Tempo dopo la Pentecoste
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Lettura del Vangelo e commento
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Uscito dalla sinagoga, il Signore Gesù entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva. Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo.” (Lc 4,38-41)
Gesù sceso a Cafàrnao il villaggio di Simon Pietro, viene accettato dalle persone per la sua sapienza e per i segni che compiva. Le guarigioni che il Signore compie sono sia per indicare che lui ha a che fare con Dio (lui stesso è Dio) e per donare una nuova partena alle persone che erano affette da infermità.
La suocera di Pietro viene guarita e subito da sdraiata si mette in piedi, pronta per agire e servire, riprende appieno la sua mansione.
Così vorrebbe il Signore quando si è raggiunti da una grazia, il fatto di usarla bene a servizio d’amore per le altrui persone e non usarla per solo per se e i propri scopi personali.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 4,38-41 di Mercoledì 10 giugno 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)