Giovedì della settimana della VI Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Giovedì 24 Luglio 2025

“Un giorno il Signore Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia; altri uno degli antichi profeti che è risorto». Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio». Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».” (Lc 9,18-22)

«Le folle, chi dicono che io sia?» e «Ma voi, chi dite che io sia?»
Gesù fa due domande ai suoi discepoli. Riguardano la sua identità, l’identità di colui che da tempo i discepoli stanno seguendo e tentando di capire e imparare da lui. Queste domande costringono i discepoli a fare una sintesi, ad esporsi a dire chi è per loro il Signore Gesù.
Anche oggi il fedele, il cristiano dovrebbe domandarsi chi è Gesù. È persona importante che è presente nella giornata, oppure è persona presente in qualche modo nel momento della Messa domenicale, oppure per altre persone un personaggio forse storico cui meglio lasciarlo stare, oppure una credenza utile alla popolazione anche se non vera, oppure una invenzione?
Gli apostoli prima e Pietro poi rispondono alle domande di Gesù. Pietro ispirato da Dio per ultimo risponde: «Il Cristo di Dio».
La risposta è importante perché quando una persona dice il proprio pensiero da quel momento lo si espone ad altri che individueranno in quella persona quello che è stato detto. È come aver messo un sigillo su quello che prima era solo un pensiero ma dicendolo è diventato movimento, relazione, condivisione, esposizione di se stessi che da quel moneto in poi si dovrà argomentare e difendere.
La risposta di Pietro è «Il Cristo di Dio» probabilmente ispirata e ha un contenuto di verità tale che nessuno controbatte. Pietro ha il coraggio di dire la verità e quello che ha nel suo cuore. Grande segno di speranza.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 9,18-22 – Giovedì 24 Luglio 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Santa Brigida

Festa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Mercoledì 23 Luglio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».” (Mt 5,13-16)

Il Signore Gesù paragona il sale della terra ai suoi discepoli. Il sale dà sapore e la vita che hanno intrapreso i discepoli ha questa caratteristica, è viva, saporita, esposta piena di scoperte.
Il Signore Gesù paragona i suoi discepoli alla luce del mondo. La luminosità, la luce si fa guardare, i discepoli per quello che facevano erano come luce per le persone che incontravano, luce di novità e salvezza.
.La luce del mondo è nei cristiani, nei discepoli, e questa è motivo di speranza per molte persone che hanno bisogno di credere perché è in se l’esigenza dell’alterità. Nulla di meglio l’incontro con persone che vivono la fede ogni giorno, testimoni inconsapevoli e luminosi, portano via il grigiore della vita e ridonano speranza.
«risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 5,13-16 – Mercoledì 23 Luglio 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Santa Maria Maddalena

Festa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Martedì 22 Luglio 2025

“In quel tempo. Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!» –. Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.” (Gv 20,1.11-18)

Secondo il Vangelo di Giovanni il Signore Risorto incontra Maria Maddalena, è la prima persona che incontra Gesù da risorto da morte. Il Signore ha una predilezione per le persone che lo amano. Maria Maddalena non era perfetta, prima dell’incontro con Gesù aveva una vita tutta terrena immersa nel male per nulla felice e senza alcuna possibilità di uscita e di redenzione. L’incontro di Gesù salva Maria Maddalena dal male e volge il suo cuore al Signore. La sua passione e il suo amore per Gesù la fanno diventare colei che per prima vedrà il Risorto.
Gesù non è venuto a chiamare i giusti ma i peccatori perché possano riprendere in mano la propria vita. Gesù è venuto per salvare e ridonare speranza.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 20,1.11-18 – Martedì 22 Luglio 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della VI Domenica dopo Pentecoste

san Lorenzo da Brindisi, sacerdote e dottore della Chiesa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Lunedì 21 Luglio 2025

“In quel tempo. Quando videro ciò che era accaduto, i mandriani fuggirono e portarono la notizia nella città e nelle campagne. La gente uscì per vedere l’accaduto e, quando arrivarono dal Signore Gesù, trovarono l’uomo dal quale erano usciti i demòni, vestito e sano di mente, che sedeva ai piedi di Gesù, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto riferirono come l’indemoniato era stato salvato. Allora tutta la popolazione del territorio dei Gerasèni gli chiese che si allontanasse da loro, perché avevano molta paura. Egli, salito su una barca, tornò indietro. L’uomo dal quale erano usciti i demòni gli chiese di restare con lui, ma egli lo congedò dicendo: «Torna a casa tua e racconta quello che Dio ha fatto per te». E quello se ne andò, proclamando per tutta la città quello che Gesù aveva fatto per lui.” (Lc 8,34-39)

Dopo il miracolo della liberazione di un uomo posseduto da moltissimi demoni, I mandriani scappano perché i loro numerosi capi di bestiame, circa 5000 suini, si sono gettati nel mare. La causa sono altrettanti demoni che erano entrati in ciascun animale. Questi spiriti del male erano usciti da quell’uomo indemoniato grazie all’azione di Gesù Cristo che con la sua grazia li scacciò via tutti.
Questo evento provoca molta paura nella popolazione. La paura non fa ragionare e si è indotti a cercare un rimedio immediato spesso errato. Chiedono a Gesù di allontanarsi.
Gesù rispetta questa scelta come rispetta sempre ogni sua creatura. Si allontana e dice all’uomo liberato dalla schiavitù del male di testimoniare quello che aveva ricevuto: la liberazione, la salvezza.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 4,34-39 – Lunedì 21 Luglio 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

VI Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 20 Luglio 2025

“In quel tempo. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito. Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate.” (Gv 19,30-35)

Si è compiuta la salvezza, è inviata la speranza ad ogni uomo attraverso la Croce del sacrificio di Gesù, il sangue di Cristo della nuova Alleanza, l’acqua che scaturisce e lava il peccato dell’uomo. Tutto ciò non è semplice memoria di quello che accadde due millenni fa, è invece vero e presente per chi ha fede, si tratta di rivivere in modo intenso l’unico sacrifico di Cristo che si rende presente su ogni altare al momento della consacrazione. Da qui parte la nuova Alleanza che induce l’uomo a essere non egoista ma solidale in un cammino di salvezza fatto di amore, di sguardo verso il Crocefisso simbolo della nostra storia e per i credenti di salvezza.
Gesù vuole essere alleato con l’uomo sua creatura per iniziare qui su questa terra un cammino che si dischiude verso l’eternità che è la speranza dell’Anno giubilare della Speranza, possibile nella pienezza di gioia per chi vuole aderirvi.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 19,30-35 – Domenica 20 Luglio 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della V Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Sabato 19 Luglio 2025

“In quel tempo. Venuti dal Signore Gesù, i discepoli di Giovanni dissero: «Giovanni il Battista ci ha mandati da te per domandarti: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”». In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi. Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: “I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia”. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».” (Lc 7,20-23)

Gesù agisce con la Parola: allontana le malattie, le infermità, dona vita e speranza. La Speranza della eternità è ridonata dalla azione del Signore Gesù che si fa ancora più presente nell’Anno giubilare della Speranza.
La promessa di Dio si realizza sotto gli occhi dei discepoli di Giovanni il Battista. E’ la potenza salvifica di Dio.
Anche oggi il Signore vuole salvare, beneficare, amare, donare Speranza a tutti coloro che sono Pellegrini di Speranza.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 7,20-23 – Sabato 19 Luglio 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della V Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Venerdì 18 Luglio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù e i discepoli approdarono nel paese dei Gerasèni, che sta di fronte alla Galilea. Era appena sceso a terra, quando dalla città gli venne incontro un uomo posseduto dai demòni. Da molto tempo non portava vestiti, né abitava in casa, ma in mezzo alle tombe. Quando vide Gesù, gli si gettò ai piedi urlando, e disse a gran voce: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti prego, non tormentarmi!». Gesù aveva ordinato allo spirito impuro di uscire da quell’uomo. Molte volte infatti si era impossessato di lui; allora lo tenevano chiuso, legato con catene e con i ceppi ai piedi, ma egli spezzava i legami e veniva spinto dal demonio in luoghi deserti. Gesù gli domandò: «Qual è il tuo nome?». Rispose: «Legione», perché molti demòni erano entrati in lui. E lo scongiuravano che non ordinasse loro di andarsene nell’abisso. Vi era là una grande mandria di porci, al pascolo sul monte. I demòni lo scongiurarono che concedesse loro di entrare nei porci. Glielo permise. I demòni, usciti dall’uomo, entrarono nei porci e la mandria si precipitò, giù dalla rupe, nel lago e annegò.” (Lc 8,26-33)

Un uomo posseduto dai demòni va incontro a Gesù e chiede di essere lasciato in pace. Quell’uomo aveva permesso l’ingresso del male nella sua persona, non riusciva a essere più se stesso e esprimeva tutto il male di cui era capace.
Gesù sconfigge, allontana il male ed esprime la misericordia su quest’uomo, il male viene mandato via. Si tratta molti demoni, numerosi come una legione romana che consisteva di circa 5000, 6000 uomini. Il male può assumere dimensioni enormi anche in una sola persona. Ma con Gesù lo si tiene lontano, il male non può fare il suo ingresso se non gli è permesso e il cristiano grazie al Signore Gesù può rimanere libero veramente.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 8,26-33 – Venerdì 18 Luglio 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della V Domenica dopo Pentecoste

santa Marcellina
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Giovedì 17 Luglio 2025

“In quel tempo. Avvenne che, un giorno, il Signore Gesù salì su una barca con i suoi discepoli e disse loro: «Passiamo all’altra riva del lago». E presero il largo. Ora, mentre navigavano, egli si addormentò. Una tempesta di vento si abbatté sul lago, imbarcavano acqua ed erano in pericolo. Si accostarono a lui e lo svegliarono dicendo: «Maestro, maestro, siamo perduti!». Ed egli, destatosi, minacciò il vento e le acque in tempesta: si calmarono e ci fu bonaccia. Allora disse loro: «Dov’è la vostra fede?». Essi, impauriti e stupiti, dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che comanda anche ai venti e all’acqua, e gli obbediscono?».” (Lc 8,22-25)

L’attraversata del lago di Gesù con i suoi discepoli diventa difficoltosa. Cade una tempesta a tal punto che imbarcavano acqua. I discepoli in questa situazione di pericolo con Gesù accanto a loro fanno come se Gesù non ci fosse, si concentrano sul dramma e non confidano nella presenza e negli insegnamenti di Gesù ricevuti fino a quel momento.
Una volta destato Gesù dal sonno agisce prontamente e la tempesta viene sedata.
Dopo Gesù li interroga: «Dov’è la vostra fede?».
Se la fede fosse stata presente, i discepoli avrebbero affrontato la tempesta con decisione e con forza spirtuale ma per loro non c’era più rimedio e si erano perduti: «Maestro, maestro, siamo perduti!»
Con la fede si possono affrontare situazioni di pericolo, drammi e quant’altro perché il Signore Gesù aiuta nel stare dentro alle varie situazioni problematiche.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 8,22-25 – Giovedì 17 Luglio 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della V Domenica dopo Pentecoste

B.V. Maria del Carmelo
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Mercoledì 16 Luglio 2025

“In quel tempo. Andarono dal Signore Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla. Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti». Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».” (Lc 8,19-21)

«Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».
L’ascolto della Parola di Dio è il primo passo per un cammino di fede. L’ascolto potrebbe essere superficiale, un po distratto ma rappresenta un inizio di ricerca per voler conoscere il Signore, per essere dalla sua parte, per diventare una persona diversa.
L’ascolto attento della Parola di Dio è già un passo verso la presenza importante del Signore nella quotidianità.
L’ascolto ispirato, dove prevale l’amore del Signore, è nella consapevolezza di ricevere molti doni dal Signore e di dover sempre più affidarsi a lui.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 8,19-21 – Mercoledì 16 Luglio 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della V Domenica dopo Pentecoste

san Bonaventura, vescovo e dottore della Chiesa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Martedì 15 Luglio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce. Non c’è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce. Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere».” (Lc 8,16-18)

Una buona notizia, un evento gioioso è facile da esprimere, anzi lo si vuole dire e condividere come una lampada che illumina bene tutta una stanza perché collocata nel punto più alto.
Ma anche le cose segrete, quelle nascoste e ingiuste verrebbero messe alla luce perché non possono rimanere nel segreto per sempre ma saranno rivelate a tempo opportuno.
«Non c’è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce.»


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 8,16-18 – Martedì 15 Luglio 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)