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Lettura del Vangelo e commento
IL VANGELO DI LUNEDÌ 8 LUGLIO
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello. Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda»” (Lc 6,39-45)
Proseguono le osservazioni del Signore Gesù mirate a far rendere conto che l’uomo non è un qualche cosa di autonomo più grande delle persone che lo circondano. L’uomo è chiamato a trarre fuori il bene da quel tesero che si è composto lungo la sua vita. E questo con molta umiltà per riuscire a mantenere quel collegamento con il Signore e per far trasparire bene la benevolenza senza alcun interesse nei confronti delle altre persone.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 6,39-45 di lunedì 8 luglio 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)