San Mattia apostolo

Festa
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Mercoledì 14 Maggio 2025

“In quel tempo. Pietro disse al Signore Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna».” (Mt 19,27-29)

San Mattia apostolo viene citato nel primo capitolo degli Atti degli apostoli (Atti 1,23) ed è chiamato a ricomporre il numero di dodici sostituendo Giuda Iscariota. Vi erano due candidati per l’elezione, Giuseppe detto Barsabba il giusto molto stimato e Mattia. Il giudizio umano viene messo da parte e viene eletto Mattia. Il Signore conosce le profondità dei cuori di ognuno.
Gli apostoli come Mattia hanno lasciato tutto e Pietro pone la domanda molto umana nel Vangelo: che cosa ne avranno in cambio? Domanda forse fuori luogo poiché avevano con loro Dio in persona ma non vi era la piena consapevolezza a riguardo. E chi al loro posto avrebbe potuto cogliere una simile cosa?
Gesù risponde che in cambio ci sarà moltissimo, non solo per gli apostoli ma per chiunque farà una scelta simile:
«Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna»


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 19,27-29 – Mercoledì 14 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Martedì della IV settimana di Pasqua

B.V. Maria di Fatima
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Martedì 13 Maggio 2025

“In quel tempo. Molti dei discepoli del Signore Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».
Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».” (Gv 6,60-69)

Le parole pronunciate da Gesù sono di difficile comprensione anche per gli stessi discepoli. «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?»
I discepoli capiranno le parole di Gesù quando salirà al cielo, quando risorgerà e salirà accanto al Padre. L’uomo da solo non è in grado di cogliere le cose di Dio poiché «la carne non giova a nulla», ha bisogno dello Spirito di Dio che gli dona la capacità di aprirsi a nuovi orizzonti e di capire la parola di Gesù per quanto gli è donato.
«È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla»
Sulla fiducia i Dodici rimangono con Gesù anche se non riescono a comprendere le sue parole.
«Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio»


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,60-69 – Martedì 13 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Lunedì della IV settimana di Pasqua

santi Nèreo e Achìlleo
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Lunedì12 Maggio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse alla folla: «Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».” (Gv 6,44-51)

Una affermazione che dice la scelta di Dio: «Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato»
Una scelta di Dio, è sempre una scelta di Dio in ogni caso, anche quella di lasciare libero l’uomo nelle sue scelte perché lo passa amare liberamente con il rischio del peccato.
Poi Gesù stesso aggiunge: “Chi crede ha la vita eterna” Gesù che è Dio, si dona come pane vivo disceso dal cielo. Un pane che nutre in profondità.
Non si tratta del pane per sfamare il bisogno di nutrimento del corpo, si tratta del pane per nutrire la persona che governa il corpo. Siamo fatti di corpo, anima, mente, e abbiamo bisogno molto di nutrire la nostra anima per poter essere felici, per realizzare la propria e unica vocazione di una vita che può diventare colorata, viva, grazie all’azione del nostro Signore Gesù. Così si riaccende la Speranza nei cuori.
“Chi crede ha la vita eterna”


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,44-51 – Lunedì 12 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

IV Domenica di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Domenica 11 Maggio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».” (Gv 15,9-17)

L’abbraccio di Dio per l’uomo è la venuta del suo unico Figlio Gesù che è Dio. Il Figlio, Gesù ha il desiderio di amore per l’uomo che è sua creatura: «Rimanete nel mio amore.»
Rimanere nell’amore del Signore Gesù è e può essere solo in una scelta libera. L’amore non può essere comprato, venduto, costretto, imposto. Lo si può vivere, lo si può desiderare, accettare donare, ricevere.
C’è un modo per rimanere nell’amore del Signore, rimanere nei suoi comandamenti. Se questi comandamenti sono veramente nel cuore, ci si tiene veramente a viverli e rispettarli allora si è già nella giusta strada, è il modo di amare il Signore facendoli propri nel cuore. Questi comandamenti si riassumono:
«Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.»
L’espressione alta d’amore è donarsi in modo gratuito senza aspettarsi nulla in cambio e il dono della vita è la più alta: «dare la vita per i propri amici.»
Questa è una vera espressione della Speranza, persone che si spendono per gli altri perché possano essere consolati, assisti. L’amicizia e la fiducia è una altra importante espressione del comandamento d’amore, si esprimono nell’onestà e nella schiettezza: Gesù ha fatto conoscere i pensieri del Padre ai suoi discepoli senza tenere nulla nascosto.
Gli amici di Gesù sono scelti nell’essere mandati in missione, gli viene donata fiducia. Quest’altro aspetto è fondante per svolgere bene il comandamento di Gesù:
Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri»
Questo fa rinascere Speranza nel cuore a anche quella “Pace sia con voi” data da Cristo come ricordato dal Papa Leone XIV.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 15,9-17 – Domenica 11 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Sabato della III settimana di Pasqua

san Giovanni di Avila, sacerdote e dottore della Chiesa
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Sabato 10 Maggio 2025

“In quel tempo. La folla disse al Signore Gesù: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».” (Gv 6,30-35)

Una persona che crede e vuole agire per portare del bene e non rimane indifferente alle sofferenze altrui, non avrà mai fame d’amore ne sete di Dio, perché vive l’amore.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,30-35 – Sabato 10 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Venerdì della III settimana di Pasqua

beato Serafino Morazzone, sacerdote
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Venerdì 9 Maggio 2025

“In quel tempo. La folla, rimasta dall’altra parte del mare, vide che c’era soltanto una barca e che il Signore Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma i suoi discepoli erano partiti da soli. Altre barche erano giunte da Tiberìade, vicino al luogo dove avevano mangiato il pane, dopo che il Signore aveva reso grazie. Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».” (Gv 6,22-29)

La folla capisce. Gesù è andato anch’esso via ma non con i suoi discepoli che avevano preso la barca. La folla intuisce che Gesù è anch’esso con i suoi discepoli ed è con loro per via di un miracolo, di una manifestazione sovrannaturale. Gesù era semplicemente scomparso e apparso con i suoi discepoli. Gesù infatti era apparso ai suoi discepoli sedando l’agitazione delle acque approdando velocemente all’altra riva del mare.
Viene raggiunto dalla folla e Gesù usa la sua schiettezza: il motivo per cui lo cercavano era perché si erano sfamati, e forse volevano continuare a esserlo stando presso Gesù. Una via semplice per tirare avanti la vita faticando poco o senza faticare. Ma non è questo lo scopo del Signore, c’è un cibo che è più grande e dura per sempre, ed questa è la direzione che l’uomo dovrebbe prendere, cercare questo cibo:
«Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà.»
Credendo in Gesù si è già nutriti di questo cibo, la Speranza si riaccende e si è già rivoluzionata la vita verso il bene.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,22-29 – Venerdì 9 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Giovedì della III settimana di Pasqua

san Vittore, martire
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Giovedì 8 Maggio 2025

“In quel tempo. Venuta la sera, i suoi discepoli scesero al mare, salirono in barca e si avviarono verso l’altra riva del mare in direzione di Cafàrnao. Era ormai buio e Gesù non li aveva ancora raggiunti; il mare era agitato, perché soffiava un forte vento. Dopo aver remato per circa tre o quattro miglia, videro Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Sono io, non abbiate paura!». Allora vollero prenderlo sulla barca, e subito la barca toccò la riva alla quale erano diretti.” (Gv 6,16-21)

I discepoli si dirigono verso Cafàrnao, si trovano in difficoltà nell’attraversare il mare. In qualsiasi cammino può capitare di avere delle difficoltà anche grandi. Se non si ha paura le difficoltà si affrontano e è possibile cogliere quell’aiuto che potrebbe inaspettatamente arrivare. Ma se si ha paura si rischia di essere travolti dalla difficoltà.
Gesù vuole che i suoi discepoli siano in grado di cogliere anche ciò che può essere inusuale, al di fuori di ogni esperienza umana. Gesù cammina sulle acque.
I discepoli non possono che aver paura, è troppo. Gesù si fa riconoscere e invita a togliere l’impedimento che è la paura per poterlo cogliere sulla barca e andare spediti verso la meta.
Con Gesù si riesce a fugare la paura e a riavviare la speranza.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,16-21 – Giovrdì 8 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della III settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Mercoledì 7 Maggio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.” (Gv 6,1-15)

Gesù era seguito da una grande folla per via delle guarigioni e delle sue Parole che non erano come quelli degli scribi e dei farisei, erano e sono tuttora parole di vita. Da lui usciva la guarigione, la speranza di una vita senza le malattie, un annuncio di una nuova esistenza che potrebbe essere priva di malattie, drammi, incomprensioni, divisioni. È la via della Speranza, è la via della vita eterna.
Poi Gesù decide di sfamare tutte le persone che erano venute a vedere i segni che compie. In questo mette alla prova Filippo e anche gli altri Apostoli che erano con lui e insegna loro quella attenzione d’avere nei confronti delle persone. Gesù sfama e dona un segno ai presenti che credono in lui come un grande profeta. Gesù vedendo che volevano esaltarlo preferisce ritirarsi da solo per rimanere fermo nella sua missione di salvezza e speranza per ogni uomo.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,1-15 – Mercoledì 7 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Martedì della III settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Martedì 6 Maggio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C’è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera. Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce.
Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato. Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita.
Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l’amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio?
Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».” (Gv 5,31-47)

Continua il discorso di Gesù a quei Giudei increduli, sembra un appello accorato, fatto con il cuore, perché chi veramente lo ascoltasse potesse prendere coscienza della salvezza e della rinnovata speranza della vita eterna.
I segni, le opere compiute da Gesù dovrebbero essere una chiara indicazione per ogni persona e anche per i Giudei. Ma i cuori sono duri e l’amore di Dio non è in loro, Gesù è visto come un avversario e non come il Cristo da loro stessi atteso. Queste stesse persone credono di trovare la salvezza nelle Scritture, nella Bibbia, ma la conoscenza non è sufficiente e se considerata come unica fonte della fede a volte fa cadere in una illusione di essere nel giusto e di salvarsi da soli.
La vera conoscenza è il rapporto con Dio, attraverso la seconda persona della Trinità, Gesù, e con quell’azione d’amore dello Spirito Santo. La vera salvezza è in un rapporto con il Signore senza escludere le Scritture.
Aiutaci Signore in cammini di fede e di speranza.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 5,31-47 – Martedì 6 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Lunedì della III settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Lunedì 5 Maggio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù riprese a parlare e disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati. Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.
In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno. Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna. Da me, io non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato».” (Gv 5,19-30)

Dio Padre e il Figlio sono qui espressi in una perfetta comunione, dove il Padre “gli manifesta tutto quello che fa” e “gli ha dato il potere di giudicare”.
Una perfetta armonia e un grande gesto d’amore: “chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.”.
Questa è la Speranza, si trova nell’ascolto della Parola del Signore, nel credere fermamente che Gesù è stata mandato da Dio Padre per una missione di salvezza per l’uomo. La conseguenza è di non andare incontro al giudizio ma essere avvolti dalla misericordia di Dio. La Speranza nell’Anno giubilare è la vita eterna, la tensione verso di essa che dona qui su questa terra pace e serenità interiore.
Gesù vuole la fede, vuole che si creda in lui perché questa è la via per essere salvati e essere persone vive già qui su questa terra con tanta Speranza nel cuore.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 5,19-30 – Lunedì 5 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)