Sabato della settimana della VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

san Giovanni XXIII, papa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Sabato 11 Ottobre 2025

“In quel tempo. Nacque tra gli apostoli una discussione: chi di loro fosse da considerare più grande. Il Signore Gesù disse: «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno potere su di esse sono chiamati benefattori. Voi però non fate così; ma chi tra voi è più grande diventi come il più giovane, e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve. Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove e io preparo per voi un regno, come il Padre mio l’ha preparato per me, perché mangiate e beviate alla mia mensa nel mio regno».” (Lc 22,24-30a)

«Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve.»
Gesù, il Figlio di Dio, Colui che ha il potere di fare qualunque cosa, è a servizio dei suoi discepoli. Così i discepoli di Gesù fanno la stessa cosa, sono a servizio delle persone perché possano ricevere la buona novella.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 22,24-30a – Sabato 11 Ottobre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

san Daniele Comboni, vescovo
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Venerdì 10 Ottobre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo». Durante il giorno insegnava nel tempio; la notte, usciva e pernottava all’aperto sul monte detto degli Ulivi. E tutto il popolo di buon mattino andava da lui nel tempio per ascoltarlo.” (Lc 21,34-38)

Gli affanni della vita possono soffocare l’anima, si diventa pesanti, sparisce la speranza e la fede incomincia a faticare.
“State attenti a voi stessi”
L’essere attenti verso di se vuol dire mettere quelle condizioni per amare, per alzare lo sguardo verso la speranza testimoniata da Gesù e da tante persone venute dopo di lui. Gli affanni della vita potrebbero diventare situazioni affrontabili con l’aiuto del Signore in uno stile di attenzione e vigilanza che dona quella forza spirituale in grado di affrontare molte situazioni anche particolarmente difficili. Si ha quella possibilità di non cadere nella disperazione abbandonandosi agli eventi ma, al contrario, di affrontare tutto ciò con l’aiuto di Dio. La speranza si riaccende!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 21,34-38 – Venerdì 10 Ottobre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

santi Dionigi, vescovo e compagni, martiri
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Giovedì 9 Ottobre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».
E disse loro una parabola: «Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».” (Lc 21,25-33)

Questo brano evangelico a differenza dei versetti precedenti riguarda la fine dei tempi, dove la natura verrà sconvolta e vi sarà il ritorno del Signore Nostro Gesù Cristo con gloria e potenza.
Molti avranno paura, e l’attesa di eventi catastrofici fanno morire l’uomo dentro di sé. La paura immobilizza e non fa ragionare e si è come morti. Ma se affiora la fede, lo sguardo verso il Signore nella certezza del suo amore allora la paura non può nulla perché vi è la certezza d’essere amati che va oltre ogni dramma e cataclisma. La speranza si riaccende.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 21,25-33 – Giovedì 9 Ottobre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

sant’Anselmo di Lucca, vescovo
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Mercoledì 8 Ottobre 2025

“In quel tempo. Mentre tutto il popolo ascoltava, il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Guardatevi dagli scribi, che vogliono passeggiare in lunghe vesti e si compiacciono di essere salutati nelle piazze, di avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti; divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».” (Lc 20,45-47)

Gli scribi profondi conoscitori delle Scritture, amavano essere riconosciuti per la loro conoscenza, ricevere saluti cercando di primeggiare in ogni situazione. Il loro dovere sarebbe stato di diffondere la conoscenza di Dio, non usarla come bagaglio a loro esclusivo uso.
Vesti lunghe, sontuose, far finta di essere persone per bene quando nel segreto si progetta e si fa il male. Tutto ciò diventa una vita di recitazione, sempre menzognera in una vita falsa dove non si esprime più la verità.
Ma c’è chi gioisce nel conoscere qualche cosa del Signore senza farne un uso personale ma testimoniandolo come una piccola ma preziosa missione.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 20,45-47 – Mercoledì 8 Ottobre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

B.V. Maria del Rosario
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Martedì 7 Ottobre 2025

“In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».” (Lc 1,26b-38a)

La beata Vergine Maria del Rosario ricorda la vittoria di Lepanto del 1571. L’espansione dell’Impero ottomano fu arrestata grazie alla preghiera del santo Rosario, la preghiera alla Vergine Maria che emana una speciale protezione a tutti coloro che la recitano con vera devozione.
Nella quotidianità di ognuno è possibile sperimentare la protezione di Maria grazie alla devozione del Santo Rosario.
Santa Maria del Rosario conduci i cuori verso il desiderio ardente della pace perché possa rinascere una nuova fratellanza fra le nazioni.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,26b-38a – Martedì 7 Ottobre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

san Bruno, sacerdote
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Lunedì 6 Ottobre 2025

“In quel tempo. Mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, il Signore Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».” (Lc 21,5-9)

La grandiosa costruzione del Tempio in Gerusalemme era da tutti ammirata. Maestosa e solida sembrava che fosse indistruttibile.
Ma non bisogna mettere il cuore sulle cose terrene perché non sono eterne, e in ogni caso ognuno dovrà distaccarsene quando avrà terminato il suo transito terreno.
Un cuore è gioioso e contento se considera le cose terrene solo un mezzo per poter vivere intensamente l’amore, la fede, la speranza e la carità.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 10,40-42 – Domenica 5 Ottobre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 5 Ottobre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto. Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».” (Mt 10,40-42)

Nell’Anno Santo della Speranza si favorisce l’accoglienza del Signore Gesù, un’accoglienza personale che può diventare contagiosa se si è perseveranti nella scelta.
E’ una scelta di conversione, di cambiamento piccolo o grande che sia, è l’accogliere Gesù, ricevere nella propria persona il Signore ammettendolo nella vita, in una accoglienza non provvisoria, temporanea come un ricevimento o una festa, ma in una accoglienza forte che perdura nel tempo.
Con una accoglienza si fatta si diventa a nostra volta accoglienti di persone nel nome di Gesù.
Non si tratta di fare salti mortali, azioni grandi, ma piccoli gesti come dare un bicchiere d’acqua a un assetato o una telefonata per un semplice saluto. Questi sono i gesti che costruiscono la pace, che abbattono i muri della divisione e mettono i mattoni di una nuova solidarietà e costruiscono speranza e futuro.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 10,40-42 – Domenica 5 Ottobre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

San Francesco d’Assisi

Festa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Sabato 4 Ottobre 2025

“In quel tempo il Signore Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».” (Mt 11,25-30)

La festa di San Francesco d’Assisi è per tutte le persone che vogliono affidarsi al Signore con semplicità, fidandosi di Dio. I piccoli nel Vangelo in questo brano sono anche persone che con la loro semplicità hanno aperto il loro cuore a Dio. Non sono certo coloro che si considerano sapienti e dotti, istruiti e conoscenti di molte cose e hanno la pretesa di essere persone meritevoli di onore e gloria. Queste persone hanno il cuore diretto verso la gloria terrena.
Invece, alle persone semplici con un cuore sincero viene rivelato il regno di Dio.
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.»
San Francesco d’Assisi patrono d’Italia, si affida con tutto il cuore e con semplicità alla benevolenza divina:
“Sommo e glorioso Dio,
illumina le tenebre del cuore mio,
e dammi fede retta,
speranza certa e carità perfetta,
saggezza e conoscimento, o Signore,
affinché io faccia il tuo santo e verace comandamento”

(Preghiera davanti al Crocifisso, in K. Esser, Gli Scritti di S. Francesco d’Assisi, Ed. Messaggero, Padova 1982, pp. 452-453)

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 11,25-30 – Sabato 4 Ottobre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della V Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

beato Luigi Talamoni, sacerdote
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Venerdì 3 Ottobre 2025

“In quel tempo. Mentre tutto il popolo ascoltava, il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Guardatevi dagli scribi, che vogliono passeggiare in lunghe vesti e si compiacciono di essere salutati nelle piazze, di avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti; divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».” (Lc 20,45-47)

Alcuni scribi volevano mostrarsi alle altre persone per ricevere saluti e cercavano di primeggiare in ogni situazione. Si tratta di una esaltazione di se stessi, del proprio io. Vesti lunghe, sontuose, in una vera recitazione nel far finta di essere persone per bene quando nel segreto si progetta e si fa il male. Tutto ciò diventa menzogna. Quale pace si può avere vivendo in questo modo? La pace vera è quella della serenità interiore presente nelle persone che tentano di essere vere, oneste, caritatevoli senza cercare nulla a loro guadagno, ne alcuna gloria terrena. La semplicità e la voglia di volere bene, di fare qualche cosa di buono nei limiti delle proprie capacità e disponibilità, sono già una via verso la pace, verso l’amore, si diffonde speranza e futuro.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 20,45-47 – Venerdì 3 Ottobre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della V Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

santi Angeli custodi
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Giovedì 2 Ottobre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai Giudei: «Come mai si dice che il Cristo è figlio di Davide, se Davide stesso nel libro dei Salmi dice: “Disse il Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra finché io ponga i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi”? Davide dunque lo chiama Signore; perciò, come può essere suo figlio?».” (Lc 20,41-44)

In un salmo di Davide si parla del Cristo, il Messia discendente di Davide. Ma il Messia non è semplicemente un discendente di Davide, il grande Re d’Israele, ma è il Signore, vero Dio e vero uomo. Davide in un suo salmo (110) chiama Signore un suo discendente, ma il termine Signore all’epoca si riferisce a Dio. Dunque chiama Dio un suo discendente. Il Messia, Gesù Cristo fu annunciato dallo stesso Davide, dai Profeti, dai Salmi, dalla Parola di Dio.
Abbiamo la grande grazia di vivere la fede in Gesù Cristo che è Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 20,41-44 – Giovedì 2 Ottobre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)