santi Marcellino e Pietro, martiri Tempo di Pasqua Rito Ambrosiano Lunedì 2 giugno 2025
“In quel tempo. Si avvicinarono al Signore Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».” (Mt 9,14-15)
I discepoli di Gesù non digiunano poiché il Signore è con loro, è presente e in comunione. Sono
momenti di vicinanza dove non si è in digiuno, sono tempi dove è bello lo stare assieme, il vedersi in serenità, ringraziare per i benefici della presenza del Signore pur non dimenticando i drammi delle vicende della vita e le persone che sono nella sofferenza. Ma vi saranno momenti in cui Gesù non sarà più con i suoi discepoli come dopo l’Ascensione al cielo ma con la promessa dello Spirito Santo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Matteo 9,14-15 – Lunedì 2 Giugno 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)
Tempo di Pasqua Rito Ambrosiano Domenica 1° giugno 2025
“In quel tempo. Il Signore Gesù, alzàti gli occhi al cielo, disse: «Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me.
Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo.
Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».” (Gv 17,1b.20-26)
Questa preghiera di Gesù al Padre, come prima cosa è per l’unità della sua Chiesa in modo che coloro che crederanno veramente alla parole del Signore siano una cosa sola. L’unità è un segno di allontanamento del male che è di per se divisione. Il modello da seguire è quello dell’unione perfetta del Padre con il Figlio. Per questo Gesù fa questo appello per i suoi discepoli: «siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità»
La comunione ecclesiale non è solo per essere a servizio, cosa fondamentale, se mancasse il servizio mancherebbe lo sguardo benevole verso l’altro. È anche uno sguardo di missione, uscire fuori dal guscio delle solite persone conosciute comunicando qualche cosa di bello e gioioso.
Gesù è asceso al cielo regalando la speranza all’umanità di avere un bel destino di gioia in alto nei cieli causata dell’umanità di Gesù ascesa al cielo con la sua divinità.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 17,1b.20-26 – Domenica 1° Giugno 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)
san Paolo VI, papa Tempo di Pasqua Rito Ambrosiano Venerdì 30 Maggio 2025
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate. Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il principe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco».” (Gv 14,27-31a)
«Vi lascio la pace, vi do la mia pace.» Una pace reale perché fondata nella croce, Gesù stesso vive in prima persona le sofferenze, le tribolazioni ed è capace di infondere pace anche in queste situazioni. «Non sia turbato il vostro cuore» Non abbia timore il nostro cuore. Un aiuto, il Paràclito è promesso, è l’efficace presenza del Signore che infonde il giusto coraggio per affrontare le varie vicende della vita. Aiuta ad affrontarle e aiuta a capire come affrontarle. Non abbiamo timore, la promessa di Gesù è tutt’oggi mantenuta, lo Spirito Santo ci aiuta e allora possiamo cogliere quella pace che il Signore Gesù ci dona.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 14,27-31a – Venerdì 31 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)
Solennità Tempo di Pasqua Rito Ambrosiano Giovedì 29 Maggio 2025
“In quel tempo. Il Signore Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto». Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.” (Lc 24,36b-53)
L’Ascensione del Signore è il distacco dai suoi discepoli dopo quanta giorni di apparizioni da Risorto e ora siede alla destra di Dio Padre. Gesù si è fatto vedere dopo la sua risurrezione per quaranta giorni affinché molte persone potessero testimoniare la sua risurrezione in anima e corpo. Gesù ascende al cielo ma non lascia sola l’umanità verso un destino altrimenti incerto. C’è la promessa di mandare colui che il Padre ha promesso, è lo Spirito Santo che guida ogni persona che lo accetti. Gesù nella sua ascensione dona responsabilità all’uomo che diventa lui stesso testimone dell’amore di Cristo, della sua Chiesa, della speranza di una vita senza fine.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Luca 24,36b-53 – giovedì 29 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)
san Filippo Neri, sacerdote Tempo di Pasqua Rito Ambrosiano Mercoledì 28 Maggio 2025
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò».” (Gv 14,7-14)
La conoscenza del Signore Gesù si realizza in un percorso di fede che evolve nel tempo non senza impedimenti, incertezze, dubbi. Così è accaduto agli stessi Apostoli con le loro incertezze, dubbi. Gesù chiede di aver fiducia in lui, chiede di essere creduto perché così si potranno compiere opere impensabili. “Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.” Credere vuol dire ampliare il proprio sguardo dando la possibilità all’esistenza di una sfera spirituale che diventa conoscenza di Dio.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 14,7-14 – Mercoledì 28 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)
san Filippo Neri, sacerdote Tempo di Pasqua Rito Ambrosiano Martedì 27 Maggio 2025
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».” (Gv 14,1-6)
«Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me.» La fede è un valore aggiunto, uno sguardo verso l’eternità, una certezza della presenza del Signore lungo l’esistenza di una vita. Il Signore è la via, non certo facile e larga ma piena d’amore, è la verità a volte molto scomoda e dura da comprendere e accettare ma è la verità, e infine la vita, il Signore che ha creato tutto è datore di vita. «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me»
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 14,1-6 – Martedì 27 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)
san Filippo Neri, sacerdote Tempo di Pasqua Rito Ambrosiano Lunedì 26 Maggio 2025
“In quel tempo. Quando Giuda Iscariota fu uscito, il Signore Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri». Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi».” (Gv 13,31-36)
Gesù prima di lasciare i suoi discepoli con la sua passione, morte e risurrezione, dona la speranza con un comandamento nuovo: «che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.» Gesù è glorificato, in questo dona la sua vita in una grande espressione d’amore per i suoi discepoli e per tutta l’umanità. Invita a fare altrettanto con il comandamento nuovo, invita a donarsi in modo gratuito per amore e non per interessi personali. In questo c’è l’invito d’essere persone in piena concordia, in cammino insieme con l’unico punto di riferimento che è Gesù. Persone in concordia, in comunione, testimoniano l’amore di Gesù e donano speranza in un mondo disilluso.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 13,31-36 – Lunedì 26 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)
Tempo di Pasqua Rito Ambrosiano Domenica 25 Maggio 2025
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.
Un poco e non mi vedrete più; un poco ancora e mi vedrete». Allora alcuni dei suoi discepoli dissero tra loro: «Che cos’è questo che ci dice: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”, e: “Io me ne vado al Padre”?». Dicevano perciò: «Che cos’è questo “un poco”, di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol dire».
Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: «State indagando tra voi perché ho detto: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”? In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia.
La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia».” (Gv 16,12-22)
Gli apostoli prima della Pentecoste non sono in grado di portare il peso delle molte cose udite e viste nel loro peregrinare dietro a Gesù. Solo dopo l’effusione dello Spirito Santo saranno in grado di cogliere tutta verità, di portarne il peso con fortezza e viva speranza data dalla nuova presenza dello Spirito di verità in ognuno di loro.
Il peso della verità ha un grande costo umano, si trovano spesso forti opposizioni, critiche, molti preferiscono rimanere tranquilli poiché il costo sarebbe molto caro e così si eviterebbero tribolazioni. Questa scelta porta a una condizione di vita non bella, privata di verità, piuttosto che avere molte tribolazioni si preferisce il silenzio della verità. Ma il costo di scelte simili a queste è ancora più alto, si vive spenti spesso rassegnati a un futuro in declino. La bellezza è nello stare nella verità che dona speranza grazie allo Spirito Santo presente in ogni battezzato.
Gesù anticipa che i discepoli non saranno lasciati soli dopo la passione, morte e risurrezione, vi sarà lo Spirito della verità che sarà poi in ogni cristiano. Ci sarà la tribolazione e tristezza ma tutto ciò si tramuterà in una intensa gioia al rivedere il Signore Gesù dopo la sua risurrezione.
Tempo di Pasqua con l’attesa della Pentecoste, la pienezza della presenza del Signore in ogni cristiano, la vera speranza. Signore fa che i nostri sguardi siano verso la gioia, quella che solo tu puoi donare.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 16,12-22 – Domenica 25 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)
san Gregorio VII, papa Tempo di Pasqua Rito Ambrosiano Sabato 24 Maggio 2025
“In quel tempo. Quando ebbe lavato i piedi ai discepoli, il Signore Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica. Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto, ma deve compiersi la Scrittura: “Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno”. Ve lo dico fin d’ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io Sono. In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato».” (Gv 13,12a.16-20)
L’annuncio del Signore della sua imminente Passione dopo l’ultima cena con i suoi discepoli. Qui vi è anche l’annunzio di un nuovo invio da accogliere, è lo Spirito Santo che se accolto è accogliere Gesù ed è anche accogliere Dio Padre: «chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato» Una accoglienza nella fede che fa imparare quanto è importante accogliere le persone, dare ascolto, capire cosa stanno vivendo. Questo è l’iniziare del vivere l’amore nella carità.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 13,12a.16-20 – Sabato 24 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)
san Beda venerabile, sacerdote e dottore della Chiesa Tempo di Pasqua Rito Ambrosiano Venerdì 23 Maggio 2025
“In quel tempo. Il Signore Gesù esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».” (Gv 12,44-50)
Un riassunto conclusivo delle affermazioni di Gesù è in questo brano di Vangelo di Giovanni.
Credere in Gesù è credere in Dio Padre. Gesù è venuto come luce per sconfiggere le tenebre, per salvare il mondo e non per condannarlo. Quando si crede nel Signore Gesù si crede in Dio, nell’esistenza di Dio in colui che salva, in quella luce che fende le tenebre, in colui che non delude e non tradisce. Signore aumenta la nostra fede.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 12,44-50 – Venerdì 23 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)