IV Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 21 Settembre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao.” (Gv 6,51-59)

Mangiare il pane vivo disceso dal cielo è essere in comunione con Gesù, lui stesso è questo pane vivo. Non si tratta di un nutrimento del corpo, è un nutrimento dell’anima, perché essa possa essere avvolta dall’amore di Dio dalla sua reale presenza. È il grande dono della Speranza.
Pane che viene da Dio e dona la vita per sempre, con la parola di Gesù, con l’Eucaristia che è veramente corpo e sangue di Cristo.
Per contro chi non accoglie questa possibilità d’amore di Dio, chi rifiuta l’alterità, percorre una esistenza che potrebbe essere di non vita. Una esistenza sterile fatta di momenti di gioia ma effimeri che lasciano l’esigenza di ripercorrere al più presto altri divertimenti.
Gesù è venuto tra noi perché ha deciso di donare questa grande possibilità di vita attraverso il dono di se stesso, con la promessa di essere presente sempre in chi si nutrirà con costanza del corpo e sangue di Cristo.
«Chi mangia questo pane vivrà in eterno»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,51-59 – Domeniuca 21 Settembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della III Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

santi Andrea Kim Taegon, sacerdote, Paolo Chong Hasang e compagni, martiri
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Sabato 20 Settembre 2025

“In quel tempo. Molti seguirono il Signore Gesù ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:
«Ecco il mio servo, che io ho scelto;
il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento.
Porrò il mio spirito sopra di lui
e annuncerà alle nazioni la giustizia.
Non contesterà né griderà
né si udrà nelle piazze la sua voce.
Non spezzerà una canna già incrinata,
non spegnerà una fiamma smorta,
finché non abbia fatto trionfare la giustizia;
nel suo nome spereranno le nazioni».

In quel tempo fu portato a Gesù un indemoniato, cieco e muto, ed egli lo guarì, sicché il muto parlava e vedeva. Tutta la folla era  sbalordita e diceva: «Che non sia costui il figlio di Davide?». Ma i farisei, udendo questo, dissero: «Costui non scaccia i demòni se non per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni».
Egli però, conosciuti i loro pensieri, disse loro: «Ogni regno diviso in se stesso cade in rovina e nessuna città o famiglia divisa in se stessa potrà restare in piedi. Ora, se Satana scaccia Satana, è diviso in se stesso; come dunque il suo regno potrà restare in piedi? E se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Ma, se io scaccio i demòni per mezzo dello Spirito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio».” (Mt 12,15b-28)

Annunciato dal profeta Isaia, Gesù persegue la giustizia senza approfittare delle debolezze altrui con un rispetto di ogni persona di qualsiasi ceto sociale e di ogni nazione.
Gesù fa dei grandi gesti, guarisce tutti ma non vuole che si dica in giro. Non vuole essere messo in gloria per le sue gesta, vuole dare gratuitamente a chi si rivolge a lui. E perché fa questo? Perché ha vera compassione, perché ama veramente. La strada dell’umiltà è grande se vissuta con naturalezza e amore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 12,15b-18 – Sabato 20 Settembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della III Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

san Gennaro, vescovo e martire
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Venerdì 19 Settembre 2025

“In quel tempo. Quando il Signore Gesù vide il notabile ricco così triste, disse: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio. È più facile infatti per un cammello passare per la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio!». Quelli che ascoltavano dissero: «E chi può essere salvato?». Rispose: «Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio».” (Lc 18,24-27)

La ricchezza è un impedimento alla felicità. Sembra che chi possiede molte ricchezze può essere appagato da esse, sembra felice e invidiabile per la sua condizione d’agiatezza. Ma non è così. Chi ha molti beni e li vuole per se in modo esclusivo, vigila su essi e ha il desiderio di espandere ancora di più la sua personale ricchezza. È una gestione egoistica. Invece se una persona molto ricca vuole essere donatrice e condividere i suoi beni allora non si priva della felicità che può diventare una grande opera di carità e vicinanza verso le persone meno abbienti.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 18.24-27 – Venerdì 19 Settembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della III Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

sant’Eustorgio I, vescovo
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Giovedì 18 Settembre 2025

“In quel tempo. Un notabile interrogò il Signore Gesù: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli rispose: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non testimoniare il falso, onora tuo padre e tua madre”». Costui disse: «Tutte queste cose le ho osservate fin dalla giovinezza». Udito ciò, Gesù gli disse: «Una cosa ancora ti manca: vendi tutto quello che hai, distribuiscilo ai poveri e avrai un tesoro nei cieli; e vieni! Seguimi!». Ma quello, udite queste parole, divenne assai triste perché era molto ricco.” (Lc 18,18-23)

La ricchezza è considerata come un vantaggio, una condizione di vita agiata, senza problemi e senza preoccupazioni data l’abbondanza di averi. Ma può essere d’impedimento alla vocazione, a un rapporto sincero fatto d’amore che rende l’uomo felice. Se si considera la ricchezza come cosa principale l’uomo è infelice, impedito nella sua vocazione di felicità,
La ricchezza spesso diventa la prigione del ricco nella preoccupazione di gestire, conservare e ampliare i beni posseduti impedendogli la libertà di scelte sincere d’amore.
Impedisce a quell’uomo ricco di rispondere “Sì” alla chiamata di Gesù.
«Una cosa ancora ti manca: vendi tutto quello che hai, distribuiscilo ai poveri e avrai un tesoro nei cieli; e vieni! Seguimi!». Ma quello, udite queste parole, divenne assai triste perché era molto ricco.
Il “no” a Gesù è fonte di tristezza, di perdita di gioia.
Il “Sì” è gioia nel cuore e di speranza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 18.18-23 – Giovedì 18 Settembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della III Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

san Sàtiro
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Mercoledì 17 Settembre 2025

“In quel tempo. Presentavano al Signore Gesù anche i bambini piccoli perché li toccasse, ma i discepoli, vedendo ciò, li rimproveravano. Allora Gesù li chiamò a sé e disse: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come l’accoglie un bambino, non entrerà in esso».” (Lc 18,15-17)

La semplicità, l’innocenza e la schiettezza di un bambino sono da prendere sul serio. Qualche volta un bambino può mettere in imbarazzo i genitori perché dalla sua bocca esce la verità, si tratta del mondo dell’innocenza quando senza alcun timore si dice quello che si è visto, quello che si è sentito, è quell’età nella quale non si è ancora coinvolti e si è ancora innocenti.
Sarebbe questo il modo per rivolgersi e accogliere il regno di Dio nella esistenza e nella fede. Non certo i molti ragionamenti possono giovare alla fede, ad accogliere il Signore Gesù nella vita ma è la semplicità, la fiducia come quella di un bambino piccolo verso i suoi genitori.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 18.15-17 – Mercoledì 17 Settembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della III Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

santi Cornelio, papa e Cipriano, vescovo, martiri
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Martedì 16 Settembre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”». E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».” (Lc 18,1-8)

Molti hanno la convinzione che è inutile pregare poiché il Signore conosce le nostre esigenze, di quello che abbiamo bisogno ed è inutile ricordarglielo sempre con continue e perseveranti preghiere. Gesù con una parabola smentisce questo modo di porsi e insegna la necessità di pregare sempre.
Una vedova all’epoca quasi certamente nulla tenente è in cerca di giustizia presso un giudice, duro di cuore e poco disposto a offrire il suo servizio gratuitamente.
L’insistenza di una persona onesta fa in modo che la giustizia possa compiersi con l’aiuto di un giudice disonesto se non altro per essere liberato dal fastidio di una continua insistenza.
La giustizia si può perseguire in un mondo che sembra molto malato di iniquità, la si ottiene iniziando da se stessi facendosi persone oneste, astute nella bontà. Costruire un mondo dove vi è giustizia è possibile se vi è amore, perdono, ascolto e preghiera.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 19,25-27 – Lunedì 15 Settembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della III Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

B.V. Maria Addolorata
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Lunedì 15 Settembre 2025

“In quell’ora. Stavano presso la croce del Signore Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.” (Gv 19,25-27)

Presso la Croce del Signore Gesù erano presenti Maria, sua sorella, altre due Maria e Giovanni, il più piccolo degli Apostoli.
Il dolore della Madonna è intenso, spirituale come una spada che trafigge un cuore.
La Madonna è affidata al discepolo Giovanni, a Giovanni è data una nuova madre, Maria, è la Madre della Chiesa, la Madre di Dio.
Nella Memoria di Maria Addolorata si contempla la compostezza, il silenzio nell’intensità del dolore. La speranza consiste anche nel guardare la Croce del Signore con la prospettiva di una nuova rinascita grazie al donarsi di Gesù e alla Madre di Dio sotto quella Croce.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 19,25-27 – Lunedì 15 Settembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Esaltazione della Santa Croce

Festa del Signore
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 14 Settembre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Nicodèmo: «Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».” (Gv 3,13-17)

La Croce del Signore Gesù è via di salvezza e di speranza non solo dei cristiani credenti ma dell’intera umanità.
Spesso la Croce viene intesa come simbolo di sofferenza, dolore, morte, un qualche cosa da evitare e censurare magari da non fare conoscere ai bambini perché potrebbero rimanere scioccati. Ma proprio loro insegnano agli adulti la speranza che è in quella Croce.
Censurare la Croce è una illusione di una vita esente dalla morte, dalla sofferenza che fanno parte della vita. Le croci nella vita ci sono, e se accettate sono motivo di crescita, di affidamento al Signore, della possibilità di superare quegli ostacoli che sembrano impossibili. Ma confidando nella Croce del Signore tutto diventa possibile.
La Croce del Signore Gesù Cristo, è vita, espressione d’amore di Dio per l’uomo a tal punto da dare il suo unico Figlio perché l’uomo si possa salvare, recuperare se stesso, riscoprendosi persona dignitosa. La Croce diventa vita verso l’eternità grazie a quell’unico sacrificio di Cristo per ognuno di noi. La Croce è Speranza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 3,13-17 – Domenica 14 Settembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della II Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

san Giovanni Crisostomo, vescovo e dottore della Chiesa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Sabato 13 Settembre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno. Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore».” (Lc 12,32-34)

Il Regno dei cieli è dono di Dio Padre al piccolo gregge. Il piccolo gregge sono persone che hanno compreso il tesoro della vita: si chiama amore e non è fatto di borse piene di soldi o proprietà terrene. Invece il vero tesoro che nessuno può togliere è l’amore che non si può comprare, non si può vendere, ma vivere.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,32-34 – Sabato 13 Settembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della II Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

santo Nome della B.V. Maria
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Venerdì 12 Settembre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione».” (Lc 17,22-25)

Nella storia della salvezza vi saranno sempre delle notizie non vere riguardo al ritorno del Signore Gesù. Non di rado sono state date delle date riguardo alla fine dei tempi, la fine del mondo.
Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli.
Nessuno è a conoscenza del giorno in cui verrà il Signore nella gloria, proprio nessuno. Non cadiamo nella curiosità oppure nella convinzione che i tempi stiano finendo perché lo ha detto oppure lo ha fatto capire fra le righe quel sacerdote o quel religioso, oppure quella persona che ha le visioni private di qualche santo.
Affidiamoci con fiducia al Signore vivendo nella speranza e non preoccupandoci affatto di quando capiterà la fine dei tempi. Occupiamoci di donare amore e di riceverlo con gioia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 17,22-25 – Venerdì 12 Settembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)