Tempo di Quaresima Rito Ambrosiano Mercoledì 9 Aprile 2025
“In quel tempo. Il Signore Gesù prese con sé i Dodici e disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e si compirà tutto ciò che fu scritto dai profeti riguardo al Figlio dell’uomo: verrà infatti consegnato ai pagani, verrà deriso e insultato, lo copriranno di sputi e, dopo averlo flagellato, lo uccideranno e il terzo giorno risorgerà». Ma quelli non compresero nulla di tutto questo; quel parlare restava oscuro per loro e non capivano ciò che egli aveva detto.” (Lc 18,31-34)
Nel terzo annuncio della morte e risurrezione del Signore Gesù secondo Luca, vi è una particolare descrizione di quello che accadrà. Una profonda umiliazione del corpo e dello spirito. L’incomprensione da parte dei Dodici è completa, non avevano compreso nulla di quello che Gesù aveva annunciato. «quel parlare restava oscuro per loro e non capivano ciò che egli aveva detto.» L’incomprensione fa parte della umanità, anche quella dei Dodici, a volte perché non si vuole comprendere un qualche cosa di umanamente terribile. Signore apri i cuori perché possano vedere e comprendere grazie alla tua luce.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Luca 18,31-34 – Mercoledì 9 aprile 6 Aprile 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Rito Ambrosiano Martedì 8 Aprile 2025
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre». Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio». Gesù riprese: «Non sono forse io che ho scelto voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo!». Parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota: costui infatti stava per tradirlo, ed era uno dei Dodici.” (Gv 6,63b-71)
Gesù sta concludendo il lungo discorso sul Pane di Vita, schietto e veritiero. L’uomo lasciato a se stesso, senza lo Spirito Santo che accolto agirebbe nell’uomo, è incapace di capire. Molti se ne vanno via e Gesù rimane con i suoi Dodici che rimangono con quella fiducia espressa da Simon Pietro, si fidano di Gesù anche se non capiscono. Gesù si sta avviando verso la sua passione, morte e risurrezione. È un momento intenso e pieno di incomprensioni da parte dei discepoli che lo abbandoneranno più tardi.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,63b-71 – Martedì 8 aprile 6 Aprile 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Rito Ambrosiano Lunedì 7 Aprile 2025
“In quel tempo. Il Signore Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia e altri uno dei profeti». Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno. E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».” (Mc 8,27-33)
Pietro: «Tu sei il Cristo». Poco dopo lo stesso Pietro si mise a rimproverare Gesù perché aveva annunciato la sua passione morte e risurrezione. Pietro, come anche gli altri Apostoli, non si aspettava una fine così tragica del Signore Gesù, probabilmente si aspettava una vittoria potente e gloriosa contro ogni forza del male e lo ristabilimento dell’armonia e pace in tutto Israele scordandosi dell’annuncio della risurrezione. Ma è un pensiero mirato tutto ad un ristabilimento terreno di una giustizia prettamente umana. Gesù è venuto per annunciare la salvezza dell’uomo e la possibilità della vita eterna, un annuncio per tutti gli uomini, compresi quelli più cattivi. Il pensiero di Dio è molto differente da quello dell’uomo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Marco 8,27-33 – Lunedì 7 aprile 6 Aprile 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Domenica di Lazzaro Tempo di Quaresima Rito Ambrosiano Domenica 6 Aprile 2025
“In quel tempo. Un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato».
All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui».
Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, si è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro.
Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto.
Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione». Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.” (Gv 11,1-53)
Lettera alla Sorella e al Fratello nella malattia.
Sembrava tutto finito, sembrava che non vi fosse più alcuna speranza. Gesù nel suo tanto da fare, nel prodigarsi di annunciare la buona notizia a tante persone è rimasto lì, non è venuto a salvare il suo amico Lazzaro. Eppure lo avevano avvisato, gli avevano detto che stava veramente male e che aveva bisogno della guarigione, quella di Gesù!
Gesù arriva tardi, da quatto giorni Lazzaro era morto e non si poteva neanche più entrare in quella tomba scavata nella roccia perché l’odore ormai era insopportabile.
Ma Gesù dove eri finito? Ma perché non hai ascoltato il grido di aiuto delle sorelle, di Marta e di Maria a cui volevi molto bene. Ma cosa ti è successo, cosa è accaduto perché tu non sei corso subito a guarire Lazzaro?
Gesù arriva tardi, Marta e poi Maria gli dicono la stessa cosa:
«Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!»
Gesù, nell’incontro con Marta tenta di farle capire che è lui il Cristo, è lui la Risurrezione e la Vita, nulla è perduto, neanche Lazzaro.
Ma Lazzaro è morto e Gesù, accanto a quella tomba scavata nella roccia, scoppia in pianto. Sembra tutto finito e anche Marta vacilla non poco nella fede in Gesù e ha timore che nel togliere quella pietra che chiude il sepolcro riveli la salma di Lazzaro ormai in decomposizione. Ma Gesù rilancia ancora una volta la fede:
«Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?»
Gesù compie il miracolo: Lazzaro esce da quella tomba vivo ancora con le bende. La speranza inizia a sorgere come un’alba che promette una radiosa giornata.
La Risurrezione e la Vita è presente, è Gesù, e vuole donare speranza a chi è nella malattia, nella difficoltà della vita dove sembra che tutto ormai sia finito. Vi è la Speranza donata dal Signore Gesù, vi è la Vita, vi è la Risurrezione dai morti, vi è la vita eterna!
Cara Sorella, caro Fratello nella malattia, il Signore vuole donare la Speranza che può giungere nei cuori affranti e addolorati perché possano essere rinfrancati dalla Pasqua che sta per giungere nell’Anno giubilare della Speranza, perché nella malattia si è nel pieno Pellegrini di Speranza.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 11,1-53 – Domenica 6 Aprile 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Rito Ambrosiano Sabato 5 Aprile 2025
“In quel tempo. Furono portati al Signore Gesù dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li rimproverarono. Gesù però disse: «Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli». E, dopo avere imposto loro le mani, andò via di là.” (Mt 19,13-15)
La schiettezza, la semplicità, la verità senza mezzi termini e l’innocenza dei bambini potrebbe essere esempio per molti adulti. Sono valori dimenticati da quando si perde quell’innocenza che si aveva da bambini piccoli. Sono valori da riprendere per tornare a essere persone che vogliono vivere nella verità donata da Gesù. «Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli»
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Matteo 19,13-15 – Sabato 5 Aprile 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Rito Ambrosiano Venerdì 4 Aprile 2025
VENERDÌ DI QUARESIMA IN RITO AMBROSIANO
Nel Rito Ambrosiano la Quaresima dura 40 giorni dalla 1° Domenica di Quaresima (9 marzo 2025) a Giovedì Santo (17 aprile 2025). I Venerdì di Quaresima sono senza l’Eucarestia (aliturgici o anaeucarisitci, non vengono celebrate Messe e non si distribuisce la Comunione) per vivere in modo profondo la Passione e morte del Signore. Vengono di norma celebrate comunitariamente una o più VIA CRUCIS e si prega davanti alla Croce del Signore.
PREGHIERA A GESÙ CROCIFISSO
Eccomi, o mio amato e buon Gesù che alla tua Santissima presenza prostrato, ti prego con il fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza, di carità, di dolore dei miei peccati, e di proponimento di non offenderti, mentre io con tutto l’amore e la compassione vado considerando le tue cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di Te, o Gesù mio, il santo profeta Davide: «Hanno trapassato le mie mani e i miei piedi, hanno contato tutte le mie ossa».
Dal Messaggio di Papa Francesco per la Quaresima ultima parte
Sorelle e fratelli, grazie all’amore di Dio in Gesù Cristo, siamo custoditi nella speranza che non delude (cfr Rm 5,5). La speranza è “l’ancora dell’anima”, sicura e salda. In essa la Chiesa prega affinché «tutti gli uomini siano salvati» ( 1Tm 2,4) e attende di essere nella gloria del cielo unita a Cristo, suo sposo. Così si esprimeva Santa Teresa di Gesù: «Spera, anima mia, spera. Tu non conosci il giorno né l’ora. Veglia premurosamente, tutto passa in un soffio, sebbene la tua impazienza possa rendere incerto ciò che è certo, e lungo un tempo molto breve» ( Esclamazioni dell’anima a Dio, 15, 3)
Dal catechismo della Chiesa Cattolica n° 1817 La speranza è la virtù teologale per la quale desideriamo il regno dei cieli e la vita eterna come nostra felicità, riponendo la nostra fiducia nelle promesse di Cristo e appoggiandoci non sulle nostre forze, ma sull’aiuto della grazia dello Spirito Santo. « Manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza, perché è fedele colui che ha promesso » (Eb 10,23). Lo Spirito è stato « effuso da lui su di noi abbondantemente per mezzo di Gesù Cristo, Salvatore nostro, perché, giustificati dalla sua grazia, diventassimo eredi, secondo la speranza, della vita eterna» (Tt 3,6-7).
A cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI Venerdì 4 aprile 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Rito Ambrosiano Giovedì 3 Aprile 2025
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande». Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi.” (Mt 7,21-29)
L’ascolto della Parola del Signore mettendo nel cuore quelle parole, nel tempo costruisce una fede che diventa solida. Ma l’ascolto superficiale diviene vano e alle prime difficoltà la fede crolla come un castello di carta. In Quaresima c’è una chiamata alla conversione che tratta anche l’ascolto della Parola del Signore, veicolo per rafforzare la fede e al speranza.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Matteo 7,21-29 – Giovedì 3 Aprile 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Rito Ambrosiano Mercoledì 2 Aprile 2025
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano! Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li riconoscerete»” (Mt 7,13-20)
La porta che conduce alla vita è stretta ma quando si riesce a trovarla non interessano più le altre porte spaziose che portano nel tempo verso l’infelicità anche se all’inizio sembra esattamente il contrario. La porta stretta è quella della conversione seguendo Gesù che vuole portare alla pienezza di vita. Anche oggi vi sono falsi profeti e anche oggi c’è il problema del loro riconoscimento. Dalle loro opere e dalle loro affermazioni si potrà capire la verità. «Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li riconoscerete»
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Matteo 7,6-12 – Mercoledì 2 Aprile 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Rito Ambrosiano Martedì 1° Aprile 2025
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi. Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono! Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti».” (Mt 7,6-12)
Un saggio discernimento è sempre da fare per non esporre alla derisione le cose importanti cui si crede: ad esempio la fede in Gesù, il fatto di credere nella esistenza di Dio. Queste cose oggi sono spesso motivo anche di derisione ed è inutile esporre a queste persone qualche cosa di profondo della fede perché tutto ciò sarebbe calpestato. In questi casi basta la testimonianza, il comportamento coerente con quello che si crede. Continuare sempre la ricerca della bellezza della fede è cosa buona perché «chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto.»
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Matteo 7,6-12 – Martedì 1° Aprile 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Rito Ambrosiano Lunedì 31 Marzo 2025
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio c’è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».” (Mt 7,1–5)
Il giudizio spesso è già una condanna. Spesso capita che una opinione riguardo un’altra persona sia già una condanna e questa persona è già limitata nella sua libertà per la perdita di fiducia. Troppo spesso il giudizio è superficiale e non conoscendo bene la persona giudicata è possibile recare danni, anche piuttosto gravi. «Non giudicate, per non essere giudicati;» Quel difetto di un fratello che sembra gigantesco spesso è qualche cosa di piccolo erroneamente ingigantito. La correzione fraterna è cosa buona e dev’essere fatta con molta umiltà considerandosi sempre pieni di difetti. Gesù donaci speranza!
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Matteo 7,1-5 – Lunedì 31 Marzo 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)