa fosse accaduto. Giunsero da Gesù, videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto, spiegarono loro che cosa era accaduto all’indemoniato e il fatto dei porci. Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio. Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo supplicava di poter restare con lui. Non glielo permise, ma gli disse: «Va’ nella tua casa, dai tuoi, annuncia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te». Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli quello che Gesù aveva fatto per lui e tutti erano meravigliati. ” (Mc 5,1-20)

Un uomo posseduto da uno spirito impuro corse verso Gesù supplicandolo di lasciarlo in pace. Infatti aveva riconosciuto in Gesù il Figlio del Dio Altissimo. In questo uomo c’era una presenza sovra naturale che sapeva chi era Gesù. Ma agiva con molta violenza e nessuno riusciva anche ad avvicinarsi.
Lo spirito impuro si rivela molteplice, molti spiriti erano in lui. Gesù ordina ali spiriti di uscire da quell’uomo e gli spiriti vengono invaiati in una mandria di porci che poi si getta nel mare. Sembra che uno spirito non possa essere ospitato da un animale a tal punto che tutti i porci si suicidano.
La condizione di quell’uomo cambia e diventa pacifico e sano. Gesù risana.
Ma il costo economico di questa salvezza non è accettato da quella comunità che prega Gesù di allontanrsi.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Marco 5,1-20 di Giovedì 28 Gennaio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della III Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Mercoledì 27 Gennaio
Sant’Angela Merici

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel medesimo giorno, venuta la sera, il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui. Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?». Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».” (Mc 4,35-41)

I discepoli rimangono disarmati di fronte a una tempesta che gettava acqua nella barca. Gesù dormiva. Chi non avrebbe svegliato Gesù perché potesse fare qualche cosa in quella situazione d’emergenza? Ma Gesù dopo aver sedato la tempesta disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?»
L’invito di Gesù è di affrontare la tempesta con le proprie forze della fede senza delegare altri. La fede non fa evitare la tempesta, aiuta a attraversarla con le proprie forze spirituali.
Siamo invitati a non delegare ad altri i problemi della vita, oppure a non rifugiarsi in un illusorio intervento divino che penserà a risolvere tutto, o addirittura ad evitarli come se non esistessero. Siamo invitati ad affrontare i drammi della vita attraverso la forza della fede.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Marco 4,35-41 di Mercoledì 27 Gennaio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della III Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Martedì 26 Gennaio
Santi Timoteo e Tito, vescovi

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Nacque tra gli apostoli una discussione: chi di loro fosse da considerare più grande. Il Signore Gesù disse: «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno potere su di esse sono chiamati benefattori. Voi però non fate così; ma chi tra voi è più grande diventi come il più giovane, e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve. Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove e io preparo per voi un regno, come il Padre mio l’ha preparato per me, perché mangiate e beviate alla mia mensa nel mio regno».” (Mt 22,24-30)

L’invito del Signore è di riconsiderare la grandezza dell’uomo.
Se questa è basata sulla acquisizione di potere, dominio, potenza, ricchezza, allora è in una dimensione umana di dominio del più grande sul più piccolo.
Se la grandezza dell’uomo è basata sulla acquisizione di armonia, fratellanza, amore, allora è in una dimensione cristiana dove il più grande è attento al più piccolo e si fa ancora più piccolo per poterlo servire, per poter essere di aiuto come Gesù ha fatto. È possibile trovare gioia in una dinamica di servizio gratuito per risollevare, aiutare il prossimo.
Signore, in questo periodo di epidemia dona a tutti noi la grazia di essere gioiosi servitori e annunciatori del Vangelo.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Matteo 22,24-30 di Martedì 26 Gennaio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Conversione di san Paolo, apostolo

Tempo dopo l’Epifania
Lunedì 25 Gennaio
Festa

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Pietro disse al Signore Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna».” (Mt 19,27-29)

La conversione di san Paolo apostolo parte da una persona zelante nell’applicare la legge ebraica, persecutore convinto dei cristiani, approvò fra l’altro la lapidazione di santo Stefano, il primo martire cristiano. In questo periodo san Paolo era convinto della correttezza della persecuzione dei cristiani ed era noto per la sua determinatezza.
La conversione avviene in uno dei suoi viaggi per far arrestare e perseguire alcuni cristiani in Damasco. Sulla via accade la conversione, Gesù appare e mette san Paolo in una nuova condizione affinché si accorgesse della verità. Si tratta di una vera conversione nello spirito e nell’appartenenza, la vita di san Paolo è sconvolta.
Conversione nello spirito poiché da zelante ebreo diventerà zelante cristiano nella fede ferrea nel Signore Gesù.
Conversione nell’appartenenza, da persona importante nell’ambito ebraico diventa persona importante nell’ambito cristiano, come se avesse cambiato chiesa, e in questo caso nella nella nuova Chiesa che assieme a tutti gli altri apostoli e loro successori si stava formando.
San Paolo da persecutore diventa promotore dei cristiani. C’è sempre spazio per una conversione del cuore, e questo spazio è ampio grazie alla pazienza e alla misericordia di Dio che vuole la nostra salvezza e continua oggi a eleggere persone che contribuiscano a questo progetto.
Signore aiutaci in questo cammino di conversione che non ha mai termine finché siamo qui su questa terra.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Matteo 19,27-29 di Lunedì 25 Gennaio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

III Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Domenica 24 Gennaio
Domenica, il giorno del Signore

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati. Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui». E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.” (Mt 14,13b-21 )

Nella terza Domenica dopo l’Epifania nel Vangelo troviamo la manifestazione del Signore Gesù nella moltiplicazione dei pani e dei pesci. Anche in questo caso c’è l’evidenza di un dominio sulla natura da parte del Signore, è la sua creazione e può fare quello che vuole. Si manifesta dunque la gloria e la signoria del Signore Gesù, è veramente colui da rivolgere quanto meno l’attenzione e tentare di capire chi veramente è; e noi sappiamo che è l’uomo-Dio.
In questo caso e senza alcun effetto speciale come suoni potenti o visioni sfolgoranti, partendo da cinque pani e due pesci, si compie il miracolo della moltiplicazione, sufficienti fino alla sazietà di tutti coloro che lo avevano seguito e ascoltato, forse una decina di migliaia di persone, e ne avanzano ben dodici ceste.
Il segno è compiuto e tutti sanno da dove vengono questi pani e questi pesci, dal Signore Gesù. La folla capisce e si convince della grandezza del Signore Gesù.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

È anche la Domenica della Parola, dove dobbiamo accorgerci dell’importanza della prima parte della Messa dedicata alla liturgia della Parola. Nel Rito Ambrosiano abbiamo tre grandi tempi suddivisi nei misteri che celebriamo:
– “Il Mistero dell’incarnazione”, o meglio il Mistero della manifestazione della carne del Verbo. Si parte dell’Avvento (Tempo d’Avvento) “tempo che prepara la Chiesa a celebrare il Mistero della manifestazione nella carne del verbo di Dio, approdando alle feste natalizie (Tempo di Natale), Natale e Epifania e proseguendo con le Domeniche dopo l’Epifania (Tempo dopo l’Epifania) compresa la festa della Santa Famiglia fino alla prima Domenica di Quaresima esclusa.
– “Il Mistero della Pasqua”, il centro della fede cristiana. Si parte dalla Quaresima che conduce alle celebrazioni pasquali, la grande Domenica di Pasqua, seguita dalle Domeniche di Pasqua arrivando all’Ascensione e poi alla Pentecoste inclusa.
– “Il Mistero della Chiesa”, è il grande terzo polo celebrativo che parte dalla Pentecoste (dal lunedì successivo la Pentecoste) fino alla prima Domenica d’Avvento esclusa. Questo è detto anche “Tempo dopo la Pentecoste” e troviamo tre periodi: dapprima le (1) Settimane dopo Pentecoste fino alla celebrazione del martirio di San Giovanni il Battista da cui inizieranno le (2) Settimane dopo il Martirio fino alla Domenica della Dedicazione del Duomo di Milano da cui inizieranno le (3) Settimane dopo la Dedicazione fino ad arrivare alla prima Domenica d’Avvento esclusa. (Fonte celebrazioni liturgiche 2020/2021 Rito Ambrosiano. A cura di don Felice)

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Matteo 14,13b-21 di Domenica 24 Gennaio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Sabato 23 Gennaio
san Babila, vescovo e i tre fanciulli, martiri

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, il Signore Gesù diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì. Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento».” (Mt 10,1-10)

Gesù invia i 12 apostoli alle “pecore perdute della casa d’Israele”. Inizia così la missione degli apostoli con Gesù che li guida. La missione è importante per risollevare le anime che si erano disperse a causa della mancanza di bravi pastori. Viene consegnato agli apostoli un immenso potere, quello della guarigione, della liberazione dal male e addirittura poter risuscitare i morti. Poi vi è l’obbligatorietà dell’essenziale per diventare testimoni veri che non si attaccano alle cose ma al Signore.
Abbiamo bisogno di pastori semplici, distaccati dall’avere cose, attaccati (a un mt di distanza) alla comunità affidatagli e con uno sguardo fisso su Gesù. Signore, aiuta tutti i sacerdoti a diventare uomini d’amore.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Matteo 10,1-10 di Sabato 23 Gennaio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)