Settimana Autentica Rito Ambrosiano Mercoledì 16 Aprile 2025
“In quel tempo. Uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnarlo.” (Mt 26,14-16)
Gesù è venduto, trenta monete d’argento. Lo stesso Giuda prima voleva vendere il profumo di nardo con il quale sono stati profumati i piedi di Gesù, voleva ricavarci dei denari per darli ai poveri. Ora c’è la vendita, il tradimento di Giuda. Può agire, il Signore glielo permette e questo causerà la cattura e il conseguente processo a Gesù. La Passione del Signore sta per compiersi, è già iniziata con il tradimento, seguirà con l’abbandono da parte dei discepoli, terminerà con l’uccisione di un innocente. Ma dopo tre giorni risorgerà!
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Matteo 26,14-16 – mercoledì 16 Aprile 2025 – Settimana Autentica – Rito Ambrosiano)
Settimana Autentica Rito Ambrosiano Martedì 15 Aprile 2025
“In quel tempo. Terminati tutti questi discorsi, il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi sapete che fra due giorni è la Pasqua e il Figlio dell’uomo sarà consegnato per essere crocifisso». Allora i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo si riunirono nel palazzo del sommo sacerdote, che si chiamava Caifa, e tennero consiglio per catturare Gesù con un inganno e farlo morire. Dicevano però: «Non durante la festa, perché non avvenga una rivolta fra il popolo».” (Mt 26,1-5)
Gesù indica la sua Passione che è indirizzata verso la crocifissione. È una offerta libera di Gesù, quella che sia permessa la sua crocefissione. È la vicinanza all’uomo che non capisce, che ha il cuore indurito a tal punto da decidere di uccidere il Cristo atteso. Sembra che anche i credenti vogliano risolvere ogni questione esclusivamente con ragionamenti terreni senza guardare il cuore. Settimana Autentica, è l’occasione per far rivivere il cuore nell’Anno Giubilare della Speranza
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Matteo 26,1-5 – Martedì 15 Aprile 2025 – Settimana Autentica – Rito Ambrosiano)
Settimana Autentica Rito Ambrosiano Lunedì 14 Aprile 2025
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».” (Lc 21,34-36)
L’appello all’inizio della Settimana Autentica è quello di essere persone viglianti, di essere attente a loro stesse per non disperdersi e perdere la grazia della Settimana centrale dell’Anno Giubilare della Speranza. Essere vigilanti, è anche considerare la grazia che il Signore vuole elargire in questa Settimana Autentica. Settimana di Speranza, dove si rivivono i momenti centrali del cristianesimo nell’offerta di Gesù per la salvezza di ogni uomo e ogni donna.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Luca 21,34-36 – Lunedì 14 Aprile 2025 – Settimana Autentica – Rito Ambrosiano)
Settimana Autentica Tempo di Quaresima Rito Ambrosiano Domenica 13 Aprile 2025
“In quel tempo. Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?». Intanto i capi dei sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che chiunque sapesse dove si trovava lo denunciasse, perché potessero arrestarlo. Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me». Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Lazzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.” (Gv 11,55-12,11)
«Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso» Ma che cosa fa fare l’amore? A volte delle azioni tutt’altro che razionali, magari programmate da tempo vengono messe da parte e arrivano le azioni di cuore, di slancio, poco spiegabili per le altre persone che rimangono stupite: «ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo.» Che spreco. Ma è realmente uno spreco? Gesù approva. È uno spreco, una esagerazione d’amore verso Gesù che spreca, offre la sua vita per amore. In questo movimento d’amore nasce e si rafforza la Speranza di un Dio che vuole bene alle sue creature, vuole per loro la vita eterna! Maria spreca il profumo prezioso, chissà cosa si poteva ricavare con la vendita di quel profumo, Gesù spreca la sua vita, chissà quante tantissime cose e miracoli poteva ancora fare, era giovane! Se il cuore non entra nella vita allora si spreca la vita che diventa percorsa dal disamore, diventa insignificante e senza alcuna speranza. Se il cuore entra nella vita, diventa significante e con la Speranza e quanti profumi sarebbero sprecati, quante vite sarebbero donate per amore. «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura.» Il giorno dopo Gesù entra nella sua Gerusalemme su un puledro d’asina, un ingresso mite e umile dove gli ulivi, le palme accolgono il Re della pace. «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele!» Gesù inizia la sua settimana, quella Autentica (Santa), pronto a vivere la sua Passione, morte e risurrezione, pronto a perdonare quanti lo condanneranno, lo abbandoneranno, lo uccideranno. E tutto questo per donare e ridonare Speranza a una umanità che sembra perduta su se stessa.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 11,55-12,11 – Domenica 13 Aprile 2025 – Settimana Autentica – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Rito Ambrosiano Sabato 12 Aprile 2025
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, “e troverete ristoro per la vostra vita”. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».” (Mt 11,25-30)
I piccoli nel Vangelo sono persone poco o per nulla istruite, semplici di cuore, aperte all’ascolto e alla novità portata da Gesù. «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.» Sta per iniziare la Settimana Autentica (Santa), come “piccoli”, bisognosi e assetati della Parola del Signore, della sua azione di salvezza, potremmo essere con il Signore nel cammino della salvezza. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.» La Speranza si riaccende, il Signore Gesù in questa Settimana Autentica dona la grazia della Speranza nella sua Risurrezione.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Matteso 11,25-30 – Sabato 12 Aprile 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Rito Ambrosiano Giovedì 10 Aprile 2025
“In quel tempo. Tra la gente nacque un dissenso riguardo al Signore Gesù. Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui. Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!». Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!». Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?». Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!». E ciascuno tornò a casa sua.” (Gv 7,43-53)
Le persone semplici danno testimonianza a Gesù: «”Mai un uomo ha parlato così!”». Sono le guardie inviate dai capi dei sacerdoti e dai farisei per arrestare Gesù. I farisei credendosi dotti e sapienti non vogliono riconoscere in Gesù il Cristo da loro atteso. Ma almeno uno di essi, Nicodemo, afferma la saggezza: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?» Ma questo appello viene rifiutato e ognuno rimane nelle proprie convinzioni, da una parte quello di approfondire la conoscenza di Gesù, dall’altra parte di volerlo condannare.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 7,43-53 – Giovedì 10 Aprile 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Rito Ambrosiano Mercoledì 9 Aprile 2025
“In quel tempo. Il Signore Gesù prese con sé i Dodici e disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e si compirà tutto ciò che fu scritto dai profeti riguardo al Figlio dell’uomo: verrà infatti consegnato ai pagani, verrà deriso e insultato, lo copriranno di sputi e, dopo averlo flagellato, lo uccideranno e il terzo giorno risorgerà». Ma quelli non compresero nulla di tutto questo; quel parlare restava oscuro per loro e non capivano ciò che egli aveva detto.” (Lc 18,31-34)
Nel terzo annuncio della morte e risurrezione del Signore Gesù secondo Luca, vi è una particolare descrizione di quello che accadrà. Una profonda umiliazione del corpo e dello spirito. L’incomprensione da parte dei Dodici è completa, non avevano compreso nulla di quello che Gesù aveva annunciato. «quel parlare restava oscuro per loro e non capivano ciò che egli aveva detto.» L’incomprensione fa parte della umanità, anche quella dei Dodici, a volte perché non si vuole comprendere un qualche cosa di umanamente terribile. Signore apri i cuori perché possano vedere e comprendere grazie alla tua luce.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Luca 18,31-34 – Mercoledì 9 aprile 6 Aprile 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Rito Ambrosiano Martedì 8 Aprile 2025
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre». Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio». Gesù riprese: «Non sono forse io che ho scelto voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo!». Parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota: costui infatti stava per tradirlo, ed era uno dei Dodici.” (Gv 6,63b-71)
Gesù sta concludendo il lungo discorso sul Pane di Vita, schietto e veritiero. L’uomo lasciato a se stesso, senza lo Spirito Santo che accolto agirebbe nell’uomo, è incapace di capire. Molti se ne vanno via e Gesù rimane con i suoi Dodici che rimangono con quella fiducia espressa da Simon Pietro, si fidano di Gesù anche se non capiscono. Gesù si sta avviando verso la sua passione, morte e risurrezione. È un momento intenso e pieno di incomprensioni da parte dei discepoli che lo abbandoneranno più tardi.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,63b-71 – Martedì 8 aprile 6 Aprile 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Rito Ambrosiano Lunedì 7 Aprile 2025
“In quel tempo. Il Signore Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia e altri uno dei profeti». Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno. E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».” (Mc 8,27-33)
Pietro: «Tu sei il Cristo». Poco dopo lo stesso Pietro si mise a rimproverare Gesù perché aveva annunciato la sua passione morte e risurrezione. Pietro, come anche gli altri Apostoli, non si aspettava una fine così tragica del Signore Gesù, probabilmente si aspettava una vittoria potente e gloriosa contro ogni forza del male e lo ristabilimento dell’armonia e pace in tutto Israele scordandosi dell’annuncio della risurrezione. Ma è un pensiero mirato tutto ad un ristabilimento terreno di una giustizia prettamente umana. Gesù è venuto per annunciare la salvezza dell’uomo e la possibilità della vita eterna, un annuncio per tutti gli uomini, compresi quelli più cattivi. Il pensiero di Dio è molto differente da quello dell’uomo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Marco 8,27-33 – Lunedì 7 aprile 6 Aprile 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Domenica di Lazzaro Tempo di Quaresima Rito Ambrosiano Domenica 6 Aprile 2025
“In quel tempo. Un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato».
All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui».
Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, si è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro.
Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto.
Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione». Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.” (Gv 11,1-53)
Lettera alla Sorella e al Fratello nella malattia.
Sembrava tutto finito, sembrava che non vi fosse più alcuna speranza. Gesù nel suo tanto da fare, nel prodigarsi di annunciare la buona notizia a tante persone è rimasto lì, non è venuto a salvare il suo amico Lazzaro. Eppure lo avevano avvisato, gli avevano detto che stava veramente male e che aveva bisogno della guarigione, quella di Gesù!
Gesù arriva tardi, da quatto giorni Lazzaro era morto e non si poteva neanche più entrare in quella tomba scavata nella roccia perché l’odore ormai era insopportabile.
Ma Gesù dove eri finito? Ma perché non hai ascoltato il grido di aiuto delle sorelle, di Marta e di Maria a cui volevi molto bene. Ma cosa ti è successo, cosa è accaduto perché tu non sei corso subito a guarire Lazzaro?
Gesù arriva tardi, Marta e poi Maria gli dicono la stessa cosa:
«Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!»
Gesù, nell’incontro con Marta tenta di farle capire che è lui il Cristo, è lui la Risurrezione e la Vita, nulla è perduto, neanche Lazzaro.
Ma Lazzaro è morto e Gesù, accanto a quella tomba scavata nella roccia, scoppia in pianto. Sembra tutto finito e anche Marta vacilla non poco nella fede in Gesù e ha timore che nel togliere quella pietra che chiude il sepolcro riveli la salma di Lazzaro ormai in decomposizione. Ma Gesù rilancia ancora una volta la fede:
«Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?»
Gesù compie il miracolo: Lazzaro esce da quella tomba vivo ancora con le bende. La speranza inizia a sorgere come un’alba che promette una radiosa giornata.
La Risurrezione e la Vita è presente, è Gesù, e vuole donare speranza a chi è nella malattia, nella difficoltà della vita dove sembra che tutto ormai sia finito. Vi è la Speranza donata dal Signore Gesù, vi è la Vita, vi è la Risurrezione dai morti, vi è la vita eterna!
Cara Sorella, caro Fratello nella malattia, il Signore vuole donare la Speranza che può giungere nei cuori affranti e addolorati perché possano essere rinfrancati dalla Pasqua che sta per giungere nell’Anno giubilare della Speranza, perché nella malattia si è nel pieno Pellegrini di Speranza.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 11,1-53 – Domenica 6 Aprile 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)