Giovedì della V settimana di Pasqua

santa Rita da Cascia, religiosa
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Giovedì 22 Maggio 2025

“In quel tempo. Sebbene il Signore Gesù avesse compiuto segni così grandi davanti a loro, non credevano in lui, perché si compisse la parola detta dal profeta Isaia:
«Signore, chi ha creduto alla nostra parola?
E la forza del Signore, a chi è stata rivelata?».

Per questo non potevano credere, poiché ancora Isaia disse:
«Ha reso ciechi i loro occhi
e duro il loro cuore,
perché non vedano con gli occhi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano,
e io li guarisca!».

Questo disse Isaia perché vide la sua gloria e parlò di lui. Tuttavia, anche tra i capi, molti credettero in lui, ma, a causa dei farisei, non lo dichiaravano, per non essere espulsi dalla sinagoga. Amavano infatti la gloria degli uomini più che la gloria di Dio.” (Gv 12,37-43)

La durezza del cuore degli uomini è conosciuta dal Signore. I profeti la annunciarono più volte e così anche il profeta Isaia dice dell’incredulità di Israele difronte alla gloria del Signore.
Molti in Israele credettero ma coloro che rappresentavano la religione e la politica principale in Israele, i farisei, avevano il potere di espellerli dalla sinagoga, cioè scomunicarli.
Così molte persone non avevano il coraggio di dire ad alta voce che credevano in Gesù e anche questo fa parte del peccato dell’uomo.
Il coraggio di dire quello che si pensa fa parte della dignità dell’uomo, ognuno dovrebbe esercitare con schiettezza l’essere libero di esprimersi.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 12,37-43 – Giovedì 22 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della V settimana di Pasqua

santi Cristoforo Magallanes, sacerdote e compagni, martiri
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Mercoledì 21 Maggio 2025

“In quel tempo. Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù». Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».” (Gv 12,20-28)

Alcuni Greci vogliono vedere Gesù. La fama del Signore è giunta a persone straniere, fino ai Greci che vogliono conoscerlo. Gesù capisce che la sua missione ha avuto il suo compimento, è arrivata l’ora della conclusione con la sua prossima Passione Morte e Risurrezione. Qui esprime tutta la sua umanità, il suo turbamento e Gesù si offrirà in dono a tutta l’umanità.
Saranno gli Apostoli a diffondere il Vangelo e perché questo si compia il Signore Gesù dovrà offrire se stesso come vittima senza alcuna macchia. È giunta l’ora di permettere che sia giudicato, condannato, crocefisso, muoia e risorga!
La Speranza si riaccende.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 10,31-42 – Martedì 20 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Martedì della V settimana di Pasqua

san Bernardino da Siena, sacerdote
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Martedì 20 Maggio 2025

“In quel tempo. Di nuovo i Giudei raccolsero delle pietre per lapidarlo. Il Signore Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: “Io ho detto: voi siete dèi”? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata –, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani. Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui.” (Gv 10,31-42)

Alcuni Giudei volevano lapidare Gesù perché aveva detto “Sono Figlio di Dio”.
L’affermazione di Gesù è importante e se umanamente non è credibile perché appare uomo come tutti gli uomini, dovrebbe essere accolta per quello che ha fatto, per i miracoli, e per la sapienza e conoscenza delle Scritture ispirata.
Ma i Giudei avevano chiuso il cuore, e per loro era inconcepibile che un uomo sia apparentato con Dio perché così facendo si fa Dio e nessun uomo può affermare questo. Questa convinzione impediva loro di percepirlo come il Cristo, il Figlio di Dio, Dio stesso.
Ma altre persone ebbero fiducia in lui e credevano.
Aiutaci Signore a essere testimoni del tuo amore, aiutaci ad accoglierti.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 10,31-42 – Martedì 20 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Lunedì della V settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Lubedì 19 Maggio 2025

“In quel tempo. Di nuovo il Signore Gesù disse ai Giudei: «Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire». Dicevano allora i Giudei: «Vuole forse uccidersi, dal momento che dice: “Dove vado io, voi non potete venire”?». E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati». Gli dissero allora: «Tu, chi sei?». Gesù disse loro: «Proprio ciò che io vi dico. Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo». Non capirono che egli parlava loro del Padre. Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite».
A queste sue parole, molti credettero in lui.” (Gv 8,21-30)

Quei Giudei che polemizzavano con Gesù non riuscivano a staccarsi dal loro peccato che impediva a loro di riconoscerlo come il Cristo. Il peccato acceca e cancella l’evidenza anche quella più limpida. Il rimanere nel peccato fa cadere in un vortice dove aumenta sempre di più la sordità e la cecità della persona. Così accade per quei Giudei e così accade ancora oggi purtroppo per non poche persone.
Ma anche quei Giudei così radicati e convinti delle loro idee, avranno quella possibilità di lasciare i loro peccati dopo che avranno fatto condannare e innalzare sulla Croce Gesù.
Questo fa parte del grande mistero della misericordia di Dio che supera anche oggi ogni aspettativa umana, e quei Giudei avranno la possibilità del perdono.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 8,21-30 – Lunedì 19 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

V Domenica di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Domenica 18 Maggio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».” (Gv 13,31b-35)

Il nuovo comandamento dell’amore torva sorgente in Gesù poiché lui stesso è il punto focale dell’amore, è l’amore in persona. Questo non è un modo di dire per cui una persona è ricolma d’amore ma Gesù è veramente Amore, è lui l’artefice dell’amore.
Gesù dando il comandamento dell’amore, chiede di fare come lui ha fatto:
«Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.»
Il comandamento è nuovo, riguarda la nuova alleanza portata da Gesù con il suo esempio: la totale dedizione e l’offerta della vita per i suoi discepoli e poi per l’intera umanità.
«Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri»
Ed ecco l’espressione d’amore proposta da S. Paolo come carità:
La carità è magnanima,
benevola è la carità;
non è invidiosa,
non si vanta,
non si gonfia d’orgoglio,
non manca di rispetto,
non cerca il proprio interesse,
non si adira,
non tiene conto del male ricevuto,
non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità.
Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
La carità non avrà mai fine.
(1 Corinzi 13,4-8a)


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 13,31b-35 – Domenica 18 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Venerdì della quarta settimana di Pasqua

beato Luigi Orione, sacerdote
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Venerdì 16 Maggio 2025

“In quel tempo. Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia». Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato». Cercavano allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora. Molti della folla invece credettero in lui, e dicevano: «Il Cristo, quando verrà, compirà forse segni più grandi di quelli che ha fatto costui?».” (Gv 7,25-31)

Continua la discussione fra coloro che non credono in Gesù e coloro che credono che sia il Messia.
I primi sapendo di conoscere le scritture, fanno obiezioni ma non è sufficiente la conoscenza, ci vuole anche l’onestà intellettuale, il far funzionare il cuore. I secondi guardando lo stile di vita e i segni che faceva Gesù, e questi ultimi credono.
I primi usavano solo l’intelletto basandosi sulle scritture che credevano di interpretare bene e tentando di cogliere in esse quello che non vi era scritto o era in contraddizione da parte di Gesù. Ma facendo così non vedevano tutto quello che le scritture dicevano riguardo a Gesù. Avevano legato Dio a una loro idea per cui il Cristo doveva venire in un modo diverso da quello di Gesù.
I secondi vedevano nei segni di Gesù l’amore di Dio per l’umanità. Questi conoscevano un po’ più Dio Padre perché non lo legavano a dei personali concetti, erano più liberi e disposti alla novità di salvezza portata da Gesù e credevano in lui.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 7,25-31 – Venerdì 16 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Giovedì della quarta settimana di Pasqua

A metà della festa
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Giovedì 15 Maggio 2025

“In quel tempo. Quando ormai si era a metà della festa, il Signore Gesù salì al tempio e si mise a insegnare. I Giudei ne erano meravigliati e dicevano: «Come mai costui conosce le Scritture, senza avere studiato?». Gesù rispose loro: «La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato. Chi vuol fare la sua volontà, riconoscerà se questa dottrina viene da Dio, o se io parlo da me stesso. Chi parla da se stesso, cerca la propria gloria; ma chi cerca la gloria di colui che lo ha mandato è veritiero, e in lui non c’è ingiustizia. Non è stato forse Mosè a darvi la Legge? Eppure nessuno di voi osserva la Legge! Perché cercate di uccidermi?». Rispose la folla: «Sei indemoniato! Chi cerca di ucciderti?». Disse loro Gesù: «Un’opera sola ho compiuto, e tutti ne siete meravigliati. Per questo Mosè vi ha dato la circoncisione – non che essa venga da Mosè, ma dai patriarchi – e voi circoncidete un uomo anche di sabato. Ora, se un uomo riceve la circoncisione di sabato perché non sia trasgredita la legge di Mosè, voi vi sdegnate contro di me perché di sabato ho guarito interamente un uomo? Non giudicate secondo le apparenze; giudicate con giusto giudizio!».” (Gv 7,14-24)

Siamo alla metà della Festa,fra la Pasqua e la Pentecoste.
Nel Vangelo troviamo un grande stupore per via della sapienza del Signore Gesù pur non avendo frequentato le scuole. Da dove arrivava questa sapienza? Questa doveva essere un segno chiaro per tutti coloro che lo ascoltavano, aveva una chiarezza su tutte le Scritture che nessun uomo fino ad allora aveva avuto. Tutto doveva far pensare di rivedere la posizione di condanna già presa nei confronti di Gesù ma i cuori erano induriti, rifiutavano di riconoscere nelle stesse Scritture la persona di Gesù che avevano di fronte.
Gesù è colui che le Scritture annunciano e la decisione di rifiutarlo era più forte dell’accoglierlo. Dopo numerosi segni, e le prove di sapienza, il Signore viene rifiutato.
Molti cuori induriti vi sono anche oggi, e anche se vedessero Gesù in persona e i suoi numerosi segni, per molti non basterebbe.
Ma ci sono molte persone che credono nella profondità del cuore e questa è la forza della Chiesa, la testimonianza che c’è il Signore Risorto che agisce ancora oggi in mezzo a noi. Questa è la nostra Speranza!


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 7,14-24 – Giovedì 15 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

San Mattia apostolo

Festa
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Mercoledì 14 Maggio 2025

“In quel tempo. Pietro disse al Signore Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna».” (Mt 19,27-29)

San Mattia apostolo viene citato nel primo capitolo degli Atti degli apostoli (Atti 1,23) ed è chiamato a ricomporre il numero di dodici sostituendo Giuda Iscariota. Vi erano due candidati per l’elezione, Giuseppe detto Barsabba il giusto molto stimato e Mattia. Il giudizio umano viene messo da parte e viene eletto Mattia. Il Signore conosce le profondità dei cuori di ognuno.
Gli apostoli come Mattia hanno lasciato tutto e Pietro pone la domanda molto umana nel Vangelo: che cosa ne avranno in cambio? Domanda forse fuori luogo poiché avevano con loro Dio in persona ma non vi era la piena consapevolezza a riguardo. E chi al loro posto avrebbe potuto cogliere una simile cosa?
Gesù risponde che in cambio ci sarà moltissimo, non solo per gli apostoli ma per chiunque farà una scelta simile:
«Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna»


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 19,27-29 – Mercoledì 14 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Martedì della IV settimana di Pasqua

B.V. Maria di Fatima
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Martedì 13 Maggio 2025

“In quel tempo. Molti dei discepoli del Signore Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».
Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».” (Gv 6,60-69)

Le parole pronunciate da Gesù sono di difficile comprensione anche per gli stessi discepoli. «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?»
I discepoli capiranno le parole di Gesù quando salirà al cielo, quando risorgerà e salirà accanto al Padre. L’uomo da solo non è in grado di cogliere le cose di Dio poiché «la carne non giova a nulla», ha bisogno dello Spirito di Dio che gli dona la capacità di aprirsi a nuovi orizzonti e di capire la parola di Gesù per quanto gli è donato.
«È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla»
Sulla fiducia i Dodici rimangono con Gesù anche se non riescono a comprendere le sue parole.
«Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio»


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,60-69 – Martedì 13 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Lunedì della IV settimana di Pasqua

santi Nèreo e Achìlleo
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Lunedì12 Maggio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse alla folla: «Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».” (Gv 6,44-51)

Una affermazione che dice la scelta di Dio: «Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato»
Una scelta di Dio, è sempre una scelta di Dio in ogni caso, anche quella di lasciare libero l’uomo nelle sue scelte perché lo passa amare liberamente con il rischio del peccato.
Poi Gesù stesso aggiunge: “Chi crede ha la vita eterna” Gesù che è Dio, si dona come pane vivo disceso dal cielo. Un pane che nutre in profondità.
Non si tratta del pane per sfamare il bisogno di nutrimento del corpo, si tratta del pane per nutrire la persona che governa il corpo. Siamo fatti di corpo, anima, mente, e abbiamo bisogno molto di nutrire la nostra anima per poter essere felici, per realizzare la propria e unica vocazione di una vita che può diventare colorata, viva, grazie all’azione del nostro Signore Gesù. Così si riaccende la Speranza nei cuori.
“Chi crede ha la vita eterna”


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,44-51 – Lunedì 12 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)