Giovedì della II settimana di Pasqua

san Giuseppe lavoratore
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Giovedì 1° Maggio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Nicodèmo: «Dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito». Gli replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?». Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro d’Israele e non conosci queste cose? In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».” (Gv 3,7b-15)

Nicodemo, fariseo e membro del Sinedrio, continua la sua ricerca per capire chi è Gesù. Lo Spirito Santo già donato nel Battesimo ha una importanza fondante. Il credente si affida ma non sa dove lo porterà, simile al vento cui non si conosce la provenienza, e non ne conosce la destinazione. Se ci si lascia guidare dallo Spirito del Signore vi è sapore e stupore lungo la vita perché il Signore vuole il bene e la pienezza di vita della persona.
Questo dono dello Spirito è grazie alla venuta di Gesù il quale si offre nella sua passione, morte e risurrezione «perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna»


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 3,7b-15 – Giovedì 1° Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della II settimana di Pasqua

san Pio V, papa
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Mercoledì 30 Aprile 2025

“In quel tempo. Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò dal Signore Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio». Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto».” (Gv 3,1-7)

Nicodèmo era uno dei capi dei Giudei, persona di una certa importanza facente parte del Sinedro, il tribunale dei Giudei. Vuole capire chi è Gesù. Per questo va da Gesù di notte per non essere visto dai suoi e inizia un dialogo con Gesù. Il dialogo è importante e permette di capire tante cose se si lascia parlare fino in fondo l’interlocutore. In questo dialogo coglie la novità, nascere dall’alto. Si tratta del Battesimo, una vera nascita spirituale.
Dovremmo ricordarci spesso di essere persone battezzate, rinate dall’alto, persone che hanno in sé la presenza dello Spirito Santo e in esso la Speranza.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 3,1-7 – Mercoledì 30 Aprile 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Santa Caterina da Siena

Festa
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Martedì 29 Aprile 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora». (Mt 25,1-13)

Santa Caterina da Siena patrona d’Italia. È la santa che ha convinto il papa Gregorio X ad Avignone a ritornare a Roma nel 1337. Santa Caterina da Siena non aveva ricevuto istruzione da uomini ma aveva lo Spirito di Dio in sé e per questo era una santa ascoltata per la sua saggezza da dotti e sapienti.
Ascoltò fin da piccola quella chiamata dal Signore, per questo non volle maritarsi e andò con tutta se stessa in una piccola stanza di un convento.
La saggezza e la Speranza consiste in uno sguardo fermo sulla propria vocazione in modo che nulla la possa distogliere, come quelle vergini che hanno fatto scorta di olio per le loro lampade affinché rimanessero salde nell’attesa e nella speranza dell’incontro con lo sposo.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 25,1-13 – Martedì 29 Aprile 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Lunedì della II settimana di Pasqua

santa Gianna Beretta Molla
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Lunedì 28 Aprile 2025

“In quel tempo. Giovanni stava là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo sul Signore Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa Maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.(Gv 1,35-42)

L’incontro con il Signore Gesù con i suoi primi discepoli parte dalla testimonianza di Giovanni il Battista che lo indica: «Ecco l’agnello di Dio!».
Due dei discepoli di Giovanni Battista allora seguono Gesù. Da questo incontro nasce la vocazione di questi due discepoli fra cui il fratello di Simon Pietro che lo fa incontrare con Gesù: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa»
L’essere testimoni di Gesù è essere diffusori del bene per suscitare in alcune persone il desiderio di approfondire e magari seguire il Signore facendo rinascere la Speranza. Giovanni il Battista compie la sua missione testimoniando il Cristo, e così facendo iniziano a esserci discepoli di Gesù che a loro volta diventeranno testimoni che susciteranno altri testimoni ancora.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 1,35-42 – Lunedì 28 Aprile 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

II Domenica di Pasqua

Domenica in Albis depositis
Tempo di Pasqua

Rito Ambrosiano
Domenica 27 Aprile 2025

“In quel tempo. La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.”(Gv 20,19-31)

Gesù appare a dieci Apostoli, Tommaso è assente. Erano riuniti nel Cenacolo a porte chiuse per paura, temevano l’arrivo dei Giudei per arrestarli e processarli. La paura si muta in stupore e gioia al vedere apparire il Signore Gesù in mezzo a loro con i segni delle ferite subite durante la passione. Gesù conferisce un potere che sembra sproporzionato, immenso, riguarda il futuro nell’eternità delle persone:
«Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Questa possibilità di rimettere o meno i peccati delle persone è mediato dallo Spirito Santo ricevuto dagli Apostoli e con una esplicita missione data dallo stesso Gesù. Gli stessi Apostoli e i loro successori, i Vescovi, continueranno a trasmettere ciò perché la Chiesa si formasse e trasmettesse anche la Divina Misericordia con il perdono dei peccati.
Oggi ricordiamo anche la Divina Misericordia, l’espressione dell’amore più alto del Signore per ogni sua creatura. Papa Francesco ha lasciato di perdonare sempre ogni persona che si presenti alla Confessione, perché Dio vuole il perdono.
“Dobbiamo distinguere, una cosa è perdonare, un’altra cosa è dimenticare. Non si può dimenticare. Ma perdonare nel ricordo è molto importante” (Papa Francesco aprile 2025)
Ciò apre ad futuro che può diventare diverso in una via di perdono che apre alla pace.
Papa Francesco ci ha lasciato anche l’esempio del dialogo, dell’ascolto anche di opinioni molto differenti. Il dialogo può aprire anche alla collaborazione se pur non facile e apre a vie inaspettate. Ecco dunque una via che qui nello nostra città di Casorezzo è da tenere sempre viva con il nostro Comune e tutte le realtà del territorio. Credo che vi siano molte possibilità di dialogo, collaborazione in uno sguardo che ci accomuna verso i nostri giovani.
Capita che ci siano persone che non erano presenti quando accadono eventi importanti e Tommaso non era presente, si è perso una grande cosa, ma pur riferendogli l’accaduto da parte dei suoi amici Apostoli non crede. Eppure ha vissuto con loro per tre anni seguendo Gesù, li conosceva e sapeva bene che non potevano inventare una cosa così importante.
Dopo una settimana comunque Tommaso va anche lui nel Cenacolo ed è assieme con tutti gli altri Apostoli. Gesù appare ed esprime la Divina Misericordia e Tommaso non può che dire: «Mio Signore e mio Dio!»
Cristo Signore è risorto, Alleluia!


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 20,19-31 – Domenica 27 Aprile 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

VII Giorno dell’Ottava di Pasqua

Sabato in Albis depositis
Tempo di Pasqua

Rito Ambrosiano
Sabato 26 Aprile 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla. Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.”(Gv 21,1-14)

Fra i discepoli vi è un clima di adagiamento, quasi che il Signore Gesù da Risorto non si fosse fatto ancora vedere. In realtà secondo il Vangelo di Giovanni era già apparso loro nel cenacolo a porte chiuse e per due volte. Sembra che con il passare del tempo la gioia e l’entusiasmo di Gesù Risorto dai morti si sia attenuato.
Giunge la Luce, Giovanni riconosce il Signore sulla riva, Pietro riacquista tutta la sua forza per raggiungerlo. Rinasce la Speranza e anche oggi è l’Anno Giubilare della Speranza. Papa Francesco ha terminato il suo percorso terreno lunedì scorso e ha lasciato una traccia viva di speranza a tutti i credenti cattolici indicando la via della solidarietà dello spegnere le guerre, della vicinanza ai più bisognosi. La Speranza è viva anche grazie a Papa Francesco, e nella Speranza sia nell’abbraccio con il nostro Signore Gesù.
Cristo Signore è risorto, Alleluia!


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 21,1-14 – Sabato 26 Aprile 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

VI Giorno dell’Ottava di Pasqua

Venerdì in Albis
Tempo di Pasqua

Rito Ambrosiano
Venerdì 25 Aprile 2025

“In quel tempo. Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a ungere il corpo di Gesù. Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole. Dicevano tra loro: «Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?». Alzando lo sguardo, osservarono che la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto. Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: “Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”».(Mc 16,1-7)

«Non abbiate paura!»
Accade un evento inatteso e inconsueto: un giovane è nel sepolcro in veste bianca. Le donne hanno paura ma questa dev’essere sconfitta per portare l’annuncio ai discepoli e a Pietro.
Il Signore Gesù Risorto dà la forza di essere testimoni senza aver paura di chi non crede, di chi prende in giro, di chi sbeffeggia e di chi considera la fede come cosa da superstiziosi. La fede nel Risorto è una grande risorsa qui sulla terra e la grande Speranza della vita eterna, dono d’amore.
Cristo Signore è risorto, Alleluia!


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 24,36b-49 – Venerdì 25 Aprile 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

V Giorno dell’Ottava di Pasqua

Giovedì in Albis
Tempo di Pasqua

Rito Ambrosiano
Giovedì 24 Aprile 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù in persona stette in mezzo ai discepoli e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».” (Lc 24,36b-49)

Mentre si parlava delle apparizioni di Gesù ai discepoli e al messaggio dell’angelo alle donne, ecco apparire Gesù in mezzo ai discepoli e agli Apostoli che lo vedono da Risorto per la prima volta.
Il saluto di Gesù è pieno di significato: «Pace a voi!». La visione di Gesù provoca paura, era stato crocefisso ed era morto. Come poteva essere lì presente, forse un fantasma? La paura si tramuta in gioia ed è veramente Gesù in carne ed ossa con quelle ferite subite durante la crocifissione, è Lui!
La promessa dello Spirito Santo è una conseguenza della Risurrezione del Signore, è l’essere rivestiti di potenza dall’alto che non abbandona più il credente cristiano.
Cristo Signore è risorto, Alleluia!


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 24,36b-49 – Giovedì 24 Aprile 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

IV Giorno dell’Ottava di Pasqua

Mercoledì in Albis
Tempo di Pasqua

Rito Ambrosiano
Mercoledì 23 Aprile 2025

“In quello stesso giorno due discepoli del Signore Gesù erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.” (Lc 24,13-35)

Due dei discepoli rimangono delusi dato il fallimento delle aspettative nei confronti del Signore Gesù. Colui che avevano seguito e ascoltato era stato crocefisso e in aggiunta tre giorni dopo alcune donne dicono che è vivo. Questo sembrava strano e come altri avevano il pensiero di un vaneggiamento delle donne.
Però Gesù si affianca a loro e spiega che così doveva andare secondo le Scritture, i profeti che si riferiscono a lui. L’ascolto dei due discepoli che non si accorgono che è Gesù, sembra attento a tal punto da invitarlo a casa per la cena. Gesù spezza il pane, i discepoli lo riconoscono, è vivo e davanti a loro, è veramente risuscitato!
La delusione si tramuta in gioia!
«Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?»
Cristo Signore è risorto, Alleluia!


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 24,13-35 – Mercoledì 23 Aprile 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

III Giorno dell’Ottava di Pasqua

Martedì in Albis
Tempo di Pasqua

Rito Ambrosiano
Martedì 22 Aprile 2025

“In quel tempo. Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».
Mentre esse erano in cammino, ecco, alcune guardie giunsero in città e annunciarono ai capi dei sacerdoti tutto quanto era accaduto. Questi allora si riunirono con gli anziani e, dopo essersi consultati, diedero una buona somma di denaro ai soldati, dicendo: «Dite così: “I suoi discepoli sono venuti di notte e l’hanno rubato, mentre noi dormivamo”. E se mai la cosa venisse all’orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione». Quelli presero il denaro e fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questo racconto si è divulgato fra i Giudei fino ad oggi.” (Mt 28,8-15)

«Salute a voi!»
È il saluto rivolto dal Risorto alle donne che avevano appena ricevuto dall’angelo la notizia: «È risorto dai morti »
Le donne non possono che adorarlo e toccarlo, in esse la gioia è incontenibile. Non possono fare altro che annunciarlo in fretta ai discepoli di Gesù. Le donne diventano annunciatrici dell’evento cristiano, del motivo di essere cristiani. Dopo anche gli Apostoli vedranno Gesù Risorto, saranno loro a dover costruire la Chiesa di Gesù.
Cristo Signore è risorto, Alleluia!


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 28,8-15 – Martedì 22 Aprile 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)